I demoni di mezzanotte

Di

Editore: REI

4.0
(9)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 590 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8897362230 | Isbn-13: 9788897362234 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Nell'Italia di inizio '500, la comunità di un piccolo paese sperduto tra le colline della Val Camonica, controllato dal Duca De Baccelli e lontano dai domini della Diocesi di Brescia, vive come può dedicandosi all'allevamento e all'agricoltura, oltre che alla preghiera nella piccola chiesa gestita dal frate domenicano Orazio. Frate Orazio viene allertato da un pastore della presenza dei resti di un falò e, una volta constatata l'attendibilità della testimonianza, non può fare altro che avvertire la Chiesa e le autorità di Brescia, pur sapendo che l'arrivo dell'Inquisitore avrebbe cambiato per sempre le sorti del paese.

"...in quell’istante la ragazza dai lunghi capelli scuri apparve fra i tre uomini, tenuta per le braccia e la vita. Era spaventata e guardava tutto con diffidenza e terrore. Quando vide le catene e il sangue sulle pareti si bloccò e iniziò a scalciare ma la forza dei tre era superiore e in un attimo venne immobilizzata e legata alla sedia. Qui fissò attonita l’Inquisitore e tutti coloro che presenziavano..."

Nell’Italia di inizio ‘500, la comunità di un piccolo paese sperduto tra le colline della Val Camonica, controllato dal Duca De Baccelli e lontano dai domini della Diocesi di Brescia, vive come può dedicandosi all'allevamento e all'agricoltura, oltre che alla preghiera nella piccola chiesa gestita dal frate domenicano Orazio.In questa valle tranquilla, seppur molto povera, vivono Agata e Giacomo, fratelli gemelli di quindici anni, con la loro balia Amelìa, una donna piuttosto anziana che li ha cresciuti dopo la morte della madre naturale, avvenuta parecchi anni prima.Per nascondere un passato piuttosto tragico, i tre abitano isolati dal resto della popolazione, su una collina esposta direttamente sulla vallata e sul piccolo borgo. Amelìa nonostante l'età è una donna molto forte e dura, temprata da esperienze che l'hanno segnata profondamente e molto ostile nei confronti della Chiesa e dei suoi rappresentanti, pur essendo cattolica. Agata e Giacomo sono cresciuti insieme a lei dall’età di cinque anni e da lei hanno appreso la difficile arte della sopravvivenza. I loro caratteri opposti li portano ad affrontare il mondo in maniera diversa, la prima timida e dolce, il secondo duro e serio.A causa della sua timidezza e ingenuità, Agata verrà avvicinata con facilità da un personaggio troppo lontano dal suo ambiente di vita, che con abili menzogne la convincerà a partecipare a una festa organizzata sulla cima del Pianoro, una collina poco lontana dal paese.Ma proprio quella festa sarà l'inizio del declino. Lì Agata riceve un'amara sorpresa e capisce che vi è stata portata solo per un unico scopo, che non è quello che pensava. Inoltre una misteriosa malattia comincia a uccidere molte persone e animali, e, assieme al freddo dell’inverno e alla siccità, rende la sopravvivenza del paese sempre più difficile.Frate Orazio viene allertato da un pastore della presenza dei resti di un falò e, una volta constatata l'attendibilità della testimonianza, non può fare altro che avvertire la Chiesa e le autorità di Brescia, pur sapendo che l'arrivo dell'Inquisitore avrebbe cambiato per sempre le sorti del paese.

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  • 4

    Caccia alle streghe!

    Dunque, ancora una volta un romanzo storico, questa volta proveniente da una giovane autrice, Romina Principato, che con la sua narrazione trasporta il lettore direttamente nel passato, a cinquecento ...continua

    Dunque, ancora una volta un romanzo storico, questa volta proveniente da una giovane autrice, Romina Principato, che con la sua narrazione trasporta il lettore direttamente nel passato, a cinquecento anni fa, quando imperversava la caccia alle streghe. Molti pensano che sia una faccenda medioevale, invece è proprio nel corso del Cinquecento che si registrarono gli episodi più violenti e terribili.

    Tornando a noi, siamo nella Val Camonica, in un piccolo paesino chiamato Cemmo, dove vivono i nostri protagonisti: Agata e Giacomo, due fratelli gemelli che hanno perso la loro madre all'età di soli cinque anni, e che da allora vivono con la loro balia, Amelia, in una piccola casupola poco fuori dal villaggio. Compaiono fin da subito altri personaggi: frate Orazio, il parrocco della comunità, apparentemente destinato a rivestire un ruolo marginale in tutta la vicenda, ma che invece smentirà questa supposizione; Andreas De Baccelli, giovane rampollo del signore della zona, e svariati altri abitanti del luogo. Sarà proprio dall'incontro tra Agata, ancora ingenua e in gran parte ignara dei mali del mondo, e Andreas, che le vite di tutti cominceranno ad essere stravolte: ammaliata dal giovane, conquistata dalle sue parole, la giovane si lascia convincere a partecipare ad una festa sul Pianoro, una festa che si terrà alla mezzanotte del giorno del suo quindicesimo compleanno, per partecipare alla quale diventa disposta a tutto, anche a mentire alla sua famiglia. Agata, però, non può immaginare che cosa l'aspetta a quella festa, nè le conseguenze che ne deriveranno. Così come non sospetta che Amelia non racconti loro tutta la verità sulle sue uscite, su cosa fa quando si allontana da casa e si reca a casa di Bernardo, condadino della zona.

    recensione completa qui: http://libridelcuorecuoridilibri.blogspot.it/2013/12/recensione-i-demoni-di-mezzanotte-di.html

    ha scritto il 

  • 5

    Sono tornate le streghe

    Sono sempre più convinta che siano i libri a scegliere me e non viceversa. Non riesco a spiegare altrimenti la forza che la scorsa domenica mi ha spinto verso quel “compra ora con un click” pur avendo ...continua

    Sono sempre più convinta che siano i libri a scegliere me e non viceversa. Non riesco a spiegare altrimenti la forza che la scorsa domenica mi ha spinto verso quel “compra ora con un click” pur avendo quattro libri in corso di lettura e un'altra ventina in lista d'attesa.

    Inoltre il riferimento ai demoni nel titolo non m'ispirava molto e l'unico feedback positivo era il suggerimento, trovato in una newsletter, di dare un'occhiata al link di una giovane autrice milanese, che fatica a promuovere il suo libro. L'editoria italiana ha dei seri problemi.

    Cinquecento pagine potranno sembrare tante, ma la lettura del primo capitolo è stata sufficiente per intuire che mi ero imbattuta nel miglior romanzo storico sulle streghe che avessi mai letto.

    Premetto che il romanzo storico è il mio genere preferito ed essendo particolarmente interessata ai personaggi femminili di donne che fanno la fisica ho una discreta esperienza. Ho bruciato le cinquecento pagine in poco più di un pomeriggio (seppur spalmato su tre sere per motivi di lavoro) e ho sentito il bisogno di scoprire qualche cosa di più su questa autrice, non riuscendo davvero a capire come possa avere difficoltà a promuovere un romanzo, che è decisamente superiore - solo per fare un esempio - al Il labirinto delle streghe della ben più blasonata Jeanne Kalogridis.

    Romina Principato, classe 1985, è nata in Argentina, ma la sua famiglia è rientrata in Italia, paese di origine del padre, quando aveva solo cinque anni. I demoni di mezzanotte è il suo secondo romanzo, ma anche il primo in cui si cimenta con un genere diverso dal fantasy, che afferma esserle più congeniale. In una intervista ha rivelato di aver affrontato la sfida del romanzo storico solo per scommessa. Per quanto mi riguarda, l'ha abbondantemente vinta.

    La ricostruzione storica è molto accurata e beneficia del carattere puntiglioso e ipercritico che l'autrice dichiara di possedere. La stessa, sempre in una intervista, si scusa addirittura per non aver visitato personalmente i luoghi in cui è ambientata la vicenda, per la cui descrizione si è affidata esclusivamente a ricerche bibliografiche. Personalmente ho invece molto apprezzato questa elaborazione scenografica, che è reale, ma allo stesso tempo non condiziona il lettore.

    Ammetto che per me, che vivo in una località di montagna dell'alto Piemonte, non è stato difficile immaginare i luoghi, anche se la storia si svolge in realtà nei dintorni di Cemmo, un piccolo paese che all'epoca dei fatti ricadeva nella diocesi di Brescia. L'autrice afferma di aver scelto questa zona, perchè ha il triste primato del maggior numero di roghi accesi nel periodo d'oro dell'Inquisizione.

    La figura dell'Inquisitore è tratteggiata magistralmente in tutta la sua crudeltà e sadismo, in contrapposizione a quella di frate Orazio, il parroco del paese, che quell'Inquisitore è stato costretto a chiamare “per dovere”, pur sapendo che il suo arrivo non avrebbe portato nulla di buono. La fede di frate Orazio viene messa duramente alla prova al punto che, dopo aver assistito agli interrogatori dell'Inquisitore, non si sentiva più lo stesso uomo che alcune settimane prima ogni giorno pregava e sapeva esattamente quali erano i suoi principi. Ora non sapeva più nulla, perchè la Chiesa gli aveva mostrato la sua parte più orribile e la fede era crollata nel baratro dell'incertezza.

    Ogni volta che leggo dell'Inquisizione, proprio come frate Orazio, mi chiedo come degli uomini “istruiti” abbiano potuto uccidere così tanti innocenti. A sostegno della mia tesi iniziale, ossia che sia stato il libro a scegliermi e non viceversa, proprio il giorno dopo averlo comprato e iniziato, aprendo l'inserto La lettura del Corriere della Sera, ho trovato un articolo intitolato La stregoneria dei moderni: dietro i casi di violenza in Africa e Nuova Guinea il disagio dei nativi di fronte alle conseguenze della globalizzazione. Recenti studi antropologici hanno evidenziato che la diffusione di malattie come l'Aids, la povertà e la conseguente emarginazione sociale comportano, in molte parti del così detto Terzo Mondo, una ripresa del linguaggio della stregoneria come ricerca dei colpevoli.

    In realtà solo noi occidentali identifichiamo oggi il termine “stregoneria” con “eresia”, mentre per le popolazioni tribali comprende tutto ciò che non è spiegabile e controllabile da parte dell'uomo. Come sempre le donne diventano i capri espiatori dell'insicurezza maschile. La violenza nei confronti del genere femminile non finirà mai e non solo in nuova Guinea.

    Tornando al romanzo, oltre all'ottima ricostruzione storica e alla trama intrigante e scorrevole, grammatica, sintassi e punteggiatura sono impeccabili e, a differenza della maggior parte della produzione letteraria di giovani autori, il testo è stato chiaramente sottoposto ad un editing accurato. Essere perfezionisti non è mai un difetto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    La mia recensione: http://libreriarosaitaliana.wordpress.com/2012/06/08/i-demoni-di-mezzanotte-di-romina-principato/

    E' un libro indubbiamente lungo e con al centro una storia piuttosto impegnativa (nel senso che implica un salto indietro in un'epoca lontana come mentalità e dove esistevano ingiustizie che oggi ci f ...continua

    E' un libro indubbiamente lungo e con al centro una storia piuttosto impegnativa (nel senso che implica un salto indietro in un'epoca lontana come mentalità e dove esistevano ingiustizie che oggi ci farebbero inorridire), però, la Principato ha uno stile preciso e accurato e il libro è sorretto da una notevole docmentazione storica quindi se avete il tempo e la "calma" necessarie per affrontarlo io ve lo consiglierei.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    FANTASTICO!!!

    Cominciamo premettendo che non scrivo un qualcosa di anche vagamente simile a una recensione dai tempi dei temi delle medie quindi chiedo scusa in anticipo,comunque il mio intento e solo di esprimere ...continua

    Cominciamo premettendo che non scrivo un qualcosa di anche vagamente simile a una recensione dai tempi dei temi delle medie quindi chiedo scusa in anticipo,comunque il mio intento e solo di esprimere le miei opinioni su questo splendido romanzo ☺ e sì con tanto di faccine e smile hiihhihi (altrimenti non sarei io ahahha).
    Dunque che dire…dopo aver adorato “i quattro i re” ( e aspetto sempre il seguito :P )devo dire che ho adorato anche questo romanzo seppur di tutt altro genere,ma quando una scrittrice è brava può scrivere di tutto ☺ e io trovo che Romina sia bravissima!
    Purtroppo causa lavoro non ho potuto dedicare al romanzo il tempo che avrei voluto e a volte mentre ero a lavoro,per l appunto spesso mi trovavo a pensare a cosa sarebbe successo ( che tortura!!) ma finalmente ieri l ho finito! tutto d un fiato perché si arriva a certo punto dove non si può,non si riesce più a staccarsi, la storia ti prende ti travolge totalmente fino alla fine
    Già dall inizio ti incuriosisce e come già detto poco fa alla volte mi trovavo a pensare a cosa sarebbe successo e non vedevo l ora di riprenderlo tra le mani,e devo anche dire che pur trattando un tema piuttosto cruento della nostra storia il tutto è espresso senza essere volgare cosa che ho apprezzato tantissimo per quanto possa sembrare stupido ,c è la crudeltà ,il romanzo è tostissimo ma non è volgare.
    Altra nota positiva le descrizioni che aiutano a capire il periodo come erano quelle zone davvero ottimo!la storia scorre ci si innamora dei personaggi e si detestano i “cattivi” ( sti stronzi! :P ) è un romanzo che prende in tutti i sensi,c era solo una cosa,un particolare riguardo i due protagonisti Agata e Giacomo che trovavo fin troppo ripetitivo ma alla fine ho capito che era tutto voluto ,ma non posso dire nulla per evitare spoiler ehhehe ;)
    mi sto dilungando troppo forse ehehe comunque in conclusione un romanzo stupendo che consiglio a tutti è da leggere!!! Uniche due notine negative ,che perdonami Romi ma devo fartele sono : è OCCHIO perché QUI C è UN MINIMO SPOILER 1.Musòn ci son rimasta troppo male ok serviva a far capire la stronzaggine di quella stronza ,ma poverinooo ☹ e 2 allora con tutti i nomi possibili quello stronzo proprio “Andreas” no eddai :P ahahahh dai scherzi a parte ripeto per l ennesima volta FANTASTICO!!! Grazie Romi per questo secondo capolavoro!!! ☺

    ha scritto il 

  • 3

    Mattoncino storichino, pesantino... ino insomma

    Mah....questo romanzo mi ha fatto davvero penare, ci ho messo un'eternità a terminarlo e solo perchè sono una cocciuta ché ad un certo punto mi ero fermata e sono stata più volte tentata di lasciarlo ...continua

    Mah....questo romanzo mi ha fatto davvero penare, ci ho messo un'eternità a terminarlo e solo perchè sono una cocciuta ché ad un certo punto mi ero fermata e sono stata più volte tentata di lasciarlo a metà.

    Bisogna stare attenti a certi paragoni perchè poi la gente si crea delle aspettative e in questo caso ahimè sono state deluse.

    Il problema fondamentale è che la storia non c'è, o meglio non c'è sufficientemente storia a giustificare 600 pagine.

    Si rileva un'approfondita ricerca storica e indubbiamente uno dei doni dell'autrice è la capacità descrittiva, ma quando ti soffermi a descrivere ogni minimo dettaglio e la trama non parte mai diventa una rogna terribile come un callo su cui non vuoi camminarci per paura di farti male.

    Insomma prima che si entra nel clou ci vogliono ben 364 pagine e arrivarci sono dolori.....
    Quando poi ci arrivi scorre abbastanza ma alla fine ti riamane quel senso di appetito come a dire "beh solo dei grissini, e il mio pranzo?".

    Facendo delle ricerche sull'autrice però vengo a scoprire che nasce dal fantasy e che questo romanzo è stata una scommessa col suo editore che l'ha spronata a cimentarsi in tutt'altro genere.
    In tal senso faccio un plauso alla R.E.I. Edizioni che non ha ceduto al recente mal costume di pubblicare qualsiasi porcheria-fantasy pur di battere cassa.
    Ma in tutta sincerità a me questo romanzo non è piaciuto.Magari la prossima andrà meglio.

    ha scritto il 

  • 0

    Vi sono capitoli della nostra storia tanto agghiaccianti da poter essere paragonati a veri e propri racconti dell’orrore. La Santa Inquisizione sicuramente ha vergato alcune tra le pagine più sanguina ...continua

    Vi sono capitoli della nostra storia tanto agghiaccianti da poter essere paragonati a veri e propri racconti dell’orrore. La Santa Inquisizione sicuramente ha vergato alcune tra le pagine più sanguinarie a memoria d’uomo.
    “I demoni di mezzanotte” affonda le sue radici nel periodo cupo della caccia alle streghe. Attraverso una storia di fantasia che ha per protagonista un’umile famiglia di origini contadine, ci propone una ricostruzione storica attendibile quanto terrificante.
    Siamo nel ‘500 in Val Camonica. Il potere ecclesiastico imperversa e quasi tutte le terre sono sotto la giurisdizione del Vicariato. Dopo aver assistito alla morte della madre condannata al rogo per stregoneria, Giacomo e Agata, due gemelli, vengono tratti in salvo dalla loro balia Amelia e condotti nel paesino di Cemmo, uno dei pochissimi feudi ancora liberi dall’egemonia del Vicariato.
    Sebbene tra stenti e mille difficoltà, i due fratelli crescono lontani dall’orrore a cui hanno assistito.
    Li ritroviamo alla vigilia del loro quindicesimo compleanno. È inverno e una carestia dilagante rende sempre più difficile la sopravvivenza. Amelia e i suoi ragazzi lavorano sodo per garantirsi almeno un pasto al giorno ma l’armonia non manca nella loro casa. L’affetto che li unisce sembra poter bastare a renderli felici ma, ben presto, anche questa parvenza di felicità si dissolve.
    Agata si imbatte nel giovane figlio del Duca Andreas De Bacelli. Si invaghisce di lui e l’atteggiamento del ragazzo le fa credere di poter essere ricambiata. Quando la invita a una misteriosa festa sul Pianoro proprio nel giorno del suo compleanno, la fanciulla sente di poter realizzare un sogno. In realtà quel convegno amoroso, organizzato in segreto, si rivelerà l’inizio di un incubo.
    Nel frattempo un’epidemia si diffonde a Cemmo seminando la morte tra i suoi abitanti. Che sia l’effetto di un maleficio scagliato da fattucchiere nascoste nella comunità? Quel che inizialmente è solo un timido sospetto, pian piano, si tramuta in convinzione al punto che Frate Orazio si vede costretto a richiedere l’aiuto del Vicariato.
    Giungerà così in paese l’inquisitore Don Bernardino che scatenerà una spietata caccia alle streghe.
    A quel punto sarà difficile per chiunque sfuggire al Braccio Secolare perché basta davvero poco per essere sospettati di stregoneria.
    Lo sa bene Amelia che ha perso la sua migliore amica tra le fiamme e che custodisce un terribile segreto.
    Riesce a immaginarlo Agata che dal giorno della festa sul Pianoro non è più la stessa e teme di essere posseduta dal diavolo…
    Le vicende personali delle due donne costituiscono il nucleo principale intorno a cui si sviluppa l’intero romanzo. Una storia intessuta di segreti, paure, sospetti, sogni infranti, narrata in modo così intrigante da incollare il lettore alla pagina. Ci conquista Agata con la sua ingenuità e il suo desiderio di sottrarsi allo squallore di un’esistenza che le ha negato i piaceri e la spensieratezza dell’infanzia, così come Amelia che pur avendo vissuto in un contesto culturalmente povero non cede alla superstizione e lotta con coraggio per proteggere quelli che considera a tutti gli effetti suoi figli.
    Ricchi di fascino, in maniera diversa, e assolutamente “umani” ci appaiono anche i personaggi che gravitano intorno alle due protagoniste femminili.
    Giacomo che pur incarnando un esempio di ragazzo puro e onesto non manca di custodire qualche segreto, Andreas bello fuori quanto arido dentro e Frate Orazio (forse uno dei personaggi più riusciti) dilaniato dal bisogno di conservare intatta la fede nel momento in cui assiste a orrori che non condivide e dei quali non vorrebbe mai essere complice.
    Avvincendoci con i ritmi, la fantasia, il pathos tipici della fiction l’autrice riesce a fornirci un quadro vivido e a proporci una lucida analisi di quel che è stata la caccia alle streghe. Con pennellate efficaci tratteggia la mentalità dell’epoca intrisa di superstizione mettendo bene in luce le dinamiche che possono indurre l’uomo a ricercare nel soprannaturale le cause di mali che, per ignoranza, non riesce a comprendere. Con altrettanta maestria, ci mostra quanto possa essere pericoloso il fanatismo religioso, quanto contraddittoria e assurda la condotta di chi in nome di Dio si macchia di crimini ben peggiori di quelli che arbitrariamente attribuisce a persone, di fatto, innocenti.
    Un libro davvero straordinario in grado di “stregarci”, commuoverci, farci riflettere.
    http://strepitesti.blogspot.com/2012/01/i-demoni-di-mezzanotte.html

    ha scritto il