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I gioielli indiscreti

By Denis Diderot

(29)

| Mass Market Paperback

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Book Description

29 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non ce l'ho fatta. Sarà forse un capolavoro di satira surreale per i tempi , ma non potevo sprecare tempo della mia vita per una cosa così "di settore".

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    Barbara ABP said on Oct 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    L’ambientazione nella corte del Sultano del Congo in realtà è un espediente utilizzato da Diderot per evidenziare i vizi della corte francese a lui contemporanea. Mangogul è Luigi XV e Mirzosa la sua favorita, Madame Pompadour. I gioielli delle donne ...(continue)

    L’ambientazione nella corte del Sultano del Congo in realtà è un espediente utilizzato da Diderot per evidenziare i vizi della corte francese a lui contemporanea. Mangogul è Luigi XV e Mirzosa la sua favorita, Madame Pompadour. I gioielli delle donne confessano tutto ciò che le loro padrone hanno compiuto, senza pudore o vergogna, rovinando così la loro reputazione. L’ultimo esperimento, sulla favorita Mirzosa, ha lo scopo di dimostrare al sultano che la donna gli è fedele e il suo amore è puro. Dopo questa felice scoperta, il sultano restituisce l’anello al genio che glielo aveva donato.

    CITAZIONI:
    1. In fatto di moda, sono i folli che la dettano ai savi, le cortigiane alle donne oneste, e non c'è meglio da fare che seguirla. Guardando i ritratti degli antenati, ridiamo, senza pensare che i nostri nipoti rideranno guardando i nostri.
    2. "Non è forse vero che siamo solo delle marionette?" "Sì, qualche volta"

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    Greta said on Dec 18, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Diderot si cimenta col romanzo licenzioso, ma naturalmente lo fa a modo suo – perché, per dirla col buon Lessing, è «un romanzo frivolo in cui s’agitano questioni gravi» – e se non è un capolavoro, di certo vale piú di quanto io stesso non sia stato ...(continue)

    Diderot si cimenta col romanzo licenzioso, ma naturalmente lo fa a modo suo – perché, per dirla col buon Lessing, è «un romanzo frivolo in cui s’agitano questioni gravi» – e se non è un capolavoro, di certo vale piú di quanto io stesso non sia stato disposto ad ammettere al tempo della mia lettura!
    Quindi dovrò un giorno rileggerlo con piú attenzione, come molti altri temo: e cosí ricordarmi -una volta di piú– che la forma non è proprio la sostanza, tanto meno in uno sperimentatore letterario come Diderot...

    Nota sull’edizione: la parte piú scabrosa (tre pagine) fu scritta in inglese, latino e italiano (piú un misto di francese e spagnolo): ora, la parte in italiano è stata (ri)tradotta in francese, fatto coerente in sé, ma nondimeno posticcio – però trovo poco commendevole che non vi sia una nota che ne faccia conoscere il contenuto a chiunque: al tempo di Diderot il lettore medio sarà pur stato un poliglotta, ma non credo si debba pretenderlo oggi, in ogni caso!

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    Morvan [Sunt lacrimae rerum] said on May 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un'occasione persa

    Diderot è un mostro sacro della cultura occidentale, uno dei padri dell'illuminismo, quindi appare forse fuori luogo una critica alla sua opera. Peraltro, come detto nel titolo di questa edizione Demetra de I gioielli indiscreti, si tratta di ...(continue)

    Diderot è un mostro sacro della cultura occidentale, uno dei padri dell'illuminismo, quindi appare forse fuori luogo una critica alla sua opera. Peraltro, come detto nel titolo di questa edizione Demetra de I gioielli indiscreti, si tratta di un Diderot “minore”, di un'opera che non compare tra quelle per cui conosciamo il grande scrittore e filosofo. Mi assumo quindi la responsabilità di una recensione non proprio entusiastica, segnalando sin d'ora che alla carenza di stelle contribuisce non poco l'edizione, come argomenterò poco oltre.
    Lo spunto su cui si basa I gioielli indiscreti è degno di un grande genio dissacratore della morale del suo tempo: cosa accadrebbe se le vagine, i gioielli delle signore dell'alta società avessero la possibilità di parlare e quindi si mettessero improvvisamente a raccontare, senza censure, ciò che sanno?
    Prendendo le mosse da questo spunto Diderot costruisce un romanzo ambientato in un fantomatico regno del Congo, nel quale l'annoiato Sultano Mangogul riceve dal genio Cucufa un anello magico che, girato in direzione di una signora, rende loquace il suo gioiello, che naturalmente racconta le vere abitudini sessuali della sua “padrona”. Mangogul scommette con la sua favorita Mirzoza sulla possibilità di trovare una dama realmente virtuosa, quindi - approfittando anche della facoltà di penetrare invisibile nelle stanze di chiunque – fa parlare i gioielli di numerose dame, sia conosciute per le loro avventure sia credute modelli di virtù.
    Ne deriva ovviamente un sovvertimento delle convenzioni sociali e la dimostrazione che a fronte della morale ufficiale i comportamenti reali sono dominati dalle pulsioni erotiche e dalla ricerca del piacere. Il tono di tutto il libro è molto lieve, il difficile argomento è trattato in punta di penna, senza mai scadere nella scurrilità (tranne in un solo capitolo, peraltro attribuito ad un collaboratore di Diderot), ed a latere del filo conduttore Diderot approfitta della costruzione dell'immaginario mondo del sultanato del Congo per svolgere considerazioni sul potere e sull'organizzazione sociale in genere.
    Ovviamente il Congo è la trasparente metafora della Francia dell'Ancien Régime, la capitale Banza è chiaramente Parigi e ogni personaggio messo in campo ha probabilmente il suo corrispettivo in contemporanei del nostro, come ci viene detto nella breve introduzione al testo. Purtroppo, e questo secondo me è il grande limite di questa edizione, il testo non è accompagnato da note o rimandi esplicativi che permettano di svelare a chi i personaggi si riferiscano, quali situazioni del suo tempo Diderot volesse prendere di mira, a chi e perché lanciasse i suoi strali satirici. Questo rende la lettura monca e a lungo andare fine a sé stessa, perché ovviamente senza tali supporti non è possibile apprezzare fino in fondo lo scorrere di avventure che si ripetono un po' simili l'una all'altra.
    Resta senza dubbio il tocco del grande scrittore e pensatore, del brillante polemista, resta la grande idea di far parlare le vagine (ripresa anche in tempi recenti da I monologhi della vagina, ma quando si chiude il libro si ha l'impressione di una occasione persa – a causa dell'insipienza dell'edizione - per approfondire la conoscenza di un mondo che, anche grazie al pensiero di Diderot, stava inconsciamente preparando la propria fine.

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    Viducoli said on May 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    I gioielli indiscreti.

    Non mi e' piaciuto. L'idea di far parlare i " gioielli" delle donne e' ottima, ma il libro e' di una monotonia mortale. voto 4/10

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    Borreto54 said on Jun 7, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Oh, andiamo, se le patatine (anche quelle dell'epoca) si fossero messe a parlare avrebbero detto ben altro, molto meno lusinghiero per gli uomini.

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    Juliette said on Jun 4, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (29)
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  • Mass Market Paperback
  • ISBN-10: A000091546
  • Publisher: BUR
  • Publish date: xxxx-xx-xx
  • Also available as: Paperback , Boxset , Softcover , Others
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