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I fratelli Ashkenazi

Di

Editore: Bollati Boringhieri

4.5
(238)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 759 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8833921840 | Isbn-13: 9788833921846 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Fonzi ; Prefazione: Claudio Magris

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Ogni giorno che il Signore regala al creato, Reb Abraham Hirsh Ashkenazi, commerciante di stoffe e capo della comunità ebraica di Lodz, lo zucchetto in testa e una barba lunga quanto l'esilio, siede alla scrivania del suo piccolo ufficio scuro e medita sui sacri testi cercando di trarne saggezza da dispensare alle schiere di commercianti ebrei che fanno ressa alla sua porta. Poco più di uno shtetl tra i tanti nella Polonia di fine Ottocento dominata dalla Russia, Lodz pullula in quegli anni di mercanti provenienti da ogni parte dell'impero. In questo piccolo e operoso mondo, nascono i due figli di Reb Hirsh Ashkenazi, opposti nel carattere fin dalla prima infanzia: Jakob Bunin, vitale e generoso, Simcha Meyer, introverso e abile negli affari. Il turbine della vita porterà Jakob ad affermarsi con il suo talento di comunicatore, mentre Simcha, miscuglio di cupidigia e lungimiranza che tutto travolge in nome del profitto, sarà protagonista di una spregiudicata ascesa economica. Attorno a loro si svolgono i grandi eventi della Storia, le passioni e le vicende minime di una folla di personaggi uniti dalla comune spiritualità ebraica. Nelle pagine di questo imponente romanzo-fiume apparso nel 1936, Israel J. Singer seppe dare la rappresentazione di un mondo e di una civiltà che di lì a poco sarebbe stata ferocemente annientata.
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  • 5

    “ Finchè ci saremo noi e ci saranno loro , finché ci saranno ebrei e gentili , le cose non cambieranno mai . “

    E' proprio il caso di dire “buon sangue non mente” perché questo eccellente romanzo di Israel J. Singer sicuramente (almeno) eguaglia per potenza e grandiosità “La famiglia Moskat”, il capolavoro scri ...continua

    E' proprio il caso di dire “buon sangue non mente” perché questo eccellente romanzo di Israel J. Singer sicuramente (almeno) eguaglia per potenza e grandiosità “La famiglia Moskat”, il capolavoro scritto dal premio Nobel Isaac B. Singer , ossia il suo più famoso fratello minore .
    Decenni di storia europea nella Polonia sotto la dominazione russa , narrati attraverso una saga famigliare di ebrei di ramo chassidico principalmente ambientata a Lodz , ne fanno un altro di quei libri che si vorrebbe non terminassero mai poiché la straordinaria capacità dell'autore è tale da impadronirsi dell'attenzione del lettore e di mantenerla saldamente dalla prima all'ultima pagina .
    Un'opera colossale , importante , di grandissimo respiro , sulla parabola umana dei due gemelli Simcha Meyer e Jacob Bunin , dalle caratteristiche fisiche e caratteriali totalmente diverse , nella quale sarà soprattutto il primo a dimostrare un'abilità ed una determinazione fuori del comune che lo porterà ad edificare un immenso impero economico e diventando così la persona più importante della città .
    E tuttavia , un uomo tanto potente negli affari quanto inetto ed incapace nei confronti della famiglia , in particolare con l'adorata moglie Dinah che non lo ricambia con altrettanto amore , con la quale non riesce a stabilire un rapporto sereno e duraturo .
    Le radici stesse dell'ebraismo , nella fattispecie del chassidismo , messe a fuoco in maniera lucida e talvolta impietosa in un avvincente mosaico le cui tessere vengono magicamente a comporsi via via per formare una magistrale tavolozza dai più svariati colori e dai toni delle più diverse sfumature che occorre ammirare a fondo per apprezzarne interamente la potente bellezza.
    Un romanzo imperdibile anche per il suo indubbio valore storico (il libro fu stampato nel 1936 ossia poco prima della seconda guerra mondiale ) in quella travagliata parte dell'Europa che sarà teatro , solo pochi anni dopo , di una delle più grandi atrocità che il genere umano debba ricordare .
    Per opere come questa , come del resto per quell'altra citata all'inizio , le cinque stelline appaiono persino un misero riconoscimento.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Cicale e formiche

    Non amo le formiche. Son lì, ammonticchiano, riprendono testardamente la loro strada. Studiano l'ostacolo e lo aggirano, agitano le antenne in codici di allerta. Hanno zampette corte ma si muovono ovu ...continua

    Non amo le formiche. Son lì, ammonticchiano, riprendono testardamente la loro strada. Studiano l'ostacolo e lo aggirano, agitano le antenne in codici di allerta. Hanno zampette corte ma si muovono ovunque velocemente. Vanno. Maraini diceva " e gnàcche alla formica ammucchiarona".
    Non avrei mai pensato che Max, formica indefessa e incurante di chi cade nel percorso, alla fine mi avrebbe toccato altre corde diverse dalla repellenza. Perché anche questo mi è successo alla fine di questa lettura. E' lui, l'accumulatore, il minuscolo, fastidioso, allarmante gigante di questa storia. E' narrandoci di lui soprattutto che Singer ci permette di capire il salmodiare profondo del suo popolo. Certo, ci parla delle sue piccolezze. Ma ne fa un gigante. Yacob, il gemello, è il suo doppio. E' la cicala. La fortuna è dalla sua. Non l'impegno. Non la lotta. E' leggero. Potrebbe cantare per tutto il libro. Somiglia a colpo d'occhio al 'generico' popolo che siamo. Anche la sua morte è un canto.
    In questo bel libro. Dove non ci sono solo i due fratelli ma c'è tutto un lavoro sapiente di ricordo e di ricostruzione, di analisi e anche di accorato, sofferto, affetto per le vicende del popolo ebraico. Gli altri personaggi, molti di loro bellissimi, servono per farci capire meglio la formica e la cicala. E tutti, loro e noi,sprofondiamo nella sabbia di una clessidra che con spietata regolarità viene capovolta per segnare un tempo immutabile.
    Magistrale.

    ha scritto il 

  • 5

    Preziosa letteratura.

    Mi è piaciuto talmente tanto che ho trovato perfino un insulto averlo scaricato pagandolo meno di due caffè. Israel J. Singer si è guadagnato un posto nella mia top five dei meglio scrittori mai esist ...continua

    Mi è piaciuto talmente tanto che ho trovato perfino un insulto averlo scaricato pagandolo meno di due caffè. Israel J. Singer si è guadagnato un posto nella mia top five dei meglio scrittori mai esistiti.
    Ho divorato ogni pagina, appena avevo un minuto libero. Ho imparato una parte di storia polacca che ignoravo. La nascita delle fabbriche tessili, l'imprenditorialismo ebreo e l'antisemitismo come conseguenza, la rivoluzione russa e quella operaia.
    Centinaia di pagine che sono volate. Con una bravura che non so descrivere.
    Questa non è solo alta letteratura, tocca il sublime.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzi di questo respiro sono rari. La storia dei due fratelli Ashkenazi si mescola alla storia della Polonia. La nascita delle fabbriche tessili, la rivoluzione industriale, le guerre, le lotte op ...continua

    Romanzi di questo respiro sono rari. La storia dei due fratelli Ashkenazi si mescola alla storia della Polonia. La nascita delle fabbriche tessili, la rivoluzione industriale, le guerre, le lotte operaie, la rivoluzione russa, l'antisemitismo sempre presente, le occupazioni,i pogrom, la migrazione verso il nuovo stato di Israele. Un romanzo lungo, dettagliato, lento, ma appassionante.

    ha scritto il 

  • 3

    Oh, quanto amo la sintesi

    Grande rispetto per questo libro che definirlo romanzo è riduttivo: è un tomone storico polposissimo, va bene?
    Ho letto qualche recensione che lo definisce un capolavoro, un classico della letteratur ...continua

    Grande rispetto per questo libro che definirlo romanzo è riduttivo: è un tomone storico polposissimo, va bene?
    Ho letto qualche recensione che lo definisce un capolavoro, un classico della letteratura, un romanzo epocale...oh, ma mi sono annoiata solo io??
    Immagino che la corposità sia indispensabile se si vuole rendere un quadro storico di tanti anni e le vicende di alcune generazioni, e mi è molto chiaro ora che la Polonia di quel tempo non era proprio Disneyland, ma magari con 400-500 pagine sarei stata entusiasta di questo libro invece che ansiosa di arrivare in fondo per passare al prossimo titolo.
    Il peggio delle caratteristiche umane, senza possibilità di redenzione o di salvezza se non tramite la morte, è quello che traspare da ogni pagina: quando tutto va bene si è ricchi, avidi ed egoisti, altrimenti si è disperati e crudeli.
    Ma il problema più grosso secondo me è che ai personaggi non riesci ad affezionarti: le donne sono asservite agli uomini, alla religione, all'ambizione o alla sete di ricchezza, degli uomini non ne parliamo. Soprattutto li ho trovati insipidi e descritti come in bianco e nero, senza colore, senza corposità....bidimensionali.

    Posso azzardare un timido "che spreco di pagine per descrivere dei personaggi banali e stereotipati, molto meglio la parte storica" o meglio di no?
    Tre stelle solo perchè sono democristiana.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un capolavoro eterno

    Non c'e' molto da dire su un libro del genere, che va semplicemente letto. Parla da se'. Da parte mia posso solo dire che mentre il fratello Jacob Bunim moriva, io ho chiuso gli occhi... come davanti ...continua

    Non c'e' molto da dire su un libro del genere, che va semplicemente letto. Parla da se'. Da parte mia posso solo dire che mentre il fratello Jacob Bunim moriva, io ho chiuso gli occhi... come davanti alla scena di un film, tale e' la carica emotiva che il tono sempre pacato della narrazione mi ha saputo comunicare.
    Nota sull'edizione (Longanesi ebook): ma quanti errori tipografici!

    ha scritto il 

  • 5

    "Un affresco minuzioso e dettagliato di un secolo o quasi di storia polacca, che mira a rappresentare un'allegoria di tutto il cammino dell'ebraismo orientale" (Claudio Magris).

    759 pagine di vero pia ...continua

    "Un affresco minuzioso e dettagliato di un secolo o quasi di storia polacca, che mira a rappresentare un'allegoria di tutto il cammino dell'ebraismo orientale" (Claudio Magris).

    759 pagine di vero piacere letterario.

    ha scritto il 

  • 5

    Grande romanzo classico che narra, similmente ai Buddenbrook, la vicenda di una famiglia borghese, ebrea, a Lodz dal 1850 al 1920. La prima parte, fino al 1905, racconta più delle vicende personali de ...continua

    Grande romanzo classico che narra, similmente ai Buddenbrook, la vicenda di una famiglia borghese, ebrea, a Lodz dal 1850 al 1920. La prima parte, fino al 1905, racconta più delle vicende personali dei tanti personaggi del libro, protagonisti o no, ed è la parte migliore del libro. Poi, pur mantenendo un altissimo livello, il libro si trasforma più in un libro di Storia che racconta il violento antisemitismo polacco. Le ultime 150 pagine traspirano pessimismo, largamente giustificato anche dal senno del poi. Isaac Singer considerava con ogni ragione il fratello maggiore Israel il proprio maestro. Da bravo allievo ha poi superato il maestro, ma questo romanzo di Israel si pone di diritto nella grande letteratura europea del primo novecento.

    ha scritto il