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I fantasmi di Portopalo

Natale 1996: la morte di 300 clandestini e il silenzio dell'Italia

Di

Editore: Mondadori

4.3
(123)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804553588 | Isbn-13: 9788804553588 | Data di pubblicazione: 

Genere: History , Non-fiction

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Descrizione del libro
La notte di Natale del 1996 nel canale di Sicilia è avvenuto il più grandenaufragio della storia del Mediterraneo dalla fine della seconda guerramondiale. Nel tentativo di sbarcare nel nostro paese, circa trecentoclandestini di origine pakistana, indiana e tamil, muoiono per l'affondamentodi una "carretta del mare". Il fatto passa quasi completamente sotto silenzio.Nulla avviene durante quei giorni di festa e quando all'inizio di gennaioarrivano dalla Grecia le prime denunce dell'accaduto, la reazione delleautorità italiane è il rifiuto di credervi: come poteva essere successa unatragedia di simili proporzioni senza che il mare e le coste siciliane neportassero traccia? Il libro è la ricostruzione di questa incredibile vicenda.Con una prefazione di Carlo Lucarelli.
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  • 4

    Un libro di qualche anno fa, che tuttavia rimane attuale per entrare in contatto in qualche modo con la disperazione di quanti ancora cercano di traversare il mare, malgrado tutto (i rischi, i costi proibitivi che impegnano talvolta tutto un villaggio, le leggi che li indicano come criminali) e t ...continua

    Un libro di qualche anno fa, che tuttavia rimane attuale per entrare in contatto in qualche modo con la disperazione di quanti ancora cercano di traversare il mare, malgrado tutto (i rischi, i costi proibitivi che impegnano talvolta tutto un villaggio, le leggi che li indicano come criminali) e tutti (trafficanti, politici e politicanti).
    Alla fine rimane l'indignazione : per quanto non é stato fatto all'epoca dei fatti dalle autorità competenti, per questo sistema perverso in cui quelle stesse autorità sono spesso conniventi, per quello che non é stato fatto per chiudere definitivamente questa tragedia.

    ha scritto il 

  • 5

    Un pugno nello stomaco. 300 morti in mare, a 12 miglia dalla Sicilia: la loro vita e la loro morte non solo ignorate, ma anche negate. La vita degli immigrati clandestini, in Italia, non vale neanche un milionesimo di quella dei passeggeri della Costa Crociere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'inchiesta giornalistica avvincente come una detective story, sinistra e toccante.
    L'umanità dell'autore/detective erompe alla fine con la rabbia di una gragnola di pugni, quando scopre di avere avuto ragione.
    L'assassino? L'indifferenza.

    ha scritto il 

  • 0

    anpalagan ganeshu, tamil

    25 dicembre 1996: nel canale di sicilia 283 migranti muoiono mentre vengono trasferiti da una vecchia imbarcazione su un peschereccio maltese che avrebbe dovuto portarli a terra.
    è molto difficile parlare di questo libro perché la passione civile che emerge dalla scrittura è veramente sconv ...continua

    25 dicembre 1996: nel canale di sicilia 283 migranti muoiono mentre vengono trasferiti da una vecchia imbarcazione su un peschereccio maltese che avrebbe dovuto portarli a terra.
    è molto difficile parlare di questo libro perché la passione civile che emerge dalla scrittura è veramente sconvolgente.
    a me capita di sentire brividi anche ascoltando suoni e basta, nella poesia succede spesso, nella letteratura questi tremolii invadono la rete elettrica del mio corpo conducendomi nel mio altrove.
    la lettura di questo libro è una massa a terra, un fulmine che ci attraversa e ci fa scoprire civili in una commozione agghiacciante.
    trecento persone sparite nella schiuma del mare e nella più completa omertà del nostro paese.
    ma tutto viene a galla a frammenti, e questa inchiesta magistrale ricostruisce gli attimi negli occhi divorati dai pesci dei naufraghi.
    un libro che ho integrato con questo poema di mimmo sammartino un canto clandestino saliva dall'abisso della sellerio, un integrazione casuale che a me ha dato la lucidità di chiedere scusa ad anpalagan ganeshu, tamil.

    ha scritto il 

  • 4

    il 'fantasma' della libertà di informare

    avevo appena ascoltato le farneticazioni sull'informazione e la 'non' libertà di stampa del Capo del governo,il piduista Silvio Berlusconi, tessera P2n°1816( il Piano di Rinascita del Grande Maestro Licio Gelli, robuccia a confronto!!)e ho pensato subito a questo piccolo libro di Bellu! ho avuto ...continua

    avevo appena ascoltato le farneticazioni sull'informazione e la 'non' libertà di stampa del Capo del governo,il piduista Silvio Berlusconi, tessera P2n°1816( il Piano di Rinascita del Grande Maestro Licio Gelli, robuccia a confronto!!)e ho pensato subito a questo piccolo libro di Bellu! ho avuto paura. ho paura ora che scrivo. ho paura che questo paese non ce la faccia a ribellarsi. ho paura dei balbettii di chi non si vergogna di non essere in piazza ogni giorno con chi lotta veramente, di chi chiede al Piccolo Dittatore(di statura senz'altro,ma è un particolare insignificante per noi, per lui no, che ricorda eccome! quello Grande di Chaplin)'un qualcosa per il paese,un po' di riforme'(Bersani a Ballarò!!!!!): ma cos'altro deve urlare questo Padrone? è 'la' legge contro la libertà di stampa e il diritto all'informazione, SI o NO? (e passerà oggi chiaramente blindata in Senato!)
    ed ecco libro di Bellu, un esempio di giornalismo e di scrittura che rende molto bene l'idea di cosa dobbiamo difendere: la libertà di scrivere, il dovere di andare al fondo delle notizie, di non lasciarsi tramortire dal silenzio,dall'indifferenza e dal servilismo di chi imita il Padrone, urlando falsità!!
    è un libro che consiglio. col cuore.da leggere e far leggere.
    chissà perchè leggendo del marxista Cernigliaro, che in poche righe riesce a spiegare benissimo cosa c'è dietro a tutta la 'vicenda', mi è ritornato in mente il professore intervistato in Draquila della Guzzanti..l'unico abitante rimasto testardamente in una città fantasma, sepolta dalle rovine..?
    aggiungo solo che mi è piaciuta moltissimo la scelta dell'autore di rivolgersi ad Anpalagan come ad un amico: ' uno dei miei amici più cari'..
    se devo dire la verità fino in fondo, la dico: l'introduzione di Lucarelli mi è sembrata tirata via, non superficiale del tutto, ma insomma....

    ha scritto il 

  • 5

    Non so se io sia stata influenzata dall'ambientazione della vicenda, dalla provenienza del giornalista, o dai miei studi attuali sull'immigrazione, ma penso sia uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Un'inchiesta giornalistica scritta magistralmente, e che ci lascia pensare...

    ha scritto il