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I fisici

Di

Editore: Einaudi (Collezione di teatro, 148)

4.1
(417)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 87 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 880632912X | Isbn-13: 9788806329129 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Aloisio Rendi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/04/12/i-fisici-friedrich-durrenmatt/

    COMMISSARIO Eh, certo; lei deve avere più di duecento anni...
    NETWON (lo guarda meravigliato) Duecento? E perché mai?
    COMMISSARIO Be’, in quanto Newton...
    NEWTON Mi scusi, commissario, ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/04/12/i-fisici-friedrich-durrenmatt/

    COMMISSARIO Eh, certo; lei deve avere più di duecento anni...
    NETWON (lo guarda meravigliato) Duecento? E perché mai?
    COMMISSARIO Be’, in quanto Newton...
    NEWTON Mi scusi, commissario, lei è matto o ci fa soltanto?
    COMMISSARIO Ma come...
    NEWTON Dunque lei crede veramente che io sia Newton?
    COMMISSARIO Ma se è lei che ci crede!
    NEWTON (si guarda intorno sospettosamente) Posso confidarle un segreto, signor commissario?
    COMMISSARIO Ma certamente, dica pure.
    NEWTON Io non sono Sir Isaac Newton. Faccio solo finta di esserlo.
    COMMISSARIO Ah, e perché, se posso chiedere?
    NEWTON Per non confondere Ernesti.
    COMMISSARIO Mi scusi, ma non ci arrivo proprio.
    NEWTON Al contrario di me, Ernesti è veramente malato, si illude di essere Albert Einstein.
    COMMISSARIO E che c’entra lei, con questo?
    NEWTON Se Ernesti viene a sapere che in realtà Albert Einstein sono io, scoppia il finimondo.

    (Friedrich Dürrenmatt, “I fisici”)

    Nei giorni scorsi, leggendo libri di fisica, ho avuto il dubbio che questo genere di letture possano presto condurmi a uno stato mentale più confusionario dell’attuale. Leggendo “I fisici” di Dürrenmatt ho scoperto che anche quest’ultimo deve aver fatto un pensiero del genere, visto che ha ambientato questa sua commedia in un manicomio. Si tratta, infatti, di un’opera divertente, con all’interno alcuni spunti di riflessione circa le possibili catastrofi alle quali possono condurre certe scoperte scientifiche se utilizzate nella maniera peggiore, che vede come protagonisti un Einstein suonatore di violino, un Newton che sostiene di essere, in realtà, Einstein stesso e Möbius, un terzo fisico che ha deciso di passare il resto dei suoi giorni in manicomio perché teme che le sue ultime scoperte possano condurre a disastri planetari.
    La commedia inizia con un assassinio compiuto da uno dei tre, peraltro il secondo di una serie, e con l’arrivo di un commissario che pare interessato più al cognac che non alle indagini. In un crescendo di deliri, Dürrenmatt ci pone di fronte all’ambiguità della realtà, al confine spesso invisibile tra follia e sanità mentale, in quest’opera gradevole, che si presta a diversi livelli di lettura ma che soprattutto scorre via tutta di un fiato.
    A questo punto, proseguirò nelle letture sull’argomento, prossimamente, tenendo sempre d’occhio la mia capigliatura, onde non ritrovarmi anch’io, tra quale tempo, con una parrucca “stile Newton” sulla testa e con il vuoto nella stessa.

    ha scritto il 

  • 4

    Ora capisco quando i professori al liceo erano soliti mettere "sei e mezzo"o "sette e mezzo", quel mezzo punto che tu studente non riuscivi ad accettare perchè, d'altronde, cosa costava al professore darti un voto pieno? Così mi sono ritrovata nella loro stessa posizione quando non potendo usare ...continua

    Ora capisco quando i professori al liceo erano soliti mettere "sei e mezzo"o "sette e mezzo", quel mezzo punto che tu studente non riuscivi ad accettare perchè, d'altronde, cosa costava al professore darti un voto pieno? Così mi sono ritrovata nella loro stessa posizione quando non potendo usare il mezzo punto per questo dramma gli ho (benignamente) dato 4 stelle. Il problema è che non lo trovo nè "Così così" nè "Bello": lo trovo interessante. Dovrebbero metterci questo fra le valutazioni sintetiche, l'interesse che suscita una lettura. Interessante perchè affronta le angosce della scienza e il tema della responsabilità di questa nei confronti dell'umanità, si carica delle tensioni della società nel periodo della guerra fredda, dimostra l'impotenza della scienza di fronte a meccanismi più intricati di essa stessa (il potere) ma non si pone come quei drammi che devono necessariamente sconvolgere, angosciare, far sentire il lettore impotente e responsabile dei disastri del mondo. Non ha uno scopo propriamente pedagogico, anche se una certa critica ha voluto dargli questo senso. Lo scrittore dice:-la situazione è questa, non è affar tuo, non è affare dei protagonisti, sono alienati dalle loro stesse scelte, non possono esserne responsabili." Il finale ti sembra giusto così com'è, lo accetti come un paradosso inevitabile e forse in fondo il messaggio è proprio questo: accettare l'impotenza senza rimorsi diventa inevitabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Testo teatrale in cui niente e' come sembra. In un gioco di scatole cinesi conosciamo gli strani personaggi, tre fisici in un manicomio, che si riveleranno molto diversi da come dovrebbero essere.
    Intelligente, sorprendente e profondo, affronta grandi temi in un modo originalissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Pièce teatrale su come gli uomini dovrebbero o non dovrebbero usare la scienza, che per definizione non è nè buona nè cattiva ma solo verità.
    Inevitabile il dibattito sui limiti da imporre agli scienziati, su quali siano le soglie da non varcare, fin dove debbano arrivare certi studi per ev ...continua

    Pièce teatrale su come gli uomini dovrebbero o non dovrebbero usare la scienza, che per definizione non è nè buona nè cattiva ma solo verità.
    Inevitabile il dibattito sui limiti da imporre agli scienziati, su quali siano le soglie da non varcare, fin dove debbano arrivare certi studi per evitare potenziali pericoli e su chi sia tanto super da poter tracciare 'sto confine. Io il dibattito lo schivo proponendo di imporre quei limiti non a scienziati e studiosi in genere ma a politici e a tutte le categorie di farabutti.
    Solo tre stelline perchè, nonostante l'altezza del tema, non amo le storie surreali.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve, paradossale, godibilissima pièce teatrale di denuncia dei pericoli delle scoperte della fisica moderna, dei suoi effetti e delle sue responsabilità. "La pazzia aiuta a pensare liberamente, in libertà i pensieri sono dinamite".

    ha scritto il 

  • 2

    Scienza folle o follia del mondo?

    breve opera teatrale sul sempiterno tema della responsabilità della scienza verso la società. Durrenmatt si affida ad un gioco delle parti tra matti dentro un manicomio (che si rivelano sani) e sani fuori dal sanatorio (che finiranno per essere molto più pazzi) per risolvere il dilemma del potere ...continua

    breve opera teatrale sul sempiterno tema della responsabilità della scienza verso la società. Durrenmatt si affida ad un gioco delle parti tra matti dentro un manicomio (che si rivelano sani) e sani fuori dal sanatorio (che finiranno per essere molto più pazzi) per risolvere il dilemma del potere che la scienza dà nelle mani di pochi geni. Tema già sviscerato in molti modi, concluso su una nota molto pessimista dall'autore: purtroppo però il dramma risulta artificioso, colpi di scena e cambi di identità risultano troppo "scritti", troppo puntati verso una tesi decisa a priori e finisce per essere difficili appassionarsi a questi personaggi....

    ha scritto il 

  • 5

    «La nostra scienza è divenuta terribile, la nostra ricerca, pericolosa, le nostre ricerche, letali. A noi fisici non resta che capitolare davanti alla realtà .. dobbiamo revocare il nostro sapere..»

    4 1/2

    ha scritto il 

  • 4

    Malati o no, i fisici di Dürrenmatt sono dei pericolosi assassini.
    Meglio che se ne stiano rinchiusi nel sanatorio svizzero, pazzi, eppure saggi, prigionieri, eppure liberi, fisici, eppure innocenti.

    ha scritto il 

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