I fantasmi del cappellaio

Di

Editore: CDE

4.1
(724)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese

Isbn-10: A000053392 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Laura Frausin Guarino

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Una piccola città, La Rochelle, immersa in una gelida pioggia autunnale; borghesi apparentemente insospettabili che giocano a bridge; una serie di strani delitti che viene improvvisamente a turbare la vita della città; e due personaggi (il cappellaio, agiato e rispettabile commerciante, e il "piccolo sarto" armeno con addosso il suo irrimediabile odore di aglio e di miseria) che si osservano in una comunicazione tragica e segreta: due sguardi consapevoli, due punti di vista contrapposti e complementari fino alla reciproca dipendenza, fino alla complicità, si affrontano in una sorta di controcampo investigativo di altissima tensione drammatica.
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  • 5

    I fantasmi del cappellaio

    Impressionante la maestria di Simenon nell’immedesimarsi nei suoi personaggi! Dopo la versione definitiva del romanzo sono allegate quelle precedenti, con la differenza che queste sono raccontate sott ...continua

    Impressionante la maestria di Simenon nell’immedesimarsi nei suoi personaggi! Dopo la versione definitiva del romanzo sono allegate quelle precedenti, con la differenza che queste sono raccontate sotto il punto di vista di un altro personaggio. Ma non voglio svelare di più… Sappiate solo che si tratta di un giallo particolare, in cui l’autore cura meticolosamente ogni dettaglio, e il risultato è sorprendente!

    ha scritto il 

  • 4

    Con Simenon ogni libro è meglio del precedente

    Mi è capitato anche stavolta e la cosa mi piace, compro un nuovo libro di Simenon e mi ritrovo a leggere la sua opera più bella.
    E questo è accaduto appunto anche con “I fantasmi del cappellaio”, un r ...continua

    Mi è capitato anche stavolta e la cosa mi piace, compro un nuovo libro di Simenon e mi ritrovo a leggere la sua opera più bella.
    E questo è accaduto appunto anche con “I fantasmi del cappellaio”, un romanzo che rappresenta la terza rielaborazione di un soggetto a cui l’autore era molto legato, ovvero la condivisione di un orribile segreto. Trovo assolutamente corretto, e aggiunge interesse alla lettura, che in appendice al romanzo l’editore abbia aggiunto, per completezza della trilogia, sia il primo racconto che l’ultimo capitolo del secondo.
    La cosa che mi ha fortemente colpito, e che conferma la straordinarietà della scrittura di Simenon, è che sembra impossibile andare incontro a tante sorprese e colpi di scena in un romanzo giallo in cui, già nell’incipit, si conosce l’assassino ….. eppure con lui è possibile. E non aggiungo altro per non rovinare la sorpresa, questo libro va letto.

    ha scritto il 

  • 4

    L'atmosfera iniziale cupa, grigia, piovosa e la descrizione degli odori, delle cose e della psicologia dei personaggi, sono talmente ben delineati che ci si sente nel romanzo al punto di condividere l ...continua

    L'atmosfera iniziale cupa, grigia, piovosa e la descrizione degli odori, delle cose e della psicologia dei personaggi, sono talmente ben delineati che ci si sente nel romanzo al punto di condividere la vita quotidiana e i drammi del sarto e del cappellaio. Il romanzo è la riscrittura di un racconto di qualche anno prima, nel romanzo il punto di vista è quello del cappellaio, nel racconto del sarto armeno Kachoudas. Molto bello! Avrei potuto finirlo molto prima, ma ho voluto gustarmi ogni attimo descritto.

    ha scritto il 

  • 0

    Quando mi appassiono ad un autore cerco di leggerne l'opera completa. Nel caso di Simenon forse servirebbero 3 vite, certo è che, come al solito, questo libro ha in sè tutti gli elementi che mi hanno ...continua

    Quando mi appassiono ad un autore cerco di leggerne l'opera completa. Nel caso di Simenon forse servirebbero 3 vite, certo è che, come al solito, questo libro ha in sè tutti gli elementi che mi hanno fatto amare la sua scrittura: l'inquietudine, la banalità dell'esistenza, il lato oscuro della borghesia più ordinaria, la profondità dell'animo umano celata nella più assoluta quiete (tutta apparente).
    E in questo caso, la descrizione del cappellaio è molto più moderna di un qualunque profiling di un serial killer.

    ha scritto il 

  • 3

    Un viaggio

    Un viaggio nella psiche tormentata di un uomo. Bello. Ma bello soprattutto leggere come Simenon arriva alla stesura definitiva del romanzo, partendo da un racconto in cui narrava la stessa vicenda dal ...continua

    Un viaggio nella psiche tormentata di un uomo. Bello. Ma bello soprattutto leggere come Simenon arriva alla stesura definitiva del romanzo, partendo da un racconto in cui narrava la stessa vicenda dal PdV del sarto, l'antagonista del cappellaio.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei miei Simenon preferiti.
    Un metodico e insignificante cappellaio si trasforma dopo la morte della moglie in un assassino seriale mosso da uno scopo ben preciso.
    Il suo dirimpettaio intuisce qua ...continua

    Uno dei miei Simenon preferiti.
    Un metodico e insignificante cappellaio si trasforma dopo la morte della moglie in un assassino seriale mosso da uno scopo ben preciso.
    Il suo dirimpettaio intuisce qualcosa ma nel frattempo al movente iniziale è subentrata una ben altra compulsione omicida in cui confluiscono tutte le frustrazioni di una vita.
    Come al solito Simenon nelle sue opere migliori riesce a far emergere il lato umano anche degli individui più spregevoli,e,anche se non possiamo giustificarli,comprendiamo da quali abissi possano provenire le azioni più efferate.

    ha scritto il 

  • 5

    I fantasmi del cappellaio di Georges Simenon

    LIBRO DEL MESE DI SETTEMBRE 2014
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/10833-settembre-2014-i-fantasmi-del-cappellaio.html

    SINOSSI
    Una piccola città, La Rochelle, immersa in una gelida p ...continua

    LIBRO DEL MESE DI SETTEMBRE 2014
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/10833-settembre-2014-i-fantasmi-del-cappellaio.html

    SINOSSI
    Una piccola città, La Rochelle, immersa in una gelida pioggia autunnale; borghesi apparentemente insospettabili che giocano a bridge; una serie di strani delitti che viene improvvisamente a turbare la vita della città; e due personaggi (il cappellaio, agiato e rispettabile commerciante, e il "piccolo sarto" armeno con addosso il suo irrimediabile odore di aglio e di miseria) che si osservano in una comunicazione tragica e segreta: due sguardi consapevoli, due punti di vista contrapposti e complementari fino alla reciproca dipendenza, fino alla complicità, si affrontano in una sorta di controcampo investigativo di altissima tensione drammatica.

    RECENSIONE
    La particolarità di questo giallo risiede indiscutibilmente nel sapere già da subito chi è l'assassino. Ragion per cui, il lettore non deve perder sonno nello scervellarsi nel tentativo di cogliere un passo falso, un banale errore o una meccanica disattenzione che possano scoprire l'oscura trama omicida, perché è già tutto e subito sotto i suoi occhi. Eccolo lì, il serial killer, il cappellaio Labbé, scoperto da un piccolo sarto armeno, che, pur non passando in secondo piano, finisce con il diventare la naturale complementarietà dell'altro, perché entrambi finiscono con il diventare complici, in quanto condividono un orribile segreto.
    È del tutto particolare la genesi di questo romanzo, tanto che vale la pena di raccontarla. Nel 1947 Simenon, nel periodo in cui soggiornò negli Stati Uniti, scrisse il racconto Il piccolo sarto e i cappellaio, da cui trasse una versione sostanzialmente analoga, ma con un diverso finale, che intitolò Benedetti gli umili, e che, tradotta in inglese, vinse il premio per il miglior racconto poliziesco al concorso annuale indetto dall'"Ellery Queen's Mystery Magazine". Il piccolo sarto e il cappellaio assomiglia molto a "I fantasmi del cappellaio", anche se il punto di vista della narrazione è dato dal piccolo sarto Kachoudas, con i suoi tormenti e che, quando scopre che il vicino di casa è l’assassino ricercato dalla polizia, esita a lungo, incerto fra la paura e il desiderio di riscuotere la taglia.
    La riscrittura effettuata da Simenon rende più corposa l'opera, analizza in modo incisivo la complessa psiche di un assassino seriale, conducendo il lettore dentro un mondo di ombre indistinte, popolato di incubi, di cui il cappellaio Labbé è al contempo artefice e vittima. E' un gioco di rara finezza, condotto sull'esile filo del rasoio (è sempre possibile uno scivolone che tolga la tensione, ma Simenon lo evita magistralmente). Ambientato a La Rochelle, in un autunno grigio, freddo e piovoso, la narrazione procede nella realtà di una comunità di modeste dimensioni, in una vita tutto sommato ripetitiva e monotona, fatta di ore e ore trascorse al bar per la ormai irrinunciabile partita di bridge, a cui la borghesia non può mancare, perché ormai è diventato un suo rito, un momento di contatto fra chi conta e si conosce da tempo immemorabile.
    Ma questa tranquillità propria della piccola provincia viene bruscamente interrotta dagli omicidi, per strangolamento, di alcune signore anziane, e bene in vista, del luogo. A uno di questi assisterà anche il piccolo sarto Kachoudas, che già nutriva qualche sospetto sul suo dirimpettaio, il cappellaio Labbé. Questi se ne accorge e se ne compiace, perché ora può dividere con un altro, peraltro assai pavido, il suo terribile segreto. Il serial killer, mano a mano che uccide, con la polizia che brancola nel buio, crede di incarnare il potere assoluto, si convince di essere perfetto, ma, come sempre accade in questi casi, il vestito monolitico che si è costruito addosso per un caso fortuito registra un piccolo strappo; s'incrina così la folle e totale fiducia in se stesso e da allora sarà una progressiva esasperazione, una ripetuta e crescente sfiducia che finirà con il portarlo fra le braccia degli inquirenti.
    La capacità di Simenon di analizzare gli individui, di entrare nella loro psiche qui raggiunge vertici straordinari e se la maggior parte dell’attenzione è riservata al serial killer, anche per gli altri personaggi c’è un interesse rilevante per il loro comportamento, per i fantasmi che agitano la loro mente, in primis per il piccolo sarto armeno, quel Kachoudas che più di tutti patirà il segreto di cui è venuto a conoscenza e che nel volgere di pochi giorni, complice la sua coscienza, finirà per travolgerlo.
    E' difficile non restare affascinati da questo romanzo, mai greve, avvincente pagina dopo pagina, con il lettore che gradualmente proverà un sentimento di pietà non solo per le vittime, ma anche per l'assassino, vittima lui stesso di se stesso. Voto finale: ???

    RECENSIONE A CURA DI CAVIGLIA

    Passa a trovarci!
    www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il