I giardini della Luna

La caduta di Malazan - Vol. 1

Di

Editore: Armenia

3.9
(589)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 602 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8834416805 | Isbn-13: 9788834416808 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lucia Panelli

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Adolescenti

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Descrizione del libro
Un diffuso malcontento regna nell'Impero di Malazan, teatro di un'estenuante guerra e di cruente lotte intestine. Persino le legioni imperiali, sottoposte a continui massacri, desiderano ardentemente una tregua. Ma il dominio dell'imperatrice Laseen, sostenuta dai suoi temibili sicari, rimane assoluto e incontrastato, e i suoi eserciti continuano la conquista delle città ancora libere dal giogo imperiale. E proprio quando sembra vicina la capitolazione dell'ultima città a resistere, si mettono in moto poteri oscuri al di là di ogni immaginazione e gli dei stessi dovranno schierarsi nell'imminente lotta.
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  • 4

    Ho impiegato ben 24 giorni per terminare I giardini della Luna, non dedicavo così tanti giorni ad un solo libro perlomeno da 6 anni, ma ne è valsa assolutamente la pena. Ero già consapevole che la let ...continua

    Ho impiegato ben 24 giorni per terminare I giardini della Luna, non dedicavo così tanti giorni ad un solo libro perlomeno da 6 anni, ma ne è valsa assolutamente la pena. Ero già consapevole che la lettura di questo primo volume non sarebbe stata una passeggiata e così è stato. Sono stata letteralmente sommersa da una mole considerevole di informazioni, luoghi, nomi, etnie e molto altro ancora. Mi sento di consigliare questo adult\epic fantasy a chi è in cerca di una sfida con se stesso e dispone di una dose infinita di pazienza ed attenzione, perché proprio per la sua complessità Erikson permette al lettore di rimuginare su alcuni passaggi e ipotizzare l'andamento della storia servendosi dei pochi ed insidiosi indizi disseminati qua e là. Insomma per essere solo l'inizio devo ammettere che è stato piuttosto impegnativo, ma questo non mi ha scoraggiata ed anzi ho intenzione di procedere al più presto con la lettura del secondo volume.

    ha scritto il 

  • 0

    Allora: io mi ero preparata. Preparata a tutto. A essere travolta da un magma incandescente di nomi, informazioni, razze, città, magie e via dicendo e sapevo che il simpatico Erikson non avrebbe alzat ...continua

    Allora: io mi ero preparata. Preparata a tutto. A essere travolta da un magma incandescente di nomi, informazioni, razze, città, magie e via dicendo e sapevo che il simpatico Erikson non avrebbe alzato un mignolo per darmi una mano. Ero preparata e mi sono imposta attenzione, e sopportazione, e giuro che ho cercato con tutta me stessa di appigliarmi ad ogni sporgenza anche minima per autoconvincermi che provavo un qualche minimo interesse. Perchè io volevo appartenere alla schiera degli eletti che lo decantano più grande di Martin. Ma no. Devo ammettere che io appartengo alla schiera dei non illuminati che non capisceno. Io Martin lo adoro, ma la diffeernza è che con lui almeno una vaga idea di dove stavo andando l'avevo. Qui no. Qui più o meno le cose le ho capite, il problema vero è che c'è così tanta confusione che ad un certo punto mi sono resa conto che....bhe non me ne frega niente. Chiedo perdono. Volevo essere anch'io tra le fila degli eletti estimatori che avevano capito. E invece no. E' che ho iniziato a prendere in mano il libro e a sentirmi come se avessi dovuto iniziare a studiare la materia più odiata. E allora basta.
    E però mi dispiace perchè io avrei voluto capire.

    ha scritto il 

  • 3

    Los Jardines de la Luna son un libro denso, espeso, difícil, lleno de información y elementos místicos que no se nos explican. Es un libro que, en palabras de su autor, una gran parte de los lectores ...continua

    Los Jardines de la Luna son un libro denso, espeso, difícil, lleno de información y elementos místicos que no se nos explican. Es un libro que, en palabras de su autor, una gran parte de los lectores abandona sobre las trescientas páginas (momento en el que hay una bajada de ritmo importante). Un punto de inflexión que separa a los que disfrutan de la obra de los que no.

    Yo he llegado hasta el final, y aunque en conjunto creo que estamos ante una buena novela, no dejo de pensar que me he perdido muchas cosas y que quizá el autor podría habérmelas explicado un poquito más (como qué Dioses están enemistados, cómo funcionan los distintos tipos de magia, qué pasó durante la muerte del Emperador, etc…). Es posible que éstos temas no sean el eje central del libro que nos ocupa y sí lo sean de la saga en sí, pero sigo queriendo que se me expliquen las coas que tienen importancia durante la novela.

    Posiblemente ese punto de inflexión sea real, pero no esperéis que la cosa despegue pasado el mismo.

    En lo que respecta a las tramas más pequeñas (las de los personajes protagonistas) me han gustado en general todas, habiendo de todo tipo y condición y entrelazándose según avanzaban las páginas.

    Es una novela que se toma su tiempo, que da cosas por sabidas que no se nos cuentan (o al menos no demasiado) y que te pilla con el pie cambiado nada más empezar. Una novela lenta en muchos de sus tramos y que no para todos los públicos. No sé ni si es para mí.

    Así que con lo que os he dicho hasta el momento no puedo recomendaros su lectura, no creo que con ésta única novela se pueda recomendar a nadie meterse en una saga de ésta extensión, y más cuando ésta novela es, cuanto menos, difícil.

    Espero no tardar demasiado en ponerme con la segunda (u olvidaré lo que he entendido hasta el momento), momento en el que os podré dar una opinión algo más fundamentada sobre lo que tenemos entre manos.

    Reseña completa en: http://darlantan8.blogspot.com.es/2016/09/los-jardines-de-la-luna-malaz-i.html

    ha scritto il 

  • 3

    «Qui si raccolgono solo storie. E le storie non fanno sanguinare. Le storie non affamano, non provocano dolore ai piedi. Quando sei giovane, sei convinto che non esista arma al mondo che possa ferirti ...continua

    «Qui si raccolgono solo storie. E le storie non fanno sanguinare. Le storie non affamano, non provocano dolore ai piedi. Quando sei giovane, sei convinto che non esista arma al mondo che possa ferirti e le storie non fanno altro che spingerti a desiderare di essere parte di esse».

    ha scritto il 

  • 2

    Inutilmente farraginoso

    Devo dirlo, mi sento un po' preso in giro da romanzi di questo tipo e non capisco l'incredibile entusiasmo che trovo in rete: l'autore ha chiaro in testa cosa sta succedendo nel suo mondo e questo è u ...continua

    Devo dirlo, mi sento un po' preso in giro da romanzi di questo tipo e non capisco l'incredibile entusiasmo che trovo in rete: l'autore ha chiaro in testa cosa sta succedendo nel suo mondo e questo è un bene, ma per il resto nasconde la trama di fondo, abbastanza esile, sotto tonnellate di luoghi, nomi, piccoli intrighi, accenni di equilibri di potere e soprattutto sotto decine di personaggi assolutamente non caratterizzati se non per i diversi nomi di battesimo e per il compito che hanno nella trama. Non c'è assolutamente nessuna descrizione, nessuna, su "come" siano i personaggi, sulle proprie motivazioni, sul perché agiscano in un certo modo e reagiscano in maniera così balzana ad alcuni avvenimenti. Non c'è una minima descrizione sui luoghi in cui questi personaggi agiscono... c'è soltanto una grandissima scacchiera in cui centinaia pedine di colori diversi vengono mosse per poi scoprire che fanno esattamente le stesse cose. Non si può leggere in recensioni entusiastiche che Erikson "caratterizza divinamente i personaggi": non è vero, non lo fa minimamente.
    Arrivati in fondo non c'è nessuna sorpresa: la trama si dipana in una direzione e quella è sin dall'inizio, senza alcuna sorpresa; diverse decine di azioni compiute da comprimari intercambiabili sono assolutamente inutili ai fini della vicenda (perlomeno parlo del primo libro, avendo letto solo quello) e ovviamente ci si aspetta che il tutto verrà in qualche modo risolto nei prossimi volumi. Il libro in sé non è poi così ostico, ha solo dei momenti farraginosi e anche se molto non viene spiegato, il modo in cui funzionano certe situazioni, tra cui la magia, è chiaramente intuibile, ma sembra davvero che tutta la sovrastruttura sia stata rovesciata tutta insieme e assemblata un po' a caso per coprire la carenza di filo conduttore.
    In soldoni mi è sembrato di assistere a una partite di uno strategico in tempo reale stile Age of Empires, con ogni fante chiaramente designato con un nome pomposo ma assolutamente identico al fante schierato al suo fianco
    Non credo proseguirò con i tomi successivi.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho iniziato la lettura di questo primo romanzo della saga di Malazan con alte aspettative e una certa preoccupazione, tutto originato dai commenti e recensioni lette in rete. La maggior parte degli in ...continua

    Ho iniziato la lettura di questo primo romanzo della saga di Malazan con alte aspettative e una certa preoccupazione, tutto originato dai commenti e recensioni lette in rete. La maggior parte degli internauti erano d’accordo su due aspetti, il primo relativo alla qualità dell’opera tanto da porlo a ridosso del Signore degli anelli, il secondo riguardante la difficoltà del testo per la numerosità dei personaggi ed eventi, per la non spiegazione chiara ed esaustiva dei fatti, per la complessità del mondo sviluppato dall’autore. In relazione alla qualità del lavoro devo ammettere che è superiore a molti altri in circolazione e questo probabilmente dipende molto anche dall’aspetto “complessità” che lo rende una lettura mai banale, impegnativa ma al tempo stesso stimolante. Sul versante complessità devo dire che mi ero “spaventato” inutilmente infatti, riconoscendo sicuramente la necessità di una lettura attenta e scrupolosa, tuttavia è tutto affrontabile tranquillamente con un po’ di attenzione, certo chi associa al fantasy solo letture semplici non impegnative troverà questa saga un po’ ardua ma chi è abituato ad un certo livello di scrittura e libri non deve certo “tremare”…

    ha scritto il 

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