Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

I fratelli Karamazov

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.6
(4525)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1059 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Svedese , Francese , Olandese , Portoghese , Catalano , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8817006939 | Isbn-13: 9788817006934 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: P. Maiani , L. Satta Boschian

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

Ti piace I fratelli Karamazov?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ultimo romanzo del grande scrittore russo, I fratelli Kararnazov sono forsel'opera più alta della letteratura russa e dell'intero Ottocento europeo.Seguendo i difficili rapporti familiari dei quattro fratelli Karamazov traloro e con il loro cinico e dissoluto padre, fino al tragico culmine delparricidio e dell'ingiusta condanna di uno di loro ai lavori forzati,Dostoevskij cerca le risposte alle domande su cui da sempre l'uomo si tormentainutilmente: l'esistenza o l'inesistenza di Dio, il rapporto tra colpa eresponsabilità, l'inevitabilità e il significato della sofferenza, il sensodella vita. Con un saggio di Vittorino Andreoli.
Ordina per
  • 5

    La danza dei cavalieri di Prokofiev

    Potrebbe sembrare riduttivo e piuttosto difficile recensire un’opera monumentale come “I Fratelli Karamazov”. Un romanzo dalla trama fitta i cui personaggi sono mossi da passioni turbolenti e f ...continua

    Potrebbe sembrare riduttivo e piuttosto difficile recensire un’opera monumentale come “I Fratelli Karamazov”. Un romanzo dalla trama fitta i cui personaggi sono mossi da passioni turbolenti e febbrili, da un moto incontenibile ed irrequieto che li scuote nel corpo e nello spirito. Il centro dell’intera scena è occupato da uno scellerato padre privo di qualsiasi attaccamento alla famiglia, Fedor Pàvlovic , e i suoi figli avuti con donne diverse in più matrimoni : Dmitrj, dall’indole sfrontata e violenta; Alesa, novizio dalla fervente vocazione che ha intrapreso la vita del monastero; Ivan, il personaggio dostoevskiano che più coincide con l’angoscia morale del suo autore. A questi si aggiunge un quarto figlio illegittimo, Smerdjakov, che in casa del padre naturale non è altro che un umile e indifferente servo. Protagonisti di una storia densa intorno al cui fulcro ruotano argomenti di abissale profondità come il libero arbitrio, la fede in Dio, l’ateismo fondato su un senso di indignazione per il prepotere del male nel creato, la costante lotta tra il bene e il male, il gioco delle contraddizioni, il paradosso. Soprattutto il conflitto tra generazioni prende il sopravvento in questo romanzo, un disamore tra padre e figlio innamorati della stessa donna, Grùsen’ka, che porterà ad una vera e propria disgregazione familiare. Nel subbuglio di affetti compromessi precipita così, in un cono d’ombra, il destino di alcuni personaggi per via del parricidio, di un processo, del beffardo malinteso di accuse ed una condanna a vent’anni di lavori forzati. Avvenimenti che avanzano in maniera concitata ed inquietante grazie ad una scrittura potente, introspettiva, a tratti buia e solenne da ricordare il ritmo e la tonalità della Danza dei Cavalieri del compositore Prokofiev.

    Prokofiev, Danza dei cavalieri: https://www.youtube.com/watch?v=DUmq1cpcglQ

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho appena finito e a caldo mi è venuto da piangere. La sensazione che ho provato è tenerezza e speranza per gli uomini, per tutti quei personaggi sofferenti e tormentati.
    In questo libro c’è tanto s ...continua

    L'ho appena finito e a caldo mi è venuto da piangere. La sensazione che ho provato è tenerezza e speranza per gli uomini, per tutti quei personaggi sofferenti e tormentati.
    In questo libro c’è tanto su cui riflettere: amore e odio, fede e ateismo, cupidigia, invidia, lussuria, pazzia, ma anche amicizia, generosità, solidarietà, ascetismo, tradimento e fedeltà. Mi rendo conto che in poche righe non si può parlare o riassumere tutto questo. Tre fratelli ognuno diverso dall’altro. Dmitrij è pieno di contraddizioni, la sua è una infanzia abbandonata, il suo bisogno di amore è potente , ma vive anche il tormento della gelosia, nella forma più terribile. E’ un buono, un ingenuo, ma capace di scoppi di ira, in lui c’è un desiderio di auto distruzione, si sente colpevole nonostante sia innocente. Ivan è l’intellettuale, l’ateo , rispecchia quel nichilismo che afferma “Tutto è permesso..”, ma anche in lui c’è un bisogno di credere in qualcosa, di amare, anche se fino alla fine lo nasconde a tutti. Alesa è buono, il cristiano vero, colui che ama tutti, nemici compresi. Il suo compito è assistere il prossimo, i suoi disgraziati fratelli e a lui l’autore affida le ultime, splendide pagine del libro. Qualche parola per Fedor Pavlovic. Un padre schifoso, un uomo senza morale, un buffone, un parassita, senza di lui la storia non avrebbe senso. Un male “necessario”.
    Le donne protagoniste sono contraddittorie, Grusen’ka e Katerina rivali e nemiche fino all’ultimo, anche esse tormentate da sentimenti contrastanti, ma capaci di slanci generosi e di amare in maniera totale.
    I fratelli Karamazov è un trattato filosofico, è un romanzo d’amore, è un giallo, è un horror, un thriller giudiziario, capace di creare visioni storiche, di penetrare in qualche modo nel popolo russo e l’autore pare rivolgersi ad ognuno di noi, parla con noi. Non conosco tutta la sua opera, ma qui ho ritrovato le atmosfere di Delitto e castigo, Memorie dal sottosuolo e I demoni. Forse in ognuno dei personaggi si trova un po’ dell’uomo Dostoevskj, i suoi dubbi , i suoi tormenti, i suoi mali . La ricerca di Dio è stata una costante della sua vita, ma voglio leggere altro di lui, approfondire ancora di più questo grande scrittore e pensatore.

    ha scritto il 

  • 4

    Un tale di nome Freud disse di questo libro: "I fratelli Karamazov è il romanzo più grandioso che mai sia stato scritto, l'episodio del Grande Inquisitore è uno dei vertici della letteratura universal ...continua

    Un tale di nome Freud disse di questo libro: "I fratelli Karamazov è il romanzo più grandioso che mai sia stato scritto, l'episodio del Grande Inquisitore è uno dei vertici della letteratura universale, un capitolo di bellezza inestimabile".
    Io dico: è tutto vero! E in più aggiungo che il capitolo che precede "Il Grande Inquisitore" (DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE ANCHE DA SOLO) e cioè quello intitolato: "La ribellione" è altrettanto meraviglioso....che dire....più di 1000 pagine di puro godimento letterario :)

    ha scritto il 

  • 3

    Lo stesso Dostoevskij nella prefazione ventila l'ipotesi che il lettore possa abbandonare la lettura e io stessa mille volte sono stata tentata dal farlo, almeno fino a pag 501, dopo di ciò si entra n ...continua

    Lo stesso Dostoevskij nella prefazione ventila l'ipotesi che il lettore possa abbandonare la lettura e io stessa mille volte sono stata tentata dal farlo, almeno fino a pag 501, dopo di ciò si entra nel vivo del racconto e la storia diventa intrigante. Tuttavia è una lettura che non mi ha soddisfatta al 100%, anzi a tratti mi ha perfino annoiata, passando da capitoli coinvolgenti a pagine saltate in pieno, ma siccome a parlar male di Dostoevskij si passa per ignoranti, cedo la parola a Nabokov che a proposito di Feodor dice: "La mancanza di gusto di Dostoevskij, il suo monotono trattare di personaggi sofferenti di complessi pre-freudinai, il suo modo di sguazzare nelle tragiche sventure dell'umana dignità - tutto ciò è difficile da ammirare".

    ha scritto il 

  • 4

    Che fatica raggiungere la metà del libro. Dopo il "fattaccio", la lettura ha preso ritmo e finalmente le interazioni fra i personaggi (in particolare Ivan, Dimitri e Smerdiakov) e i motivi chiave hann ...continua

    Che fatica raggiungere la metà del libro. Dopo il "fattaccio", la lettura ha preso ritmo e finalmente le interazioni fra i personaggi (in particolare Ivan, Dimitri e Smerdiakov) e i motivi chiave hanno iniziato a interessarmi, ma confesso di aver rischiato l'abbandono più di una volta, prima di pagina cinquecento. A spingermi a proseguire sono state probabilmente solo le recensioni entusiaste ricevute da persone fidate, unite al mio amore per "L'idiota".
    Forse, l'errore da parte mia è stato leggere questo romanzo a così breve distanza da Guerra e Pace e con simile predisposizione mentale. Perché se Guerra e Pace è l'affresco di un'epoca e di un popolo, questo romanzo invece è uno scorcio, quasi claustrofobico (a dispetto delle quasi mille pagine e della varietà dei temi trattati) nel suo concentrarsi su una piccola comunità e su un brevissimo arco di tempo.
    Mi propongo una rilettura a mente fredda fra qualche anno. Per ora, gli assegno quattro stelline (meno meno) e mi impongo di deviare per qualche tempo dai russi.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantastico esempio di genialità

    Temete di approcciarvi a 'I fratelli Karamazov', vuoi perchè sono 1000 pagine, vuoi perchè tratta argomenti tosti, vuoi per il pregiudizio verso la 'pesantezza' dei classici?
    Bene, vi rispondo che son ...continua

    Temete di approcciarvi a 'I fratelli Karamazov', vuoi perchè sono 1000 pagine, vuoi perchè tratta argomenti tosti, vuoi per il pregiudizio verso la 'pesantezza' dei classici?
    Bene, vi rispondo che sono 1000 pagine di puro pathos che volano via in un nonnulla, composte sulla storia di un personaggio, di una famiglia, di una nazione, di un'intera umanità; un viaggio da un estremo ad un altro, da un paradosso ad un altro, tra religione, ateismo, amore ed odio. E se non vi ho convinti peggio per voi, ma almeno vi chiedo di leggere questi capitoli che, personalmente, ho amato alla follia:
    -Il Grande Inquisitore
    -Il diavolo, incubo di Ivan Fedorovic
    Ho particolarmente amato poi la parte finale del libro, 'Un errore giudiziario' che, a mio avviso, dimostra in modo lampante la genialità di Dostoevskij, la cui penna ha composto due arringhe in completa opposizione tra loro, quella della difesa e dell'accusa.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro mille motivi per leggerlo

    I fratelli Karamazov.

    Un libro mille motivi per leggerlo.

    Un libro sulle paure.
    Un libro su dubbi.
    Un libro sulla fede.
    Un libro sulla morale.
    Un libro sulla responsabilità.
    Un libro sulla colpa.
    Un l ...continua

    I fratelli Karamazov.

    Un libro mille motivi per leggerlo.

    Un libro sulle paure.
    Un libro su dubbi.
    Un libro sulla fede.
    Un libro sulla morale.
    Un libro sulla responsabilità.
    Un libro sulla colpa.
    Un libro sull’espiazione.
    Un libro sul libero arbitrio.

    Un libro che ha un'aura che si riverbera ancora oggi.
    Un libro che è una summa del pensiero filosofico russo ottocentesco.
    Un libro che un pilastro della cultura mondiale.
    Un libro che è il canto del cigno di un grandissimo.
    Un libro che è il non plus ultra nello scandagliamento dell'animo umano.
    Un libro che è in quasi tutte le librerie.
    Un libro che è in tutte le biblioteche.
    Un libro che ora è in offerta 4.9€ nell'edizione Garzanti Grandi Libri.

    Un libro che non ha vinto nessun premio, ma ha raggiunto l'attimo infinito in cui non esiste più il tempo.
    Un libro deboluccio in filosofia, ma forte nell'amore per essa.
    Un libro che non offre nulla di sistematico, ma sfida tutte le correnti filosofiche coeve.
    Un libro che non definisce, ma dona infiniti motivi di dialogo.
    Un libro che non è scandito da azioni, ma ha una struttura dialogica tagliente seducente potente suadente terribile.
    Un libro che non razionalizza, ma regala risposte a Kant, Hegel, Nietsche, Jean Paul, Sciller, Stirner, Heine.
    Un libro non ancora del tutto compreso, ma studiato da Tolstoi, Proust, Kafka, Mann, Freud, Nabokov, Nietzsche.
    Un libro deboluccio in filosofia, ma che insegna psicologia a Nietzsche.

    Per chi non lo sapesse ( immagino i più giovani come me ! ) , "I fratelli Karamazov" furono sceneggiati da S. Bolchi in una miniserie di 7 puntate.
    Proprio perché tale sceneggiatura fu estremamente accurata e aderente al testo, la miniserie ebbe un successo senza precedenti ed ineguagliabile anche ora: ben 15 milioni di telespettatori a puntata.
    Motivi?
    L'umanizzazione di un testo "sacro" unico irripetibile della letteratura ottocentesca russa.
    La riproduzione tecnica di un capolavoro letterario con un linguaggio diverso, quello televisivo ( per esempio le arringhe in tribunale furono rese con lo stile di quelli che oggi chiameremmo "legal drama" ) contribuì, in pieno fermento ideologico del 1969, alla diffusione dei temi etici fondamentali del cristianesimo.
    Per non parlare del successivo grande boom di vendite del libro stesso e, quindi, della lettura dello stesso.

    https://www.youtube.com/watch?v=GOkPY_y_rck

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per