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I fratelli Karamazov

2 Voll

Di

Editore: Edito-Service (Orpheus Libri. I Classici Russi)

4.6
(4526)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1022 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Svedese , Francese , Olandese , Portoghese , Catalano , Polacco , Finlandese

Isbn-10: A000141013 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Agostino Villa ; Illustratore o Matitista: Pietro Sarto

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un caposaldo

    Cosa dire che non è ancora stato detto? Impossibile. dico la mia. I Karamazov sono una delle letture imprescindibili per qualsiasi lettore. Forse oggi non verrebbero pubblicati, ma è solo un mio parer ...continua

    Cosa dire che non è ancora stato detto? Impossibile. dico la mia. I Karamazov sono una delle letture imprescindibili per qualsiasi lettore. Forse oggi non verrebbero pubblicati, ma è solo un mio parere.
    La storia è lunga e articolata, ma si riduce all'analisi approfondita dei caratteri dei personaggi. I tre fratelli, le donne, la gente. Stringi stringi l'autore ci dice "attento lettore, anche tu sei come loro". siamo tutti Karamazov. L'ambientazione russa è talmente forte da farti sentire dentro al paese, ma non la Russia sfavillante di Mosca, bensì piccoli buchi rurali dove tutti si conoscono.
    Poi certo, lungo è lungo.

    ha scritto il 

  • 5

    La danza dei cavalieri di Prokofiev

    Potrebbe sembrare riduttivo e piuttosto difficile recensire un’opera monumentale come “I Fratelli Karamazov”. Un romanzo dalla trama fitta i cui personaggi sono mossi da passioni turbolenti e f ...continua

    Potrebbe sembrare riduttivo e piuttosto difficile recensire un’opera monumentale come “I Fratelli Karamazov”. Un romanzo dalla trama fitta i cui personaggi sono mossi da passioni turbolenti e febbrili, da un moto incontenibile ed irrequieto che li scuote nel corpo e nello spirito. Il centro dell’intera scena è occupato da uno scellerato padre privo di qualsiasi attaccamento alla famiglia, Fedor Pàvlovic , e i suoi figli avuti con donne diverse in più matrimoni : Dmitrj, dall’indole sfrontata e violenta; Alesa, novizio dalla fervente vocazione che ha intrapreso la vita del monastero; Ivan, il personaggio dostoevskiano che più coincide con l’angoscia morale del suo autore. A questi si aggiunge un quarto figlio illegittimo, Smerdjakov, che in casa del padre naturale non è altro che un umile e indifferente servo. Protagonisti di una storia densa intorno al cui fulcro ruotano argomenti di abissale profondità come il libero arbitrio, la fede in Dio, l’ateismo fondato su un senso di indignazione per il prepotere del male nel creato, la costante lotta tra il bene e il male, il gioco delle contraddizioni, il paradosso. Soprattutto il conflitto tra generazioni prende il sopravvento in questo romanzo, un disamore tra padre e figlio innamorati della stessa donna, Grùsen’ka, che porterà ad una vera e propria disgregazione familiare. Nel subbuglio di affetti compromessi precipita così, in un cono d’ombra, il destino di alcuni personaggi per via del parricidio, di un processo, del beffardo malinteso di accuse ed una condanna a vent’anni di lavori forzati. Avvenimenti che avanzano in maniera concitata ed inquietante grazie ad una scrittura potente, introspettiva, a tratti buia e solenne da ricordare il ritmo e la tonalità della Danza dei Cavalieri del compositore Prokofiev.

    Prokofiev, Danza dei cavalieri: https://www.youtube.com/watch?v=DUmq1cpcglQ

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho appena finito e a caldo mi è venuto da piangere. La sensazione che ho provato è tenerezza e speranza per gli uomini, per tutti quei personaggi sofferenti e tormentati.
    In questo libro c’è tanto s ...continua

    L'ho appena finito e a caldo mi è venuto da piangere. La sensazione che ho provato è tenerezza e speranza per gli uomini, per tutti quei personaggi sofferenti e tormentati.
    In questo libro c’è tanto su cui riflettere: amore e odio, fede e ateismo, cupidigia, invidia, lussuria, pazzia, ma anche amicizia, generosità, solidarietà, ascetismo, tradimento e fedeltà. Mi rendo conto che in poche righe non si può parlare o riassumere tutto questo. Tre fratelli ognuno diverso dall’altro. Dmitrij è pieno di contraddizioni, la sua è una infanzia abbandonata, il suo bisogno di amore è potente , ma vive anche il tormento della gelosia, nella forma più terribile. E’ un buono, un ingenuo, ma capace di scoppi di ira, in lui c’è un desiderio di auto distruzione, si sente colpevole nonostante sia innocente. Ivan è l’intellettuale, l’ateo , rispecchia quel nichilismo che afferma “Tutto è permesso..”, ma anche in lui c’è un bisogno di credere in qualcosa, di amare, anche se fino alla fine lo nasconde a tutti. Alesa è buono, il cristiano vero, colui che ama tutti, nemici compresi. Il suo compito è assistere il prossimo, i suoi disgraziati fratelli e a lui l’autore affida le ultime, splendide pagine del libro. Qualche parola per Fedor Pavlovic. Un padre schifoso, un uomo senza morale, un buffone, un parassita, senza di lui la storia non avrebbe senso. Un male “necessario”.
    Le donne protagoniste sono contraddittorie, Grusen’ka e Katerina rivali e nemiche fino all’ultimo, anche esse tormentate da sentimenti contrastanti, ma capaci di slanci generosi e di amare in maniera totale.
    I fratelli Karamazov è un trattato filosofico, è un romanzo d’amore, è un giallo, è un horror, un thriller giudiziario, capace di creare visioni storiche, di penetrare in qualche modo nel popolo russo e l’autore pare rivolgersi ad ognuno di noi, parla con noi. Non conosco tutta la sua opera, ma qui ho ritrovato le atmosfere di Delitto e castigo, Memorie dal sottosuolo e I demoni. Forse in ognuno dei personaggi si trova un po’ dell’uomo Dostoevskj, i suoi dubbi , i suoi tormenti, i suoi mali . La ricerca di Dio è stata una costante della sua vita, ma voglio leggere altro di lui, approfondire ancora di più questo grande scrittore e pensatore.

    ha scritto il 

  • 4

    Un tale di nome Freud disse di questo libro: "I fratelli Karamazov è il romanzo più grandioso che mai sia stato scritto, l'episodio del Grande Inquisitore è uno dei vertici della letteratura universal ...continua

    Un tale di nome Freud disse di questo libro: "I fratelli Karamazov è il romanzo più grandioso che mai sia stato scritto, l'episodio del Grande Inquisitore è uno dei vertici della letteratura universale, un capitolo di bellezza inestimabile".
    Io dico: è tutto vero! E in più aggiungo che il capitolo che precede "Il Grande Inquisitore" (DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE ANCHE DA SOLO) e cioè quello intitolato: "La ribellione" è altrettanto meraviglioso....che dire....più di 1000 pagine di puro godimento letterario :)

    ha scritto il 

  • 3

    Lo stesso Dostoevskij nella prefazione ventila l'ipotesi che il lettore possa abbandonare la lettura e io stessa mille volte sono stata tentata dal farlo, almeno fino a pag 501, dopo di ciò si entra n ...continua

    Lo stesso Dostoevskij nella prefazione ventila l'ipotesi che il lettore possa abbandonare la lettura e io stessa mille volte sono stata tentata dal farlo, almeno fino a pag 501, dopo di ciò si entra nel vivo del racconto e la storia diventa intrigante. Tuttavia è una lettura che non mi ha soddisfatta al 100%, anzi a tratti mi ha perfino annoiata, passando da capitoli coinvolgenti a pagine saltate in pieno, ma siccome a parlar male di Dostoevskij si passa per ignoranti, cedo la parola a Nabokov che a proposito di Feodor dice: "La mancanza di gusto di Dostoevskij, il suo monotono trattare di personaggi sofferenti di complessi pre-freudinai, il suo modo di sguazzare nelle tragiche sventure dell'umana dignità - tutto ciò è difficile da ammirare".

    ha scritto il 

  • 4

    Che fatica raggiungere la metà del libro. Dopo il "fattaccio", la lettura ha preso ritmo e finalmente le interazioni fra i personaggi (in particolare Ivan, Dimitri e Smerdiakov) e i motivi chiave hann ...continua

    Che fatica raggiungere la metà del libro. Dopo il "fattaccio", la lettura ha preso ritmo e finalmente le interazioni fra i personaggi (in particolare Ivan, Dimitri e Smerdiakov) e i motivi chiave hanno iniziato a interessarmi, ma confesso di aver rischiato l'abbandono più di una volta, prima di pagina cinquecento. A spingermi a proseguire sono state probabilmente solo le recensioni entusiaste ricevute da persone fidate, unite al mio amore per "L'idiota".
    Forse, l'errore da parte mia è stato leggere questo romanzo a così breve distanza da Guerra e Pace e con simile predisposizione mentale. Perché se Guerra e Pace è l'affresco di un'epoca e di un popolo, questo romanzo invece è uno scorcio, quasi claustrofobico (a dispetto delle quasi mille pagine e della varietà dei temi trattati) nel suo concentrarsi su una piccola comunità e su un brevissimo arco di tempo.
    Mi propongo una rilettura a mente fredda fra qualche anno. Per ora, gli assegno quattro stelline (meno meno) e mi impongo di deviare per qualche tempo dai russi.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantastico esempio di genialità

    Temete di approcciarvi a 'I fratelli Karamazov', vuoi perchè sono 1000 pagine, vuoi perchè tratta argomenti tosti, vuoi per il pregiudizio verso la 'pesantezza' dei classici?
    Bene, vi rispondo che son ...continua

    Temete di approcciarvi a 'I fratelli Karamazov', vuoi perchè sono 1000 pagine, vuoi perchè tratta argomenti tosti, vuoi per il pregiudizio verso la 'pesantezza' dei classici?
    Bene, vi rispondo che sono 1000 pagine di puro pathos che volano via in un nonnulla, composte sulla storia di un personaggio, di una famiglia, di una nazione, di un'intera umanità; un viaggio da un estremo ad un altro, da un paradosso ad un altro, tra religione, ateismo, amore ed odio. E se non vi ho convinti peggio per voi, ma almeno vi chiedo di leggere questi capitoli che, personalmente, ho amato alla follia:
    -Il Grande Inquisitore
    -Il diavolo, incubo di Ivan Fedorovic
    Ho particolarmente amato poi la parte finale del libro, 'Un errore giudiziario' che, a mio avviso, dimostra in modo lampante la genialità di Dostoevskij, la cui penna ha composto due arringhe in completa opposizione tra loro, quella della difesa e dell'accusa.

    ha scritto il 

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