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I custodi della pergamena proibita

Di

Editore: Rizzoli

3.2
(23)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 413 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817055999 | Isbn-13: 9788817055994 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
8 marzo 2010: tre feroci omicidi a Firenze, Londra, New Haven. Quale nesso li accomuna e qual è il movente? Scotland Yard, FBI, Interpol brancolano nel buio. Solo Elda Novelli, ispettrice della Polizia Postale italiana, riuscirà ad afferrare, lungo le fibre ottiche e le intricate connessioni internet, il filo che li unisce. Le vittime stavano per rivelare al mondo il vero, sconvolgente contenuto dell’oscuro manoscritto Voynich, che da un secolo resiste a ogni tentativo di interpretazione. Ma l’ispettrice riuscirà a decrittarlo, seguendo le tracce lasciate dai tre ricercatori uccisi. Le scoperte sono agghiaccianti: gli attuali delitti risultano collegati con alcune morti eccellenti del primo Novecento. L’autore, nella sua impetuosa spirale narrativa, negli incalzanti flashback, nei colpi di scena dà vita a Wilfrid Voynich, ambiguo proprietario di quella misteriosa pergamena: dietro la facciata di libraio antiquario, infatti, trasmise nel suo documento messaggi criminali. In che modo, a chi, a qual fine? Che attinenza c’è con la strage del Titanic? E perché mai oggi una spietata confraternita proibisce la divulgazione della verità, seminando cadaveri? Aldo Gritti, in un rivoluzionario “scavo” di archeologia umana, mette a nudo le perfidie di Voynich, finora nascoste in un polveroso volume e nelle pagine del suo provocatorio codice spacciato come opera medievale. E ci offre un thriller dall’intreccio folgorante che sfida il lettore a riconoscere dove giunge la realtà e dove comincia l’immaginazione.
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  • 4

    Il bluff del mistero

    Un romanzo all'apparenza molto complesso che abbraccia certi accadimenti e misteri collegati attraverso sei secoli. Uno strano, misterioso e subdolo manoscritto viene, accidentalmente, riportato fuori dal suo temporaneo oblio, al fine di poter capire cosa si nasconde nelle sue pagine crittografat ...continua

    Un romanzo all'apparenza molto complesso che abbraccia certi accadimenti e misteri collegati attraverso sei secoli. Uno strano, misterioso e subdolo manoscritto viene, accidentalmente, riportato fuori dal suo temporaneo oblio, al fine di poter capire cosa si nasconde nelle sue pagine crittografate. A causa di ciò avvengono vari efferati omicidi la cui soluzione è dipanata dall'abilità e tenacia di una donna eccezionale.

    ha scritto il 

  • 3

    Ottima idea, modesto svolgimento

    L'idea è veramente interessante: fornire la chiave della decrittazione della pergamena indecifrabile (realmente esistente e che a tutt'oggi ha resistito ai più diversi tentativi di lettura) attraverso un romanzo, dando, in questo modo, un'ampia visibilità sia alla storia del manoscritto sia al c ...continua

    L'idea è veramente interessante: fornire la chiave della decrittazione della pergamena indecifrabile (realmente esistente e che a tutt'oggi ha resistito ai più diversi tentativi di lettura) attraverso un romanzo, dando, in questo modo, un'ampia visibilità sia alla storia del manoscritto sia al contenuto nascosto. Purtroppo lo svolgimento è modesto: la trama sincopata, da telefilm, si regge su una modesta (veramente modesta) qualità di scrittura (dialoghi banali, utilizzo talvolta discutibile della lingua, arcaismi decontestualizzati ecc.) lasciando nel lettore una certa delusione.

    ha scritto il 

  • 4

    UNICO

    Questo libro è unico. Non si può recensire se non dicendo: leggetelo e fatevi un'idea di cosa possa voler dire "RISCRIVERE LA STORIA".
    Ho l'impressione che chi ha dato giudizi negativi si sia fermato troppo, davvero troppo in superficie.

    ha scritto il 

  • 1

    Il libro è un'accozzaglia di stupidaggini senza capo né coda.
    Come se non bastasse è scritto in un italiano che poteva andare bene duecento anni fa in un libretto d'opera. Nemmeno mia nonna, che era analfabeta, sarebbe arrivata a tanto. E soprattutto non avrebbe scritto "cazzo" una pagina s ...continua

    Il libro è un'accozzaglia di stupidaggini senza capo né coda.
    Come se non bastasse è scritto in un italiano che poteva andare bene duecento anni fa in un libretto d'opera. Nemmeno mia nonna, che era analfabeta, sarebbe arrivata a tanto. E soprattutto non avrebbe scritto "cazzo" una pagina sì e l'altra pure. Pare di leggere il dizionario della crusca ("cazzo" a parte). Ma secondo voi la gente parla così? Orrore!

    ha scritto il 

  • 5

    ALDO GRITTI E LE SCATOLE CINESI

    Un thriller veramente originale e costruito a scatole cinesi. Il presente costellato di omicidi al Borghese Palace Art Hotel di Firenze, a Londra e New Haven, s'inserisce, con intelligenza e man mano, nel passato. In quel passato maledetto del famoso libraio antiquario Wilfrid Voynich, dal quale ...continua

    Un thriller veramente originale e costruito a scatole cinesi. Il presente costellato di omicidi al Borghese Palace Art Hotel di Firenze, a Londra e New Haven, s'inserisce, con intelligenza e man mano, nel passato. In quel passato maledetto del famoso libraio antiquario Wilfrid Voynich, dal quale prende il nome il manoscritto conservato alla Yale University. La narrazione corre veloce nella nostra epoca: omicidi, volanti di polizia italiana e straniera, colpi di scena, trucchetti su internet e poi con poche battute Gritti conduce il lettore alla presenza di Voynich. Una figura ambigua, perfida, calcolatrice, che SI COSTRUI' LUI QUEL MANOSCRITTO PIU' CELEBRE AL MONDO. E, questa, non è fiction, ma una tragica realtà, perché -documenti inseriti nel testo- l'Autore dimostra come quel perfido Polacco, spia mercenaria, utilizzò quella pergamena come strumento per trasmettere messaggi segreti e barattare vite umane. Terribile è tuffarsi nella strage del Titanic, da Voynich e dal suo entourage provocata, e assistere alla morte di Pierre Curie spintonato sotto un carro (quindi non fu un incidente!). Ma non solo ciò: ben altro si scopre. E in un "palleggio" fra Ieri e oggi, Aldo Gritti,arricchisce il plot di giochi enigmistici, di trucchi messi in atto dall'Ispettrice della Polizia Postale Novelli, per non smorzare il pathos.
    Originalità, intelligenza, linguaggio piacevole fanno di questo thriller un capolavoro di un "genere particolare", che non eguaglia nessun testo. Farà molto discutere, già ho letto qualcosa al riguardo, ma penso che coloro che da cento anni si sono arrovellati per capire il contenuto del manoscritto Voynich proveranno non poca invidia. Chi sia Gritti non è dato saperlo. Risulterebbe un sacerdote che, per motivi di salvaguardia, usa uno pseudonimo. E' vero? Non saprei dirlo. Però tutto de "I custodi della pergamena probita" mi "attizza".

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo eccellente

    Aldo Gritti è stato magistrale. Ottima concatenazione delle vicende presenti e passate. Stile piacevole. Ottimo il pathos. Incalzanti flash-back. Originale utilizzare la fiction per svelare il contenuto del manoscritto Voynich, figura dell'antiquario Voynich è resa con tinte forti. I dialoghi so ...continua

    Aldo Gritti è stato magistrale. Ottima concatenazione delle vicende presenti e passate. Stile piacevole. Ottimo il pathos. Incalzanti flash-back. Originale utilizzare la fiction per svelare il contenuto del manoscritto Voynich, figura dell'antiquario Voynich è resa con tinte forti. I dialoghi sono ben calzanti. Al collega lettore che rileva un odio personale di Gritti per il personaggio cardine, faccio notare che qualunque autore riversa sui personaggi un po' dei suoi sentimenti. Del resto in quest'opera egregia, c'era da smantellare la figura di Wilfrid Voynich, da un secolo osannata. Quindi a mio avviso, essa balza fuori come deve essere.
    Simpatica l'ispettrice Novelli, che è un omaggio alle qualità cerebrali femminili. Il finale è a interpretazione. Bello!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Un'occasione sprecata

    La storia è sicuramente avvincente: l'idea di svelare una volta per tutte il segreto del tanto dibattuto manoscritto Voynich stuzzica sicuramente la curiosità del lettore. In più, è apprezzabile la quantità di lavoro che l'autore ha dovuto svolgere per prepararsi adeguatamente in materia, rendend ...continua

    La storia è sicuramente avvincente: l'idea di svelare una volta per tutte il segreto del tanto dibattuto manoscritto Voynich stuzzica sicuramente la curiosità del lettore. In più, è apprezzabile la quantità di lavoro che l'autore ha dovuto svolgere per prepararsi adeguatamente in materia, rendendo a volte il libro più simile ad un saggio che ad un romanzo. Peccato che ad un'idea ben strutturata corrispondano una narrazione confusionaria, una descrizione degli eventi prolissa e non ben articolata e, soprattutto, una serie di dialoghi da far accapponare la pelle e che sicuramente non si confà alla presunta natura sacerdotale dell'autore. In più, traspare da tutto il romanzo un odio evidente dello stesso autore nei confronti di Voynich, quasi si trattasse di una faccenda personale: ma non dovrebbe essere il lettore a farsi un'opinione in base alla storia, senza che essa gli venga inculcata nella mente da un Demiurgo esterno? Peccato perchè l'idea era originale e poteva essere sviluppata meglio.

    ha scritto il