I garbati maneggi delle signorine Devoto

ovvero, Un intrigo a Sestri Ponente

Di

Editore: TEA

3.3
(58)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: eBook

Isbn-10: 8850241771 | Isbn-13: 9788850241774 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Nella Via Privata Vassallo, a Sestri Ponente, il tempo passa lentamente, le tradizioni si rispettano e il clamore del mondo arriva attutito. Regine di questo regno, chiunque vi abiti lo sa, sono le signorine Devoto: Santa, Mariannin e Siria, uguali eppur diverse, e convinte che il genere umano si divida in due: le persone per bene, rispettabili, cristiane e all’antica, e quelle poco raccomandabili, cioè tutte le altre. Miti e riservate, saranno proprio loro, tuttavia, a scendere in campo per prime e con insospettabile decisione quando la tranquillità e il buon nome del loro mondo verranno minacciati. Qualcuno infatti ha messo gli occhi sulle belle proprietà della Via Privata Vassallo, qualcuno pronto anche al crimine pur di ottenere ciò che vuole. Il romanzo di Renzo Bistolfi è una fotografia degli anni Cinquanta, velata di amabile nostalgia per un luogo e un tempo ormai scomparsi, e per un piccola folla di personaggi di straordinaria umanità.
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  • 4

    “Un piccolo corteo si avvicinava. Le prime erano le sorelle Devoto che avanzavano nel consueto ordine : Sara davanti, impettita, a fendere l'aria come una polena, e dietro Mariannin, che trottava a piccoli passi rapidi, tenendo per mano Siria , la cieca.

    Una storia ambientata a Sestri Ponente alla fine degli anni '50 che vede protagoniste le tre anziane sorelle Devoto che preoccupate dall'improvvisa ed anomala sparizione di una loro carissima amica ri ...continua

    Una storia ambientata a Sestri Ponente alla fine degli anni '50 che vede protagoniste le tre anziane sorelle Devoto che preoccupate dall'improvvisa ed anomala sparizione di una loro carissima amica riescono a svelare il mistero che si cela dietro la sua scomparsa .
    Se è vero che non occorre essere genovesi per apprezzare la narrazione , è però indubbio che chi , come me , abbia famigliarità sia con i luoghi menzionati (abito ad alcuni chilometri di distanza ) che con i (pochi) termini dialettali , peraltro sempre opportunamente tradotti , ne assaporerà maggiormente la lettura .
    Scritto con uno stile sobrio e semplice , del tutto consono alla vita di quegli anni che precedettero il “boom” economico ma ancora troppo vicini alla fine dell'ultimo conflitto , si tratta di un romanzo che si legge d'un fiato e che riporta alla memoria di chi non sia più giovane modi d'essere , usanze , abitudini , di quando le lucciole rallegravano ancora le serate estive nelle strade di periferie , di quando i cibi venivano conservati nelle ghiacciaie (e noi ragazzi sciamavamo dietro il camioncino che vendeva i blocchi di ghiaccio per farcene regalare qualche pezzetto da succhiare avidamente neanche fosse stato chissà ché... ) , di quando si andava tutti a vedere “Lascia o raddoppia” al bar e nelle case non restava nessuno , lasciando una sensazione dolce quanto malinconica di nostalgia.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo garbato, con personaggi così ben descritti e tipici che sembra di averli sempre conosciuti. Inizialmente sembra di leggerlo solo per la ambientazione locale, ma in realtà la trama silenzios ...continua

    Un romanzo garbato, con personaggi così ben descritti e tipici che sembra di averli sempre conosciuti. Inizialmente sembra di leggerlo solo per la ambientazione locale, ma in realtà la trama silenziosamente assorbe e coinvolge. Godibile anche per i "foresti" che non possono assaporare tutte le sfumature delle conversazioni e dei luoghi descritti

    ha scritto il 

  • 0

    Senza l’ascolto, l’osservazione, il ricordo delle persone e del loro ambiente non avrei nulla da raccontare.

    Un tuffo nella provincia italiana e negli anni ’50 insieme a Renzo Bistolfi.

    Il titolo I garbati maneggi delle signorine Devoto contiene in sé un richiamo immediato alla commedia televisiva di Govi de ...continua

    Un tuffo nella provincia italiana e negli anni ’50 insieme a Renzo Bistolfi.

    Il titolo I garbati maneggi delle signorine Devoto contiene in sé un richiamo immediato alla commedia televisiva di Govi del ’59, Maneggi per maritare una figlia, e una scelta lessicale che trasporta il lettore indietro nel tempo in sole quattro parole: lo si può considerare come un manifesto del suo romanzo?

    Quando ho scritto il romanzo non pensavo affatto a Govi, né alle sue commedie. Il titolo del resto non era quello, è arrivato per ultimo. Tuttavia sì, anche se la sola parola in comune, è “maneggi”, il mondo di riferimento è lo stesso. I personaggi che animavano le commedie di Govi, come anche i miei, non erano affatto inventati ma ricalcavano certe figure precise, che chi è nato a Genova e ha abbastanza anni per aver sfiorato quell’epoca, ha incontrato di sicuro, seppure declinate in mille varianti.
    Trovo che sia proprio il loro linguaggio a caratterizzarli, per questo uso volentieri i dialoghi facendo parlare direttamente i personaggi: in certi modi d’esprimersi si riconoscono l’epoca e l’ambiente. Govi del resto, per quanto apparisse caricaturale, in realtà lo era piuttosto poco. Ancor oggi basterebbe registrare le voci, l’ironia, il sarcasmo di certi anziani, per capire quanto era realistica la sua interpretazione.

    Quali ricerche presuppone un’ambientazione storica come quella da lei prescelta e quali verifiche sono necessarie man mano che si struttura la narrazione?

    Sono abbastanza maniacale nelle ricostruzioni e cerco di essere il più attendibile possibile, specialmente per quanto riguarda i contesti e i riferimenti storici. In generale credo che si debba scrivere di quel che si conosce bene.
    Ora per esempio sto scrivendo una storia ambientata in parte in un preciso momento storico e questo implica un’attenta ricerca per esprimere accuratezza e precisione narrativa.
    Nel caso de “I garbati maneggi delle signorine Devoto” invece non sono stati necessari approfondimenti di sorta, perché tutto ciò che si trova in questo romanzo arriva direttamente dalla mia infanzia, dalla mia memoria. Per fortuna ho una buona memoria.

    Lei sostiene di essere arrivato alla scrittura “a orecchio e per accumulo”, registrando “luoghi, odori, colori, personaggi, gesti, modi di dire, tutto.” Secondo lei vi sono più modi per approdare al mestiere di scrittore o la sua esperienza le dice che senza un simile bagaglio di ricordi e sensazioni nessuno si può definire tale?

    Credo che possano esserci diverse strade per arrivare al mestiere di scrittore, ma sono abbastanza sicuro che indipendentemente dal percorso, siano necessarie almeno due caratteristiche fondamentali. La prima è che per essere uno scrittore occorre innanzi tutto essere un lettore; la seconda è che bisogna essere attenti osservatori della natura umana, dei luoghi e di tutto ciò che costituisce l’ambiente, il micro cosmo in cui ciascuno di noi si muove e si è mosso, le sue regole, i suoi pregi e i suoi difetti. Senza l’ascolto, l’osservazione, il ricordo delle persone e del loro ambiente non avrei nulla da raccontare.

    L’esortazione a scrivere, che lei ha colto in seguito, le è giunta da un suo amico durante una cena. Molte persone si sentono dire che dovrebbero scrivere un libro, eppure qualcuno coglie l’attimo e qualcun altro no: cos’è, secondo lei, che muove infine coloro che prendono la penna in mano?

    Credo sia il riscontro, il riflesso che si percepisce in un altro di un’idea che già avevamo, di cui eravamo convinti pur senza avere il coraggio di prenderla sul serio. Per me, almeno, è stato così.

    La nota dell’autore, in cui lei parla della sua infanzia a Sestri e dei cambiamenti storici a cui ha assistito nel corso degli anni, è così appassionata che la si potrebbe definire come un frammento autobiografico. Come mai ha scelto la narrativa e non la saggistica per dare voce ai suoi ricordi?

    Perché la saggistica non fa “parlare i personaggi” e non prevede l’ironia.

    Pensiamo a due autori che hanno avuto un grande successo quest’anno all’interno del panorama editoriale italiano, Andrea Vitali e Alessio Mussinelli, che hanno entrambi ambientato i loro romanzi nel Nord Italia: pensa che vi sia una tendenza alla riscoperta della provincia italiana, dei suoi vizi e delle sue virtù precedenti al cosiddetto miracolo economico degli anni ’50 e ’60?

    Il bene e il male sono sempre quelli, regolano il mondo fin dall’inizio dei secoli, ma ci appaiono di volta in volta sotto nuove spoglie e questo ci sgomenta. Allora sentiamo il bisogno di rivolgerci a declinazioni note e rassicuranti, a valori che c’erano e che ora ci pare di non aver più fra le mani. Insomma, credo che in questi tempi in cui basta accendere la televisione o aprire il giornale per imbattersi in nuovi orrori che mai avevamo pensato potessero di nuovo arrivare, proviamo un gran bisogno di aria pulita, di problemi di cui conosciamo la soluzione. Il bene e il male in quegli anni non erano diversi da oggi, ma il loro aspetto e i valori sui quali ci basavamo per distinguerli, oggi ci sono ben noti e ci rassicurano. In fondo è un po’ come rivedere un film che sappiamo ci manderà a letto contenti.

    Accenna infine a “la Milano da bere degli anni Ottanta”, in cui ha vissuto e lavorato: ci puo’ fare una mezza promessa, il prossimo romanzo lo ambienterà lì?

    Ecco, il prossimo magari no, ma il successivo perché no?

    ha scritto il 

  • 4

    i garbati maneggi delle signorine Devoto

    E c risiamo! Un'altra sorpresona! Un romanzo godibilissimo e divertente! All'inizio sembra un romanzo in cui semplicemente si racconta di queste signorine d'altri tempi, in cui si descrive il quotidia ...continua

    E c risiamo! Un'altra sorpresona! Un romanzo godibilissimo e divertente! All'inizio sembra un romanzo in cui semplicemente si racconta di queste signorine d'altri tempi, in cui si descrive il quotidiano di queste ottuagenarie, la cui vita è scandita da tempi precisi, la messa, il pranzo, la cena, le visite delle amiche. Ma ad un certo punto la quiete viene turbata da un fatto inatteso ed è qui che comincia lo spasso. Le signorine si improvvisano detective e risolvono brillantemente il caso, senza far mancare colpi di scena, che tengono inchiodata l'attenzione del lettore (quanto meno la mia!). Mi sono tanto affezionata a queste tre ottuagenarie, Siria la saggia, Marillin e Santa, ma anche alle loro amiche senza nulla togliere alla dolcezza della Dottoressa Gabriella. Mentre leggevo, mi sembrava di vivere in quell'ambiente ovattato fatto di sane abitudini, di chiacchiere e preghiere. Chi lo sa se le rincontreremo di nuovo queste tre vecchiette e se ancora risolveranno qualche altro mistero? io lo spero tanto...ho finito di leggere il libro ieri sera, ma già mi mancano!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    3.5 stelline

    Devo ammettere che i libri italiani hanno un fascino tutto loro... Mi è piaciuta moltissimo l'ambientazione, ben descritta, mi sembrava di essere a Sestri insieme alle sorelle Devoto, tre anziane sore ...continua

    Devo ammettere che i libri italiani hanno un fascino tutto loro... Mi è piaciuta moltissimo l'ambientazione, ben descritta, mi sembrava di essere a Sestri insieme alle sorelle Devoto, tre anziane sorelle che vivono in simbiosi tra loro, si completano a vicenda. Siria è di sicuro la mia preferita, cieca dall'età di 12 anni ma che vede la realtà meglio delle sorelle vedenti. La storia descrive la quotidianità delle 3 sorelle, fatta di chiesa e pettegolezzi, finchè la loro amica Isolina non decide di partire per le vacanze e da qui iniziano i misteri.... L'amicizia e la sorellanza sono il tema principale, ma anche la truffa ed il raggiro degli anziani, che purtroppo sono ancora così presenti nella nostra società, segno che in fondo non ci siamo evoluti poi così tanto... Grazie a chi ha suggerito questo libro, non ne conoscevo l'esistenza e sono felice di averlo letto!

    ha scritto il 

  • 2

    'n po' poco

    Ho letto la nota dell’autore in cui, con umiltà, dice di aver iniziato a scrivere perché qualcuno, durante una cena, gli ha consigliato di farlo visto che ricordava una quantità spropositata di aneddo ...continua

    Ho letto la nota dell’autore in cui, con umiltà, dice di aver iniziato a scrivere perché qualcuno, durante una cena, gli ha consigliato di farlo visto che ricordava una quantità spropositata di aneddoti. Ecco, secondo me questo non è un buon motivo per iniziare a scrivere.
    Superata questa fase di cattiveria, ciò che resta del libro è una godibile storiella. A me è piaciuta perché è ambientata in quella che per lungo tempo è stata la mia città, e anche perché è ben scritta. Lo stile dell’autore non è pervenuto, non so se questo sia il suo primo libro oppure no, ma è pervaso, a mio avviso, da un sentimento di cautela. Il libro è scritto bene perché, come farebbe un bravo scolaro, ha svolto il compito nella maniera migliore che potesse fare, osservando le regole ed evitando tranelli. Ciò significa, per quanto mi riguarda, che non c’è sprint, non ci sono voli pindarici e non c’è niente da segnalare di eccitante né a livello emotivo né a livello intellettuale. Ciò nonostante, consiglierò il libro a chi vorrà leggere una storia semplice ambientata per le vie di Genova.

    ha scritto il 

  • 3

    http://piedinudinelparco.blogspot.it/2016/01/i-garbati-maneggi-delle-signorine.html
    hi non ha avuto una zia, una vicina di casa, una conoscente come le signorine Devoto?
    Cittadine di provincia, di nob ...continua

    http://piedinudinelparco.blogspot.it/2016/01/i-garbati-maneggi-delle-signorine.html
    hi non ha avuto una zia, una vicina di casa, una conoscente come le signorine Devoto?
    Cittadine di provincia, di nobile ascendenza, ci tengono al loro buon nome e al prestigio della famiglia.

    Vivono in una grande casa con la fedelissima domestica Elvira, si svegliano alle sei, vanno a Messa alle 8,00, leggono o ricamano, pranzano frugalmente a mezzogiorno in punto, si dedicano alle visiste nel pomeriggio, alle 17,30 si recano in chiesa per i vespri e alle 19,00 la cena, più frugale del pranzo; alle 21 l'ultimo rosario, e poi a letto.
    Beate loro.

    In questo pacato e abitudinario scorrere dei giorni la scomparsa di una loro cara amica ottantenne offre l'opportunitàalle nostre sorelle di fare i conti con i tempi che cambiano, e la corruzione che avanza.
    Molto particolare la figura di Siria, cieca dall'età di 12 anni, la più arguta e pragmatica delle tre.

    Questo romanzo è una chicca. Senza troppe teorie, questo libro contiene la sicurezza e la complicità del rapporto tra sorelle, la spensieratezza e la solidarietà di quelo tra amiche, l'onestà la fragilità di una generazione che sta scomparendo.
    La scrittura sposa perfettamente l'ambientazione, tanto che sembra scritto negli anni '50. La storia, pur non avendo colpi di scena, ma solo seguendo l'evoluzione della storia, coinvolge e intenerisce.

    E mi ha fatto tornare tanta nostalgia della mia nonnina.

    ha scritto il 

  • 3

    Noiosetto

    Un libro d'altri tempi, tutto coincide con il periodo, il modo di comportarsi dell'epoca delle persone anziane.
    Come storia non è male, ma ho fatto fatica a giungere al termine, dopo un po per fortuna ...continua

    Un libro d'altri tempi, tutto coincide con il periodo, il modo di comportarsi dell'epoca delle persone anziane.
    Come storia non è male, ma ho fatto fatica a giungere al termine, dopo un po per fortuna c'è stata una scena molto simpatica del signor Luigi, infastidito dai vicini decide di vendicarsi con astuzia e galanteria....
    Tra tutti i personaggi sono rimasta colpita dalla Siria, l'autore è stato bravo ad interpretarla.
    Una scena che purtroppo non è passata di moda e che può fare male all'animo delle persone è stata la calunnia verso la signorina Traverso...

    ha scritto il 

  • 5

    Voglio essere anche io una signorina Devoto

    Voglio essere anche io una signorina Devoto. sì, quando avrò 80 anni voglio essere genuina come loro, vispa, pronta all'avventura, e circondata da un mondo in cui esistono solidarietà e amicizia vera. ...continua

    Voglio essere anche io una signorina Devoto. sì, quando avrò 80 anni voglio essere genuina come loro, vispa, pronta all'avventura, e circondata da un mondo in cui esistono solidarietà e amicizia vera. ecco, è questo ciò che mi ha lasciato questo romanzo. è una lettura scorrevole e leggera; con pochi tratti, l'autore delinea il carattere di ogni personaggio, indirizzandolo verso la nostra simpatia o antipatia. La sottile linea gialla si manifesta piano piano e ti tiene incollato alle pagine. Testarde, unite, decise, le signorine Devoto coinvolgono tutto il paese per dipanare il mistero. Simpatica anche la nota dell'autore, che spiega come sia arrivato a scrivere questo libro così carino. cit. "e mi accorsi che certi personaggi, passati inosservati allo sguardo della cronaca, mantenevano una vividezza, uno spessore tale che, anche illuminati dalla cruda luce dei nostri giorni, reggevano la botta e dimostravano un'originalità e una freschezza meritevoli di attenzione. Raccontare di loro significava farli rivivere".

    ha scritto il 

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