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I figli dell'invasione

Urania 497

By John Wyndham

(70)

| Paperback

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Book Description

34 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "L'istinto di autodifesa di un essere umano deve conformarsi agli schemi approvati dai più. La spontaneità personale esige tempo per affermarsi, ammesso che questo sia consentito".

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    Valentina Zanaboni said on Jun 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ho letto questo libro quando avevo 17 anni e mi è sempre rimasto in mente. ora che ho 56 anni me lo sono gustato di nuovo. Avevo ragione a ricordarmelo così bello: la fantascienza che comincia con ... nell'anno 3500....., oppure nella galassia pinco ...(continue)

    ho letto questo libro quando avevo 17 anni e mi è sempre rimasto in mente. ora che ho 56 anni me lo sono gustato di nuovo. Avevo ragione a ricordarmelo così bello: la fantascienza che comincia con ... nell'anno 3500....., oppure nella galassia pinco pallino,..... non mi sono mai piaciute ma questo è diverso, e non delude...Storia intrigante e appassionante

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    Mmaassi58 said on Apr 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    e mezza

    Da adolescente, ho passato intere nottate sui romanzi di Asimov, Scheckley, Bradbury, Van Vogt: mi appassionava la fantascienza, la descrizione di mondi lontani nel tempo o nello spazio, le invenzioni di una tecnologia avveniristica (largamente super ...(continue)

    Da adolescente, ho passato intere nottate sui romanzi di Asimov, Scheckley, Bradbury, Van Vogt: mi appassionava la fantascienza, la descrizione di mondi lontani nel tempo o nello spazio, le invenzioni di una tecnologia avveniristica (largamente superata dalla realtà negli anni successivi). Poi ho abbandonato il genere per qualche anno, va a sapere perché: mi ci sono rituffato qualche giorno fa grazie al consiglio di un’amico e grazie alla presenza di un titolo all’interno della (famigerata) lista dei 1001 libri da leggere: si tratta de “I figli dell’invasione”, l’autore è John Wyndham.

    E siccome ho accennato ad una fantasia che viene superata dalla realtà, leggiamone subito qualche riga:

    La nostra vita privata sarebbe stata devastata nella più gelosa intimità e le nostre suscettibilità offese dalle tre Furie moderne: la terribile sorellanza della parola stampata, della parola registrata e dell’immagine

    Non vorrei però proseguire in un banale parallelismo tra quello che l’autore immaginava e quello che è acceduto; sarebbe limitato ed ingiusto, perchè in questo romanzo - che trovate in Urania ed in formato Kindle su Amazon, a fine post il link diretto - c’è qualcosa di più.

    La trama: la voce narrante, Richard Gayford, è un abitante del piccolo paesino di Midwich, in Gran Bretagna, che cerca di fare rientro a casa con la moglie dopo una breve vacanza a Londra. Vengono fermati sul confine della città dall’esercito perché è accaduto qualcosa di molto strano: tutti gli abitanti di Midwitch si sono addormentati, ed ogni tentativo di far entrare un qualunque essere vivente in città ne causa un sonno immediato. Superata l’emergenza, che pare essere stata causata dall’atterraggio in città di uno strano velivolo, una nuova particolarità si abbatte sulla cittadina: tutte le donne risultano contemporaneamente in stato di dolce attesa. Nasceranno 31 maschi e 30 femmine, e non appariranno, fin da subito, come normali bambini.

    Negli anni si svilupperà una sorta di contrapposizione fra i nascituri e gli abitanti del luogo, un braccio di ferro che si svilupperà con esiti imprevedibili fino all’ottimo - e sorprendente - finale.

    Una storia solidissima, che diede il via ad un filone di romanzi basati sulla “razza umana incubatrice”, una bella delineazione dei personaggi e un sapore un po’ retrò rendono “I figli dell’invasione” una storia di sicuro interesse e una piacevolissima lettura, da intraprendere con l’attenzione dell’uomo del 2014 a tematiche evidentemente meno mature in pieni anni 50. Consigliato!

    P.S.: due le trasposizioni cinematografiche di rilievo: “Il villaggio dei dannati” (Wolf Rilla, 1960) ed il remake di John Carpenter del 1995.

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    Alfonso76 said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il dilemma dell'invasione

    Romanzo teoretico e filosofico che pone non poche domande partendo da una situazione apparentemente paradossale ed estrema. Ma Wyndham scrive a nuora perché suocera intenda, e la relazione dello spunto fantastico con la realtà sociopolitica non è nea ...(continue)

    Romanzo teoretico e filosofico che pone non poche domande partendo da una situazione apparentemente paradossale ed estrema. Ma Wyndham scrive a nuora perché suocera intenda, e la relazione dello spunto fantastico con la realtà sociopolitica non è neanche troppo nascosta. Nell'opera vengono affrontati dilemmi morali, politici, religiosi e sociali, e uno dei principali temi di fondo è quello dell'impossibilità dell'integrazione di fronte alla volontà di dominio. Il che può essere letto come rapporto tra oppressori e oppressi, anche se qui la correlazione è apparentemente invertita. Non per niente il titolo originale sarebbe "I cuculi di Midwich", con un rifermento esplicito agli uccelli predatori.
    Un ottimo romanzo, lontano anni luce dalle trasposizioni cinematografiche di Wolf Rilla e di John Carpenter, nei quali si saltano quasi a pié pari le dissertazioni per non tediare il pubblico.
    A mio parere se ne potrebbe trarre senza difficoltà un interessante adattamento per il teatro.

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    Imagus 2011-2014 said on Dec 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Davvero ben fatto

    Ho letto con piacere questo romanzo, una gran bella sorpresa. Storia ben costruita, condita con molta logica (incarnata in un personaggio davvero notevole). Atmosfere kinghiane (sembra quasi che King abbia scopiazzato una certa idea per il suo Under ...(continue)

    Ho letto con piacere questo romanzo, una gran bella sorpresa. Storia ben costruita, condita con molta logica (incarnata in un personaggio davvero notevole). Atmosfere kinghiane (sembra quasi che King abbia scopiazzato una certa idea per il suo Under the Dome).

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    Emiliano Baldo said on Dec 16, 2013 | Add your feedback

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    Un cuculo volò sopra Midwich

    Storia di un'invasione aliena inusuale e che a più di mezzo secolo di distanza dalla sua uscita mantiene una certa originalità e freschezza.
    Di contro ho trovato lo stile dell'autore un tantino monocorde e, a tratti, perfino noioso, cosa che non mi h ...(continue)

    Storia di un'invasione aliena inusuale e che a più di mezzo secolo di distanza dalla sua uscita mantiene una certa originalità e freschezza.
    Di contro ho trovato lo stile dell'autore un tantino monocorde e, a tratti, perfino noioso, cosa che non mi ha permesso di godere appieno del romanzo.

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    Fedmahn Kassad said on Oct 7, 2013 | Add your feedback

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