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I fratelli Karamazov

2 volumi

By Fedor M. Dostoevskij, Alfredo Polledro (Translator)

(3279)

| Paperback | No ISBN

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Book Description

I tre figli di Fedor Karamazov, un vecchio malvagio e dissoluto, sono molto diversi tra loro. Dmitrij, detto Mitja, odia il padre perché vuole conquistare col suo denaro Grusenka, una bella mantenuta da lui amata. Ivan è un filosofo dell'ateismo e un raffinato intellettuale. Alesa, il più giovane, èContinue

I tre figli di Fedor Karamazov, un vecchio malvagio e dissoluto, sono molto diversi tra loro. Dmitrij, detto Mitja, odia il padre perché vuole conquistare col suo denaro Grusenka, una bella mantenuta da lui amata. Ivan è un filosofo dell'ateismo e un raffinato intellettuale. Alesa, il più giovane, è novizio in un convento e si trova costretto a tornare a casa per il precipitare degli eventi. Infine un quarto figlio illegittimo è Smerdiakov, epilettico e tenuto in casa come un servo. Il vecchio viene ucciso, è accusato del delitto Mitja, ma Smerdakov confessa a Ivan di essere lui il colpevole, poi si impicca. Mitja viene condannato ai lavori forzati, Ivan è colpito da una febbre cerebrale, Alesa riprende con alcuni giovani la via della spiritualità.

14 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    Avevo una partita aperta con l’amico Fedor…che non si è ancora conclusa!
    A me Dostojevski fa l’effetto dei vecchi cappotti di lana: tengono caldo ma sono pesanti e pizzicano la pelle; di lui non sopporto le coccole al lettore (“ caro lettore, perdonerà il lettore se mi dilungherò ecce cc) e la indub ... (continue)

    Avevo una partita aperta con l’amico Fedor…che non si è ancora conclusa!
    A me Dostojevski fa l’effetto dei vecchi cappotti di lana: tengono caldo ma sono pesanti e pizzicano la pelle; di lui non sopporto le coccole al lettore (“ caro lettore, perdonerà il lettore se mi dilungherò ecce cc) e la indubitabilità dei personaggi, questa volta, geometricamente scolpiti. I tre fratelli rappresentano tre umanità: Alesa la fede, Ivan la ragione di cui rimane schiavo e alla fine soccombe, e Mitja la passione.
    Me lo vedo Dosotojevsky che continua a a guardarmi con quello sguardo severo e il fisico da campatore di rendita, non mi mette a mio agio durante la lettura…sono in soggezione
    La storia, per quel che conta, è una versione russa di “iss’ ess’ e ‘o malamente” o se preferite “il buono, il brutto e il cattivo”, ma più che una trama è una analisi microscopica del carattere russo spiegata con ogni singolo avanzare della crudissima favola della vita che i nostri eroi attraversano. Ognuno di loro ha quasi troppo carattere. Il rpimo che mi viene in mente è lo starec  Zosima  che ha la forza di un supereroe.
    Questa è un’opera grande ma non sublime. Non è il libro che ti cambia la vita né la corazzata Potemkin,  ma un affresco didascalico, secondo me non poi così ancora attuale, e troppo netto, dell’archetipo che noi tutti immaginiamo del maschio russo classe 1800.
    In alcuni passi, c’è più religiosità nelle parole di questo libro ( ma forse non ci vuole molto) che nell’ultima predica che ho sentito da un pretuncolo presuntuoso a un funerale, che avrei volentieri picchiato.
    Come dicevo, non conta l’azione ma lo slow motion della psiche dei protagonisti, tant’è che io al vero colpevole non ci avevo creduto e anche dopo la sfolgorante edizione di “un giorno in pretura” delle ultime 300 pagine a dire il vero ancora non lo sono del tutto, anche se quando ho scoperto che anche il vero padre di Fedor è stato assassinato dai suoi servi mi si è accesa una piccola lampadina.
    MI ha fatto specie l’epilogo dove troviamo il primo seme di odio per i”cugini” americani ed una singolare nota di romanticismo di Katja che scopre che le persone che hai amato le amerai per sempre…e io sono d’accordo.
    E’ una lettura faticosa dalla quale però ti stacchi malvolentieri con un gran desiderio di approfondimento perché ogni piccola sfaccettatura che rileggi capisci un pezzettino in più.
    D’altro canto è un libro su cui chiunque può dire qualsiasi cosa e tutti ci si cimentano, compreso il saggetto finale di Freud, che disvela il segreto del Dotojesvky parricida mancato e incessantemente autopunito nonché accanito segaiolo.
    Forse è il caso di stare un po’ zitti e ricominciare a leggerlo
     
    Colonna sonora: D. Sepe – nu Hoppar Haren Kroka (gran pezzo ve lo consiglio davvero!)
    Drink: Amarone Costasera masi anno 2006 (anche qua non scherziamo niente)

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    Mingamarco said on Nov 11, 2011 about the Others edition | 4 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Ditemi cosa manca

    amore, passione, gelosia, invidia, tradimento, orgoglio, fanatismo, bigottismo, ingenuità, inganno, desiderio, pazzia, esaltazione, follia, rancore, odio, egoismo, solitudine..........................

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    Erne said on Dec 14, 2011 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Freud ha detto che è il più grandioso romanzo mai scritto. Lo penso anche io. Chi non lo ha letto è ancora povero.

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    Agathangelos said on Dec 12, 2011 about the Others edition | 3 feedbacks

  • Non è solo un romanzo...è un trattato di filosofia in cui si dispiegano gli animi dei protagonisti e le loro riflessioni sulla vita è sul mondo...profondo e intimista, ma nello stesso tempo di ampio respiro storico e sociale come solo i russi sanno rappresentare

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    riccio-capriccio said on Feb 13, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    I Fratelli di Dostoevskij.

    Dopo la noia provata durante la lettura de L’Adolescente, il fastidio de L’Idiota e l’inconcludenza de I Demoni, Mi ero ripromesso che I Fratelli Karamàzov sarebbe stato il Mio ultimo Dostoevskij. Strana coincidenza: è, insieme, l’ultimo libro che abbia mai scritto e l’unico che mi è parso compiuto. ... (continue)

    Dopo la noia provata durante la lettura de L’Adolescente, il fastidio de L’Idiota e l’inconcludenza de I Demoni, Mi ero ripromesso che I Fratelli Karamàzov sarebbe stato il Mio ultimo Dostoevskij. Strana coincidenza: è, insieme, l’ultimo libro che abbia mai scritto e l’unico che mi è parso compiuto.

    Ancora una volta tornano le sue solite ossessioni, spalmate su personaggi sempre uguali: stavolta l’epilettico risponde al nome di Smerdjakòv, il puro e angelico è Aleksej, l’irruento è Dmitrij, l’intellettuale in odore di ateismo è Ivan, la donna bellissima, piena di rancore e perduta è Grušenka, mentre suo solito alter ego è la dignitosa e spietata Katerina Ivanovna. Il padre, anaffettivo e tutto preso da sé, questa volta si chiama Fëdor Pavlovič.

    Cos’ha allora di migliore questo romanzo, rispetto ai precedenti che, tanto, seguono sempre le stesse dinamiche e, grossomodo, la stessa trama? Che finalmente arriva dove deve, alla fine.
    È evidente che Dostoevskij scrive a cottimo, per pagare i propri debiti e vizi di gioco: non si spiegano che con la semplice necessità di allungare il più possibile i numeri di pubblicazione le lungaggini dietro cui si perde l’opera, visto che il processo occupa quasi tutto il secondo volume, narrando attraverso diverse voci, di testimoni, di avvocati, di giudici, di protagonisti stessi, fatti che si sono già svolti nel volume precedente, creando una indigesta variazione sul tema. Nonostante questo, i personaggi finalmente sono coerenti con se stessi, ciò che accade non è puro desiderio di creare sensazione - come ne I Demoni - o perdita continua del filo - come ne L’Adolescente. Non ci troviaMo nemmeno di fronte alle bieche idiozie de L’Idiota, sebbene i personaggi siano quasi identici.

    Finalmente l’autore trova il giusto slancio per esprimere ciò che cova da tutta la vita: l’idea di Dio e le tentazioni del sottrarvisi, sperimentando attraverso i 4 fratelli protagonisti altrettanti modi di essere, esprimendoli nel vero senso del termine.

    Che vi sia riuscito prima di morire, è un magnifico risultato personale. Che sia riuscito, per la prima ed ultima volta, a conquistarMi fa parte del premio che si merita.

    N.B. Evitate assolutamente di acquistare l'edizione Oscar Mondadori in due volumi: è scandaloso si debba pagare per avere, in un'unica opera, così tanti errori di stampa, refusi ed orrori del genere.

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    Antinoo said on Feb 13, 2012 about the Boxset edition | Add your feedback

  • Romanzo incredibilmente bello!

    L'opera più bella, più completa che io abbia mai letto, e che lascierà un tratto indelebile nella mia vita.

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    Palmina said on Feb 7, 2012 about the Boxset edition | 2 feedbacks

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