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I detective selvaggi

Di

Editore: Sellerio (La memoria ; 787)

4.4
(918)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 808 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Portoghese , Francese , Olandese

Isbn-10: 8838923892 | Isbn-13: 9788838923890 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Nicola

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Travel

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Descrizione del libro
«I Detective selvaggi – ha scritto Enrique Vila-Matas – ci fanno conoscere uno scrittore sbalorditivo che ci fa capire quanto può essere profonda la gioia di leggere». E la sbalorditiva gioia del capolavoro del cileno Bolaño, morto giovane ma quando era già lo scrittore in lingua spagnola di riferimento delle ultime generazioni, è che può essere molte cose tutte insieme, da potersi leggere seguendo molte trame, comprese le più incongrue, colte o avventurose. Si presenta come una specie di falso poliziesco – estenuando e deformando il suo modello, le finzioni borgesiane –, o di sarcastico on the road, a cavallo di due tempi in cui avrebbe potuto succedere tutto, il tempo delle avanguardie artistiche e il tempo della gioventù «alternativa» anni Sessanta Settanta. Arturo Belano e Ulises Lima, sedicenti poeti e piccoli trafficanti, i detective, adepti di un’improbabile ed estrema avanguardia, il «realvisceralismo», cercano, attraverso l’America Latina, la mitica fondatrice della loro setta artistica. La donna era Cesárea Tinajero, creatrice di un’unica composizione inedita e scomparsa nel nulla in anni distanti. E la loro ricerca, pretesto e copertura intellettuale per oblique imprese, si snoda seguendone la vita e le opinioni raccontate, avanti e indietro nel tempo. Al presente dei due detective sulle tracce della capostipite, in compagnia di un diciassettenne alla scoperta del sesso e di una prostituta adolescente in fuga dal suo protettore, seguono gli indiretti resoconti, vent’anni dopo, di testimoni che conobbero Arturo e Ulises. Ma anche questi ultimi sono in realtà narratori egocentrici che si perdono in grottesche avventure di ogni genere, che ritessono confuse mitologie, in cui si inseguono labili indizi, fino a fugare la speranza che di Cesárea si possa davvero sapere qualcosa. Un vagabondare irrequieto in cui ogni evento ogni personaggio sembrano sdoppiare indefinitamente le possibilità della vita, senza che nessuno riesca alla fine ad afferrarne alcuna.
Una magnifica metafora che è stata letta come la dispersione di una generazione sudamericana, perduta tra sogni rivoluzionari e spietate repressioni; oppure come la versione iconoclasta e ironica dell’epica a volte compiacente di un continente il cui spirito meglio si riflette ai due estremi delle finzioni borgesiane e delle desolate solitudini di Macondo.
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  • 4

    "Il problema era che io non lo amavo più. Si può conquistare una ragazza con una poesia, ma non si può tenerla con una poesia."

    "In quell’intervallo di silenzio che si crea dopo aver sentito qualcosa ...continua

    "Il problema era che io non lo amavo più. Si può conquistare una ragazza con una poesia, ma non si può tenerla con una poesia."

    "In quell’intervallo di silenzio che si crea dopo aver sentito qualcosa di veramente bello, un intervallo che può durare uno o due secondi o tutta la vita"

    "La superbia degli ignoranti"

    "Moriremo tutti, pensa all’eternità."

    "Cose che si dicono quando uno è molto ubriaco e la notte non è solo straniera ma grande, grandissima, così grande che appena ti distrai un po’ ti ingoia, te e tutti quelli che hai accanto, ma di queste cose voi non sapete nulla, voi non siete mai stati in Africa."

    ha scritto il 

  • 0

    Perché i marxisti ci tengono così tanto alle parole, che sono per loro solo onde sonore?

    Bollani è evidentemente comunista. Cosa che me lo rende interessante come pezzo d'antiquariato, esponente indigeno di un culto che ancora va forte nei paesi economicamente e culturalmente inferiori ma ...continua

    Bollani è evidentemente comunista. Cosa che me lo rende interessante come pezzo d'antiquariato, esponente indigeno di un culto che ancora va forte nei paesi economicamente e culturalmente inferiori ma è destinato a diventare marginale quanto quello di Zoroastro. Ma allora perché scrive poesie? Non ha senso. Le parole sono vibrazioni nell'aria dal loro punto di vista. Eppure Bollani si vergogna di scrivere romanzi, dice che lo fa per mangiare. Questo gli è venuto molto bene e in Messico succedono in continuazione cose molto molto peggiori di quelle che racconta, ma qui siamo ancora tra giovani che credono in cose. Molto ben fatto.

    ha scritto il 

  • 5

    que hay detras de la ventana?

    un libro pesado, un rompecabezas, lleno de humor, un homenaje a una (o a toda?) generacion que busca sus propias utopias. Tres partes que señalan la realidad de la incertidumbre, la aventura intermina ...continua

    un libro pesado, un rompecabezas, lleno de humor, un homenaje a una (o a toda?) generacion que busca sus propias utopias. Tres partes que señalan la realidad de la incertidumbre, la aventura interminable ....y que hay detras de la ventana?..cada uno tiene su propia respuesta o su propia capacidad de no comprender...al final, una obra maestra.

    ha scritto il 

  • 0

    "Come se in questa provincia dimenticata, poeti e saggisti e professori altrettanto dimenticati riproducessero i gesti che i mezzi di comunicazione diffondono dei loro idoli."

    "Di tutte le isole visit ...continua

    "Come se in questa provincia dimenticata, poeti e saggisti e professori altrettanto dimenticati riproducessero i gesti che i mezzi di comunicazione diffondono dei loro idoli."

    "Di tutte le isole visitate, due erano portentose. L'isola del passato, disse, dove esisteva solo il tempo passato e nella quale gli abitanti si annoiavano ed erano ragionevolmente felici, ma dove il peso dell'illusione era tale che l'isola sprofondava ogni giorno di più ne fiume. E l'isola del futuro, dove l'unico tempo esistente era quello futuro, e i cui abitanti erano sognatori e aggressivi, così aggressivi, disse Ulises, che probabilmente avrebbero finito per mangiarsi a vicenda."

    ha scritto il 

  • 5

    sin duda una de las mejores novelas de nuestro siglo. mil libros en uno. cortázar estaría bien orgulloso de un autor así. la fine del primer capitulo es increíble: el ritmo de las anteriores páginas d ...continua

    sin duda una de las mejores novelas de nuestro siglo. mil libros en uno. cortázar estaría bien orgulloso de un autor así. la fine del primer capitulo es increíble: el ritmo de las anteriores páginas de repente acelera en la descripción de la huida dal DF en una impala. Lima, Belano y miles historias màs en las páginas sucesivas...

    ha scritto il 

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