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I giorni dell'abbandono

Di

Editore: E/O (Tascabili)

3.6
(1172)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 228 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Greco

Isbn-10: 8876418563 | Isbn-13: 9788876418563 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Una donna ancora giovane, serena e appagata, tutt'altro che inattiva nel cerchio sicuro della famiglia, viene abbandonata all'improvviso dal marito e precipita in un gorgo scuro e antico. Rimasta con i due figli e il cane, profondamente segnata dal dolore e dall'umiliazione, Olga, dalla tranquilla Torino dove si è trasferita da qualche anno, è risucchiata tra i fantasmi della sua infanzia napoletana, che si impossessano del presente e la chiudono in una allenata e intermittente percezione di sé. Comincia a questo punto una caduta rovinosa che mozza il respiro, un racconto che cattura e trascina fino al fondo più nero, più dolente dell'esperienza femminile.
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  • 4

    La pesantezza di un macigno sul cuore...

    Unico e solo punto di vista: quello della moglie abbandonata. Un flusso di coscienza che si intreccia con la narrazione dei giorni che seguono l'abbandono. Il senso di vuoto, lo smarrimento, la rabbia ...continua

    Unico e solo punto di vista: quello della moglie abbandonata. Un flusso di coscienza che si intreccia con la narrazione dei giorni che seguono l'abbandono. Il senso di vuoto, lo smarrimento, la rabbia, il dolore, sono i sentimenti che emergono forti per tre quarti del libro. Dal racconto si evince l'incapacità della protagonista di riuscire a rendersi conto di ciò che le sta succedendo. Alcune scene passano attraverso flussi di coscienza interiori in pieno conflitto con la realtà del momento vissuto. Il linguaggio e la trattazione di alcune scene sono molto forti per più di metà libro e ciò contribuisce a rafforzare il senso di smarrimento e il dolore provato. Non ho apprezzato la volgarità del linguaggio in alcuni tratti del racconto, anche se voluti dalla Ferrante per enfatizzare la rabbia nei confronti del marito. Ho apprezzato invece l'analisi profonda degli stati psicologici che hanno arricchito la narrazione dei fatti, permettendomi di apprezzare l'evoluzione della protagonista mentre ci sia avvia verso la fine libro.

    ha scritto il 

  • 3

    E' il mio primo approccio con Elena Ferrante e non mi ha convinto molto, ma conto di leggere qualcos'altro e migliorare il mio parere.
    "Esistere è questo, un sussulto di gioia, una fitta di dolore, un ...continua

    E' il mio primo approccio con Elena Ferrante e non mi ha convinto molto, ma conto di leggere qualcos'altro e migliorare il mio parere.
    "Esistere è questo, un sussulto di gioia, una fitta di dolore, un piacere intenso, vene che pulsano sotto la pelle, non c'è nient'altro di vero da raccontare."

    ha scritto il 

  • 3

    Una donna che non è amata muore da viva

    Un passo più che significativo del libro:

    “Tutto era così casuale. Mi ero innamorata di Mario, da ragazza, ma avrei potuto innamorarmi di chiunque altro, un corpo a cui finiamo per attribuire chissà q ...continua

    Un passo più che significativo del libro:

    “Tutto era così casuale. Mi ero innamorata di Mario, da ragazza, ma avrei potuto innamorarmi di chiunque altro, un corpo a cui finiamo per attribuire chissà quali significati. Un lungo brano di vita insieme, pensi che sia l'unico uomo con cui puoi stare bene, gli attribuisci chissà quali virtù risolutive, e invece è solo una canna che emette suoni di falsità, non sai chi è davvero, non lo sa nemmeno lui. Siamo occasioni. Consumiamo e perdiamo la vita perché un tale in tempi lontani, per voglia di scaricarci dentro il cazzo, è stato gentile, ci ha eletto tra le donne. Scambiamo per chissà quale cortesia rivolta solo a noi il banale desiderio di fottere. Amiamo la sua voglia di chiavare, ne siamo così abbagliate da pensare che sia la voglia di chiavare proprio con noi, soltanto con noi. Oh sì, lui che è così speciale e che ci ha riconosciute per speciali. Le diamo un nome, a quella voglia del cazzo, la personalizziamo, la chiamiamo amore mio. Al diavolo tutto, che abbaglio, che infondata vellicazione. Come una volta ha fottuto con me ora fotte con un'altra, cosa pretendo? Il tempo passa, una va, un'altra viene. Feci per ingoiare un po' di pillole, volevo dormire sdraiata sul fondo più buio di me stessa”.

    Il titolo invoglia alla lettura, la scrittura fa il resto.

    ha scritto il 

  • 3

    É innegabile, secondo me, che la Ferrante sia un mostro di bravura nell' arte della narrazione, attenta ed esperta nello scandagliare anche gli anfratti più reconditi e tristi della natura umana.
    Nono ...continua

    É innegabile, secondo me, che la Ferrante sia un mostro di bravura nell' arte della narrazione, attenta ed esperta nello scandagliare anche gli anfratti più reconditi e tristi della natura umana.
    Nonostante ciò, ho trovato questo romanzo davvero un po' pesante.

    ha scritto il 

  • 3

    La Ferrante (è il nostro primo incontro) riesce a costruire un microcosmo di gesti e sensazioni che sembrano quasi perduti. In questo libro tutto quanto è palpabile. Sicuramente leggerò "L'amica genia ...continua

    La Ferrante (è il nostro primo incontro) riesce a costruire un microcosmo di gesti e sensazioni che sembrano quasi perduti. In questo libro tutto quanto è palpabile. Sicuramente leggerò "L'amica geniale" a questo punto. Adoro lo stile. Solo che, ed ecco il perché delle tre stelle, questo era un po' troppo caricato per i miei gusti. Non che fosse oggettivamente esagerato, però son sicura che saprò apprezzarla ancora di più in futuro.

    ha scritto il 

  • 0

    Il libro ha pochi chiari e molti scuri.I chiari sono rappresentati dallo stile di scrittura,scorrevole,senza fronzoli,diretto,moderno.Dai sentimenti della protagonista che sprofonda in una crisi depre ...continua

    Il libro ha pochi chiari e molti scuri.I chiari sono rappresentati dallo stile di scrittura,scorrevole,senza fronzoli,diretto,moderno.Dai sentimenti della protagonista che sprofonda in una crisi depressiva dopo l'abbandono del marito.sa mostrare il senso di solitudine che ti coglie dopo una separazione non cercata e non voluta,ma solo subìta.E sa anche mostrare che proprio in quei momenti ti succede di tutto come in una congiura,per farti sprofondare ancora di più,prima di rinascere.I punti oscuri sono dovuti ad un linguaggio spesso scurrile,a certe scene che per me non innescano nulla ma anzi rallentano il ritmo della narrazione e risultano estranee rispetto a quello che ci si aspetta da una donna piena di dolore.Il paragone con libri dal tema analogo,tipo "Una donna spezzata"della De Beauvoir sono impietosi verso la Ferrante,che purtroppo solo a tratti sa andare in profondità nell'analisi della protagonista.

    ha scritto il 

  • 2

    Due stelle solo perchè è la Ferrante.

    Sono riuscita a scrivere qualcosa di questo libro ad oltre un mese dalla sua lettura. Non mi è piaciuto nei contenuti, decisamente troppo volgari e duri visto l'argomento trattato. La protagonista dov ...continua

    Sono riuscita a scrivere qualcosa di questo libro ad oltre un mese dalla sua lettura. Non mi è piaciuto nei contenuti, decisamente troppo volgari e duri visto l'argomento trattato. La protagonista dovrebbe essere denunciata al telefono azzurro per come tratta i figli, alla protezione animali per come fa morire il cane e presa a schiaffi per come violenta il suo vicino di casa. Detto questo sono d'accordo che quando ci si separa si vive un trauma e non si riesce ad essere razionali, ma qui si è perso proprio il lume della ragione. Mi dispiace perchè il libro mi era stato consigliato. Purtroppo l'ho letto nel momento sbagliato, forse per questo non riesco a scrivere niente di positivo.

    ha scritto il 

  • 2

    che noia!

    La lettura di questo libro forse potrebbe avere un qualche fine terapeutico e consolare la poveretta di turno che per anni non si accorge che il suo uomo la tradisce e poi casca all'improvviso dal per ...continua

    La lettura di questo libro forse potrebbe avere un qualche fine terapeutico e consolare la poveretta di turno che per anni non si accorge che il suo uomo la tradisce e poi casca all'improvviso dal pero e si dispera. Forse.
    A tutto il resto del mondo non resta che sbadigliare.

    Le diamo un nome, a quella voglia del cazzo, la personalizziamo, la chiamiamo amore mio. Al diavolo tutto, che abbaglio, che infondata vellicazione. Come una volta ha fottuto con me ora fotte con un'altra, cosa pretendo? Il tempo passa, una va, un'altra viene.

    ha scritto il 

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