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I giocatori di Titano

Nord - SF Narrativa d'anticipazione, 20

Di

Editore: Nord - SF Narrativa d'anticipazione

3.7
(488)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 211 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8842906255 | Isbn-13: 9788842906254 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Morelli

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Tra i vug, i telepatici e gelatinosi abitanti di Titano, ed i terrestri regna una tregua apparente: i vug hanno vinto la guerra con gli umani ed ora controllano il terzo pianeta, aiutando i pochi superstiti a ricostruire il loro mondo distrutto. Ma le cose stanno davvero così? La sterilità che ha colpito quasi tutti gli umani e che essi tentano invano di combattere con uno scambio delle coppie basato sul Bluff, il nuovo gioco introdotto dai titaniani, è davvero un fenomeno naturale, oppure è un effetto indotto da qualche fazione vug ostile ai terrestri? Chi ha ucciso Luck Luckman, l'uomo più potente e prolifico della Terra? E perché? Poco per volta in un continuo rovesciamento delle situazioni, le trame nascoste verranno allo scoperto, e sara proprio in base al risultato di un'incredibile partita tra un gruppo di esseri umani ed i misteriosi e nebulosi giocatori di Titano che si deciderà il destino della Terra.
Un romanzo raffinato in cui Dick esemplifica il suo concetto del rapporto con l'alieno, lo sconosciuto: uno sconosciuto spesso ostile all'uomo, che rappresenta un ordine superiore ma che è anche la manifestazione delle paure dell'inconscio umano.

* * * *
Nota
questo libro in questa edizione è stato pubblicato senza codice ISBN.
Vedi qui: http://www.anobii.com/books/0150b099285434e8f6/

La casa editrice ha applicato il codice a posteriori.

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  • 2

    Ho appena terminato “The Gameplayers of Titan”, di cui mi era rimasta in mente dagli anni ’80 la suggestiva copertina Nord. Mi ha lasciato impressioni “miste”. Il romanzo si apre con ...continua

    Ho appena terminato “The Gameplayers of Titan”, di cui mi era rimasta in mente dagli anni ’80 la suggestiva copertina Nord. Mi ha lasciato impressioni “miste”. Il romanzo si apre con esilaranti scenette di interazione tra l’uomo e le auto-auto, insomma automobili ormai più sagge di lui; e si allarga a mostrare una tipica California da dopobomba dickiano, qui divisa in “possidenti” e non, e ossessionata dal crollo demografico. Bella ambientazione e bell’idea il Gioco, che porterà a un gran finale nella partita tra uomini e vug, giocata prima sulla Terra, poi su Titano, infine al di fuori dello spazio-tempo, in una di quelle grandi scene “metafisiche” caratteristiche di Dick (come i sogni in “Maze of Death”..). Tutto bene se non fosse che nei capitoli centrali il plot sembra impazzire.. la telepate Patricia McClain passa in un giorno dall’odio per il protagonista la mattina all’amore nel pomeriggio, fino a essere considerata la sua amante alla sera: senza una motivazione o che ciò venga narrato. Il protagonista tratta la sua nuova moglie come uno stuoino, deve sforzarsi persino per parlarle: però in questo mondo di sterili lei rimane incinta dopo un giorno di matrimonio. Al che il protagonista la lascia a casa e va a folleggiare per conto suo: la suddetta telepate gli “mette a disposizione” la figlia diciottenne per passare la serata in compagnia, nonostante senta verso di lei una fortissima rivalità femminile.. e mi pare che il misterioso assassinio di Luckman, il Giocatore più forte, avvenuto creando amnesie artificiali a ben 6 giocatori, non venga mai chiarito. Come tutti i grandi amori, Dick si ama anche per i suoi difetti, indubbiamente. Ma non li avevo mai notati come qui..

    ha scritto il 

  • 3

    Il solito P. K. Dick in cui ogni tanto ricasco. Paranoie, fantascienza, droghe di vario tipo, morte aleggiante e un po' di sano odio nazista in varie pillole. Il tutto attraverso tante ottime idee, ...continua

    Il solito P. K. Dick in cui ogni tanto ricasco. Paranoie, fantascienza, droghe di vario tipo, morte aleggiante e un po' di sano odio nazista in varie pillole. Il tutto attraverso tante ottime idee, che spuntano così, a moti casuali durante la lettura. Inizio leggendo di un'auto-auto che si rifiuta di far guidare il protagonista perchè troppo ubriaco, e di pochi umani rimasti sulla Terra che partecipano a un Gioco per scambiarsi proprietà e mogli, cercando disperatamente di formare coppie che riescano a procreare. Gli oggetti tengono traccia di qualsiasi cosa uno faccia, e le comunicano a chi li interroga, più tardi. E un sacco di altre cose, su cui comunque incombono i titaniani. Ricorderò inutilmente che il libro è stato scritto nel '63, e che considero questo autore un genio, anche se non riesce mai a convincermi del tutto come scrittore. Sembra che quando abbia presentato tutte le idee e venga il momento di usarle, abbia fretta: hanno esaurito la loro funzione, hanno perso di interesse, bisogna incastrare tutto secondo una trama che le contenga e che finisca in modo decente.

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione della Biblioteca Galattica

    scheda completa: http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/giocatori_di_titano.html

    Il romanzo è ambientato in uno scenario che, solo a tratti, sembra ricordare un classico contesto post ...continua

    scheda completa: http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/giocatori_di_titano.html

    Il romanzo è ambientato in uno scenario che, solo a tratti, sembra ricordare un classico contesto post apocalittico. La Terra è stata sconvolta da una guerra globale nella quale la Cina ha utilizzato un'arma radiattiva che ha reso sì sterile la grande maggioranza della popolazione mondiale ma non sembra aver intaccato null'altro. I Vug, alieni invasori proteiformi provenienti da Titano, ossessionati dal gioco, esercitano all'apparenza una sorta di controllo paternalistico sul pianeta ma in realtà sono divisi tra loro e alcuni hanno piani decisamente meno benigni verso i terrestri. E' loro forse, l'autore non lo chiarisce, l'idea del Bluff. Il Bluff è un grande gioco praticato su scala planetaria, simile ad un incrocio tra il Monopoli e il poker, in cui pochi privilegiati, i cosiddetti vincolati, riuniti in circoli locali, scommettono i loro possedimenti terrieri, intere contee o cittadine, e le loro stesse mogli. Il gioco funziona in questo modo: ogni turno un giocatore avanza sul tabellone per un numero di caselle pari alla carta pescata ricevendo o perdendo una certa somma di denaro determinata dall'evento della casella. Il giocatore può tentare di bluffare: soltanto lui, infatti, può vedere la carta che ha pescato e può quindi provare a mentire sul risultato della pescata, raggiungendo, per esempio, una casella più favorevole. Se l'avversario, tuttavia, se ne accorge e chiama il bluff, egli inverte la cifra vinta dal primo giocatore e se ne appropria. Se la chiamata invece risulta falsa, ovvero se viene chiamato un bluff che non è avvenuto, l'accusatore perde la medesima cifra. I matrimoni e gli accoppiamenti si susseguono uno con l'altro nella speranza di trovare la fortuna, ovvero di riuscire a generare un bambino, cosa ormai rara e preziosissima. I telepati non possono partecipare al gioco, per gli indubbi vantaggi che avrebbero potendo leggere la mente dell'avversario o prevendo lo svolgimento futuro della partita. I Vug sono telepati naturali e anch'essi praticano il medesimo gioco su Titano; nel loro caso però esso ha una natura completamente differente. Privo infatti, in seguito ai poteri di cui sono in possesso gli alieni, della componente casuale, esso diventa una vera e propria prova di forza con cui gli extraterrestri mettono alla prova la propria potenza telepatica. Il protagonista del romanzo è un vincolato di nome Pete. La sua ultima partita, segnata dalla sfortuna, gli ha fatto perdere il suo possedimento preferito, Berkeley, e sua moglie Freya, a cui era veramente legato. Nel tentativo di riprendersi ciò che ha perduto, Pete si ritroverà a giocare una partita molto più grande di lui, in cui il destino stesso dell'umanità è la posta in palio. L'opera è ricca dei temi classici della produzione di Dick: la manipolazione e l'illusorietà del reale, i poteri psi, le problematiche relative alla relazione uomo-donna e al matrimonio, gli alieni. L'idea del gioco come manipolazione sociale e, nel caso presente, rimedio all'infertilità è originale e intrigante. L'intreccio si sviluppa però in maniera caotica, con nessi logici e consequenziali spesso traballanti che lasciano il lettore da solo nel tentativo di dare organicità e pieno senso compiuto alle numerose sequenze di cui il romanzo è composto, ciascuna delle quali sembra vivere di vita propria. Nonostante questa mancanza di chiarezza a livello di trama, il romanzo è comunque una lettura complessivamente interessante e godibile, anche per i frequenti intervalli ironici o paradossali di cui l'opera è ricca.

    scheda completa: http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/giocatori_di_titano.html

    ha scritto il 

  • 4

    La caratterizzazione profonda dei personaggi non è tipica della scrittura di Dick: chi la cercherà in questo romanzo rimarrà quindi deluso. Chi invece è pronto ad affrontare una realtà instabile ...continua

    La caratterizzazione profonda dei personaggi non è tipica della scrittura di Dick: chi la cercherà in questo romanzo rimarrà quindi deluso. Chi invece è pronto ad affrontare una realtà instabile in grado di mutare tra un battito di palpebre e l'altro, poteri paranormali che minerebbero qualsiasi società tradizionale, macchine parlanti a volte un po' ingenue e la costante sensazione che qualcuno o qualcosa stia tramando alle spalle dei personaggi, allora troverà una lettura piacevole, dal ritmo sostenuto (anche grazie a qualche colpo di scena).

    ha scritto il 

  • 3

    3.5/5

    Sulla terra convivono terrestri e titaniani dopo la guerra tra America e Cina. A causa delle armi usate gli umani sono per la maggior parte sterili e solo alcune combinazioni fortunate portano ...continua

    3.5/5

    Sulla terra convivono terrestri e titaniani dopo la guerra tra America e Cina. A causa delle armi usate gli umani sono per la maggior parte sterili e solo alcune combinazioni fortunate portano a nuove nascite. Le combinazioni sono decise, così come la divisione delle città, dal Gioco introdotto dai titaniani sulla Terra (che poi è il Monopoli modificato e reso meno noioso). Il romanzo ha un inizio rilassato con la perdita di Berkley da parte di Pete e l'arrivo di Luckman nei tavoli di gioco californiani, poi, dopo una brusca svolta, aumenta il ritmo degli eventi narrati. Molti temi sono quelli classici di Dick come la confusione rispetto alla realtà e le allucinazioni che ne derivano, il concetto di simulacri come inganno, la presenza di pre-cog e il gioco come distrazione dalla sconfortante realtà. La parte conclusiva è forse un po' sbrigativa e poteva essere resa più chiaramente, in generale l'ho trovato un buon romanzo e una buona partenza per chi non ha mai letto nulla dell'autore.

    --- On Earth both terrestrial and titanians are living after the war between America and Cina. The weapons used on that war had as consequence the sterility of most human beings and a few couple combinations are luck enough to give birth. These combinations are decided, as the city owning, by the Game introduced on Earth by the titanians (that it is basically the Monopoly game modified to be less boring). The beginning of the novel is quite slow with Pete losing Berkely and Luckman coming to play the Game in California, then there is a turnover point after which the plot becomes more entertaining. There are some themes common in Dick's novels like the confusion about reality and the consequent hallucinatory states, the simulacra and pre-cog presence and the game as a distraction from the actual discomforting reality. In my opinion the conclusion is too hurried, in general I found this a good novel and a good starting point for who has not read anything by this author.

    ha scritto il 

  • 2

    anche questo è stato abbandonato.Mi rendo conto che stile confusionario e allucinatorio sono tipiche di Dick ma quando è troppo è troppo.Sarà anche il periodo; un periodo decisamente no.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello!

    Era tanto che non divoravo un libro, e ci voleva il buon caro vecchio Dick per farmi tornare la voglia di leggere. Sicuramente non si tratta del suo romanzo migliore, ma nonostante la storia non sia ...continua

    Era tanto che non divoravo un libro, e ci voleva il buon caro vecchio Dick per farmi tornare la voglia di leggere. Sicuramente non si tratta del suo romanzo migliore, ma nonostante la storia non sia delle più avvincenti, vuoi per i troppi riferimenti biografici, vuoi per le digressioni psichedeliche, contiene alcuni elementi che ho davvero apprezzato: la tecnologia animata e in grado di opporsi all'uomo, alieni che tengono sotto controllo la Terra grazie a un gioco di società (mai questo termine fu più appropriato), una visione distopica attualissima e interpretabile secondo gli standard culturali moderni senza problemi sono solo alcune delle perle che potrete trovare in questo volume, che per tematiche assocerei a Tempo Fuor di Sesto, Il Sognatore d'Armi e Occhio nel Cielo.

    Non perfetto, ma scorrevole, divertente e in grado di far riflettere... ma non troppo, pena il rischio di cadere nella necessità di definire distintamente realtà e finzione nella storia, senza riuscirci al 100%. Si tratta di confini labili che, per godersi di più storie come questa, è meglio non cercare di valicare. Non sarà Ubik o Noi Marziani, e tende a perdersi un po' nell'anonimato della produzione dickiana, ma ha abbastanza caratteristiche da farsi ricordare.

    ha scritto il 

  • 4

    Vuoi Giocarti la terra?

    Un continuo ping pong; Il lettore sembra sempre stare un passo indietro, affannato e disorientato cerca di lasciarsi guidare dall'estro del fantascientifico per eccellenza del 2000. Se nella prima ...continua

    Un continuo ping pong; Il lettore sembra sempre stare un passo indietro, affannato e disorientato cerca di lasciarsi guidare dall'estro del fantascientifico per eccellenza del 2000. Se nella prima metà il Bluff( il Monopoli importato in direttissima da Titano), i Vug (titaniani) e i personaggi sembrano confondersi in un frullato di incomprensioni ; nella seconda metà tutto incomincia a diventare meno nebuloso e all'ultima pagina tutto torna come fosse stato sotto il naso fin dall'inizio (sebbene il gioco in se per se si capisca solo all'ultima mano ). La partita finale , con la quale si decide tutto è ciò che concede al libro quel di più , e gli espedienti strategici utilizzati da Pete, il nostro protagonista da Berkley-California-Terra-Sistema Solare accenderanno il vostro spirito patriottico. Da terrestre mai rassegnato.

    ha scritto il 

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