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I fiumi di porpora

By Jean-Christophe Grangé

(250)

| Mass Market Paperback | 9788811679677

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Book Description

Vicino a Grenoble viene rinvenuto un cadavere orrendamente mutilato. Nella vicina regione del Lot viene profanata la tomba di un bambino di dieci anni scomparso in circostanze misteriose. I due casi si intrecciano, e così i destini dei due poliziotti Continue

Vicino a Grenoble viene rinvenuto un cadavere orrendamente mutilato. Nella vicina regione del Lot viene profanata la tomba di un bambino di dieci anni scomparso in circostanze misteriose. I due casi si intrecciano, e così i destini dei due poliziotti incaricati delle indagini, tra false piste, macabre scoperte, gelosie professionali e vendette familiari, fino all'orrore che ha dato inizio alla carneficina: un delirio scientifico che aveva condotto a un folle e crudele esperimento genetico. Un thriller ambientato nello stupendo scenario dei ghiacciai alpini.

117 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Discreto thriller, stile ancora acerbo.

    Ho letto questo romanzo, forse il più noto di Grangè, poco dopo aver letto "Amnesia", che è di ben tredici anni posteriore.
    E la differenza, in termini di maturità della scrittura (i "Fiumi" è solo il secondo romanzo di Grangè) si vede tutta.

    In "Am ...(continue)

    Ho letto questo romanzo, forse il più noto di Grangè, poco dopo aver letto "Amnesia", che è di ben tredici anni posteriore.
    E la differenza, in termini di maturità della scrittura (i "Fiumi" è solo il secondo romanzo di Grangè) si vede tutta.

    In "Amnesia" lo stile è asciutto, stringato, con i tempi perfetti.
    Nei "Fiumi" c'è ancora prolissità, soprattutto (ma non solo) nella prima parte.
    E in certi casi pure banalità: "Presto apparvero grandi creste grigie, crinali di roccia come generati dai potenti sospiri della terra. Poi nuove rientranze, come neri fossati di una fortezza proibita. La montagna era là. Si stagliava, si allungava, si denudava, dispiegava i suoi contrafforti di abisso". Ecco, ci sarebbe mancato solo aggiungere liriche invenzioni come "pareti plioceniche incurvate, falesie distorte di ere perdute, corrugate come la fronte di una vecchia centenaria" per fare filotto con la prosa da scrittore alle prime armi.
    Beninteso, nel complesso siamo ad un livello di scrittura più che decente, ma probabilmente Grangè doveva ancora affinare lo stile "in sottrazione", che è sempre la cosa migliore.

    Questa prolissità, poi, si riflette anche nel finale, incredibilmente "sprecato", volendoci aggiungere un colpo di scena che non solo non aggiunge nulla al senso della storia ma costringe lo scrittore a scrivere cinque noiosissime pagine finali di "spiegazione", che complicano una storia già sufficientemente complicata.
    Storia che poteva benissimo essere già finita e in modo più pulito, senza voler tirare fuori un coniglio dal cappello del quale nè la trama nè il lettore avevano bisogno.

    Un buon thriller, ma ben lontano dal capolavoro o anche dalla sola eccellenza. Ma Grangè poi riuscirà a fare meglio.

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    Voltaire said on Jun 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Per me è stato veramente avvincente, molto coinvolgente, ad alta tensione e a tratti un po' troppo descrittivo su certe azioni compiute dall'assassino ma ci stava!!
    Verso il finale del libro ho cominciato a capire che era l'assassino ma un ulteriore ...(continue)

    Per me è stato veramente avvincente, molto coinvolgente, ad alta tensione e a tratti un po' troppo descrittivo su certe azioni compiute dall'assassino ma ci stava!!
    Verso il finale del libro ho cominciato a capire che era l'assassino ma un ulteriore colpo di scena mi ha un po' sorpreso anche se tutto sommato un po' tirato per il collo .. la storia si è un po' incasinata ma il giudizio è veramente positivo... 4 stelle perchè 5 non le do' praticamente mai!!

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    Gina said on May 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Inizio molto poco coinvolgente, con personaggi freddi ed antipatici. Parte centrale più coinvolgente, a ritmo serrato. Finale poco credibile.

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    Paola said on Feb 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia è ben presentata e il ritmo è molto incalzante: è difficile smettere di leggere, i colpi di scena si inseguono uno dietro l'altro. E poi mi è piaciuto l'espediente di utilizzare due poliziotti, invece che uno, dividendo così la ricerca del ...(continue)

    La storia è ben presentata e il ritmo è molto incalzante: è difficile smettere di leggere, i colpi di scena si inseguono uno dietro l'altro. E poi mi è piaciuto l'espediente di utilizzare due poliziotti, invece che uno, dividendo così la ricerca del colpevole su due piani diversi che solo verso la fine si ricongiungono.
    Detto questo, la spiegazione dei delitti non mi è sembrata del tutto convincente; si insiste un po' troppo forzatamente su alcuni stereotipi (per esempio il poliziotto superfigo e intelligente ma borderline e disadattato, in questo caso moltiplicato per due); in diversi punti, l'indagine procede grazie a intuizioni un po' troppo geniali per essere veritiere e casualità non proprio credibili... va bene la sospensione dell'incredulità, ma non esageriamo!

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    Elebolle said on Jan 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bello ma....

    E' un bel giallo, trama originale, ma la trama inquietante che secondo me l'autore voleva trasmettere non l'ho proprio sentita; sarà per i troppi gialli letti e i troppi CSI & Co. visti!

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    Luciana said on Dec 23, 2013 | Add your feedback

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