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I fenicotteri di Bombay

Di

Editore: Garzanti (Nuova biblioteca, 88)

3.3
(21)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 395 | Formato: Altri

Isbn-10: 8811665973 | Isbn-13: 9788811665977 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alberto Cristofori

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Ci sono momenti in cui a Bombay il cielo cambia colore all'improvviso: i fenicotteri si alzano sopra il traffico impazzito, e partono tingendo le nuvole di rosa. dura un istante. Un attimo fugace, da cogliere al volo per chi, come il fotografo dell'"India Chronicle" Karan Seth, cerca di immortalare la città dai mille volti in uno scatto indimenticabile. ma per muoversi tra le strade e i vicoli più oscuri di Bombay ha bisogno di aiuto. Ha bisogno di anime inquiete come Samar Arora, celebre e affascinante pianista che ha bruciato le tappe della sua carriera; di occhi timidi e sinceri come quelli di Zaira, bellissima stella di Bollywood; delle rivelazioni di Leo, giornalista ben introdotto fra i giovani artisti. E dell'amore di Rhea Dalai, malinconica e sognatrice, prigioniera di un matrimonio ormai stanco. Quattro destini irrimediabilmente segnati e uniti dalla tragedia: la morte di Zaira, assassinata brutalmente. E l'ossessione per la verità che porta Karan prima a lottare per smascherare i colpevoli, che si annidano tra le più alte cariche politiche, e poi, di fronte alla corruzione insanabile dello stato, a fuggire, abbandonando amici e macchina fotografica. Un romanzo che lascia il segno, che parla dell'India più segreta e inaspettata e svela cosa si nasconde sotto la patina d'oro che avvolge il mondo di Bollywood, dominato dall'ossessione per la celebrità e dalla voglia di dominare ad ogni costo.
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  • 3

    Storia Bollywoodiana

    Amori, tradimenti, ingiustizie e soprusi in una Bombay moderna, fatta anche di feste mondane, ville con piscina, attori e attrici capricciosi ma con un'anima. Si parla anche di AIDS, di politici corrotti e fanatismo, ma il romanzo non decolla mai: resta sempre relegato, a mio parere, al livello d ...continua

    Amori, tradimenti, ingiustizie e soprusi in una Bombay moderna, fatta anche di feste mondane, ville con piscina, attori e attrici capricciosi ma con un'anima. Si parla anche di AIDS, di politici corrotti e fanatismo, ma il romanzo non decolla mai: resta sempre relegato, a mio parere, al livello di una soap rosa.
    Se, poi, nella prima parte, l'autore riesce a tenere viva la tensione narrativa e il lettore è comunque curioso di leggere come proseguirà la vicenda, nella seconda parte del romanzo questa tensione è totalmente assente e la storia prosegue stancamente.

    ha scritto il 

  • 3

    Lottare per la verità

    Dietro il mondo dello spettacolo, pieno di solitudini vertiginose e piccole illegalità, si sviluppano storie di sentimenti che sono ben più esemplari di quelle che quotidianamente mettono in scena i loro protagonisti.
    Samar, un eccentrico pianista gay, figura del dandysmo superficiale, dive ...continua

    Dietro il mondo dello spettacolo, pieno di solitudini vertiginose e piccole illegalità, si sviluppano storie di sentimenti che sono ben più esemplari di quelle che quotidianamente mettono in scena i loro protagonisti.
    Samar, un eccentrico pianista gay, figura del dandysmo superficiale, diventa invece emblema del coraggio e della rettitudine morale. E' la storia della sua lotta per l'affermazione della Verità: sfida la società, la politica e infine il suo cuore perchè prevalgano la giustizia e la pace.
    Bombay potrebbe essere Roma, Milano, Parigi, perché la triste storia raccontata è apparentemente universale.
    Sul finale, purtroppo, toni da romanzo d'appendice.

    ha scritto il 

  • 0

    «Questa è Bombay, musa mostruosa, un po' strega e un po' clown, sempre assurda, spesso incantevole, la mia ballata di vagabondo; questa è Bombay, la mia vita.»


    Ci sono momenti in cui a Bombay il cielo cambia colore all'improvviso: i fenicotteri si alzano sopra il traffico impazzito ...continua

    «Questa è Bombay, musa mostruosa, un po' strega e un po' clown, sempre assurda, spesso incantevole, la mia ballata di vagabondo; questa è Bombay, la mia vita.»

    Ci sono momenti in cui a Bombay il cielo cambia colore all'improvviso: i fenicotteri si alzano sopra il traffico impazzito e partono, tingendo le nuvole di rosa. Dura un istante. Un attimo fugace, da cogliere al volo per chi, come il fotografo dell'«India Chronicle» Karan Seth, cerca di immortalare la città dai mille volti in uno scatto indimenticabile. Ma per muoversi tra le strade e i vicoli più oscuri di Bombay ha bisogno di aiuto. Ha bisogno di anime inquiete come Samar Arora, celebre e affascinante pianista che ha bruciato le tappe della sua carriera; di occhi timidi e sinceri come quelli di Zaira, bellissima stella di Bollywood; delle rivelazioni di Leo, giornalista ben introdotto fra i giovani artisti. E dell'amore di Rhea Dalal, malinconica e sognatrice, prigioniera di un matrimonio ormai stanco. Quattro destini irrimediabilmente segnati e uniti dalla tragedia: la morte di Zaira, assassinata brutalmente. È l'ossessione per la verità che porta Karan prima a lottare per smascherare i colpevoli, che si annidano tra le più alte cariche politiche, e poi, di fronte alla corruzione insanabile dello stato, a fuggire, abbandonando amici e macchina fotografica. Ma come i fenicotteri che ogni anno scappano all'improvviso da Bombay, e poi tornano ogni volta, anche Karan non potrà dire di no al richiamo della città maledetta.
    Un romanzo che lascia il segno. Graffiante e originale, parla dell'India più segreta e più inaspettata e svela cosa si nasconde sotto la patina d'oro che avvolge il mondo di Bollywood, dominato dall'ossessione per la celebrità e dalla voglia di emergere a ogni costo. Un ritratto di Bombay in tutto il suo fascino e la sua minaccia, che conferma Shanghvi come uno dei più importanti e controversi giovani scrittori indiani degli ultimi anni.

    ha scritto il 

  • 2

    una cagata

    Quando si tratta di acquistare narrativa, di solito faccio caso alla copertina. Stavolta ho soprasseduto all'immagine, che invece già dice tutto. Ho pensato: scrittore indiano, racconta di Bollywood, premiato come autore emergente. La sua biografia, nel risvolto di copertina, faceva simpatia. Non ...continua

    Quando si tratta di acquistare narrativa, di solito faccio caso alla copertina. Stavolta ho soprasseduto all'immagine, che invece già dice tutto. Ho pensato: scrittore indiano, racconta di Bollywood, premiato come autore emergente. La sua biografia, nel risvolto di copertina, faceva simpatia. Non sono nemmeno stata lì a sfogliarlo e a leggerne qualche breve stralcio, speravo/credevo in una bella sorpresa. Ho molta fiducia nella narrativa post-post-coloniale.
    Mal me ne incolse.
    Per ora ho letto un centinaio di pagine (circa 2/3 del libro) e al momento posso soavemente affermare che è una cagata.
    Superficiale, banale fino alla nausea, insulso, patetico. Una trama degna di una soap opera, una Bombay stereotipata e olografica, che potrei raccontare io che non l'ho mai vista, affidandomi ai più melensi luoghi comuni; i personaggi sono macchiette, i dialoghi vergognosi, le descrizioni intrise di cliché. Non si capisce ancora dove la storia voglia andare a parare. La sintassi è sciatta e i cambi repentini di punto di vista, casuali e imprecisi. Il lessico è di una povertà disarmante... potrei continuare ad elencare le bassezze di questo romanzo, ma mi fermo. Sto segnandomi una serie di perle da postare a fine lettura perché, anche in questo caso, masochisticamente persevererò e leggerò fino in fondo. Mi ci vorrà un po', però, e temo che il mio giudizio, col passare delle pagine, si aggraverà.
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    A mente fredda, finita da un po' la lettura, confermo il giudizio iniziale, anche se il libro a partire dalla sconda parte diventa meno raffazzonato.
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    «La sua mente correva a Zaira che arrivava sul prato in preda ad affascinanti brividi di panico...».
    affascinanti brividi di panico? Ma chi scrive? Liala?
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    Sesso meteo (perché di sesso si sta parlando):
    «Quando si riebbe, quando la mente riprese coscienza dei sensi, di quello che era (una donna sposata), lui stava per venire, e lei accolse abilmente la densa pioggia di un violento temporale.»
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    Condensati di luoghi comuni:
    «Nel suo anno di pausa Zaira aveva visitato il Messico, aveva passato un mese a Siena per imparare a cucinare, aveva avuto una breve, disgustosa relazione con un ballerino cubano, in seguito alla quale era tornata a Bombay, perché non c'era altro posto al mondo che potesse chiamare casa sua.»
    ...
    «Claire lo portò dappertutto. A feste in cui donne magrissime sembravano appena uscite dalle pagine profumate di riviste patinate, a proiezioni private dei film di Pedro Almodòvar, a mostre dove artisti di genere, età e perfino talento indistinguibile accorrevano entusiasti, a cene formali nel quartiere di Bloomsbury, in cui dignitosi accademici parlavano con cortese erudizione del Rinascimento prima di tornare a casa e farsi pisciare addosso dalle giovani amanti."

    ha scritto il