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I delitti di via Medina-Sidonia

Di

Editore: Sellerio di Giorgianni

3.7
(905)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838912343 | Isbn-13: 9788838912344 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
"Attaccò con la solita solfa sui sani, buoni, misteriosi delitti, che glimancano tanto; quelli che rendono vivibili tutti i paesi civili di questomondo... Quelli con un bel movente, quelli da scavarci dentro... Da noi, però,c'è anche la mafia, che oscura tutto, perché, alla fin fine, i delitti dimafia son tutti uguali: ci sono i mandanti, ci sono i killer, c'è l'agguato. Eil movente, gira e rigira, è sempre lo stesso. Anche se si conosce il nome deikiller, cosa cambia? Si sa sempre chi li compie e perché. I delitti 'veri'sono un'altra cosa".
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  • 2

    Bye bye, Piazzese

    Avevo detto che gli avrei dato un'altra possibilità. L'ho fatto. Quindi ho sopportato le prime 42 pagine, infarcite di citazioni di: film, attori, brani musicali, interpreti, monumenti, piante (meglio se esotiche); alla quinta citazione di fila nella stessa pagina ero sul punto di tagliarmi le ve ...continua

    Avevo detto che gli avrei dato un'altra possibilità. L'ho fatto. Quindi ho sopportato le prime 42 pagine, infarcite di citazioni di: film, attori, brani musicali, interpreti, monumenti, piante (meglio se esotiche); alla quinta citazione di fila nella stessa pagina ero sul punto di tagliarmi le vene. Ma quello che mi ha messo k.o. è stata la frase: "le sue pupille [...] sembravano due acini di catarratto colpiti da peronospera." OK, lo abbiamo capito tutti quanto è intelligente, quanto è brillante, quanto è "culto", quante cose sa Lorenzo La Marca detto Marlowe (Philip, non Christopher) e di conseguenza il suo creatore Santo Piazzese! Però est modus in rebus, tanto per rimanere nel campo delle citazioni, che naturalmente abbondano anche dopo la pag. 42! Sono quindi in grado di affermare con una buona dose di approssimazione che questo sarà l'ultimo suo libro che leggo, se voglio evitare una sindrome di Stendhal letteraria.

    ha scritto il 

  • 4

    un bel romanzo giallo, colto e ironico, ambientato tra le strade di Palermo. Piazzese sa scrivere e ci si meraviglia di come gli autori italiani più letti siano quelli che non riescono a costruire una frase che abbia anche un valore estetico! magie del mercato!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il ritmo e' brillante. La scrittura scorrevole. La descrizione dei personaggi acuta. Pieno di spunti ironici. La trama pero' e' traballante. Certi personaggi, che per pagine e pagine paiono importanti per la storia e la sua conclusione, scompaiono dalla scena alla fine, senza che ne sia chiara la ...continua

    Il ritmo e' brillante. La scrittura scorrevole. La descrizione dei personaggi acuta. Pieno di spunti ironici. La trama pero' e' traballante. Certi personaggi, che per pagine e pagine paiono importanti per la storia e la sua conclusione, scompaiono dalla scena alla fine, senza che ne sia chiara la ragione. Insomma, una ottima lettura scacciapensieri. Con qualche perplessita' che rimane alla fine.

    ha scritto il 

  • 4

    Abbiamo uno scrittore elegante ma non barboso, che gioca con le citazioni più o meno colte (a volte gioca col lettore, gliele nasconde queste citazioni, lo sfida a trovarle); con questo stile imbastisce una storia piuttosto avvincente dove le morti misteriose, il giallo, l’assassino, sono tutto ...continua

    Abbiamo uno scrittore elegante ma non barboso, che gioca con le citazioni più o meno colte (a volte gioca col lettore, gliele nasconde queste citazioni, lo sfida a trovarle); con questo stile imbastisce una storia piuttosto avvincente dove le morti misteriose, il giallo, l’assassino, sono tutto sommato pretesti per parlare d’altro, per costruire personaggi ed evocare atmosfere, nella più nobile tradizione del giallo italiano. Ne vengono fuori figure affascinanti, una Palermo splendidamente descritta, ammaliante perfino sotto la cappa di scirocco.

    Qualcuno ha parlato di un protagonista quasi spocchioso; altri hanno trovato irritanti gli stereotipi sulla Sicilia. Io dico ben vengano questa spocchia e questi stereotipi, se divertono in modo così intelligente. Altrimenti bisogna cambiare genere di letture, c’è tanto pulp in giro, oppure c’è tanto Faletti.

    ha scritto il 

  • 3

    Stupendo negli aspetti legati a un certo tipo di "sicilianità", a certi caratteri attribuibili a quell'uomo di Sicilia scapolo, benestante, colto e appassionatissimo, da Ry Cooder al Laphroaig liscio, dai vestiti in lino chiaro a una Camel mai fumata prima di mezzogiorno… E così pagine e pagine s ...continua

    Stupendo negli aspetti legati a un certo tipo di "sicilianità", a certi caratteri attribuibili a quell'uomo di Sicilia scapolo, benestante, colto e appassionatissimo, da Ry Cooder al Laphroaig liscio, dai vestiti in lino chiaro a una Camel mai fumata prima di mezzogiorno… E così pagine e pagine scorrono con l'indagine marginalissima, e tutta una serie di citazioni, che rendono la scrittura ridondante. Ci si deve un po' abituare; io ci ho messo una sessantina di pagine, poi però ci si lascia accompagnare da questo professore Lorenzo La Marca, in una Sicilia dove di mafia non se ne sente parlare, ma invece si parla del baglio, delle cene consumate in qualche angolo di Palermo, dei fuochi osservati durante una festa in barca, degli ambienti dell'università e dei suoi dipartimenti.

    Il "caso" lascia un po' a desiderare, è un contorno; serve più - secondo me - a farci vivere qualche dialogo con alcuni colleghi dell'Università e con il commissario Vittorio Spotorno. Quindi sì, con calma, proseguirò con gli episodi successivi, ma unicamente perché spinto dalla curiosità di leggere nuovamente sullo stile di vita di La Marca

    ha scritto il 

  • 3

    Eccesso di cultura

    Allora, partiamo col dire che se il libro è scritto bene non di meno la trama gialla è debole, un pretesto come un altro per fare uno sfoggio, continuo, costante e rindondante, di sapere stratificato con citazioni che spaziano dal mondo del jazz passando per il cinema d'autore sino a scrittor ...continua

    Allora, partiamo col dire che se il libro è scritto bene non di meno la trama gialla è debole, un pretesto come un altro per fare uno sfoggio, continuo, costante e rindondante, di sapere stratificato con citazioni che spaziano dal mondo del jazz passando per il cinema d'autore sino a scrittori che fanno tanto radical chic. Ho sempre odiato questo termine eppure non saprei come altro definire questo libro e il suo protagonista, alter ego dell'autore che, si l'abbiamo capito, è sommamente colto ma anche sommamente arrogante per quel che mi riguarda. Perché se è vero che anche in altri giallisti raffinati vi sono in controluce note e citazioni dotte, esse rimangono comunque però nulla più che un arricchimento al plot vero e proprio e non di certo il suo fine ultimo. Se si toglie il contorno radical chic al romanzo di Piazzese ciò che resta è una trama gialla da collana economica, di quei romanzetti che leggi in spiaggia stampati e poi regali al vicino d' ombrellone. La citazione dell'inquadratura finale di Quinto potere è stata una delle cose più stucchevoli e gratuite, senza contare che uno che non ami Dylan o Lady B è spacciato, perde tre quarti del senso del libro, e se non ama i vecchi film da cineforum, meglio che manco lo apra. Decisamente un esercizio di stile, che può anche piacermi visto che ho gli stessi gusti dell'autore ma che non m'inganna, la sostanza resta poca. Da leggere come test per verificare il proprio snobbismo intellettuale.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho amato di questo libro i riferimenti alla città di Palermo. Sinceramente non capisco perché abbia voluto dare tutte le indicazioni stradali possibili ed immaginabili. Se avesse aggiunto uno stradario forse sarebbe stato tutto molto più comprensibile per chi non conosce Palermo.

    ha scritto il 

  • 5

    Non conoscevo nulla di Piazzese, solo tanta fiducia all'editrice. Pagina dopo pagina mi ritrovo a leggere un libro molto simpatico, godibile anche se farcito di citazioni. Forse un po' troppe. Di certo la più bella sorpresa di fine anno.

    ha scritto il