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I figli dell'invasione

Urania 497

Di

Editore: Mondadori (Urania)

4.0
(249)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Giapponese , Francese , Tedesco , Ceco

Isbn-10: A000015618 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Severi ; Illustrazione di copertina: Karel Thole

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Capolavoro. Anche di traduzione.

    Quando la fantascienza non è la sorella minore della letteratura. Quando scrivere è un'arte, quando l'immenso orrore si palesa nelle piccole cose. Meraviglioso.
    Chiunque conosce "The Midwich cuckoos", ottimo titolo originale, prima edizione 1959, stampato da Urania nel 1968. Chiunque lo conosce p ...continua

    Quando la fantascienza non è la sorella minore della letteratura. Quando scrivere è un'arte, quando l'immenso orrore si palesa nelle piccole cose. Meraviglioso. Chiunque conosce "The Midwich cuckoos", ottimo titolo originale, prima edizione 1959, stampato da Urania nel 1968. Chiunque lo conosce per le versioni cinematografiche, da “Il villaggio dei dannati” del 1963 al “Villaggio dei dannati” del 1995 di Carpenter. Dove i bambini sono mostri da annientare. Ma solo in queste pagine i bambini sono anche bambini, l’orrore risiede nel loro sorridere e parlare amabilmente con uno dei protagonisti, con la scelta di uccidere degli innocenti o attendere che questi crescano per uccidere noi. Una nota particolare: in questa edizione Urania non è accreditato il traduttore. Male: perché chiunque esso sia ha svolto un lavoro sublime, rendendo il romanzo pura poesia. E storia, con parole ormai desuete, “Canadà” con l’accento ormai scomparso ad esempio. Peccato per la copertina semplicemente orrenda e fuori luogo.

    ha scritto il 

  • 5

    ho letto questo libro quando avevo 17 anni e mi è sempre rimasto in mente. ora che ho 56 anni me lo sono gustato di nuovo. Avevo ragione a ricordarmelo così bello: la fantascienza che comincia con ... nell'anno 3500....., oppure nella galassia pinco pallino,..... non mi sono mai piaciute ma qu ...continua

    ho letto questo libro quando avevo 17 anni e mi è sempre rimasto in mente. ora che ho 56 anni me lo sono gustato di nuovo. Avevo ragione a ricordarmelo così bello: la fantascienza che comincia con ... nell'anno 3500....., oppure nella galassia pinco pallino,..... non mi sono mai piaciute ma questo è diverso, e non delude...Storia intrigante e appassionante

    ha scritto il 

  • 3

    e mezza

    Da adolescente, ho passato intere nottate sui romanzi di Asimov, Scheckley, Bradbury, Van Vogt: mi appassionava la fantascienza, la descrizione di mondi lontani nel tempo o nello spazio, le invenzioni di una tecnologia avveniristica (largamente superata dalla realtà negli anni successivi). Poi ho ...continua

    Da adolescente, ho passato intere nottate sui romanzi di Asimov, Scheckley, Bradbury, Van Vogt: mi appassionava la fantascienza, la descrizione di mondi lontani nel tempo o nello spazio, le invenzioni di una tecnologia avveniristica (largamente superata dalla realtà negli anni successivi). Poi ho abbandonato il genere per qualche anno, va a sapere perché: mi ci sono rituffato qualche giorno fa grazie al consiglio di un’amico e grazie alla presenza di un titolo all’interno della (famigerata) lista dei 1001 libri da leggere: si tratta de “I figli dell’invasione”, l’autore è John Wyndham.

    E siccome ho accennato ad una fantasia che viene superata dalla realtà, leggiamone subito qualche riga:

    La nostra vita privata sarebbe stata devastata nella più gelosa intimità e le nostre suscettibilità offese dalle tre Furie moderne: la terribile sorellanza della parola stampata, della parola registrata e dell’immagine

    Non vorrei però proseguire in un banale parallelismo tra quello che l’autore immaginava e quello che è acceduto; sarebbe limitato ed ingiusto, perchè in questo romanzo - che trovate in Urania ed in formato Kindle su Amazon, a fine post il link diretto - c’è qualcosa di più.

    La trama: la voce narrante, Richard Gayford, è un abitante del piccolo paesino di Midwich, in Gran Bretagna, che cerca di fare rientro a casa con la moglie dopo una breve vacanza a Londra. Vengono fermati sul confine della città dall’esercito perché è accaduto qualcosa di molto strano: tutti gli abitanti di Midwitch si sono addormentati, ed ogni tentativo di far entrare un qualunque essere vivente in città ne causa un sonno immediato. Superata l’emergenza, che pare essere stata causata dall’atterraggio in città di uno strano velivolo, una nuova particolarità si abbatte sulla cittadina: tutte le donne risultano contemporaneamente in stato di dolce attesa. Nasceranno 31 maschi e 30 femmine, e non appariranno, fin da subito, come normali bambini.

    Negli anni si svilupperà una sorta di contrapposizione fra i nascituri e gli abitanti del luogo, un braccio di ferro che si svilupperà con esiti imprevedibili fino all’ottimo - e sorprendente - finale.

    Una storia solidissima, che diede il via ad un filone di romanzi basati sulla “razza umana incubatrice”, una bella delineazione dei personaggi e un sapore un po’ retrò rendono “I figli dell’invasione” una storia di sicuro interesse e una piacevolissima lettura, da intraprendere con l’attenzione dell’uomo del 2014 a tematiche evidentemente meno mature in pieni anni 50. Consigliato!

    P.S.: due le trasposizioni cinematografiche di rilievo: “Il villaggio dei dannati” (Wolf Rilla, 1960) ed il remake di John Carpenter del 1995.

    ha scritto il 

  • 3

    Il dilemma dell'invasione

    Romanzo teoretico e filosofico che pone non poche domande partendo da una situazione apparentemente paradossale ed estrema. Ma Wyndham scrive a nuora perché suocera intenda, e la relazione dello spunto fantastico con la realtà sociopolitica non è neanche troppo nascosta. Nell'opera vengono affron ...continua

    Romanzo teoretico e filosofico che pone non poche domande partendo da una situazione apparentemente paradossale ed estrema. Ma Wyndham scrive a nuora perché suocera intenda, e la relazione dello spunto fantastico con la realtà sociopolitica non è neanche troppo nascosta. Nell'opera vengono affrontati dilemmi morali, politici, religiosi e sociali, e uno dei principali temi di fondo è quello dell'impossibilità dell'integrazione di fronte alla volontà di dominio. Il che può essere letto come rapporto tra oppressori e oppressi, anche se qui la correlazione è apparentemente invertita. Non per niente il titolo originale sarebbe "I cuculi di Midwich", con un rifermento esplicito agli uccelli predatori. Un ottimo romanzo, lontano anni luce dalle trasposizioni cinematografiche di Wolf Rilla e di John Carpenter, nei quali si saltano quasi a pié pari le dissertazioni per non tediare il pubblico. A mio parere se ne potrebbe trarre senza difficoltà un interessante adattamento per il teatro.

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero ben fatto

    Ho letto con piacere questo romanzo, una gran bella sorpresa. Storia ben costruita, condita con molta logica (incarnata in un personaggio davvero notevole). Atmosfere kinghiane (sembra quasi che King abbia scopiazzato una certa idea per il suo Under the Dome).

    ha scritto il 

  • 3

    Un cuculo volò sopra Midwich

    Storia di un'invasione aliena inusuale e che a più di mezzo secolo di distanza dalla sua uscita mantiene una certa originalità e freschezza. Di contro ho trovato lo stile dell'autore un tantino monocorde e, a tratti, perfino noioso, cosa che non mi ha permesso di godere appieno del romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Wyndham è un autore fuori dal comune: chissà in quanti romanzi di fantascienza viene citato Hegel e si riflette su temi come la distinzione di identità e individualità, il limite della responsabilità personale, la discordanza fra atto morale e legale. Tutto questo, ne I figli dell'invasione ...continua

    Wyndham è un autore fuori dal comune: chissà in quanti romanzi di fantascienza viene citato Hegel e si riflette su temi come la distinzione di identità e individualità, il limite della responsabilità personale, la discordanza fra atto morale e legale. Tutto questo, ne I figli dell'invasione, c'è. Davvero peccato aver visto prima il film.

    ha scritto il 

  • 4

    I figli dell'invasione

    Midwich, un villaggio tranquillo nella campagna inglese vive una giornata particolare, da allora una serie di eventi inaspettati si scatenerà mettendo a dura prova la sua comunità che con inquietudine e crescente consapevolezza affronterà una strana invasione .
    Una buona idea sorretta da una s ...continua

    Midwich, un villaggio tranquillo nella campagna inglese vive una giornata particolare, da allora una serie di eventi inaspettati si scatenerà mettendo a dura prova la sua comunità che con inquietudine e crescente consapevolezza affronterà una strana invasione . Una buona idea sorretta da una solida trama scritta nel 1957 che non manca di un certo sapore retrò. Il finale arriva con un colpo di scena inaspettato degno di un vero maestro della fantascienza. Consigliato. Buona lettura P.

    ha scritto il 

  • 0

    era l'epoca delle grandi scoperte spaziali, di li a poco si sarebbe andati sulla luna e probabilmente l'idea di molte gravidanze venute "da lontano" stuzzicava l'autore, cosi come probabilmente intuiva (o almeno par di capire) che pochi anni piu' tardi le contestazioni giovanili avrebbero sovver ...continua

    era l'epoca delle grandi scoperte spaziali, di li a poco si sarebbe andati sulla luna e probabilmente l'idea di molte gravidanze venute "da lontano" stuzzicava l'autore, cosi come probabilmente intuiva (o almeno par di capire) che pochi anni piu' tardi le contestazioni giovanili avrebbero sovvertito la mentalita' conservatrice imperante, i Bambini diventano cosi la metafora di quello che poi accadra'. il finale puo' apparire risolutivo ma per gli abitanti di Midwich nulla sara' piu' come prima

    ha scritto il