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I fiori blu

Di

Editore: Einaudi

4.3
(3343)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: A000035891 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Italo Calvino

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Secondo un apologo cinese, Chuang-tzé sogna di essere una farfalla: ma chi dice che non sia la farfalla a sognare d'essere Chuang-tzé? In questo romanzo, è il Duca d'Auge a sognare d'essere Cidrolin, o è Cidrolin che sogna d'essere il Duca d'Auge?
Uno straordinario romanzo dell'autore di Zazie nel metrò che ci rappresenta la storia e il presente come sogni che si sognano a vicenda.
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  • 5

    Spassosissimo romanzo, intessuto su bizzarre diacronie e sogni, che si intrecciano tra un protagonista e l'altro. Il gioco linguistico nei vari registri stilistici è magistrale come è magistrale l'accurata traduzione, molto fantasiosa ed elaborata, di Italo Calvino.
    Lo consiglio vivamente s ...continua

    Spassosissimo romanzo, intessuto su bizzarre diacronie e sogni, che si intrecciano tra un protagonista e l'altro. Il gioco linguistico nei vari registri stilistici è magistrale come è magistrale l'accurata traduzione, molto fantasiosa ed elaborata, di Italo Calvino.
    Lo consiglio vivamente senza aggiungere altro, per non perdere il gusto di leggere questo ottimo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutta questa storia,- disse il Duca d' Auge al Duca d' Auge, - tutta questa storia per un po' di giochi di parole , per un po' d' anacronismi: una miseria. Non si troverà mai via d' uscita?

    Impegnativo inseguire il gioco di parole e di nomi, i continui rimandi tra un sogno interfaccia di un altro sogno, il linguaggio onirico, i colpi d' ala della fantasia, i simboli e le allegorie, ma se ci poniamo sulla stessa "lunghezza d' onda" di Queneau abbandonandoci all' apparente, disarmante ...continua

    Impegnativo inseguire il gioco di parole e di nomi, i continui rimandi tra un sogno interfaccia di un altro sogno, il linguaggio onirico, i colpi d' ala della fantasia, i simboli e le allegorie, ma se ci poniamo sulla stessa "lunghezza d' onda" di Queneau abbandonandoci all' apparente, disarmante, strano "caos" della trama, allora il divertimento è assicurato, grazie anche alla fortunata traduzione di quel grande che è Calvino.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Noioso

    Il libro che ha annoiato la mia estate.

    Romanzo dalla struttura ciclica. Benchè il doppio filo narrativo sia interessante è costellato di episodi e dialoghi monotoni e insulsi che non aggiungono niente alla trama.
    Libro che può essere apprzzato solo da chi è profondo conoscitore del ...continua

    Il libro che ha annoiato la mia estate.

    Romanzo dalla struttura ciclica. Benchè il doppio filo narrativo sia interessante è costellato di episodi e dialoghi monotoni e insulsi che non aggiungono niente alla trama.
    Libro che può essere apprzzato solo da chi è profondo conoscitore della storia e della lingua francese, perchè la traduzione di Calvino non rende al meglio

    La letteratura francesce continua a deludermi

    ha scritto il 

  • 5

    A pagina 20 ho pensato: mi sono fatta troppo e mi è sfuggito. A pagina 50 ho pensato: no,si è fatto lui. A metà libro avrei voluto fondermi nell'inchiostro e volar via nei sogni del Duca D'Auge/Cidrolin e non tornare mai più. Purtroppo i libri finiscono e a me rimane in bocca il sapore di una let ...continua

    A pagina 20 ho pensato: mi sono fatta troppo e mi è sfuggito. A pagina 50 ho pensato: no,si è fatto lui. A metà libro avrei voluto fondermi nell'inchiostro e volar via nei sogni del Duca D'Auge/Cidrolin e non tornare mai più. Purtroppo i libri finiscono e a me rimane in bocca il sapore di una lettura surreale,onirica,quasi psichedelica. Tutta la mia ammirazione a Queneau per l'originalità ma soprattutto al genio puro di Calvino per aver reso meravigliosamente leggibile quest'opera. Chapeau.

    ha scritto il 

  • 5

    Pagina 4

    Affascinato, continuò per alcune ore a osservare quei rimasugli che resistevano allo sbriciolamento; poi, senz'alcuna ragione apparente, lasciò il suo posto di vedetta e scese ai piani inferiori del castello, dando di passata sfogo al suo umore cioè alla voglia che aveva di picchiare qualcuno. ...continua

    Affascinato, continuò per alcune ore a osservare quei rimasugli che resistevano allo sbriciolamento; poi, senz'alcuna ragione apparente, lasciò il suo posto di vedetta e scese ai piani inferiori del castello, dando di passata sfogo al suo umore cioè alla voglia che aveva di picchiare qualcuno.
    Picchiò, non la moglie, inquantoché defunta, bensì le figlie, in numero di tre; batté servi, tappeti, qualche ferro ancora caldo, la campagna, moneta, e, alla fin fine, la testa nel muro. Ciò fatto, gli venne voglia d'un viaggetto, e decise di recarsi nella Città Capitale in umile arnese, accompagnato solo dal paggio Mouscaillot.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono rimasta veramente impressionata da questo romanzo. Non sono una patita del surrealismo in genere, ma questo libro mi ha veramente conquistata: il doppio, i due personaggi che si sognano a vicenda, il registro assurdo che affascina battuta dopo battuta, i giochi di parole con la poesia e i ta ...continua

    Sono rimasta veramente impressionata da questo romanzo. Non sono una patita del surrealismo in genere, ma questo libro mi ha veramente conquistata: il doppio, i due personaggi che si sognano a vicenda, il registro assurdo che affascina battuta dopo battuta, i giochi di parole con la poesia e i tantissimi riferimenti culturali, e nel frattempo un tema serio e senza tempo come il disfacimento della Storia... Mi inchino a Calvino per la milionesima volta perché tradurre questo romanzo era veramente un'impresa titanica, e tuttavia lui ne esce benissimo, facendola sembrare, come dice lui, un lavoro di cose messe insieme a casaccio, che tuttavia funzionano magnificamente. Fantastico!

    ha scritto il 

  • 2

    "...
    -A parte il fatto che,da un po', c'è un cretino che si diverte a scarabocchiare sulla staccionata del boulevard. Passo il tempo a ridipingerla.
    -Ti fai del cattivo sangue per niente. Un po' di graffiti, cosa vuoi che sia? Letteratura, nient'altro."

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sono addormentato per un paio d'ore e ho sognato molto quasi tutto un giorno e una serata piena. Sempre difficile dire cose riguardo il sogno ma di sicuro devo tagliarmi i capelli. Ho sognato di essere al mare e questa ragazza tra tantissime persone guarda me. È scura di pelle forse molto abbr ...continua

    Mi sono addormentato per un paio d'ore e ho sognato molto quasi tutto un giorno e una serata piena. Sempre difficile dire cose riguardo il sogno ma di sicuro devo tagliarmi i capelli. Ho sognato di essere al mare e questa ragazza tra tantissime persone guarda me. È scura di pelle forse molto abbronzata e mi guarda dalla riva. Ha i capelli afro enormi a forma di fungo e verso la cima sono bianchi e celesti. Allora ho chiamato su Skype Berlino che lui di capelli e di sogni se ne è sempre inteso. Abbiamo parlato un po' della cosa e alla fine mi fa, sai l'altro giorno parlando con amici ho raccontato un mio sogno che poteva essere benissimo un incubo. Io dicevo loro che secondo me un sogno è una metafora. Uno dei miei amici allora mi ha chiesto quale è la differenza tra sogno e incubo, la sai tu?, mi ha chiesto Berlino, che con l'incubo ti caghi sotto ho detto io, no, ha detto lui, è lo stato in cui ti addormenti.

    ha scritto il 

  • 3

    « L'istruzione! Vede cos'è l'istruzione, signore? S'impara quel tanto a scuola, si fatica, e non poco, per imparare quel tanto a scuola, e poi, vent'anni dopo, o magari prima, non è più così, le cose son cambiate, non se ne sa più niente. Allora non valeva la pena. È per questo che mi piace più p ...continua

    « L'istruzione! Vede cos'è l'istruzione, signore? S'impara quel tanto a scuola, si fatica, e non poco, per imparare quel tanto a scuola, e poi, vent'anni dopo, o magari prima, non è più così, le cose son cambiate, non se ne sa più niente. Allora non valeva la pena. È per questo che mi piace più pensare che imparare. »

    ha scritto il 

  • 5

    Certe notti sei sveglio/a ad orari improbabili.
    E allora, girellando per casa, nel silenzio del mio quartiere, stando attenta a non far cadere neanche uno spillo, ché si sentirebbe rimbombare fin nella strada, mi capitano per mano libri che altrimenti se ne starebbero nascosi nelle libreri ...continua

    Certe notti sei sveglio/a ad orari improbabili.
    E allora, girellando per casa, nel silenzio del mio quartiere, stando attenta a non far cadere neanche uno spillo, ché si sentirebbe rimbombare fin nella strada, mi capitano per mano libri che altrimenti se ne starebbero nascosi nelle librerie.
    I fiori blu è uno di quelli.

    Subito c’è il gioco, il calembour, l’assonanza, il gergo, il proverbio.
    Il piacere di leggere le parole giocate.

    Poi scopriamo il viaggio nel tempo che fa il duca d’Auge con i suoi cavalli parlanti e di volta in volta qualche altro accompagnatore.
    Viaggio che non fa Cidrolin, impantanato sulla sua chiatta a ridipingere uno steccato sul quale un individuo misterioso scrive insulti a lui diretti.
    Bevono essenza di finocchio, glissando sui simboli francesi usuali dell’essenza d’anice o l’assenzio.
    Entrambi hanno tre figlie da sposare e soprattutto si sognano, l’uno con l’altro.
    Ma può anche essere che stia viaggiando Cidrolin con il duca d’Auge come avatar.

    Come in Hyde e Jekill, quale dei due è quello vero?
    Quella specie di Don Chisciotte, che con l’uomo della Mancia ha in comune solo il viaggio e scudieri approssimativi? Gran mangiatore, gran tiranno, gran uccisore, gran maltrattatore di femmine, difensore del maresciallo Gilles de Rais?
    O l’uomo della chiatta, così tranquillo, con una vita talmente insulsa che il solo passatempo è l’uso del secchiello con il pennello per ridipingere la staccionata?

    Stracitato un apologo cinese: Chuang-tzé sogna di essere una farfalla: ma chi dice che non sia la farfalla a sognare d'essere Chuang-tzé?
    Molto suggestivo.
    Non credo che la soluzione sia scoprire chi sogna chi e chi è quello reale.
    Forse la domanda è: abbiamo forse la certezza della realtà? Noi esistiamo perché il mondo ci riconosce, o è il mondo ad esistere perché noi lo riconosciamo?
    Dai tempi dei tempi, l’uomo é stato fatto da due gemelli o impastando terra ed acqua, due elementi.
    Che possono ricongiungersi o vivere divisi uno dall’altro, tranne che in sogno.

    Un’Anina ha sognato di leggere I fiori blu, o quella che ha letto I fiori blu ha sognato di dormire?

    Quindi un putiferio di simboli e filosofia. Compresi poetici fiori blu presenti solo sorgere e al concludersi della vicenda.

    Niente paura, è anche divertente e si torna spesso indietro per rileggere qualche geniale assurdità.

    Qualcuno tra i vari commenti ha titolato “un genio traduce un capolavoro”. Da sottoscrivere.

    Sconsigliato a chi accetta al massimo due salti temporali con data scritta all’inizio del brano (mia nipote insegna) o avrebbe preferito il titolo “Il profumo amaro dei fiori di genziana”.

    21.03.2014

    ha scritto il 

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