I diari di Hitler

Di

Editore: Mondadori

3.6
(75)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 374 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804505591 | Isbn-13: 9788804505594 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Vanni

Genere: Storia

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Descrizione del libro
Robert Harris, autore di thriller, racconta l'incredibile vicenda di unepisodio paradossale ed eclatante: l'acquisto a un prezzo esorbitante deisessanta volumi dei presunti diari di Hitler. Una storia che ha perprotagonisti il falsario, i giornalisti, i collezionisti di cimeli nazisti elo stesso Führer, misterioso, enigmatico, inquietante.
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  • 3

    Sarà capitato a tutti di leggere un romanzo to-tal-men-te agganciato al reale, o dalla trama e dal coinvolgimento così vividi da far pensare: “Caspita (o versioni più anatomiche dello stesso concetto) ...continua

    Sarà capitato a tutti di leggere un romanzo to-tal-men-te agganciato al reale, o dalla trama e dal coinvolgimento così vividi da far pensare: “Caspita (o versioni più anatomiche dello stesso concetto) sembra una storia vera!”. Ecco, con I diari di Hitler di Robert Harris avrete la possibilità di procedere alla affermazione esattamente contraria: è una storia vera, e sembra impossibile che sia accaduta veramente.

    Come è possibile che nel 1983 una delle riviste più popolari della Germania (Stern, non Novellen 2000) abbia scucito quasi dieci milioni di marchi per accaparrarsi 62 diari che sarebbero stati vergati di proprio pugno dal più feroce e psicopatico dittatore della storia? Come è successo che nel civilissimo Regno Unito due gruppi editoriali si siano scatenati in una vera e propria asta al rialzo per ottenerne i diritti di pubblicazione? E come è possibile che persino Murdoch, a capo dell’impero dei media più potente degli States, si sia personalmente scomodato per arrivare nel vecchio continente e negoziarne un’esclusiva sul continente americano?

    Ma, soprattutto, come hanno fatto TUTTO QUANTI a farsi fregare da questo tizio qui?

    Il saggio di Harris racconta come dei falsi – anche piuttosto grossolani – siano diventati un caso editoriale prima e un esempio di come non fare giornalismo immediatamente dopo. Ci spiega che la grande-gigantesca-enorme caz… stupidaggine è sempre dietro l’angolo, anche se sei un compunto editore tedesco e persino se sei abituato a bere il the alle 5 in punta di mignolo. Racconta, soprattutto, una delle più inquietanti caratteristiche dell’animo umano: quella sorta di attrazione per l’orrido che fa fermare le macchine vicino a un incidente, fa amare i film horror, porta a votare Scilipoti e a tifare l’Udinese.

    E’ una attrazione sottile e a volte irresistibile, un punto del nostro carattere che un po’ ci attrae e un po’ ci fa paura. Che è facile da condannare e difficile da reprimere, capace di gettare un’ombra buia e gelida anche nella più assolata giornata di serenità.

    I diari di Hitler dovevano essere veri, e non solo per degli idioti fanatici di un mondo (grazie al Cielo) ormai distrutto: dovevano essere veri per quel brivido imbarazzante che prende per il terribile. E Harris lo spiega magnificamente.

    http://capitolo23.com/2017/01/12/recensione-diari-hitler-robert-harris/

    ha scritto il 

  • 4

    storia di una "suola"

    Crediamo a ciò cui vogliamo credere, vediamo quello che vogliamo vedere, a dispetto dell'evidenza. Ciarlatani, imbroglioni al lavoro, ma non solo; in questo caso un astuto e abile falsario che nel 198 ...continua

    Crediamo a ciò cui vogliamo credere, vediamo quello che vogliamo vedere, a dispetto dell'evidenza. Ciarlatani, imbroglioni al lavoro, ma non solo; in questo caso un astuto e abile falsario che nel 1983 spillò un bel po' di marchi (10 milioni)alla rivista Stern e prese per il naso Trevor-Roper, storico ed esperto del nazismo. Un qualche cosa di simile è successo a casa nostra nel 2007 con i falsi diari di Mussolini.
    Di piacevole lettura, Harris ci regala anche momenti di quasi suspence.

    ha scritto il 

  • 2

    La parte iniziale è incredibilmente noiosa, come se Harris abbia dovuto "allungare il brodo" per riempire almeno un certo numero di pagine.
    Solo nel finale diventa il racconto diventa un po' più inter ...continua

    La parte iniziale è incredibilmente noiosa, come se Harris abbia dovuto "allungare il brodo" per riempire almeno un certo numero di pagine.
    Solo nel finale diventa il racconto diventa un po' più interessante e spedito, ma resta comunque una mezza delusione.

    ha scritto il 

  • 1

    noioso da matti

    a parte l'inizio in cui rievoca la storia, il seguito diventa un intrico di nomi e titoli dell'editoria di cui non si capisce più niente. Il direttore del tal periodico, l'amministratore delegato, l'e ...continua

    a parte l'inizio in cui rievoca la storia, il seguito diventa un intrico di nomi e titoli dell'editoria di cui non si capisce più niente. Il direttore del tal periodico, l'amministratore delegato, l'editore, mille nomi e mille riviste che si rimpallano questo falso scoop su Hitler.

    ha scritto il 

  • 5

    E' la storia dei "diari di Hitler", scoperti e pubblicati da Stern, prima durante e dopo il definitivo accertamento della loro falsità. Bello, proprio bello. È narrato così bene che a volte si fa fati ...continua

    E' la storia dei "diari di Hitler", scoperti e pubblicati da Stern, prima durante e dopo il definitivo accertamento della loro falsità. Bello, proprio bello. È narrato così bene che a volte si fa fatica a ricordarsi che è tutto vero.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La storia mi ha coinvolto subito, la trama sembrava veramente quella di un film. Come abbiano fatto gli esperti protagonisti del romanzo a farsi imbrogliare fino a spendere circa 9 milioni di marchi p ...continua

    La storia mi ha coinvolto subito, la trama sembrava veramente quella di un film. Come abbiano fatto gli esperti protagonisti del romanzo a farsi imbrogliare fino a spendere circa 9 milioni di marchi per acquisire un falso è proprio il risultato che l'autore tenta di raggiungere raccontando minuziosamente i passaggi che i documenti affrontano e la morbosa attrazione che Hitler ancora sembra avere nelle persone coivolte.

    ha scritto il