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I fiumi di Londra

Di

Editore: Fanucci (Tif Extra)

3.5
(178)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8834718356 | Isbn-13: 9788834718353 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Ben Aaronovitch

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Peter Grant, un aspirante agente di polizia in attesa di accedere al famigerato Metropolitan Police Service di Londra, ha due preoccupazioni: evitare la prospettiva di un noioso lavoro d'ufficio e guadagnarsi i favori della vivace e spregiudicata collega Leslie May. Nel corso di un'inchiesta su un caso di omicidio, Peter riesce inspiegabilmente a ottenere la testimonianza di uno strano individuo, estremamente loquace ma decisamente morto, e a richiamare su di sé l'attenzione dell'enigmatico ispettore Thomas Nightingale, l'ultimo mago d'Inghilterra, capo di un'unità segreta della polizia dedicata alla magia e al soprannaturale. Peter possiede poteri magici, e deve mettere le proprie straordinarie abilità al servizio del bene comune. Aggirandosi tra covi di vampiri nei sobborghi londinesi, negoziando tregue tra le divinità del Tamigi, dissotterrando tombe a Covent Garden, Grant cercherà di governare lo spirito di ribellione della città e riportare, forse, l'ordine nel caos che domina Londra. Un urban fantasy divertente ed estremamente realistico. Una lettura per chiunque abbia sempre colto qualcosa di inesplicabile o strano per le vie di Londra... cioè per chiunque vi sia mai stato davvero.
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  • 5

    Ho scelto di leggere questo libro a cavallo dell'ultimo esame di questa sessione all'università, per cominciare ad allentare la tensione di questi mesi di studio ossessivo e debilitante. Ne avevo ricevute recensioni molto positive e mi è sembrata una buona scelta e, a fine lettura, posso conferma ...continua

    Ho scelto di leggere questo libro a cavallo dell'ultimo esame di questa sessione all'università, per cominciare ad allentare la tensione di questi mesi di studio ossessivo e debilitante. Ne avevo ricevute recensioni molto positive e mi è sembrata una buona scelta e, a fine lettura, posso confermare la favorevole impressione che avevo all'inizio. I fiumi di Londra è un bel romanzo, di quelli che si lasciano leggere con talmente tanta scioltezza che non possono non risultare graditi. Eppure, allo stesso tempo non è un giallo banale, e non solo perché - in maniera quasi discreta - nella storia entra in gioco la magia. Quest'ultima viene accennata e ben poco spiegata, solo con qualche battuta qua e là, ma colpisce perché non viene dipinta come qualcosa di maestoso e appariscente: il più delle volte è nascosta e si svela in pure sfere luminose. Il tutto è raccontato da un narratore ironico e talvolta - ma fortunatamente non sempre - disincantato e un po' cinico, abitante navigato di Londra che conosce la sua città e la sa gestire e raccontare con un'incredibile spontaneità. Basta essere stati una sola volta nella capitale inglese per riconoscere i luoghi, le vie che Peter Grant descrive, le stazioni della metropolitana che attraversa. Personalmente, è stata proprio questa gestione magistrale della complessità di una metropoli come Londra a conquistarmi. In chiusura, e forse come nota meno positiva delle altre, si percepisce che il libro è costruito per far parte di una saga o, per lo meno, ci si aspetta da subito che ci sia un seguito. Non solo per il cliffhanger del finale, ma sopratutto per la caratterizzazione dei personaggi la quale, pur essendo essi importanti nella storia, viene spesso soltanto abbozzata o lasciata a intendere.

    ha scritto il 

  • 3

    "Mi sta dicendo che i fantasmi esistono?" - "Hai appena parlato con uno, tu che ne dici?" - "Aspetto conferma da un superiore"

    Quando si capisce che un libro ha ormai fatto storia: quando passa in un altro libro sottoforma di citazione. Il libro che ha fatto storia è Harry Potter, e Rivers of London lo cita direttamente o indirettamente varie volte, senza malizia (sarebbe impossibile), ma con simpatica ironia, e allo ste ...continua

    Quando si capisce che un libro ha ormai fatto storia: quando passa in un altro libro sottoforma di citazione. Il libro che ha fatto storia è Harry Potter, e Rivers of London lo cita direttamente o indirettamente varie volte, senza malizia (sarebbe impossibile), ma con simpatica ironia, e allo stesso tempo cercando di distinguersi dal genere. Rivers of London è infatti un poliziesco magico (ok, se abbiamo il realismo magico possiamo anche avere il giallo magico). Peter Grant è un agente della polizia londinese fresco di accademia, che, dopo aver casualmente dimostrato la sua sconcertante capacità di captare il “vestigium”, cioè la traccia soprannaturale che un eventuale atto di magia lascia sul luogo del crimine, finisce per essere assegnato a una sezione poco nota (e a lui del tutto ignota!) della polizia metropolitana: una sezione che si occupa dei casi con “profili” soprannaturali, e che è composta praticamente da un solo altro elemento, l'ispettore Nightingale, uomo dalle competenze enigmatiche e di età non ben definita, per quanto si presenti come l'immagine del tradizionale, imperturbabile gentleman inglese. Una sezione dalla lunga e quasi sconosciuta storia, di cui i superiori, i vertici e in generale poliziotti perbene non parlano volentieri... Il libro è narrato in prima persona dal protagonista, con una buona dose di ironia, principalmente indirizzata proprio all'istituzione per cui lavora, la polizia londinese. Altro elemento di rilievo, ottimamente reso, è l'ambientazione: la città di Londra, le sue strade, i suoi abitanti e naturalmente i suoi fiumi, che a parte il Tamigi sono invisibili perché ormai da lungo tempo “intombati”, ma che qui rivivono sotto altre bizzarre e ingombranti forme, come Peter Grant scoprirà presto. Unico neo è secondo me l'intreccio. Mi è sembrato alquanto complicato da seguire, e confesso che il finale mi ha decisamente confuso le idee con alcune apparenti contraddizioni e incongruità. Da un giro tra le recensioni altrui, non mi sembra che altri anobiani abbiano percepito questo difetto, per cui è possibilissimo che mi sia sfuggito qualcosa, anzi spero sia così, ma al momento questo rovina un po' l'effetto di una lettura altrimenti piacevolissima per humor e ambientazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Per chi, come me, ama e conosce Londra questo libro è una delizia: passeggi con i personaggi lungo le strade della metropoli e sai esattamente dove ti trovi, non c'è bisogno di immaginare perchè hai passeggiato in quelle stesse strade, visitato quei negozi e bevuto in quei pub.


    Detto quest ...continua

    Per chi, come me, ama e conosce Londra questo libro è una delizia: passeggi con i personaggi lungo le strade della metropoli e sai esattamente dove ti trovi, non c'è bisogno di immaginare perchè hai passeggiato in quelle stesse strade, visitato quei negozi e bevuto in quei pub.

    Detto questo, tutto il resto traballa. Complice un'edizione piena di errori di battitura e refusi di stampa e una traduzione claudicante (o è così in originale? vorrei dargli il beneficio del dubbio, ma vista l'edizione...) la lettura non è scorrevole e c'è decisamente troppa carne al fuoco.

    ha scritto il 

  • 2

    L'idea c'era, forse anche carina anche se non esageratamente originale, ma vuoi per la traduzione scarsa e gli errori di stampa qualcosa non mi ha convinto. A fatica l'ho portato avanti, non credo che comprerò gli altri due volumi

    ha scritto il 

  • 4

    Unusual

    Magic and London mixed together - this was certainly different with some amazing ideas and most definitely one of the most original books I have read recently. I would certainly pick another of his novels again.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    The Recipe for a Urban-Fantasy Cake

    To obtain this book, mix together equal parts of the first M.I.B. movie and Dr. Who; while mixing, pour over a very small measure of Harry Potter syrup, just enough to cover the undesired sci-fi flavour with the more peppery magical one. Sprinkle over a generous pinch of your favourite Neil Gaima ...continua

    To obtain this book, mix together equal parts of the first M.I.B. movie and Dr. Who; while mixing, pour over a very small measure of Harry Potter syrup, just enough to cover the undesired sci-fi flavour with the more peppery magical one. Sprinkle over a generous pinch of your favourite Neil Gaiman spices. Pour it all into a London-shaped bowl and let cool. Here you go!

    Goofy culinary metaphors (I can't really cook, bear with me) aside... it is a good novel, well written, well paced, HIGHLY entertaining. It is a giant mash-up of any fandom a YA audience may possibly like, which means you are BOUND to find something you like about the story. It has some flaws (read below), but they’re not such a big deal, and all considered I really feel like recommending the novel to anyone willing to spend a couple hours of action and entertainment when BBC’s “Sherlock” and “Doctor Who” seasons are over.

    ***

    The flaws: it could use a little improvement in characterization, and the background investigation that should serve as a central plot isn’t that compelling – which is maybe a BIG flaw, considering that this is supposed to be a urban-fantasy mystery novel. What I mean is, readers won’t probably go on reading because they grow engrossed in the investigation work and want to know who the murderer is/how the detective will nick him, but more out of the sheer pleasure of reading something funny and witty and with just the right amount of real world references and nerdy puns to make them feel like they’re actually “part of it”. Another thing I didn’t like about the investigation, but this is totally personal, is the whole “Comical Tragedy or Tragical Comedy of Mr Punch” breaking the fourth wall of the stage and slithering into real life. The point is, Neil Gaiman already did it in a homonymous graphic novel. Of course, Aaronovitch has no interest in using the tale of Mr Punch as a metaphor of childhood and the traumas and darknesses and nightmares that we bring within us as we grow up (which plays such a central part in many of Gaiman’s works), but still I couldn’t help but thinking: “Allright, well, but you see, NEIL has already done this, and since that’s Neil Gaiman we’re talking about, he did it ten times better than anyone else could ever dream of…so please quit it, will you?” – which spoiled the reading experience a little bit.

    ha scritto il 

  • 3

    L'inizio di una saga urban fantasy da tenere d'occhio

    Il tomo di Ben Aaronovitch è un'avvincente ibridazione dei generi letterari più di tendenza (detective story, weirdness, citazioni pop a pioggia), il tutto sullo sfondo di un urban fantasy che vede ancora una volta protagonista una Londra bifronte.
    Da una parte quella cara al Londinese e al turi ...continua

    Il tomo di Ben Aaronovitch è un'avvincente ibridazione dei generi letterari più di tendenza (detective story, weirdness, citazioni pop a pioggia), il tutto sullo sfondo di un urban fantasy che vede ancora una volta protagonista una Londra bifronte. Da una parte quella cara al Londinese e al turista flaneur con un viaggio topografico a rotta di collo per Covent Garden, dall'altra la personificazione di questi elementi in un prontuario fantasy che spazia dai genii locorum del Tamigi e dei suoi affluenti alla mostrologia metropolitana più convenzionale (vampiri, maghi e fantasmi). Insomma, l'ennesimo ibrido fantastico capace di accalappiare anche il pubblico che si fa vanto di non leggere letteratura di genere.

    Il punto forte è sicuramente la voce narrante: Peter Grant non è, come molti sostengono, una versione cresciuta del maghetto inglese, bensì un poliziotto adulto a tutto tondo, pieno d'amore per Londra e di desiderio verso l'altro sesso. La sua iniziazione alla magia e alla team del MET che si occupa dei casi più "particolari" non fanno che rendere più complesso un personaggio che in sé ha già molto da dire, a partire dalla sua infanzia complicata e dalla sua connotazione etnica non facilitante.

    Rivers of London è un caso poliziesco da leggere tutto d'un fiato, arricchito da un'aneddotica su Londra e sui suoi corpi di polizia che dà un gusto veramente "british" alla lettura, aumentato ulteriormente dall'ironia tipicamente inglese di Grant e dall'uso talvolta smodato di regionalismi (londinesismi?) che rendono qua e là la lettura in lingua originale frustrante.

    L'unica controindicazione è che Aaronovitch lavora sulla distanza, accennando ai misteri più invitati senza darne piena comprensione e strutturando "Rivers of London" come l'inizio di una saga. Il caso poliziesco viene chiuso egregiamente, ma per saperne di più sull'enigmatico Nightingale, Molly e sulle radici del team dei "Magic Cops" toccherà sicuramente leggere i già numerosi sequel. Queste sottotrame lasciate aperte potrebbero irritare qualche lettore, ma Aaronovitch sembra ben conscio di dove andare a parare.

    Un adattamento televisivo è stato annunciato negli scorsi mesi.

    ha scritto il 

  • 4

    Strano leggere un libro nel quale è citata proprio la libreria nella quale lo si è acquistato! Bell' urban fantasy, ambientato a Londra, con un sacco di aneddoti sulla storia della città. Ogni tanto un po' confusionaria la storia, ma certe scene originali e sopratutto molto bello il fatto che la ...continua

    Strano leggere un libro nel quale è citata proprio la libreria nella quale lo si è acquistato! Bell' urban fantasy, ambientato a Londra, con un sacco di aneddoti sulla storia della città. Ogni tanto un po' confusionaria la storia, ma certe scene originali e sopratutto molto bello il fatto che la trama fantastica si intrecci alla storia stessa della città. Personaggi azzeccati e ben caratterizzati. Difficile capire alcune parti se non si conosce bene Londra. Consigliato.

    ha scritto il