Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

I fratelli Karamazov

Di

Editore: Rusconi Libri

4.6
(4554)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 824 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Svedese , Francese , Olandese , Portoghese , Catalano , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8818016970 | Isbn-13: 9788818016970 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

Ti piace I fratelli Karamazov?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Pubblicato nel 1879-1880 è l'ultimo dei grandi romanzi di Fëdor Dostoevskij. In esso, attraverso le vicende di una famiglia sconvolta da paurosi dissidi interni, il problema di Dio è affrontato sotto l'aspetto della rinuncia, come strumento di purificazione dagli istinti della carne. Nel romanzo è intercalata la famosa leggenda del grande inquisitore, nel quale si immagina il processo e la condanna di Cristo.
Ordina per
  • 5

    Il miglior romanzo di sempre.

    Avevo appena finito "Delitto e Castigo", e non pago di Dostoevskij ho voluto imbarcarmi in una bella avventura, e cioè leggere la sua opera più famosa, sicuramente una delle migliori dell'800, e proba ...continua

    Avevo appena finito "Delitto e Castigo", e non pago di Dostoevskij ho voluto imbarcarmi in una bella avventura, e cioè leggere la sua opera più famosa, sicuramente una delle migliori dell'800, e probabilmente uno dei migliori romanzi che siano mai stati scritti. Il libro è un bel volume compatto di 750 pagine che all'inizio può intimorire il lettore, in realtà venendo già da "Delitto e Castigo", come detto per quest'ultima opera, le sue opere possono risultare pesanti solo fisicamente perché poi una volta iniziata la lettura si viene attratti in un vortice dove diventa difficile smettere. Gli avvenimenti infatti si susseguono senza tregua e anche con improvvisi cambi di scenario e personaggi che non fanno altro che catturare maggiormente l'attenzione del lettore. La storia credo che la sappiate più o meno tutti, i fratelli Karamazov sono tre fratelli di una benestante famiglia russa, il cui padre (scellerato ed egoista) viene ucciso una notte da un assassino sconosciuto. In realtà con il passare delle pagine ci viene svelato che l'assassino è Smerdjakov, servo ma allo stesso tempo figliastro della vittima, però le accuse ricadono tutte su Mitja, il primogenito, che aveva avuto grandi contrasti con il padre per via di una donna. La storia proseguirà poi con le varie indagini e con il processo conclusivo. Voglio però porre l'attenzione su tutto il resto, e non sulla storia di per sè. Iniziamo con i personaggi, da sempre la chiave di lettura principale dei romanzi dostoevskijani, ogni personaggio porta con sè non solo un carattere, ma delle idee e delle vere e proprie tesi. Qui i tre fratelli sono dei veri e propri trattati. Il primogenito Dimitri (Mitja), è il simbolo della passione, dell'agire istintivamente, del non pensare ma del lasciarsi travolgere dalle emozioni. Afferma davanti a tutti che ucciderà il padre in una notte di ubriachezza molesta (queste affermazioni verranno poi usate contro di lui in tribunale), sta per compiere l'omicidio, poi fugge e sperpera tutti i soldi che aveva gelosamente custodito in una notte. Tutto questo per una donna contesa. Per amore. Lo stesso amore che invece fa redimere Raskolnikov alla fine di "Delitto e Castigo". Poi c'è Ivan, lui forse la vera trasposizione di Raskolnikov in quest'opera. Lui è l'intelletto, la razionalità, la mente. Lui che viene a sapere la verità da Smerdjakov e quasi impazzisce perché non sa/riesce a porre rimedio alla faccenda. Lui che rappresenta il libero arbitrio, il perenne rifiuto dell'uomo ad una sofferenza consapevole. Il suo dibattito con il fratello Alesa sulla razionalità opposta alla teologia del fratello sono veramente dei trattati filosofici degni di nota. Infine c'è Alesa, il più piccolo ma anche il più mite. La parte spirituale della famiglia (è un monaco). È la genuinità, là spontaneità, la benevolenza. Alesa è sempre pronto ad aiutare gli altri fratelli, a difenderli ed a soccorrerli, è la parte buona della famiglia. Anche il figliastro Smerdjakov, assassino prima e suicida poi, merita una menzione. È infatti nato dal rapporto segreto tra Fedor Pavlovic Karamazov e la demente Lizaveta. Ha sempre vissuto come servo del padre, maltrattato e deriso (soffre tra l'altro di crisi epilettiche, come Raskolnikov ma soprattutto come Dostoevskij), finché un giorno quando sta per assistere alla ripartizione dell'eredità del padre tra i figli legittimi si vede tagliato fuori, e decide quindi di vendicarsi di una vita di insulti e miseria. Già solo questi personaggi meriterebbero una menzione tra i capolavori, ma Dostoevskij non si ferma, fa di più, e inserisce nel corso del romanzo dei veri e propri dibattiti su vari argomenti, dalla religione ai rapporti familiari, che da soli potrebbero costituire un altro romanzo. Superbo, meraviglioso ed ancora attuale è il capitolo "Il grande inquisitore", dove Alesa e Ivan si misurano su religione e scetticismo. Altrettanto bello è il dibattito dei due avvocati al processo dove si discute se quello che è avvenuto può essere considerato veramente parricidio o meno, Fedor Pavlovic infatti in vita aveva sempre maltrattato i figli e l'avvocato difensore si chiede (e ci chiede) "voi considerereste padre un uomo che si comporta così? È padre un uomo solo perché la natura lo ha fatto padre o è padre chi dimostra amore per i propri figli?". E alla fine finirete per giustificarlo Smerdjakov. Perché in questo rimando alla fine chi sbaglia non sbaglia mai del tutto, e anche chi sembra innocente, non lo è mai fino in fondo. Tutti quanti abbiamo i nostri lati oscuri, è il libero arbitrio che fa la differenza. Immenso Dostoevskij, era impossibile creare un'opera così vasta senza sbagliare mai, lui c'è riuscito. Freud l'ha definito il miglior romanzo di sempre. Credo abbia ragione.

    ha scritto il 

  • 4

    Universale

    In questo capolavoro di Dostoevskij si fondono diversi generi letterari e temi: il giallo, il legal thriller, il soprannaturale, l'analisi filosofica, quella psicologica, quella sociale, la teologia e ...continua

    In questo capolavoro di Dostoevskij si fondono diversi generi letterari e temi: il giallo, il legal thriller, il soprannaturale, l'analisi filosofica, quella psicologica, quella sociale, la teologia e tanti altri che ogni lettore saprà certamente trovare. Il tema di fondo è la battaglia quasi senza speranza della ragione contro i suoi tanti avversari: la passione, la religione, la follia, il sogno, il soprannaturale, il destino. Alla fine, dopo una memorabile battaglia giudiziale tra accusa e difesa, la ragione finalmente vince, ma viene sconfitta la verità.

    ha scritto il 

  • 5

    David Foster Wallace diceva che la letteratura è"mostrare cosa sia un cazzo di essere umano",Dostoevskij ce ne offre la dimostrazione pratica nel suo capolavoro.L'abisso karamazoviano è l'abisso del c ...continua

    David Foster Wallace diceva che la letteratura è"mostrare cosa sia un cazzo di essere umano",Dostoevskij ce ne offre la dimostrazione pratica nel suo capolavoro.L'abisso karamazoviano è l'abisso del cuore umano,che uccide e ama,sperpera e dona,trova insopportabile la sofferenza dei bambini e poi mangia la marmellata d'ananas dinanzi al loro dolore,ama le foglioline e vede il diavolo.Sarebbero troppi gli esempi e sarebbero troppe da citare le pagine che spiazzano,interrogano e illuminano.Alla fine della fiera l'insegmamento più grande che danno i Karamazov non è altro che il monito lanciato secoli prima dall' Amleto:"ci sono più cose in cielo e in terra di quante ce ne siano nella nostra filosofia" e nessuna teoria,per quanto bella,affascinante e accomodante può addomesticare e incasellare la potenza della realtà e la libertà di cui ci è stato fatto dono.

    ha scritto il 

  • 5

    Il suo capolavoro... In questo romanzo ci sono tutte le risposte, tutti i colori della natura umana, dal bianco al nero assoluto, la lotta fra il bene e il male, la fede vivida e l'ateismo convinto. T ...continua

    Il suo capolavoro... In questo romanzo ci sono tutte le risposte, tutti i colori della natura umana, dal bianco al nero assoluto, la lotta fra il bene e il male, la fede vivida e l'ateismo convinto. Temi sempre fortemente sentiti da Dostoevskij, che in questo romanzo trovano risposte. Freud colloca questo mirabile scrittore subito dopo Shakespeare, certamente non a torto...

    ha scritto il 

  • 4

    Un caposaldo

    Cosa dire che non è ancora stato detto? Impossibile. dico la mia. I Karamazov sono una delle letture imprescindibili per qualsiasi lettore. Forse oggi non verrebbero pubblicati, ma è solo un mio parer ...continua

    Cosa dire che non è ancora stato detto? Impossibile. dico la mia. I Karamazov sono una delle letture imprescindibili per qualsiasi lettore. Forse oggi non verrebbero pubblicati, ma è solo un mio parere.
    La storia è lunga e articolata, ma si riduce all'analisi approfondita dei caratteri dei personaggi. I tre fratelli, le donne, la gente. Stringi stringi l'autore ci dice "attento lettore, anche tu sei come loro". siamo tutti Karamazov. L'ambientazione russa è talmente forte da farti sentire dentro al paese, ma non la Russia sfavillante di Mosca, bensì piccoli buchi rurali dove tutti si conoscono.
    Poi certo, lungo è lungo.

    ha scritto il 

  • 5

    La danza dei cavalieri di Prokofiev

    Potrebbe sembrare riduttivo e piuttosto difficile recensire un’opera monumentale come “I Fratelli Karamazov”. Un romanzo dalla trama fitta i cui personaggi sono mossi da passioni turbolenti e f ...continua

    Potrebbe sembrare riduttivo e piuttosto difficile recensire un’opera monumentale come “I Fratelli Karamazov”. Un romanzo dalla trama fitta i cui personaggi sono mossi da passioni turbolenti e febbrili, da un moto incontenibile ed irrequieto che li scuote nel corpo e nello spirito. Il centro dell’intera scena è occupato da uno scellerato padre privo di qualsiasi attaccamento alla famiglia, Fedor Pàvlovic , e i suoi figli avuti con donne diverse in più matrimoni : Dmitrj, dall’indole sfrontata e violenta; Alesa, novizio dalla fervente vocazione che ha intrapreso la vita del monastero; Ivan, il personaggio dostoevskiano che più coincide con l’angoscia morale del suo autore. A questi si aggiunge un quarto figlio illegittimo, Smerdjakov, che in casa del padre naturale non è altro che un umile e indifferente servo. Protagonisti di una storia densa intorno al cui fulcro ruotano argomenti di abissale profondità come il libero arbitrio, la fede in Dio, l’ateismo fondato su un senso di indignazione per il prepotere del male nel creato, la costante lotta tra il bene e il male, il gioco delle contraddizioni, il paradosso. Soprattutto il conflitto tra generazioni prende il sopravvento in questo romanzo, un disamore tra padre e figlio innamorati della stessa donna, Grùsen’ka, che porterà ad una vera e propria disgregazione familiare. Nel subbuglio di affetti compromessi precipita così, in un cono d’ombra, il destino di alcuni personaggi per via del parricidio, di un processo, del beffardo malinteso di accuse ed una condanna a vent’anni di lavori forzati. Avvenimenti che avanzano in maniera concitata ed inquietante grazie ad una scrittura potente, introspettiva, a tratti buia e solenne da ricordare il ritmo e la tonalità della Danza dei Cavalieri del compositore Prokofiev.

    Prokofiev, Danza dei cavalieri: https://www.youtube.com/watch?v=DUmq1cpcglQ

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho appena finito e a caldo mi è venuto da piangere. La sensazione che ho provato è tenerezza e speranza per gli uomini, per tutti quei personaggi sofferenti e tormentati.
    In questo libro c’è tanto s ...continua

    L'ho appena finito e a caldo mi è venuto da piangere. La sensazione che ho provato è tenerezza e speranza per gli uomini, per tutti quei personaggi sofferenti e tormentati.
    In questo libro c’è tanto su cui riflettere: amore e odio, fede e ateismo, cupidigia, invidia, lussuria, pazzia, ma anche amicizia, generosità, solidarietà, ascetismo, tradimento e fedeltà. Mi rendo conto che in poche righe non si può parlare o riassumere tutto questo. Tre fratelli ognuno diverso dall’altro. Dmitrij è pieno di contraddizioni, la sua è una infanzia abbandonata, il suo bisogno di amore è potente , ma vive anche il tormento della gelosia, nella forma più terribile. E’ un buono, un ingenuo, ma capace di scoppi di ira, in lui c’è un desiderio di auto distruzione, si sente colpevole nonostante sia innocente. Ivan è l’intellettuale, l’ateo , rispecchia quel nichilismo che afferma “Tutto è permesso..”, ma anche in lui c’è un bisogno di credere in qualcosa, di amare, anche se fino alla fine lo nasconde a tutti. Alesa è buono, il cristiano vero, colui che ama tutti, nemici compresi. Il suo compito è assistere il prossimo, i suoi disgraziati fratelli e a lui l’autore affida le ultime, splendide pagine del libro. Qualche parola per Fedor Pavlovic. Un padre schifoso, un uomo senza morale, un buffone, un parassita, senza di lui la storia non avrebbe senso. Un male “necessario”.
    Le donne protagoniste sono contraddittorie, Grusen’ka e Katerina rivali e nemiche fino all’ultimo, anche esse tormentate da sentimenti contrastanti, ma capaci di slanci generosi e di amare in maniera totale.
    I fratelli Karamazov è un trattato filosofico, è un romanzo d’amore, è un giallo, è un horror, un thriller giudiziario, capace di creare visioni storiche, di penetrare in qualche modo nel popolo russo e l’autore pare rivolgersi ad ognuno di noi, parla con noi. Non conosco tutta la sua opera, ma qui ho ritrovato le atmosfere di Delitto e castigo, Memorie dal sottosuolo e I demoni. Forse in ognuno dei personaggi si trova un po’ dell’uomo Dostoevskj, i suoi dubbi , i suoi tormenti, i suoi mali . La ricerca di Dio è stata una costante della sua vita, ma voglio leggere altro di lui, approfondire ancora di più questo grande scrittore e pensatore.

    ha scritto il 

  • 4

    Un tale di nome Freud disse di questo libro: "I fratelli Karamazov è il romanzo più grandioso che mai sia stato scritto, l'episodio del Grande Inquisitore è uno dei vertici della letteratura universal ...continua

    Un tale di nome Freud disse di questo libro: "I fratelli Karamazov è il romanzo più grandioso che mai sia stato scritto, l'episodio del Grande Inquisitore è uno dei vertici della letteratura universale, un capitolo di bellezza inestimabile".
    Io dico: è tutto vero! E in più aggiungo che il capitolo che precede "Il Grande Inquisitore" (DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE ANCHE DA SOLO) e cioè quello intitolato: "La ribellione" è altrettanto meraviglioso....che dire....più di 1000 pagine di puro godimento letterario :)

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per