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I fratelli Karamazov

vol.2

Di

Editore: Einaudi (Gli Sruzzi - 239**)

4.5
(121)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 447 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: A000108160 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Agostino Villa ; Contributi: Vladimir Lakšin

Genere: Crime , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 4

    Indagine psicologica di “personaggi in cerca di autore” vol.2

    Il secondo volume risulta di più agevole lettura.
    L’ultimo e corposo romanzo di Dostoevskij, uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, è certamente uno dei “100 libri da leggere”, vista la sua profondità filosofica e l’intensa indagine psicologica dei tre fratelli Karamazov..
    Ale ...continua

    Il secondo volume risulta di più agevole lettura.
    L’ultimo e corposo romanzo di Dostoevskij, uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, è certamente uno dei “100 libri da leggere”, vista la sua profondità filosofica e l’intensa indagine psicologica dei tre fratelli Karamazov..
    Alesa: un pensatore sociale e relazionale di grande spessore morale, con un atteggiamento accondiscendente e benevolo verso gli altri, pieno di espressività e disponibilità.
    Ivan: un pensatore astratto, analitico e razionale ma capace di salti concettuali e filosofici, al contrario assai ermetico nelle sue espressioni, fortemente volitivo e inflessibile nelle sue posizioni.
    Dimitri: certamente il personaggio più intrigante e coinvolgente (paragonabile al Raskolnikov di “Delitto e Castigo”), un personaggio dotato di pensiero divergente e visionario intriso d’intuito umano, ma con un comportamento burrascoso e travolgente, senza freni nell’espressività, nell’assertività e nell’assoluta mancanza di punti fermi su cui stabilire dei punti di contatto cogli interlocutori.
    Il romanzo è, come tutti i capolavori, un affresco multidimensionale della natura umana. Stavolta però il risultato è simile a quello di una pietanza ricca e saporita ma piuttosto indigesta.
    E’ evidente che I fratelli Karamazov sono un po’ “il canto del cigno” di Dostoevskij. Scritto in età avanzata, con uscite a puntate sulla rivista sulla rivista “Russkij vestnik”, con l’intento di diffondere la sua visione del mondo, e quindi voluminoso e intriso di drammaticità e di profonda moralità, talvolta stucchevoli.
    Mi ricorda molto l’Eugenio Scalfari dei giorni nostri, genio del giornalismo italiano, che a 90 anni ogni domenica puntualmente cerca di infonderci il suo sermone moraleggiante, non riuscendo più a tenere desta l’attenzione dei lettori, causa ripetitività e pesantezza.
    Anche i Fratelli Karamazov pretendono uno sforzo di attenzione da parte del lettore, che a tratti è però insostenibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Avrei dato un voto più alto se non fosse per l'eccessiva e stancante prolissità dello stile, che si perde in divagazioni e inserti narrativi facilmente eliminabili. Che ogni frammento narrativo venga raccontato tre o quattro volte per dar voce a tutti i punti di vista mi sembra francamente eccess ...continua

    Avrei dato un voto più alto se non fosse per l'eccessiva e stancante prolissità dello stile, che si perde in divagazioni e inserti narrativi facilmente eliminabili. Che ogni frammento narrativo venga raccontato tre o quattro volte per dar voce a tutti i punti di vista mi sembra francamente eccessivo; inoltre la narrazione rimbalza avanti e indietro ripartendo continuamente da un nuovo punto di partenza, indagando intere biografie di personaggi assolutamente marginali. (Tutto ciò che riguarda i ragazzini e le loro famiglie, per esempio, potrebbe essere tranquillamente cancellato senza perdita per l'economia complessiva e con un grosso guadagno di leggibilità.)

    ha scritto il