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I fantasmi delle biblioteche

By Jacques Bonnet

(372)

| Softcover | 9788838924385

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Book Description

Dopo il piacere di possedere i libri, nessun altro eguaglia quello di parlarne (Charles Nodier)

È un organismo vivo questa biblioteca piena di fantasmi di Jacques Bonnet, collezionista di volumi, editore e traduttore. Parla dei libri come d Continue

Dopo il piacere di possedere i libri, nessun altro eguaglia quello di parlarne (Charles Nodier)

È un organismo vivo questa biblioteca piena di fantasmi di Jacques Bonnet, collezionista di volumi, editore e traduttore. Parla dei libri come di vecchi amici, illustra gli infiniti metodi per classificarli (alfabetico, per formato, genere, colore, lingua, rilegatura, paese...), predilige ripiani in legno piuttosto che vetrine che impediscono ai libri di respirare, ignora la polvere, ci rassicura che non è necessario aver letto tutti i libri che si posseggono. Racconta dei romanzi in cui protagonisti sono i libri, di biblioteche distrutte - Alessandria, Dresda, Sarajevo - di collezioni private andate a fuoco o svendute da famelici eredi.

78 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    I bibliomani si confortano nel riconoscersi; tanti i suggerimenti di lettura, soprattutto per i filofrancesi.

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    Marina said on Sep 21, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Libro che parla dell'amore per la lettura. Appena lo finisci prendi le misure per montare una libreria

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    Chiccaciocc said on Oct 28, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Citazioni famose, affascinanti aneddoti ed innumerevoli suggerimenti per nuove letture impreziosiscono l’opera di Jacques Bonnet, contribuendo a creare un vero e proprio piccolo manuale per bibliomani. Mosso da un’impagabile riconoscenza verso gli am ...(continue)

    Citazioni famose, affascinanti aneddoti ed innumerevoli suggerimenti per nuove letture impreziosiscono l’opera di Jacques Bonnet, contribuendo a creare un vero e proprio piccolo manuale per bibliomani. Mosso da un’impagabile riconoscenza verso gli amici di carta, via di fuga dalla realtà e chiave di lettura del mondo, l’autore illustra gli infiniti criteri per catalogarli, rivela di prediligere i ripiani in legno ai vetri anti-polvere (ed anti-respiro), conforta in merito all’inevitabile oblio in cui precipita la maggior parte di quel che si legge. Rievoca i più grandi romanzi di tutti i tempi, i cui personaggi “non sono creature di carta ma esseri viventi dotati di un’esistenza autonoma”, fantasmi che si rivestono di carne ogni qual volta - leggendo - si mette piede fra le mura delle loro vecchie case, ancora e per sempre intrise di emozioni e sentimenti reali. Racconta di libri, Bonnet, di libri letti e da rileggere, di libri che forse si leggeranno (o forse no) ma che è giusto restino lì, sugli scaffali più alti, per contribuire anch’essi a quel senso di protezione ed onnipotenza che solo la propria biblioteca sa dare a ciascun lettore.

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    coccinellaviola said on Aug 14, 2012 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Quando il libro ti lusinga e diventi bibliomane

    Leggere e scoprire di essere affetti da bibliomania. Ti dici che in fondo non è grave.
    Il fatto è che, prima di arrivare alla scoperta, i libri si sono moltiplicati, e non capisci come sia potuto accadere.
    Nell’attesa di trovare una risposta spuntan ...(continue)

    Leggere e scoprire di essere affetti da bibliomania. Ti dici che in fondo non è grave.
    Il fatto è che, prima di arrivare alla scoperta, i libri si sono moltiplicati, e non capisci come sia potuto accadere.
    Nell’attesa di trovare una risposta spuntano le domande: collezionista o lettore insaziabile?
    Cosa ti ha spinto a scegliere quei libri? Una ragione ci sarà, o dieci cento mille…
    Urge però trovargli una collocazione, quindi meglio rimandare la soluzione ai quesiti.
    Sì, però… con quale criterio sistemare i volumi? Già perché catalogare una moltitudine di libri non è cosa semplice. Si aprono infinite possibilità, e se non ci credete, lo farete a partire da pagina 42.
    A proposito: dove leggete? Quando? In che posizione? Cosa succede quando leggete?

    Ho sorriso e persino riso, leggendo questo volumetto che parla di amore/attrazione per i libri. Ci sono spunti per nuove letture, aneddoti e citazioni interessanti.
    Una per esempio mi costringerà a fare una ricerca perché, come la metto adesso che si dubita dell'esistenza di Louise Labé? Eh sì, si mormora che i suoi libri siano stati scritti da un gruppo di poeti lionesi, tutti frequentatori della tipografia di Jean de Tourne (M. Huchon, Louise Labé, une créature de papier, Droz, 2006). Ho già preparato cappello e lente per dare inizio all’indagine.

    “La mia biblioteca è popolata da centinaia di migliaia di personaggi, alcuni reali e altri fittizi. Quelli reali sono i cosiddetti personaggi immaginari delle opere letterarie, quelli fittizi sono gli scrittori”.
    Ho chiuso il libro, ho alzato gli occhi, ho sorriso e salutato tutti i personaggi che abitano la casa.

    P.S. Leggo a pagina 115: “Jean Cocteau nel Journal racconta che nel 1950, reduce dall'aver visto I ragazzi terribili di Jean-Pierre Melville dove si sentiva un pezzo di Vivaldi per pianoforte, non riuscì a trovare in tutta Parigi, una sola incisione delle Quattro stagioni.”
    Ora, non voglio fare la pignola, ma qui ho avuto un sobbalzo. Passi affermare che sentì un pezzo di Vivaldi suonato al pianoforte, ma non un pezzo di Vivaldi "per" pianoforte... ma questa è un'altra storia. Però però, Vivaldi non ha composto pezzi per tale strumento.
    Nulla di grave, solo un leggero fastidio.

    E non metto la quinta stella.

    Leggetelo! Ne vale la pena! :-)

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    Cat said on Jul 12, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Ma torniamo alla biblioteca. Una volta formata, essa tende a diventare un punto di passaggio obbligato per tutto il reale, una sorta di vortice che attira a sè tutto quello che ci succede.

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    Quiete nella fretta said on Jun 29, 2012 | 2 feedbacks

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