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I dolori del giovane Werther - Le affinità elettive

La nostra biblioteca classica in cento volumi (50)

By Goethe

(110)

| Hardcover

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Book Description

37 Reviews

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    Anni fa lessi "I dolori del giocane Werther". Mi piacque mediamente.

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    Valentina said on May 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Che noia questi nobili...

    E' stato l'amore per la letteratura e principalmente per la cultura tedesca che mi ha portato a leggere “Le affinità elettive” così come “I dolori del giovane Werther”.
    Non è che mi piaccia tanto scrivere. Sono la classica persona che sente determin ...(continue)

    E' stato l'amore per la letteratura e principalmente per la cultura tedesca che mi ha portato a leggere “Le affinità elettive” così come “I dolori del giovane Werther”.
    Non è che mi piaccia tanto scrivere. Sono la classica persona che sente determinate sensazioni e lascia che restino ad aleggiare nella mente, senza sentire la necessità di riportarle su carta. Il problema, però, è che più il tempo passa e più quelle emozioni e quei pensieri, che prima sembravano tanto vividi nella mia testa, iniziano a svanire. E' un peccato perdere tutto questo.

    Vorrei iniziare da “Le affinità elettive”.
    Mi ci vorrebbero pagine e pagine intere per trascrivere tutto quello che la mia parlantina mi spinge a scrivere, ma cercherò di essere sintetica, promesso.
    Comincio dicendo che il titolo stesso rappresenta l'emblema di tutto il racconto. “Le affinità elettive” è quel processo tanto straordinario che avviene tra due coppie, le quali inconsciamente iniziano a provare sentimenti eccezionalmente irreali e profondi per la persona del sesso opposto dell'altra coppia. E' un intrecciarsi di sentimenti che, pur essendo concreti, diventano con l'esaltazione dei personaggi stessi delle emozioni incredibilmente evanescenti.
    Tutto sta nella forza di chi prova tutto ciò a decidere se lasciarsi trasportare o se frenare questi impulsi. Ecco la coppia Eduard-Charlotte.
    Eduard è un nobile che vive non solo di rendita, ma si diletta ad opere di architettura e restaurazione tanto per allietare le sue giornate. Questo passatempo lo rende orgoglioso, così come la sua tenuta, situata in mezzo ad un bellissimo verde e a fantastici laghetti. Eduard è la passione in persona, molto egoista e sfacciato nei confronti dei suoi desideri. Non ammette di ferire gli altri poiché la sua vita e i suoi sentimenti debbano predominare su tutto e tutti.
    Charlotte, invece, rappresenta la razionalità. Pedina anch'essa de “Le affinità elettive” ma spinta da un carattere più freddo e distaccato, ma soprattutto vittima dell'etichette e dei pregiudizi sociali, riesce a calmare i suoi impulsi fino a nasconderli sotto un'apparente faccia da angelo. Affronta la vita, con tutti i problemi che comporta, in modo razionale e autonomo... valore decisamente da apprezzare.
    La sua vita si spezzerà quando suo marito si innamorerà di Ottilie, la sua figlia adottiva.
    Il modo in cui procede la vicenda è davvero insopportabile. Eduard è decisamente troppo viziato ed egoista da pensare di distruggere l'esistenza di chi gli sta attorno. Anche ai tempi del flirt con Charlotte era completamente offuscato dall'amore che provave per lei, e adesso è spinto dall'amore per Ottilie. Che forse questi spasmi d'amore sono semplicemente desideri di spezzare la monotonia della vita? Troppo immaturo per avere relazioni, troppo egoista per essere rispettato.
    Questa tragedia poteva sicuramente essere risparmiata se Eduard avesse tenuto a bada il suo ego e i suoi eccitamenti da uomo arrapato.

    I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER.
    Che lagna! Più leggo i classici e più inizio ad odiare i personaggi maschili e la loro esaltazione della donna come la suprema divinità scesa sulla terra. Tutto ciò non nasconde altro che subdoli intenti di appagare i propri sentimenti e i propri istinti.
    Ma scrivere infinite lettere, tutte uguali, con un'eccessiva presenza di puntini di sospensione per lasciare intendere quanto amore ci sia da parte di Werther per Carlotta PROPRIO NO!
    Goethe ha voluto, anche questa volta, mettere in scena una tragedia, ma... basta parlare di questi uomini che si uccidono per l'amore non corrisposto. Basta girovagare per la natura per ritrovare se stessi. Non si ritrova se stessi perdendosi negli occhi di altri.
    Dico solo: che lagna! Perchè non ci ha pensato prima a porre fine alla sua vita? Tipo 100 pagine prima?

    Lo stile di Goethe, così come i suoi romanzi, epistolari e non, non riescono per niente a solleticare il mio cervello, anzi! Per non cadere in un'abisso di noia, decido non leggere più Goethe e di passare, per un breve periodo, ai contemporanei.

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    Darkàla92 said on Jul 22, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    - Vuoi lasciami, - chiese, - ora che ti ho ritrovata? - Mai! - esclamò lui. - Mai! - E non sapevo bene ciò che stava dicendo, o facendo. - Ma ora - disse ancora, - abbi cura di te, per me e per il nostro amore.

    Il primo approccio con la sottoscritta e il romanzo di Goethe, non fu uno dei migliori. Correva il mese di settembre, l'autunno era ormai alle porte e gran parte dei siciliani aveva ormai salutato con rammarico le maniche a maniche corte.
    Nel riempi ...(continue)

    Il primo approccio con la sottoscritta e il romanzo di Goethe, non fu uno dei migliori. Correva il mese di settembre, l'autunno era ormai alle porte e gran parte dei siciliani aveva ormai salutato con rammarico le maniche a maniche corte.
    Nel riempire il vuoto di un tedioso pomeriggio settembrino, in una giornata come tutte le altre ma con la ferrea consapevolezza del freddo imminente che presto avrebbe varcato la soglia persino nella regione più calda dell'intero paese, la lettura di Le affinità elettive sembrava prosperarsi a tal proposito come incline alle mie preferenze.
    Dal breve trafiletto riportato nella trama, sembrava testimoniare il concepimento di una storia d'amore talmente bella e struggente cui molti lettori, non seppero riuscire a scacciare il ricordo nemmeno a distanza di anni.
    Immedesimandomi nei loro panni ma soprattutto sapendo cosa celasse il significato delle loro parole, cominciai con buoni propositi la lettura del romanzo di Goethe. Una lettura cui dopo neanche le prime cinquanta pagine fui costretta ad abbandonare a causa dell'andamento lento e un po' monotono della storia e ad indirizzare così la mia preferenza al riguardo su romanzi che questa volta speravo attirassero la mia attenzione allo stesso modo fanno le api col miele.
    Un giro nella libreria più vicina e una breve scorsa al romanzo, furono in seguito quell'incentivo che mi permisero di vedere e giudicare Le affinità elettive diversamente da come al contrario era accaduto circa nove mesi fa. Quella spinta perfetta che mi diedero l'opportunità di divorare il romanzo in un solo giorno, tastare accuratamente questo terreno prima che potessi attribuirgli un giudizio e in particolare, constatare la veridicità di coloro che avevano visto nel romanzo di Goethe la perfetta trascrizione di un amore suggestivo e romantico.
    In parte concorde ai pareri di questi lettori sentimentali e in parte no, nel romanzo di Goethe l'amore è si presente con una forma del tutto nuova e originale nel panorama della letteratura ottocentesca, ma è anche visto non come corporeo e dunque fisico ma sentimentale. Come unica manifestazione di desiderio dei due amanti nel trascorrere insieme il poco tempo rimasto.
    Sebbene visto come romanzo d'amore, l'amore che l'autore descriverà e amplierà quasi in veste onirica nel romanzo sfocerà in un mondo di cui a molti sfugge il controllo. Esso infatti, rappresenta la testimonianza perfetta di come tale sentimento è evidenziato esclusivamente nell'ultima pagina che, sottoforma di tragedia, permetterà al lettore d'assistere alla forte necessità dei due amanti di attrarsi come due calamite, l'una all'altro. Stare insieme sino alla fine e con il quale il lettore, in loro compagnia, avrà modo di figurarseli come personaggi realistici e simbolici che finiscono nell'essere marionette di un destino che assecondano, illudendosi del contrario e dove inoltre ognuno di loro rispecchierà particolari analogie con l'altro.
    Questa concezione romantica non avrà tuttavia modo di esplicarsi in tutta la sua bellezza in quanto, come già detto sopra, allo stesso modo di una tragedia shakespeariana e conferendo dunque quel filo di tensione e drammaticità facilmente riscontrabile nei classici, Goethe affiancherà il senso triste ma irriducibile della morte. Vista nel romanzo come espediente primordiale con il quale i personaggi potranno sfuggire dalla realtà, dalla solitudine con cui spesse volte i personaggi sono accompagnati in talune particolari situazioni e da temi altrettanto tristi cui a quanto pare l'autore enfatizzerà con la morte, proprio perché non vi vedrà alcuna soluzione di salvezza.

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    Gresi said on Jun 9, 2013 | Add your feedback

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    Citazione preferita:

    "Qualche volta non riesco a capire come un altro possa amarla, come a un altro possa essere lecito amarla, quando io l'amo così esclusivamente, così teneramente, così intensamente, e non conosco, non so, non posseggo altro che l ...(continue)

    Citazione preferita:

    "Qualche volta non riesco a capire come un altro possa amarla, come a un altro possa essere lecito amarla, quando io l'amo così esclusivamente, così teneramente, così intensamente, e non conosco, non so, non posseggo altro che lei!"

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    Franciui said on Apr 22, 2013 | Add your feedback

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