I giorni dell'abbandono

Di

Editore: E/O (Tascabili)

3.6
(1419)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 228 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Greco

Isbn-10: 8876418563 | Isbn-13: 9788876418563 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Una donna ancora giovane, serena e appagata, tutt'altro che inattiva nel cerchio sicuro della famiglia, viene abbandonata all'improvviso dal marito e precipita in un gorgo scuro e antico. Rimasta con i due figli e il cane, profondamente segnata dal dolore e dall'umiliazione, Olga, dalla tranquilla Torino dove si è trasferita da qualche anno, è risucchiata tra i fantasmi della sua infanzia napoletana, che si impossessano del presente e la chiudono in una allenata e intermittente percezione di sé. Comincia a questo punto una caduta rovinosa che mozza il respiro, un racconto che cattura e trascina fino al fondo più nero, più dolente dell'esperienza femminile.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    L'abbandono di Olga

    Dopo aver letto il ciclo de L'amica geniale, e La figlia oscura, mi cimento anche con questo suo romanzo. La sua scrittura traspare da tutte le pagine, i termini a cui lei ci ha abituato (sfrangiarsi, ...continua

    Dopo aver letto il ciclo de L'amica geniale, e La figlia oscura, mi cimento anche con questo suo romanzo. La sua scrittura traspare da tutte le pagine, i termini a cui lei ci ha abituato (sfrangiarsi, frantumaglia, le lodi) ritornano con frequenza. A volte la lettura è difficile, si viene trascinati nell'apatia e quasi nella pazzia di Olga, che teme di diventare come la Poverella della sua infanzia, e ha bisogno di chiedere aiuto alla figlia Ilaria perché la punga e la mantenga in contatto con la realtà. Alcune pagine sono dolorose (la morte del cane Otto), altre nude e crude (l'incontro sessuale con Carrano), altre tagliate in fretta e furia (il finale), ma nel complesso l'ho trovato un buon romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi si somiglia si piglia

    Forse io e Olga ci assomigliamo in certe reazioni. Percio' la sua prima reazione di fronte all'abbandono mi ha talmente preso da provare empatia, solidarieta', comprensione, immedesimazione. Ma poi le ...continua

    Forse io e Olga ci assomigliamo in certe reazioni. Percio' la sua prima reazione di fronte all'abbandono mi ha talmente preso da provare empatia, solidarieta', comprensione, immedesimazione. Ma poi lentamente ho preso le distanze da questa donna che si crogiola nel dolore, che si dimentica di se' e degli altri, in una apatia che diventa malsana e malata. E ho odiato Olga. Un libro che suscita sentimenti cosi' forti e' pero' raro. Unica pecca, il finale: troppo debole in un libro cosi' forte.

    ha scritto il 

  • 3

    Quello che a mio avviso frega la Ferrante (o meglio, quello che a me non piace della Ferrante) è l'eccessiva melodrammaticità con cui narra le sue storie, rischiando a volte il ridicolo. Forse questo ...continua

    Quello che a mio avviso frega la Ferrante (o meglio, quello che a me non piace della Ferrante) è l'eccessiva melodrammaticità con cui narra le sue storie, rischiando a volte il ridicolo. Forse questo tipo di meridionalità può piacere, ma a me ricorda troppo la teatralità di Mario Merola, e non convince. In questo romanzo viene per fortuna in soccorso il ritmo narrativo, talmente incalzante da rendere alcune pagine (vedi la morte del cane) davvero belle.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo che avevo bisogno di leggere in questo momento, ma che proprio per questo è stato tanto faticoso terminare. L'abbandono del titolo va più a fondo della superficie del rapporto matrimoniale ...continua

    Un romanzo che avevo bisogno di leggere in questo momento, ma che proprio per questo è stato tanto faticoso terminare. L'abbandono del titolo va più a fondo della superficie del rapporto matrimoniale sfaldato che imposta la trama, il libro è il ritratto di una coscienza che rilascia gli argini, dilaga, si ricompone diversa, come accade dopo gli eventi traumatici della vita. E la Ferrante, come sempre, lo narra splendidamente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "La compattezza delle cose è affidata a volte a elementi fastidiosi che sembrano disturbarne la coesione"

    Questo libro incolla il lettore alla pagina con la violenza delle parole e lo obbliga a leggere tutto d'un fiato. Non si tratta di una letturina facile e piacevole, può arrivare a turbare, quantomeno ...continua

    Questo libro incolla il lettore alla pagina con la violenza delle parole e lo obbliga a leggere tutto d'un fiato. Non si tratta di una letturina facile e piacevole, può arrivare a turbare, quantomeno disturbare o irritare, ma di certo non è di quelle letture che si riesce ad abbandonare facilmente, ed in questo la Ferrante si dimostra ancora una volta brava. Stessi ingredienti della tetralogia: Torino, Napoli, una scrittrice o aspirante tale, il femminismo, uomini che ci fanno una figura balorda - ma il tutto a tinte ancora più forti.
    L'abbandono giunge inizialmente inspiegabile e ineluttabile come la metamorfosi di Gregorio Samsa, arriva e basta. E dunque il libro è la storia di una nevrosi, di un intorpidimento dei sensi e del senno; storia dell'esaurimento nervoso conseguente all'abbandono, dell'annaspare angoscioso che invece di fare restare a galla fa affondare ancora di più; e infine della risalita di una china tanto difficile quanto scontata - scontata non tanto nella realtà quanto nella letteratura, non si potrebbe scrivere una roba del genere senza poi dare al lettore un minimo conforto. Quasi geniale la figura del violoncellista, la Ferrante denota anche in questo personaggio apparentemente banale una sensibilità fuori dal comune.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto: Ferrante descrive magistralmente l'inferno attraversato da Olga, il suo volersi abbandonare solo e a nient'altro che al suo dolore.... Pensare che, anni fa, avevo visto il film e non m ...continua

    Mi è piaciuto: Ferrante descrive magistralmente l'inferno attraversato da Olga, il suo volersi abbandonare solo e a nient'altro che al suo dolore.... Pensare che, anni fa, avevo visto il film e non mi era piaciuto!

    ha scritto il 

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