Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

I giorni della paura

Di

Editore: Edizioni E/O

3.8
(52)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876418741 | Isbn-13: 9788876418747 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: History , Non-fiction , Travel

Ti piace I giorni della paura?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Daniele Mastrogiacomo, un inviato di Repubblica fu catturato dai talebani e trascinato attraverso l'Afghanistan, non in una prigione isolata ma per montagne, villaggi, campi di oppio, in un confronto-scontro continuo e tesissimo tra mentalità e stili di vita e concezioni del mondo lontani anni luce. La forza di questo racconto è nella capacità di Mastrogiacomo di andare oltre l'esperienza dell'inviato o del sequestrato per arrivare al nocciolo dell'esperienza umana della paura dell'altro. È l'esperienza del cuore di tenebra delle civiltà diverse, del mondo oscuro e violento che vediamo come nostro nemico, dell'attrazione che comunque esercita su di noi e del desiderio di capire. Daniele racconta come veramente sono andate le cose, attraverso una narrazione tersa che mozza il fiato e che ricostruisce le violenze e le percosse, i dialoghi con i giovani talebani sull'amore e sulla fede, addirittura le partite di calcetto tra una finta esecuzione e una vera, la fine dei suoi compagni di prigionia, la lotta per sopravvivere, le attese, i pianti, i cieli e i paesaggi stupendi dell'Afghanistan.
Ordina per
  • 5

    Un reportage intenso, di chi vive sulla propria pelle la paura, le frustate, la debolezza, l'inerzia nell'avere la propria vita nelle mani di qualcuno che non si capisce, che dice e non dice, che ti condanna a morte in nome di Allah e che un attimo dopo ti ride in faccia e ti "grazia".
    Un l ...continua

    Un reportage intenso, di chi vive sulla propria pelle la paura, le frustate, la debolezza, l'inerzia nell'avere la propria vita nelle mani di qualcuno che non si capisce, che dice e non dice, che ti condanna a morte in nome di Allah e che un attimo dopo ti ride in faccia e ti "grazia".
    Un libro scritto da chi si trova, suo malgrado, nel cuore del mondo talebano. Come ostaggio. Rapito.
    Esperienza eccezionale, drammatica e tragica.
    Un libro efficace che vivi nelle 3 ore di lettura ininterrotte.

    Ho provato lo smarrimento del rapimento. Il soffocamento, la claustrofobia, la paura, il terrore, ho sentito le zampette dei topi sulla faccia, ho trattenuto il fiato, ho pianto.
    Ho provato il senso di colpa alla notizia della morte di Amjad.
    Ho provato il terrore di fronte allo spettacolo della morte dell'autista.
    Ho pianto al momento della notizia della liberazione, e ho sentito l'abbraccio di Amjad quando si è realizzato che la notizia era vera.
    Ho pianto quando è atterrato a Roma e ha riabbracciato la moglie.
    Ho pianto sulle parole ripetute più volte "E' stato terribile. Terribile. Terribile."

    Ho ringraziato il Mullah Omar per avermi risparmiato.
    E' un libro che va letto. Decisamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Nelle drammatiche pagine del reportage del giornalista di Repubblica un ritratto inedito dei talebani e del loro mondo sospeso tra guerra continua e devozione fanatica

    Voleva soltanto “raccontare una guerra che il mondo sente lontana”. Per questo motivo Daniele Mastrogiacomo, inviato di Repubblica, partì per l’Afghanistan alla fine del febbraio del 2007. Non era la prima volta che si recava in quello che lui definisce “un intero paese punteggiato dalla morte” p ...continua

    Voleva soltanto “raccontare una guerra che il mondo sente lontana”. Per questo motivo Daniele Mastrogiacomo, inviato di Repubblica, partì per l’Afghanistan alla fine del febbraio del 2007. Non era la prima volta che si recava in quello che lui definisce “un intero paese punteggiato dalla morte” per via delle mine antiuomo disseminate a milioni in tutto il territorio, tragico risultato di decenni di guerre che hanno devastato una terra dai paesaggi mozzafiato e ferito nel profondo il popolo afghano. Devastazioni e ferite, come è tristemente noto, continuano tuttora, malgrado la presenza militare delle forze internazionali che non riescono ad avere ragione della resistenza talebana tutt’altro che debole e disorganizzata. E proprio la possibilità di penetrare all’interno di quella resistenza, intervistando un non bene identificato comandante talebano, spinse Mastrogiacomo a far ritorno in Afghanistan, lontano dall’immaginare quale assurda vicenda l’avrebbe visto protagonista.

    Da ciò prende le mosse il suo libro intitolato “I giorni della paura”, pubblicato dalla casa editrice Edizioni e/o. Il lettore vi troverà l’altra parte del rapimento del giornalista, quella vissuta in prima persona da Mastrogiacomo che racconta la sua esperienza di ostaggio con uno stile narrativo capace di trasmettere, attraverso un linguaggio semplice, angoscia, speranza, rassegnazione, rabbia, paura e quant’altro abbia segnato quelle due settimane di prigionia, lunghe e durissime per lui e per i suoi collaboratori; lo accompagnavano, infatti, due giovani afghani: Ajmal Naqshbandi, il suo amico interprete-giornalista che si era attivato per ottenere il colloquio con il capo militare grazie ai suoi contatti tra gli stessi studenti coranici, e Sayed Agha, l’autista che conosceva alla perfezione quei territori.
    Un gruppo di talebani armati di kalašnikov li catturò nella provincia di Helmand, nel profondo sud del Paese, con l’accusa di essere spie. Più tardi apparve chiaro che qualcuno, all’interno della leadership del movimento, aveva “giocato con le nostre vite” e che l’intervista, in realtà, era stata solo una trappola con la quale attirarli. Tutto viene descritto con dovizia di dettagli: dai terribili istanti della cattura ai frequenti e scomodi spostamenti a bordo delle jeep tra deserto e villaggi di fango e paglia, dalle “frustate in nome di Allah” all’improvvisa decapitazione di Sayed, dai ritmi dei giorni, spesso interminabili, scanditi dalle cinque preghiere quotidiane alla rottura a colpi di pietra dei lucchetti delle catene alle caviglie il giorno dell’annunciata liberazione, l’ultimo in cui Daniele vide il suo interprete; quest’ultimo, dopo un finto rilascio, sarà di nuovo catturato e, dopo il tentativo di utilizzarlo ancora come merce di scambio, ucciso con il consueto macabro rituale.

    Il ritratto dei talebani che emerge a poco a poco è assolutamente inedito, qualcosa che ha, come scrive Bernardo Valli nell’introduzione, “una autenticità rara, anzi rarissima”. Tutti molto giovani, i carcerieri “dividono con noi gioie e sofferenze, fame e cibo, sete e acqua. Non ci faranno mai mancare nulla. Si occuperanno di noi con un’attenzione che ci lascerà interdetti e che impareremo a temere, quando scopriremo la violenza di cui sono capaci”. La loro è una vita semplice e strana, fatta di ideali di martirio e sorprendenti partite di calcetto, di gesti delicati verso le armi che trattano come loro compagne e canzoni urlate a squarciagola in cui si racconta non solo di combattimenti, “ma anche di un mondo migliore, più giusto, dove tutti vivono in pace e al sicuro. Senza ladri, fedifraghi, assassini. Ma anche senza donne, progresso, cultura, libri, musica, balli, cinema, televisione. Un mondo ancorato al passato, fermo ai tempi di Maometto”. Durante quei quindici giorni Mastrogiacomo poté conoscere del movimento degli studenti coranici più di quanto avrebbe mai immaginato: “In fondo – come gli disse il mullah Dadullah, comparso poco prima della liberazione – avete ottenuto molto più di un’intervista. Avete visto come viviamo e cosa pensiamo”.

    “I giorni della paura” è un libro che l’autore dedica, come si legge in apertura, a coloro che si adoperarono attivamente per riportarlo a casa e alle novantamila persone che, in tutto il mondo, sottoscrissero l’appello per la sua liberazione. Ma è stato scritto con il pensiero rivolto, in modo particolare e doveroso, ai suoi due collaboratori, Ajmal e Sayed, perché “loro avrebbero voluto che raccontassi al mondo questa nostra incredibile storia. Glielo dovevo. Dopo due anni ho mantenuto questa promessa”.

    (Tutte le citazioni sono state tratte dal libro “I giorni della paura” di Daniele Mastrogiacomo)

    ha scritto il 

  • 5

    Talebani...

    Scritto benissimo, senza concessioni a facili moralismi, piagnistei, melodrammi, sebbene nel racconto-resoconto vi sia tragicità, vita e dolore, direttamente legati alla narrazione di quanto stava accadendo al protagonista, io-narrante.
    Se si ha il tempo si può anche leggere tutto d'un fiat ...continua

    Scritto benissimo, senza concessioni a facili moralismi, piagnistei, melodrammi, sebbene nel racconto-resoconto vi sia tragicità, vita e dolore, direttamente legati alla narrazione di quanto stava accadendo al protagonista, io-narrante.
    Se si ha il tempo si può anche leggere tutto d'un fiato, partecipando al rapimento, alla prigionia e alla liberazione, anch'essa drammatica.
    Vista l'eccezionale esperienza e la capacità di scriverla, si merita un 5 stelle.

    PS
    unico neo: le edizioni e/o hanno scritto a pag.190, a proposito del libro e dell'autore, che questo "è il suo primo romanzo"... Romanzo?!?!? ..si vergognino per un errore del genere..

    ha scritto il 

  • 0

    L'intensissimo reportage di Daniele Mastrogiacomo

    di Vittoria Smaldone


    Un reportage senza filtri. Un racconto crudo, reale, ed inteso ad opera di un reporter che non abdica mai alla sua natura di giornalista. “I giorni della paura”, edizioni E\O, di Daniele Mastrogiacomo, inviato di Repubblica, rapito dai talebani il 5 marzo del 2007, è u ...continua

    di Vittoria Smaldone

    Un reportage senza filtri. Un racconto crudo, reale, ed inteso ad opera di un reporter che non abdica mai alla sua natura di giornalista. “I giorni della paura”, edizioni E\O, di Daniele Mastrogiacomo, inviato di Repubblica, rapito dai talebani il 5 marzo del 2007, è un romanzo verità. Un racconto terrificante, raccapricciante, e coinvolgente.
    Mastrogiacomo catapulta subito il lettore nella scenografia del suo dramma: un territorio impervio, e irto di pericoli.

    “Andare in Afghanistan non è un viaggio, è un’avventura. Ti devi preparare fisicamente e mentalmente, devi...[per continuare a leggere, vai su http://www.fourzine.it/Public/Contents.aspx?ContId=776&Theme=ThemeExtra

    ha scritto il 

  • 4

    Il valore della vita

    Nelle 189 pagina si fa un pò di luce su come il valore e il senso della vita possano avere pesi e significati totalmente diversi in angoli opposti del globo.
    Decisamente un bel libro.

    http://www.internozero.net/?p=2871

    ha scritto il