Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

I delitti di via Medina-Sidonia

Di

Editore: Sellerio di Giorgianni

3.7
(921)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838912343 | Isbn-13: 9788838912344 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

Ti piace I delitti di via Medina-Sidonia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
"Attaccò con la solita solfa sui sani, buoni, misteriosi delitti, che glimancano tanto; quelli che rendono vivibili tutti i paesi civili di questomondo... Quelli con un bel movente, quelli da scavarci dentro... Da noi, però,c'è anche la mafia, che oscura tutto, perché, alla fin fine, i delitti dimafia son tutti uguali: ci sono i mandanti, ci sono i killer, c'è l'agguato. Eil movente, gira e rigira, è sempre lo stesso. Anche se si conosce il nome deikiller, cosa cambia? Si sa sempre chi li compie e perché. I delitti 'veri'sono un'altra cosa".
Ordina per
  • 4

    Piacevole e ironico. Sopra le righe, a mio parere, il personaggio principale (eh che è superman ) . Incantevole la descrizione dei luoghi. Si sentono i profumi, si vedono le strade, si respira il cald ...continua

    Piacevole e ironico. Sopra le righe, a mio parere, il personaggio principale (eh che è superman ) . Incantevole la descrizione dei luoghi. Si sentono i profumi, si vedono le strade, si respira il caldo e i colori di luglio di una terra, che prima o poi vorrei visitare. Buona la prima , ironia e ambientazione ottime, qualche falla a mio parere nell'impianto giallo e troppo "costruito" il biologo Lorenzo Lamarca

    ha scritto il 

  • 2

    Bye bye, Piazzese

    Avevo detto che gli avrei dato un'altra possibilità. L'ho fatto. Quindi ho sopportato le prime 42 pagine, infarcite di citazioni di: film, attori, brani musicali, interpreti, monumenti, piante (meglio ...continua

    Avevo detto che gli avrei dato un'altra possibilità. L'ho fatto. Quindi ho sopportato le prime 42 pagine, infarcite di citazioni di: film, attori, brani musicali, interpreti, monumenti, piante (meglio se esotiche); alla quinta citazione di fila nella stessa pagina ero sul punto di tagliarmi le vene.
    Ma quello che mi ha messo k.o. è stata la frase: "le sue pupille [...] sembravano due acini di catarratto colpiti da peronospera."
    OK, lo abbiamo capito tutti quanto è intelligente, quanto è brillante, quanto è "culto", quante cose sa Lorenzo La Marca detto Marlowe (Philip, non Christopher) e di conseguenza il suo creatore Santo Piazzese! Però est modus in rebus, tanto per rimanere nel campo delle citazioni, che naturalmente abbondano anche dopo la pag. 42! Sono quindi in grado di affermare con una buona dose di approssimazione che questo sarà l'ultimo suo libro che leggo, se voglio evitare una sindrome di Stendhal letteraria.

    ha scritto il 

  • 4

    un bel romanzo giallo, colto e ironico, ambientato tra le strade di Palermo.
    Piazzese sa scrivere e ci si meraviglia di come gli autori italiani più letti siano quelli che non riescono a costruire una ...continua

    un bel romanzo giallo, colto e ironico, ambientato tra le strade di Palermo.
    Piazzese sa scrivere e ci si meraviglia di come gli autori italiani più letti siano quelli che non riescono a costruire una frase che abbia anche un valore estetico!
    magie del mercato!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il ritmo e' brillante. La scrittura scorrevole. La descrizione dei personaggi acuta. Pieno di spunti ironici. La trama pero' e' traballante. Certi personaggi, che per pagine e pagine paiono importanti ...continua

    Il ritmo e' brillante. La scrittura scorrevole. La descrizione dei personaggi acuta. Pieno di spunti ironici. La trama pero' e' traballante. Certi personaggi, che per pagine e pagine paiono importanti per la storia e la sua conclusione, scompaiono dalla scena alla fine, senza che ne sia chiara la ragione. Insomma, una ottima lettura scacciapensieri. Con qualche perplessita' che rimane alla fine.

    ha scritto il 

  • 4

    Abbiamo uno scrittore elegante ma non barboso, che gioca con le citazioni più o meno colte (a volte gioca col lettore, gliele nasconde queste citazioni, lo sfida a trovarle); con questo stile imbastis ...continua

    Abbiamo uno scrittore elegante ma non barboso, che gioca con le citazioni più o meno colte (a volte gioca col lettore, gliele nasconde queste citazioni, lo sfida a trovarle); con questo stile imbastisce una storia piuttosto avvincente dove le morti misteriose, il giallo, l’assassino, sono tutto sommato pretesti per parlare d’altro, per costruire personaggi ed evocare atmosfere, nella più nobile tradizione del giallo italiano.
    Ne vengono fuori figure affascinanti, una Palermo splendidamente descritta, ammaliante perfino sotto la cappa di scirocco.

    Qualcuno ha parlato di un protagonista quasi spocchioso; altri hanno trovato irritanti gli stereotipi sulla Sicilia. Io dico ben vengano questa spocchia e questi stereotipi, se divertono in modo così intelligente.
    Altrimenti bisogna cambiare genere di letture, c’è tanto pulp in giro, oppure c’è tanto Faletti.

    ha scritto il 

  • 3

    Stupendo negli aspetti legati a un certo tipo di "sicilianità", a certi caratteri attribuibili a quell'uomo di Sicilia scapolo, benestante, colto e appassionatissimo, da Ry Cooder al Laphroaig liscio, ...continua

    Stupendo negli aspetti legati a un certo tipo di "sicilianità", a certi caratteri attribuibili a quell'uomo di Sicilia scapolo, benestante, colto e appassionatissimo, da Ry Cooder al Laphroaig liscio, dai vestiti in lino chiaro a una Camel mai fumata prima di mezzogiorno… E così pagine e pagine scorrono con l'indagine marginalissima, e tutta una serie di citazioni, che rendono la scrittura ridondante. Ci si deve un po' abituare; io ci ho messo una sessantina di pagine, poi però ci si lascia accompagnare da questo professore Lorenzo La Marca, in una Sicilia dove di mafia non se ne sente parlare, ma invece si parla del baglio, delle cene consumate in qualche angolo di Palermo, dei fuochi osservati durante una festa in barca, degli ambienti dell'università e dei suoi dipartimenti.

    Il "caso" lascia un po' a desiderare, è un contorno; serve più - secondo me - a farci vivere qualche dialogo con alcuni colleghi dell'Università e con il commissario Vittorio Spotorno. Quindi sì, con calma, proseguirò con gli episodi successivi, ma unicamente perché spinto dalla curiosità di leggere nuovamente sullo stile di vita di La Marca

    ha scritto il