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I funerali della Mamá Grande

Di

Editore: Mondadori (Oscar Scrittori del Novecento, 671)

3.8
(577)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Inglese

Isbn-10: 8804472316 | Isbn-13: 9788804472315 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Enrico Cicogna ; Prefazione: Dario Puccini

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    L'unica emozione è stato ritrovarsi, anche se brevemente, a Macondo e sentir parlare del colonnello Aureliano Buendia e ripensare quindi a quel Cent'anni di solitudine indimenticabile. Gli otto racconti scorrono veloci e velocemente si dimenticano tranne, forse, quello che da il titolo alla racco ...continua

    L'unica emozione è stato ritrovarsi, anche se brevemente, a Macondo e sentir parlare del colonnello Aureliano Buendia e ripensare quindi a quel Cent'anni di solitudine indimenticabile. Gli otto racconti scorrono veloci e velocemente si dimenticano tranne, forse, quello che da il titolo alla raccolta che è l'ultimo e un paio di quelli più lunghi come Da noi ladri non ce ne sono, La prodigiosa sera di Baltazar e Rose artificiali.

    ha scritto il 

  • 3

    Citazioni

    Prima ancora che cominciasse la carneficina politica, passava le lugubri mattinate di ottobre davanti alla finestra della sua stanza, compassionando i morti e pensando che se Dio non avesse riposato nel giorno di domenica avrebbe avuto tutto il tempo di terminare il mondo.
    "Avrebbe dovuto approfi ...continua

    Prima ancora che cominciasse la carneficina politica, passava le lugubri mattinate di ottobre davanti alla finestra della sua stanza, compassionando i morti e pensando che se Dio non avesse riposato nel giorno di domenica avrebbe avuto tutto il tempo di terminare il mondo. "Avrebbe dovuto approfittare di quel giorno e così non gli sarebbero rimaste tante cose mal fatte" diceva. "In fondo aveva davanti a sé tutta l'eternità per riposare."

    ha scritto il 

  • 3

    Racconti più affascinanti del precedente Occhi di cane azzurro, le storie interessano anche l'autore e si vede. La scrittura meno possente è però più simile al Marquez classico e si apprezza.

    ha scritto il 

  • 4

    El volumen está compuesto por siete relatos y una novela corta.
    García Márquez vuelve a dejar su sello en estas confusas historias que refluyen y exhalan magia sobre esa comarca ignota, cruel y perpleja, que se encuentra sumergida en barro y caña brava.
    Macondo forma ya parte de nuestras vidas.
    U ...continua

    El volumen está compuesto por siete relatos y una novela corta. García Márquez vuelve a dejar su sello en estas confusas historias que refluyen y exhalan magia sobre esa comarca ignota, cruel y perpleja, que se encuentra sumergida en barro y caña brava. Macondo forma ya parte de nuestras vidas. Un lugar mítico al que muchas veces me gustaría trasladar para poder respirar su fragancia de bananas, limas y arcilla. Mi admiración más profunda y sin límites para este genio de la palabra y de la creatividad.

    ha scritto il 

  • 5

    Para mí es de los buenos de García Márquez, con sus cuentos sobre los funerales en el mismo pueblo donde se desarrollan otros libros suyos, historias que llenan, que te hablan de la muerte con toda naturalidad.

    ha scritto il 

  • 3

    Non aspettatevi trame o situazioni appassionanti da questo libro. Sono 8 racconti, di cui uno dà il titolo al volume. Otto storie che ci presentano alcuni stralci di vita degli abitanti di Macondo, il paesino reso celebre in "Cent'anni di solitudine". E' come fare una passeggiata per il paese e s ...continua

    Non aspettatevi trame o situazioni appassionanti da questo libro. Sono 8 racconti, di cui uno dà il titolo al volume. Otto storie che ci presentano alcuni stralci di vita degli abitanti di Macondo, il paesino reso celebre in "Cent'anni di solitudine". E' come fare una passeggiata per il paese e sbirciare un po' in alcune case per assistere ad un pezzettino di vita. Sarà che io con i racconti non vado molto daccordo e sarà che alcuni sono davvero brevissimi ma questo libro non mi ha appassionato granchè, come se fosse stato stampato solo sulla scia del successo di Marquez. E' carino leggerlo, forse, subito dopo "Cent'anni di solitudine" perchè ne riprende alcuni personaggi minori.

    ha scritto il 

  • 3

    sembrano esercizi di scrittura...

    questo libro mi fa venire in mente i miei "esercizi di scrittura": le pagine sparse qua e là con descrizioni, scorci, piccoli episodi e particolari descritti e lasciati lì senza una storia, senza una trama, magari in attesa di essere incastrati e di rientrare, come tessere di un puzzle, in una st ...continua

    questo libro mi fa venire in mente i miei "esercizi di scrittura": le pagine sparse qua e là con descrizioni, scorci, piccoli episodi e particolari descritti e lasciati lì senza una storia, senza una trama, magari in attesa di essere incastrati e di rientrare, come tessere di un puzzle, in una storia più "importante".

    forse sono stata troppo distratta io, quando ho preso questo libro dalla mia libreria ed ho iniziato a leggerlo saltando a piè pari prefazione, introduzione, indice, e trascurando anche quelle poche righe in quarta di copertina, che invece ho notato a sole venti pagine dalla fine quando mi hanno rivelato trattarsi di una raccolta di otto racconti (l'ultimo è quello che dà il titolo al libro) accomunati non solo dai luoghi, dalle descrizioni, dalle caratterizzazioni dei personaggi, ma anche dalla mancanza di una "trama", di quelle come si intendono normalmente, o più che altro di una conclusione "precisa" ad ogni racconto, quasi come se garcìa marquez si fosse ripromesso di ritornarci, o di approfondirli successivamente.

    come ho fatto a non accorgermene? proprio per queste caratteristiche! leggendo, mi sembrava di essere turista e silenziosa spettatrice, nel paesino descritto dall'autore, di vite e di eventi e situazioni che si svolgevano intorno a me, e attendevo un evento scatenante che dèsse vigore al romanzo, intrecciando tra loro le vite dei personaggi letti in precedenza - le cui storie sembravano restare sospese a causa della mancanza di una vera e propria "fine" dei racconti, come delle scenografie sulle quali cala il sipario alla fine di un primo atto, mentre io aspetto che si riapra per vedere la conclusione delle loro vicende - ed aspettavo che tornassero nelle pagine seguenti, magari a concludere quanto già descritto, o a spiegare eventi e comportamenti, o a vivere nuove situazioni.

    lo stile descrittivo è quello di un garcìa marquez che adoro, ma che si intuisce "acerbo" (ha composto questa raccolta non ancora trentenne) rispetto alle sue opere successive e più famose.

    ha scritto il 

  • 4

    Tre stelle e mezzo

    In questo periodo sto’ di Marquez.
    Otto racconti che richiamano il modo magico di Macondo, ricalcandone alcuni ruoli.
    O meglio, forse vorrebbero inserirci, aprendoci una strada verso il suo capolavoro assoluto visto che sono stati scritti prima.
    Alcuni bellissimi, altri meno.
    Fatto sta che ogni ...continua

    In questo periodo sto’ di Marquez. Otto racconti che richiamano il modo magico di Macondo, ricalcandone alcuni ruoli. O meglio, forse vorrebbero inserirci, aprendoci una strada verso il suo capolavoro assoluto visto che sono stati scritti prima. Alcuni bellissimi, altri meno. Fatto sta che ogni pagina, ogni racconto di questo straordinario autore, a prescindere dalla maestria della sua penna, ti fa vivere in un mondo a colori. Ogni storia rappresenta un alito, un pezzetto di vita piccolo e apparentemente insignificante di un mondo sudamericano che forse noi “occidentali” non capiremo mai fino in fondo. Sono semplicemente falcate di vita, frammentarie sofferenze che portano ad una frammentaria, seppur breve felicità. Da un po’ di anni, ossia da quando ho avuto il piacere di conoscere un po’ più approfonditamente alcuni scrittori sudamericani non posso fare a meno di pormi alcune domande ogni qualvolta che finisco un loro racconto. Spesso, avendo visitato una piccola parte di quei mondi apparentemente cosi lontani, mi pongo di fronte ad un problema significativo. Quello di non saper cogliere quelle che sono le buone occasioni per sorridere. Loro le colgono…tutte! Lo so, non è attinente alla recensione ma dovevo scriverlo. Ovviamente questa raccolta non è ai livelli di “cent’anni di solitudine” e di “Dell’amore e di altri demoni”, ma un sette e mezzo ci sta tutto! Consigliato anche a chi non ama i racconti brevi.

    ha scritto il 

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