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I fogli del capitano Michel

By Claudio Rigon

(59)

| Paperback | 9788806194543

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Book Description

Alcuni anni fa, mentre stava lavorando al progetto di un libro fotografico, Claudio Rigon ritrova in un museo della sua città alcune piccole fotografie di soldati insieme a carte, lettere, quaderni, documenti: tutto è intestato a un certo capitano Mi Continue

Alcuni anni fa, mentre stava lavorando al progetto di un libro fotografico, Claudio Rigon ritrova in un museo della sua città alcune piccole fotografie di soldati insieme a carte, lettere, quaderni, documenti: tutto è intestato a un certo capitano Michel. Vi sono anche delle buste contenenti molti fogli ripiegati. Dicono di pattuglie in perlustrazione nella notte davano alle trincee austriache, dell'arrivo del rancio, di un bombardamento, di morti. Dicono che si è davanti al Monte Ortigara. Sono fonogrammi, i messaggi con cui alcuni reparti di un battaglione alpino si erano comunicati disposizioni e informazioni. Vanno dal 24 giugno al 24 luglio del 1916. Il capitano Michel, appena promosso, era giunto allora a prendere il comando di un battaglione decimato, rimasto senza ufficiali. Nella vita civile era insegnante di storia e filosofia. Dopo aver letto tutti quei fogli Claudio Rigon li ha incrociati, messi in ordine, ha inquadrato ogni dettaglio nel contesto. E soprattutto li ha fatti parlare, sfiorandoli con una voce calibrata, esatta, mai invadente e mai retorica, che da forza e collante al racconto.

14 Reviews

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    L'idea è quella di partire dal ritrovamento e successivo studio di una serie di documenti per raccontare la storia di un gruppo di soldati che hanno combattuto sul'Oritigara durante la Prima Gguerra Mondiale . Peccato però che gli aspetti di ricer ...(continue)

    L'idea è quella di partire dal ritrovamento e successivo studio di una serie di documenti per raccontare la storia di un gruppo di soldati che hanno combattuto sul'Oritigara durante la Prima Gguerra Mondiale . Peccato però che gli aspetti di ricerca storica prevalgano su quelli narrativi rendendo talvolta il libro noioso e difficie lettura.

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    Tania Maffei said on Dec 19, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il nemico incominciò a tormentare col fuoco i nostri reparti in movimento allo scoperto

    Gran complimenti all'autore, che riesce a mettere insieme e a legare assai bene tutti i biglietti, messaggi (fonogrammi) che ha ricevuto da un museo, e li fa diventare un'interessante storia, con l'aggiunta della descrizione dei luoghi e lui ben noti ...(continue)

    Gran complimenti all'autore, che riesce a mettere insieme e a legare assai bene tutti i biglietti, messaggi (fonogrammi) che ha ricevuto da un museo, e li fa diventare un'interessante storia, con l'aggiunta della descrizione dei luoghi e lui ben noti. Davvero lodevole anche lo stile e la capacità di far tornare a quei tempi, con molti commenti assai opportuni e ben calati nella realtà e cultura dell'epoca.
    Ottimo libretto per chi ha la passione della storia, sapendo che dietro ogni guerra (purtroppo) ci sono uomini reali, con i loro pregi e difetti, così come traspare da questo libro che descrive un mese d'estate sull'Ortigara, 1916, dura guerra di trincea.

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    gio' said on Dec 3, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Pagine della Guerra 15-18

    Prendendo spunto da tanti fonogrammi relativi ad un mese di guerra di trincea di fronte al monte Ortigara, l'autore ricrea le atmosfere e l'ambiente con ricercata cura interpretativa. Emergono i risvolti negativi di persone che mandano allo sbaraglio ...(continue)

    Prendendo spunto da tanti fonogrammi relativi ad un mese di guerra di trincea di fronte al monte Ortigara, l'autore ricrea le atmosfere e l'ambiente con ricercata cura interpretativa. Emergono i risvolti negativi di persone che mandano allo sbaraglio altre persone e di come molti altri più umanamente ne patiscano. Sono momenti rivisitati dove emergono le problematiche logistiche di una guerra fatta in montagna dove l'attesa è dura quanto l'azione.

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    Claudio said on Jun 22, 2010 | 1 feedback

  • 4 people find this helpful

    Senza tema di esagerare: sinora, il libro più affascinante del 2010. L'autore trova per caso un fascio di fonogrammi risalenti tutti al periodo fra il giugno ed il luglio 1916, facenti parte del lascito della vedova del Capitano Ersilio Michel, coman ...(continue)

    Senza tema di esagerare: sinora, il libro più affascinante del 2010. L'autore trova per caso un fascio di fonogrammi risalenti tutti al periodo fra il giugno ed il luglio 1916, facenti parte del lascito della vedova del Capitano Ersilio Michel, comandante del Battaglione Argentera, in quel periodo di stanza sul Monte Ortigara. E sulla base di quei pezzetti di carta, scritti frettolosamente, ma sempre in una forma impeccabile, tenta di ricostruire le vicende cui gli scarni messaggi alludono.
    Un libro magistrale, capace di dare vita ad un mondo, capace di far sentire come non mai il "modo" con cui era fatta, percepita, la guerra. Capace di suscitare affetto verso quegli uomini di cui non restano che brevi messaggi, di restituire loro la vita. Un libro che riesce ad evocare i luoghi, le situazioni, con un'intensità sconcertante. Un libro che insegna a leggere dietro le parole. L'autore racconta anche di sè, della sua ricerca, delle sensazioni suscitate dalle singole righe,e così insegna a leggere un testo, insegna la curiosità,trasmette la sensibilità per il non detto, per l'allusione. Ci vuole un artista dar vita ad per un libro così, e infatti Rigon è un fotografo, e come un fotografo sa cogliere il particolare impercettibile nella parola, nel tono.
    Ed il suo tentativo di ricostruire lentamente, da un fascio di pezzi di carta, una storia compiuta è ammaliante ed entusiasma, fornisce la cartina tornasole per la fretta superficiale con cui generamente ci si avvicina al testo scritto.
    Una meraviglia, un libro da leggere e rileggere, su cui meditare.
    Un libro che fa venir voglia di correre sul Monte Ortigara, a cercare come lui i segni delle trincee, le mulattiere, le distese inavvicinabili di pini mughi...

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    Donatella Capizzi said on Mar 15, 2010 | 1 feedback

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    Storia e racconto insieme!

    Tutto parte da una scoperta nell'archivio del Museo del Risorgimento di Vicenza.
    Claudio Rigon è un appassionato di fotografia e, vagabondando per l’Altipiano di Asiago con una macchina fotografica e un cavalletto, si sente attratto dall’atmosfera d ...(continue)

    Tutto parte da una scoperta nell'archivio del Museo del Risorgimento di Vicenza.
    Claudio Rigon è un appassionato di fotografia e, vagabondando per l’Altipiano di Asiago con una macchina fotografica e un cavalletto, si sente attratto dall’atmosfera di Monte Ortigara, “da quel territorio particolare che comincia con il suo crinale e si estende poi a sud-ovest per un’ora di cammino, fino ai piedi di Cima Dodici.”
    Incontra rovine, resti di baraccamenti, trincee, in un paesaggio che in certi momenti sembra ancora il dopo di una battaglia.
    Avverte un sentimento di desolazione, sente dentro un profondo senso di distruzione, una “sensazione più vicina al vagare nel deserto” mai provata in montagna.
    La vita scorre davanti a lui in un flusso ininterrotto. Fissarne un frammento in un'immagine è una possibilità di fermare il tempo e osservare quello che avviene.
    Gli viene allora “voglia di cercare immagini di quel tempo, della vita di allora” e per questo va in quel Museo in cui sa esserci un archivio fotografico della guerra.
    Qui trova diverse piccole fotografie di soldati che attirano la sua attenzione. Fanno tutte parte, insieme a carte, lettere, documenti, della «donazione Michel». Nella busta ci sono anche dei fogli, di misure diverse, ripiegati a metà. “Sono perlopiù grandi come un foglio di quaderno o giusto la metà; ma ce ne sono anche di più piccoli e alcuni poi sono su un intero foglio protocollo.” Raccontano di pattuglie in esplorazione nella notte davanti alle trincee austriache, ma anche della vita di tutti i giorni al fronte, di un bombardamento e di morti davanti a Monte Ortigara.
    Sono fonogrammi con cui alcuni reparti di un battaglione alpino si trasmettevano ordini e notizie varie. Quasi delle moderne e-mail, scritte però a mano da alcuni ufficiali, e consegnate da portaordini.
    “Mi sorprende la loro scrittura che è in genere piana, ordinata, pulita; controllata anche quando dice cose che sarebbero, per noi ora, insostenibili. Solo in alcuni, certi segni sono quasi dei colpi, tradiscono un nervosismo, una rabbia, a volte forse una paura.”
    Coprono un periodo cha va dal 24 giugno al 29 luglio del 1916. Il capitano Michel, proprio quei giorni, era stato promosso e aveva preso il comando di un battaglione rimasto quasi senza tutti i suoi ufficiali. Toscano di Livorno, prima di andare in guerra, era un insegnante di storia e filosofia, appassionato di storia del Risorgimento.
    “Ogni biglietto mi colpisce, su ognuno mi soffermo. Quando ne prendo uno in mano mi accorgo che non lo trattengo con le dita – solo un attimo per sollevarlo: lo lascio come sospeso nel cavo della mano, lo soppeso, lo interrogo. La mia timidezza non è solo paura di sgualcirlo: è stato scritto ottantacinque anni fa da uomini che erano i nostri nonni (per me, per la mia generazione), che si sono trovati lassù, in quei luoghi, fra quelle pietre, su queste nostre montagne, a vivere qualcosa che è difficile anche pensare, ora, essere stata possibile.”
    Rigon lavora molto da vicino su quei testi, ne legge attentamente ogni riga, ma anche ripercorre a piedi gli stessi luoghi. Sente che le parole scritte hanno vita propria, “un loro ritmo, un movimento.” Anche se sono solo dei frammenti di vita di quelle giornate, delle voci rimaste a testimoniare che, senza volerlo, raccontano una storia.
    La storia si rivela pagina dopo pagina, indizio dopo indizio rivelando ricca in lotta per la propria dignità, una miniera ricca di gemme di inestimabile valore. Una storia di “uomini in armi” in tempi difficili che hanno trascorso alcuni anni importanti della loro vita nelle trincee.
    Rigon riporta piccole storie intrecciate tra loro, apparentemente troppo confuse per essere comprese a una prima lettura che, in un certo senso legate fra loro, consentono a chi le legge di ricomporne i tasselli.

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    Libereditor said on Jan 14, 2010 | Add your feedback

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    Una puntigliosa ma appassionata e appassionante ricostruzione della battaglia sull'Ortigara nella guerra 15-18, a partire dalle comunicazioni tra i comandanti dei vari reparti e battaglioni. La concisione delle comunicazioni non riesce a nascondere g ...(continue)

    Una puntigliosa ma appassionata e appassionante ricostruzione della battaglia sull'Ortigara nella guerra 15-18, a partire dalle comunicazioni tra i comandanti dei vari reparti e battaglioni. La concisione delle comunicazioni non riesce a nascondere gli uomini che vi stanno dietro, le loro ansie, speranze, paure, cattiverie. In breve, la loro umanità.

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    Guy said on Dec 31, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (59)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Paperback 202 Pages
  • ISBN-10: 8806194542
  • ISBN-13: 9788806194543
  • Publisher: Giulio Einaudi Editore
  • Publish date: 2009-01-01
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