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I fiori blu

By Raymond Queneau

(78)

| Hardcover

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Book Description

Secondo un apologo cinese, Chuang-tzé sogna di essere una farfalla: ma chi dice che non sia la farfalla a sognare d'essere Chuang-tzé? In questo romanzo, è il Duca d'Auge a sognare d'essere Cidrolin, o è Cidrolin che sogna d'essere il Duca d'Auge?
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Secondo un apologo cinese, Chuang-tzé sogna di essere una farfalla: ma chi dice che non sia la farfalla a sognare d'essere Chuang-tzé? In questo romanzo, è il Duca d'Auge a sognare d'essere Cidrolin, o è Cidrolin che sogna d'essere il Duca d'Auge?
Uno straordinario romanzo dell'autore di Zazie nel metrò che ci rappresenta la storia e il presente come sogni che si sognano a vicenda.

401 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "...
    -A parte il fatto che,da un po', c'è un cretino che si diverte a scarabocchiare sulla staccionata del boulevard. Passo il tempo a ridipingerla.
    -Ti fai del cattivo sangue per niente. Un po' di graffiti, cosa vuoi che sia? Letteratura, nient'altr ...(continue)

    "...
    -A parte il fatto che,da un po', c'è un cretino che si diverte a scarabocchiare sulla staccionata del boulevard. Passo il tempo a ridipingerla.
    -Ti fai del cattivo sangue per niente. Un po' di graffiti, cosa vuoi che sia? Letteratura, nient'altro."

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    NYSE said on Jun 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi sono addormentato per un paio d'ore e ho sognato molto quasi tutto un giorno e una serata piena. Sempre difficile dire cose riguardo il sogno ma di sicuro devo tagliarmi i capelli. Ho sognato di essere al mare e questa ragazza tra tantissime perso ...(continue)

    Mi sono addormentato per un paio d'ore e ho sognato molto quasi tutto un giorno e una serata piena. Sempre difficile dire cose riguardo il sogno ma di sicuro devo tagliarmi i capelli. Ho sognato di essere al mare e questa ragazza tra tantissime persone guarda me. È scura di pelle forse molto abbronzata e mi guarda dalla riva. Ha i capelli afro enormi a forma di fungo e verso la cima sono bianchi e celesti. Allora ho chiamato su Skype Berlino che lui di capelli e di sogni se ne è sempre inteso. Abbiamo parlato un po' della cosa e alla fine mi fa, sai l'altro giorno parlando con amici ho raccontato un mio sogno che poteva essere benissimo un incubo. Io dicevo loro che secondo me un sogno è una metafora. Uno dei miei amici allora mi ha chiesto quale è la differenza tra sogno e incubo, che con l'incubo ti caghi sotto ho detto io. Stavamo in questo ristorante in cui mi ha voluto portare mia moglie. Il ristorante una merda, veramente una merda, ma la gente era tutta molto interessante, c'era anche un tipo che mi ha parlato per un'ora della musica di Brian Eno e io ho fatto finta di non saperne niente. Ma sai che è successo mentre parlavamo di sogno e metafora?, l'ex di mia moglie si è presentato al tavolo. Subito a fare il disinvolto a me già mi prudevano le mani. Alla fine si è seduto con noi e ha ordinato da bere per tutti e faceva l'amico di mia moglie faceva battute che solo chi ci è andato a letto poteva capire. In qualche modo mi sono stato fermo si è ripresi a parlare di metafore e sogni e una donna al tavolo con noi, una cima devi conoscerla, chiede all'ex di mia moglie, secondo te qual è la differenza fra sogno e metafora? Rimaniamo tutti in silenzio a sentire la risposta di questa gagliarda testa di merda. Non puoi capire che ha risposto, ti ammazzi dalle risate, troppo stupido.

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    (skate) said on May 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    « L'istruzione! Vede cos'è l'istruzione, signore? S'impara quel tanto a scuola, si fatica, e non poco, per imparare quel tanto a scuola, e poi, vent'anni dopo, o magari prima, non è più così, le cose son cambiate, non se ne sa più niente. Allora non ...(continue)

    « L'istruzione! Vede cos'è l'istruzione, signore? S'impara quel tanto a scuola, si fatica, e non poco, per imparare quel tanto a scuola, e poi, vent'anni dopo, o magari prima, non è più così, le cose son cambiate, non se ne sa più niente. Allora non valeva la pena. È per questo che mi piace più pensare che imparare. »

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    sablynsky said on Apr 8, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Certe notti sei sveglio/a ad orari improbabili.
    E allora, girellando per casa, nel silenzio del mio quartiere, stando attenta a non far cadere neanche uno spillo, ché si sentirebbe rimbombare fin nella strada, mi capitano per mano libri che altrimen ...(continue)

    Certe notti sei sveglio/a ad orari improbabili.
    E allora, girellando per casa, nel silenzio del mio quartiere, stando attenta a non far cadere neanche uno spillo, ché si sentirebbe rimbombare fin nella strada, mi capitano per mano libri che altrimenti se ne starebbero nascosi nelle librerie.
    I fiori blu è uno di quelli.

    Subito c’è il gioco, il calembour, l’assonanza, il gergo, il proverbio.
    Il piacere di leggere le parole giocate.

    Poi scopriamo il viaggio nel tempo che fa il duca d’Auge con i suoi cavalli parlanti e di volta in volta qualche altro accompagnatore.
    Viaggio che non fa Cidrolin, impantanato sulla sua chiatta a ridipingere uno steccato sul quale un individuo misterioso scrive insulti a lui diretti.
    Bevono essenza di finocchio, glissando sui simboli francesi usuali dell’essenza d’anice o l’assenzio.
    Entrambi hanno tre figlie da sposare e soprattutto si sognano, l’uno con l’altro.
    Ma può anche essere che stia viaggiando Cidrolin con il duca d’Auge come avatar.

    Come in Hyde e Jekill, quale dei due è quello vero?
    Quella specie di Don Chisciotte, che con l’uomo della Mancia ha in comune solo il viaggio e scudieri approssimativi? Gran mangiatore, gran tiranno, gran uccisore, gran maltrattatore di femmine, difensore del maresciallo Gilles de Rais?
    O l’uomo della chiatta, così tranquillo, con una vita talmente insulsa che il solo passatempo è l’uso del secchiello con il pennello per ridipingere la staccionata?

    Stracitato un apologo cinese: Chuang-tzé sogna di essere una farfalla: ma chi dice che non sia la farfalla a sognare d'essere Chuang-tzé?
    Molto suggestivo.
    Non credo che la soluzione sia scoprire chi sogna chi e chi è quello reale.
    Forse la domanda è: abbiamo forse la certezza della realtà? Noi esistiamo perché il mondo ci riconosce, o è il mondo ad esistere perché noi lo riconosciamo?
    Dai tempi dei tempi, l’uomo é stato fatto da due gemelli o impastando terra ed acqua, due elementi.
    Che possono ricongiungersi o vivere divisi uno dall’altro, tranne che in sogno.

    Un’Anina ha sognato di leggere I fiori blu, o quella che ha letto I fiori blu ha sognato di dormire?

    Quindi un putiferio di simboli e filosofia. Compresi poetici fiori blu presenti solo sorgere e al concludersi della vicenda.

    Niente paura, è anche divertente e si torna spesso indietro per rileggere qualche geniale assurdità.

    Qualcuno tra i vari commenti ha titolato “un genio traduce un capolavoro”. Da sottoscrivere.

    Sconsigliato a chi accetta al massimo due salti temporali con data scritta all’inizio del brano (mia nipote insegna) o avrebbe preferito il titolo “Il profumo amaro dei fiori di genziana”.

    21.03.2014

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    Anina e "gambette di pollo" said on Mar 21, 2014 | 9 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Che dire

    Non credo di aver capito molto del signifcato "intrinseco", per così dire, del romanzo. Nel suo essere surreale, però, mi è piaciuto molto.

    Lo stile è encomiabile - non dimentichiamoci del traduttore -, divertente e mai pesante: non credo mi sia mai ...(continue)

    Non credo di aver capito molto del signifcato "intrinseco", per così dire, del romanzo. Nel suo essere surreale, però, mi è piaciuto molto.

    Lo stile è encomiabile - non dimentichiamoci del traduttore -, divertente e mai pesante: non credo mi sia mai capitato di trovare delle allitterazioni in prosa senza che mi sembrassero delle forzature.

    La storia fornisce abbondanti spunti di riflessione snodandosi attraversando i secoli, e ci si affeziona ai personaggi con gran facilità. Ho trovato in particolare le prime pagine inebrianti: se non vi piace come inizia, non credo vi piacerà molto tutto il resto.

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    Nelvis said on Mar 7, 2014 | Add your feedback

  • 13 people find this helpful

    L'irochese ironizzata si fa irosa od irritata.

    Eccomi dunque a dover scrivere un commento sul romanzo più onirico, pirotecnico, psicologico, folle, scoppiettante che io abbia letto negli ultimi anni:frutto inevitabile della traduzione di un genio (Calvino) sull'opera di un altro genio (Queneau). ...(continue)

    Eccomi dunque a dover scrivere un commento sul romanzo più onirico, pirotecnico, psicologico, folle, scoppiettante che io abbia letto negli ultimi anni:frutto inevitabile della traduzione di un genio (Calvino) sull'opera di un altro genio (Queneau).

    La storia può essere letta su di un'infinità di livelli diversi; la base da cui partire è lo snodarsi parallelo delle incredibili avventure del Duca D'Auge, spaccone e donchisciottesco nobiluomo della Francia feudale, con quelle del passivo e depresso Cidrolin, ridotto al piatto e squallido ripetersi degli stessi gesti su di una chiatta ormeggiata tra i miasmi di un fiume inquinato.

    I due sono agli antipodi nell'affrontare la vita ed allo stesso modo sono speculari nel loro rapporto: quando uno s'addormenta sogna delle peripezie incredibili dell' altro che quando a sua volta cade tra le braccia d'Orfeo torna a sognare del primo e cosi via. Il romanzo raggiunge il suo climax quando l'aggressivo Nobilotto, in grado di viaggiare nel tempo, invade con il suo sgangherato seguito la chiatta del depresso bevitore di essenza di finocchio. Ed il risultato non può che essere esplosivo.

    Ciò che rende veramente grande questo romanzo oltre alle spassosissime avventure di Cidrolin e del Duca D'Auge è la maniera in cui il linguaggio e lo stile corrono dietro alla storia, in una mitragliata di citazioni letterarie, cambi di registro, strampalate metafore rese dal talento di Italo Calvino con una vividezza tale da far dimenticare che la lingua originaria del romanzo non è l'italiano. Oltre all' estro dello scrittore e del traduttore ha sicuramente contribuito la amicizia tra i due e la comunanza di idee riguardo al ruolo che il linguaggio deve avere sull'esito di un'opera.

    I piani di interpretazione di questo romanzo sono davvero tanti e forse non c'è neppure bisogno di scovarli tutti. Appare evidente quella che secondo Calvino stesso è la principale, cioè quella psicanalitica ( il che non sorprende in un racconto che si sforza con successo di riprodurre le impressioni di un sogno). Al momento del loro incontro Auge e Cidrolin scoprono non solo di sapere tutto l'uno dell'altro ma anche di avere lo stesso nome. Evidente suggerimento che essi rappresentano le diverse personalità presenti nell'uomo freudiano. Un ES aggressivo egoista istintivo e godereccio contrapposto ad un IO depresso, autorepressivo e passivo quanto mai.

    In parallelo mi balzano agli occhi due modi di condurre la vita. Quello di chi ha una personalità cosi forte da non riuscire a contenerla, e vive aggredendo il mondo esterno per adattarlo a se stesso senza lasciare spazio a condiscendenze. Costui è incapace di accettare l'idea di fallimento fino a reazioni esagerate (distruttivo ed omicida Auge con chi gli dà torto!), e si oppone a coloro che mancando di forza di carattere cercano la sicurezza in un perpetuo adeguarsi e subire dal mondo che li circonda.
    L'occupazione principale di Cidrolin consiste nel riverniciare col perdono gli insulti che vengono scritti sulla sua staccionata; cerca sicurezza nel ripetere costantemente gli stessi gesti, non reagisce alle mancanze di rispetto dei generi, si lascia alla fine rubare la sua stessa chiatta/casa dal duca d'Auge.

    Ma personalmente credo che dedicare troppe forze alla interpretazione profonda di questo capolavoro tolga almeno in parte il piacere estetico di godere delle trovate sia sceniche che lessicali di questa coppia di virtuosi della letteratura; per certi versi leggere "I fiori blu" da profani forse è persino più divertente che farlo con tutti i mezzi necessari ad una piena comprensione.

    Per tanto, avventurieri di periferia in cerca dei vostri mulini a vento, fantozziani impiegati che sostengono il PIL curvi sulle scrivanie magari alla ricerca di un segreto riscatto, mettetevi comodi e leggetevi questo libro: piacerà ad entrambi, magari mentre sorseggiate un bicchiere di essenza di finocchio.

    A proposito, ma quanto deve fare schifo l'essenza di finocchio?

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    Gauss74 said on Nov 21, 2013 | 8 feedbacks

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