I fiori blu

Di

Editore: Einaudi (ET, 325)

4.3
(3554)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 277 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8806175165 | Isbn-13: 9788806175160 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Italo Calvino

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d'Auge salí in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e là. Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due; poco distante un Gallo, forse Edueno, immergeva audacemente i piedi nella fresca corrente. Si disegnavano all'orizzonte le sagome sfatte di qualche diritto Romano, gran Saraceno, vecchio Franco, ignoto Vandalo. I Normanni bevevan calvadòs...

«Appena presi a leggere il romanzo pensai subito: È intraducibile!... ma il libro cercava di coinvolgermi... mi tirava per il lembo della giacca, mi chiedeva di non abbandonarlo alla sua sorte, e nello stesso tempo mi lanciava una sfida».

Italo Calvino
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  • 3

    due personaggi per un sogno

    Un duca e uno sfaccendato, due anime distanti secoli, ma legate dal sogno l'uno dell'altro.
    Idea affascinante, passaggi fenomenali da un punto di vista linguistico (tanto di cappello a Calvino che l ...continua

    Un duca e uno sfaccendato, due anime distanti secoli, ma legate dal sogno l'uno dell'altro.
    Idea affascinante, passaggi fenomenali da un punto di vista linguistico (tanto di cappello a Calvino che lo ha tradotto), ma non mi ha convinta del tutto. Carino, ma nulla più.

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: un duca francese a passeggio nel tempo, un barcaiolo immobile nello spazio, il continuo alternarsi dei due tra sogno e realtà, l'incontro finale dei protagonisti per amalgamare e confonde ...continua

    Ingredienti: un duca francese a passeggio nel tempo, un barcaiolo immobile nello spazio, il continuo alternarsi dei due tra sogno e realtà, l'incontro finale dei protagonisti per amalgamare e confondere passato e futuro, storia e fantasia.
    Consigliato: a chi vuol camminare sull'instabile filo dell'assurdo, a chi vuol rimanere sospeso in un mondo onirico colorato da giochi di parole.

    ha scritto il 

  • 4

    Con uno stile particolare col quale sembra quasi giocare l'autore interseca due storie, storie fatte di sogni, sogni che attraversano epoche o rimangono fermi su una chiatta, storie che parlano di alc ...continua

    Con uno stile particolare col quale sembra quasi giocare l'autore interseca due storie, storie fatte di sogni, sogni che attraversano epoche o rimangono fermi su una chiatta, storie che parlano di alchimia, di graffiti, storie che entrano nella Storia. Una lettura godibile che abbonda di metafore e che impegna l'attenzione del lettore durante i repentini mutamenti delle situazioni e resa ancor più interessante dalla lettura della nota del grande Italo Calvino che ne ha curato così sapientemente e brillantemente la traduzione.

    ha scritto il 

  • 0

    Continuare o abbandonare?

    Inizio folgorante, grande apprezzamento per la trovata di mischiare le epoche senza interrompere la storia... poi un po' di stanchezza quando la gag comincia perdere effetto.
    Ma come, l'eletto degli " ...continua

    Inizio folgorante, grande apprezzamento per la trovata di mischiare le epoche senza interrompere la storia... poi un po' di stanchezza quando la gag comincia perdere effetto.
    Ma come, l'eletto degli "esercizi di stile"?
    Ahimè quasi mai i grandi strumentisti sono anche grandi autori.
    Ipse ridixit :) PS però vuoi o non vuoi mi resta in mente...

    ha scritto il 

  • 4

    Capolavoro.

    Indubbiamente un'Opera grandiosa di ironia sottile, arguzia letteraria, comicità colta. Letto due volte (nel '96 e nel 2007), mi attende senz'altro al varco per un terzo "viaggio". Eh si, perché qui ...continua

    Indubbiamente un'Opera grandiosa di ironia sottile, arguzia letteraria, comicità colta. Letto due volte (nel '96 e nel 2007), mi attende senz'altro al varco per un terzo "viaggio". Eh si, perché qui ci si sposta nel tempo, nei luoghi e nella dimensione onirica, dove i cavalli son più che umani, e saggi più di essi.
    Calvino ha di certo una parte non secondaria del merito e credo che fosse l'artista più adatto per questa traduzione: i giochi di parole sono esilaranti (più di quelli dell'altro accoppiamento fenomenale Queneau/Eco in "Esercizi di stile"), i dialoghi ai livelli di Jerome e Twain.
    Che altro dire? Leggetelo!

    ha scritto il 

  • 5

    realtà e sogno intrecciati

    Uno dei migliori libri letti quest'anno! Realtà e sogno si intrecciano fino a confondersi, ed entrambi sono molto avvincenti e scritti con grandissima cura, grazie forse anche alla traduzione di Italo ...continua

    Uno dei migliori libri letti quest'anno! Realtà e sogno si intrecciano fino a confondersi, ed entrambi sono molto avvincenti e scritti con grandissima cura, grazie forse anche alla traduzione di Italo Calvino. Molto, molto bello!

    ha scritto il 

  • 5

    "Rêver et révéler, c'est à peu près le même mot"

    Un romanzo breve ma dal ritmo incalzante, con poche pause e molta ironia. Trovo assolutamente rilevante la coautorialità, per quanto concerne la traduzione italiana, di Italo Calvino, il quale riesce ...continua

    Un romanzo breve ma dal ritmo incalzante, con poche pause e molta ironia. Trovo assolutamente rilevante la coautorialità, per quanto concerne la traduzione italiana, di Italo Calvino, il quale riesce a districarsi alla perfezione tra le pieghe del francese queneauiano e alle volte persino arricchendolo, come nel caso del maestoso "Il diavolo fa le pentole ma non i Copernichi" (cap. XI, p. 140).

    A proposito di Calvino, la sua Nota del traduttore, oltre ad essere un compendio critico in cui, esattamente come nel romanzo, "Le scienze umane [...] sono rappresentate tutte quante", offre al lettore una breve ma tenera rivelazione: "Per qualcuna delle difficoltà ho avuto la fortuna di poter consultare l'autore [...] e l'amicizia che è nata da quel rapporto è stato il frutto più prezioso di questo lavoro".

    ha scritto il 

  • 4

    Un ottimo Queneau

    Come già altri libri di Queneau, mi è piaciuto molto. Un ottimo mix di fantasia, sottile umorismo, stile letterario unico. L'ho riletto a distanza di qualche anno ed è stato come leggerlo per la prima ...continua

    Come già altri libri di Queneau, mi è piaciuto molto. Un ottimo mix di fantasia, sottile umorismo, stile letterario unico. L'ho riletto a distanza di qualche anno ed è stato come leggerlo per la prima volta. Perfetta anche la traduzione di Calvino che riesce a rendere giochi di parole, finezze linguistiche e allusioni.

    ha scritto il 

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