I dolori del giovane Werther

Di

Editore: G.C. Sansoni

3.8
(3302)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Chi tradizionale , Chi semplificata , Portoghese , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Turco , Finlandese , Polacco , Olandese

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 3

    Romanzo epistolare composto dalle lettere che il giovane Werther scrive in 20 mesi al suo amico Guglielmo, per narrare le sue giornate e la sua passione per Charlotte. L'enfasi sul suo amore e il suo ...continua

    Romanzo epistolare composto dalle lettere che il giovane Werther scrive in 20 mesi al suo amico Guglielmo, per narrare le sue giornate e la sua passione per Charlotte. L'enfasi sul suo amore e il suo tormento rendono la parte centrale del romanzo un po' ripetitiva e pesante (a mio avviso).

    ha scritto il 

  • 4

    Tipico libro dell'800; sentimenti esaltati esponenzialmente ma poche azioni. Generalmente non apprezzo questo genere con "tante parole e poca sostanza" ma devo dire che Werther è un'eccezione.
    Sarà ch ...continua

    Tipico libro dell'800; sentimenti esaltati esponenzialmente ma poche azioni. Generalmente non apprezzo questo genere con "tante parole e poca sostanza" ma devo dire che Werther è un'eccezione.
    Sarà che i pensieri e le parole non sono campate per aria ma sono sostenuti da tesi precise e argomentate, sarà che Werther mi ha fatto tenerezza, sarà che mi sono ritrovata in tante delle situazioni descritte (maggiormente nel periodo dell'adolescenza) ma questo libricino mi è piaciuto veramente molto!

    ha scritto il 

  • 4

    ... tu cerchi quel che non puoi trovare quaggiù. Ma io l'ho avuta, ho sentito il suo cuore, la sua grande anima, in presenza della quale mi sembrava d'essere più di quanto sono, perché ero tutto ciò che potevo essere.

    Non potevo più aspettare e la scrittura, dopo tutto, sembra l'unico surrogato per esprimere ciò che desidero esprimere. Come un meccanismo naturale, incastri e composizioni perfette, esattissime, che ...continua

    Non potevo più aspettare e la scrittura, dopo tutto, sembra l'unico surrogato per esprimere ciò che desidero esprimere. Come un meccanismo naturale, incastri e composizioni perfette, esattissime, che hanno anche un loro ritmo. Una cadenza quanto lenta, quanto impetuosa che, talvolta, fungono da unico mezzo per poter arrivare lontano. Toccare apici di vette insormontabili.
    Basta fare il primo passo nella direzione giusta e il resto viene da sé. O quasi. La scrittura è diventata parte della mia vita qualche tempo fa, e sono tante le cose che sono seguite a quel momento da quando questo mio inspiegabile amore ebbe origine. Prima delle vacanze natalizie, durante la lettura di un brevissimo trafiletto di giornale dedicato allo scrittore contemporaneo più amato degli ultimi tempi, ancora diciannovenne.
    Tutto era ordinato e rassicurante. Ogni cosa sembrava tornare al suo posto. Guarire ferite ancora aperte e mai rimarginate, inducendomi a ricordi vaghi che assumevano contorni precisi, colori nitidi. Attingendo consolazione da tutti i miei dolori, facendo del mio animo di lettrice una tana in cui potevo ritrarre pensieri e scoprire così un universo.
    Tutto era cominciato così: con un ondeggiare dei sensi. Sorridevo alla vita continuando a sognare nell'infinito. Mi scoprivo in una moltitudine imperfetta. Spegnevo il cervello come il motore di una macchina, dando sfogo a me stessa. Acquietando il mio spirito. E il giovane Werther, questo satellite silenzioso e solitario, ricorda questo momento come il bruciore di una ferita ancora aperta. Quel momento in cui prese consapevolezza di vivere in una realtà cruda e ingiusta, in cui si provano dolori, sofferenze. In cui anche la morte a cui si va incontro è crudele. Una dimensione che per riconoscerla gli è bastato semplicemente un piccolo gesto: scrivere. Riversare in quel contenitore imperfetto che è la scrittura, tutte quelle esperienze che sono andate all'incontrario. Gli hanno impedito di trovare una strada nel momento del bisogno, non portandolo più da alcuna parte.
    Ricorda quel momento in cui decise di lasciarsi andare, mettere a tacere la sua voce interiore non per perdonarsi li errori commessi in passato ma per accettarsi; così fragile, romantico, sentimentale, incline alla solitudine e al pessimismo. Come il primo segno di un nubifragio che si addensa inesorabilmente sul suo destino, tramando alle sue spalle e crescendo alla soglia della sua completa incoscienza, quel benedetto moto di compassione che mi aveva fatto ritenere Werther un angelo biondo disceso in terra. Con un amore sopito dal tempo, una sfilza di sogni infranti con esperienze terribili e dolorose. Un passato terribile che, come l'incomprensione e l'indecenza, dovrebbe essere cancellato. Non recandogli più alcuna sofferenza, ne sacrificio.
    In fin dei conti, è proprio questo il bello dell'essere umani: non riusciamo a riparare i danni inflitti alla nostra anima. Tormentiamo senza posa il nostro spirito, e cogliamo la solitudine come un fiore da cui attingere quel balsamo eccellente che scaldi il cuore. Così palpabile, intenso.
    Eppure è qualcosa che richiede tempo. Talvolta penso si tratti di qualcosa destinato a durare in eterno, ma non è così. La vita è una continua giostra di cambiamenti, e le crepe insidiose che spesso si celano nel nostro cuore potrebbero rimarginarsi. E, pur quanto questa cosa possa apparire come una bazzecola, talvolta è un semplice contatto che ci fa ritrovare nella nostra solitudine.
    Werther e Carlotta avrebbero potuto scoprire questa magia confinandosi ognuno nel proprio spazio, come le orbite di due satelliti che si incrociano per caso. Ritrovandosi nella loro solitudine, svuotando la mente facendo muovere la mano su un foglio bianco. La loro storia, era di quelle che non potevo lasciarmi scappare. Romantica, seducente, impetuosa, travolgente, così sorprendente e inaspettata.
    Un sudario di oppressione, ansie e paura, ha attanagliato le mie fragili membra come un cappotto troppo ingombrante, infittendosi come nebbia nel momento in cui scorsi un barlume di speranza in un mare di solitudine. Eppure, fu quando si connettero a un livello così intimo da esserne completamente travolti, che fecero vibrare il mio cuore di una strana melodia, mediante parole macchiate di tormenti neri come l'inchiostro. Non una scelta che sia stata dettata da qualcuno, piuttosto un modo per aprire il cuore e spiccare il volo. Come la pagina bianca di un diario riempita per evitare che la realtà ci sovrasti; come una confessione sussurrata dalla soglia della nostra insoddisfazione morale; come un tentativo di aprire il nostro cuore ad un giovane che, per una manciata di giorni, era divenuto amico.
    I dolori del giovane Werther è un simbolo d'amore. Uno dei pilastri della letteratura tedesca che, nella sua incontrollabile forza e maestosità, si limita a mostrare il confronto con l'aristocrazia ma anche tra individuo e società borghese, rappresentando emblematicamente un'intera generazione di giovani che si opponevano, con profonda sensibilità, ad una società incapace di cambiare e rinnovarsi, opprimendone le energie creative.
    Una novella che, nel suo grigiore, splende e illumina i cuori di chiunque e che, inaspettatamente, muta gli stati d'animi.

    ... la lontananza è come il futuro! Un gran frutto crepuscolare si stende dinanzi alla nostra anima, e sentimento e sguardo si perdono, e aneliamo, di donare tutto l'essere nostro per essere colmati dalla felicità di godere di un unico, grande, stupendo sentimento!

    ha scritto il 

  • 2

    sarà che l'ho letto in un periodo della vita in cui ero ancora "inesperto" (terzo anno del liceo) ma ho un ricordo negativo di questo libro; l'ho trovato pesante, prolisso, insomma un malloppone scrit ...continua

    sarà che l'ho letto in un periodo della vita in cui ero ancora "inesperto" (terzo anno del liceo) ma ho un ricordo negativo di questo libro; l'ho trovato pesante, prolisso, insomma un malloppone scritto in forma epistolare. Traspare senz'altro il dolore del protagonista per le sue vicissitudini amorose, ma forse l'autore poteva descriverlo in maniera più lineare e meno ripetitiva.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Fossi vissuta nel '700 mi sarebbe piaciuto...

    FORSE! La prima parte è anche carina volendo, a parte alcune parti che, secondo me, scorrono veramente poco; nella seconda parte Werther compie la sua metamorfosi delineandosi come un perfetto stalker ...continua

    FORSE! La prima parte è anche carina volendo, a parte alcune parti che, secondo me, scorrono veramente poco; nella seconda parte Werther compie la sua metamorfosi delineandosi come un perfetto stalker dei giorni nostri e, dopo tutte le paranoie che continua a produrre rompendo le scatole a quel poverino del suo amico a cui scrive, non puoi che augurargli il suicidio. Cosa che infatti accade.
    Una nota positiva: ho trovato tanti passi da sottolineare, frasi davvero belle che ho inserito tra le mie citazioni preferite.

    ha scritto il 

  • 4

    La trama di questo libro è semplice: Werther è innamorato di Charlotte, la quale è però fin dal loro primo incontro già promessa sposa ad Albert. Di conseguenza, Werther soffre terribilmente per quest ...continua

    La trama di questo libro è semplice: Werther è innamorato di Charlotte, la quale è però fin dal loro primo incontro già promessa sposa ad Albert. Di conseguenza, Werther soffre terribilmente per questo amore nei confronti di una donna che, pur essendo con lui dolce e gentile, non potrà mai essere sua.
    Cosa rende I dolori del giovane Werther un classico intramontabile della letteratura romantica mondiale, non solo tedesca? La sua attualità, non c'è dubbio. La grandezza di alcuni scrittori sta proprio in questo: dar vita a storie che, a distanza di oltre 200 anni (il libro è stato pubblicato nel 1774) permettono ancora ai lettori di immedesimarsi con il protagonista. Del resto, chi non ha mai sofferto a causa di un amore non corrisposto? Voto: 8/10

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    ha scritto il 

  • 1

    Credo che i tedeschi non siano bravi con le storie d'amore... E poi sono un po' stufa del fatto che si scambi l'ossessione di alcuni personaggi con il vero amore. A mio parere si è molto fuori strada. ...continua

    Credo che i tedeschi non siano bravi con le storie d'amore... E poi sono un po' stufa del fatto che si scambi l'ossessione di alcuni personaggi con il vero amore. A mio parere si è molto fuori strada.

    ha scritto il 

  • 2

    Leggere un romanzo non tenendo conto del tempo in cui è stato scritto è un'operazione folle. Se ne possono apprezzare la trama (cosa che io non ho apprezzato), i personaggi (cosa che io non ho apprezz ...continua

    Leggere un romanzo non tenendo conto del tempo in cui è stato scritto è un'operazione folle. Se ne possono apprezzare la trama (cosa che io non ho apprezzato), i personaggi (cosa che io non ho apprezzato), i contenuti (cosa che io non ho apprezzato) e così via... ma si ometterebbe volontariamente uno degli aspetti che maggiormente potrebbero avergli dato fortuna: il contesto culturale e sociale in cui fu composto. Leggerlo oggi e apprezzarlo come romanzo caratteristico del romanticismo è un conto, leggerlo oggi e ritenerlo un capolavoro valido anche per la contemporaneità è un altro. Che poi più che per l'essere considerato capolavoro in sé, all'epoca della pubblicazione destò stupore e ammirazione per alcuni temi ritenuti trasgressivi dalla cultura dominante dell'epoca (uno su tutti: il suicidio). Ma ritenerlo un capolavoro assoluto, cioè in grado di travalicare ogni tempo e luogo letterari, beh... io ci andrei molto cauto...

    ha scritto il 

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