I kill giants

Di ,

Editore: BAO Publishing

4.3
(353)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8865430079 | Isbn-13: 9788865430071 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Caterina Marietti

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

Ti piace I kill giants?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il mondo si è spaccato in due e solo una bambina straordinariamente fragile e caparbia può impedirgli di spezzarsi definitivamente. Barbara Thorson fa la quinta elementare, ama il fantasy e i giochi di ruolo, non ha molti amici e ha un segreto. È la custode del martello incantato Coveleski, il distruttore di giganti. Barbara dorme in cantina, perché al primo piano di casa sua si nasconde un orrore tanto terrificante che lei non osa salire quelle scale. È una ragazzina con troppa immaginazione, o sa qualcosa che noi ignoriamo? In una storia fatta di personaggi toccanti e veri, Joe Kelly, come solo i narratori di talento cristallino sanno fare, tinge la quotidianità di fantastico, regalando al lettore una lunga storia sospesa tra due mondi e allo stesso tempo sull'orlo di un baratro fatto di disperazione e incertezza nel domani. Disegnato dallo straordinario talento nippo-spagnolo Jm Ken Niimura, I kill giants è una storia che vi trasformerà.
Ordina per
  • 5

    Una combattente che indossa orecchie da coniglio.

    I mostri esistono realmente o sono frutto della nostra immaginazione o della nostra paura?
    Barbara, una bambina di dieci anni, ce lo spiega dettagliatamente perché lei combatte i giganti!!
    Non ha molt ...continua

    I mostri esistono realmente o sono frutto della nostra immaginazione o della nostra paura?
    Barbara, una bambina di dieci anni, ce lo spiega dettagliatamente perché lei combatte i giganti!!
    Non ha molti amici, oggigiorno la additerebbero con l'etichetta "nerd", la chiamano stramba perché racconta a tutti della sua missione ma nessuno le crede finché l'inevitabile bussa alla porta...

    Questa graphic novel è emozionalmente completa. Mi sono rivista molto in Barbara e se avessi avuto anch'io un po' della sua forza, della sua voglia di combattere, mi sarebbe stato davvero d'aiuto. A me o come a chissà altro bambino o adulto.
    Il messaggio finale è molto chiaro e ti rimane attaccato anche dopo aver finito di leggere.
    Graphic novel consigliata a tutti: dai più piccoli ai più grandi.
    Personalmente amo queste graphic novel con dei bambini protagonisti che rivestono, in qualche modo, questo ruolo chiave di salvatore, combattente sia per sé stesso che per l'umanità (vedi come secondo esempio Nimona di Noelle Stevenson, la mia graphic novel preferita).
    Di sicuro I kill giants rientra fra le mie graphic novel preferite!

    ha scritto il 

  • 5

    Dovete leggerlo tutti

    Recensione completa qui:
    http://boomuart.blogspot.it/2015/12/i-kill-giants-recensione.html

    Dovete leggere assolutamente questo graphic novel. Che voi siate dei vecchi bavosi maschi che non riescono a ...continua

    Recensione completa qui:
    http://boomuart.blogspot.it/2015/12/i-kill-giants-recensione.html

    Dovete leggere assolutamente questo graphic novel. Che voi siate dei vecchi bavosi maschi che non riescono a concepire l'esistenza di bambine maschiacce forti, o che siate dei ragazzini emotivi tutti acne e youporn, se avete una coscienza, questo fumetto la troverà, la pesterà e vi farà piangere fortissimo.
    Si tratta di una storia eterna, fantastica e reale al tempo stesso, che saprà ricordarvi cosa significa per voi, adulti, essere diventati grandi e cosa significava, quando eravate piccoli, affrontare quelle grandi cose orribili che vi ha portato la vita. Tutti noi in qualche modo siamo stati e siamo ancora Barbara Thorson, siamo tutti dei Barbari figli di Thor, quando ci incazziamo perché la vita ci vuole costringere a fare i conti con tutto l'orrore dell'universo. La vita ci rende deboli, ci costringe ad affrontare i nostri titani. E tutti, come Barbara, dovremmo farlo con coraggio accettando i nostri limiti e scoprendo quanto è meravigliosa la nostra umanità.

    ha scritto il 

  • 3

    Immagina di poter combattere il dolore. Infilandoti delle orecchie da coniglietto.

    Ho sentito dire a Zerocalcare (Zerocalcare il fumettista, ma specificarlo mi sembra inutilmente esornativo, come dire: Henry James lo scrittore, o Francis Bacon il pittore, o Paolo Bonolis il presenta ...continua

    Ho sentito dire a Zerocalcare (Zerocalcare il fumettista, ma specificarlo mi sembra inutilmente esornativo, come dire: Henry James lo scrittore, o Francis Bacon il pittore, o Paolo Bonolis il presentatore televisivo) grandi cose di “I kill giants” e infatti la copia che ho preso, approfittando del 25% di sconto sul catalogo della Bao Publishing, ha per copertina una cover di Zerocalcare, e io in Feltrinelli quel giorno c’ero entrato per utilizzarla come scorciatoia tra i due piani della stazione e arrivare al negozio d’abbigliamento al piano sotterraneo, dove recuperare un regalo dell’ultimo minuto per D., che con la sua fidanzata sarebbe venuto a cena da noi in serata e proprio la fidanzata di D. aveva detto alla donna che ho sposato: “Porteremo un pensiero per il compleanno di Coda!”, e la donna che mi ha sposato mi ha chiamato per dirmi “Siccome è stato anche il compleanno di lui, pochi giorni dopo il tuo, non farti trovare a mani vuote tu.”

    Ero già passato dal negozio ufficiale del Napoli-Calcio ma le cose più abbordabili erano il kit per farci giocare il gatto e il cappellino (e nel negozio il gestore, scoprendomi italiano, ha tirato un sospiro di sollievo: a quanto pare da lui passano per la maggiore i sudamericani, clandestini o no, per parlare di calcio e dei giocatori del Napoli), e siccome non so se D. abbia un gatto, un cappellino ce l’ha per certo, l’ultima possibilità era prendergli qualcosa in un negozio di intimo. “Di intimo? Vuoi che regali a un uomo un paio di mutande?” avevo contrabbattuto al consiglio della donna che ho sposato, e lei “No, una canottiera andrà benissimo, prendigli qualcosa che metteresti pure tu per andartene a letto”, però a me questo ulteriore chiarimento non è che mi avesse tranquillizzato: le donne potranno anche regalarsi saponi liquidi l’un l’altra senza darsene pensiero, ma un uomo deve fare ogni tipo di attenzione: già il fatto che un uomo faccia un regalo a un uomo senza che sia la sua donna a trarlo d’impaccio intermediando è un atto che farebbe scendere in Piazza San Pietro un milione di fan di Adinolfi.

    Alla fine io ho regalato a D. un albo a colori di Zerocalcare e lui a me una maglietta gialla. Prevedendo la sorte, la mattacchiona, mi ero appunto premunito contro la fregatura comprandomi “I kill giants” e per quanto lo svolgimento sia comune ai graphic novel che vogliono diventare grandi (l’immaginario utilizzato come difesa dalla realtà ben più mostruosa e inaccettabile dell’esistenza dei mali del mondo) il suo tema resta comunque coraggioso e affrontato con freschezza, per di più la qualità del disegno (tranne quando si tratta di darsi botte o di dar martellate a un titano, nel qual caso diventa poco consequenziale) è alto e ispirato [Nota del Commentatore: ‘ispirato’ è l’aggettivo più abusato da coloro che non hanno la minima competenza per descrivere le qualità di uno che per disegnare una faccia non si limita a un cerchietto con due puntini per gli occhi, quindi anche da me, e per essere un tantinello meno schifosamente qualunquista posso aggiungere che mi è talmente piaciuto il tratto e l’ambientazione specie in esterna che sono andato a cercarmelo online, J.M. Ken Niimura, del quale in Italia non mi sembra sia stato pubblicato altro, e ora, per rifarmi, denuncio un refuso: sulla bandella c’è scritto che Joe Kelly, il soggettista, è anche l’autore della probabilmente più bella storia mai scritta su Spiderman, presente nell’albo Adult Comics 775; beh, in quell’albo c’è una storia di Superman, mica di Spiderman, e a me Superman ha sempre fatto simpatia zero, quindi ci sono rimasto male, e sono rimasto con un interrogativo: quale sarà la storia più bella mai scritta per Spiderman e di chi sarà mai?] e il bullismo al femminile che vi è svolto è una oscenità smascherata e rappresentata tanto quanto il dramma di una madre che muore di cancro.

    Come si fa a raccontare la morte di una madre?

    Mentre leggevo “I kill giants” sul divano, nel punto in cui il titano appare dal mare, ho ricevuto la telefonata di mia madre. “Tuo zio è finito”, mi ha detto; è morto mio zio, il papà di quattro miei cugini; non tanto più grande di mio padre, per età, né di mia madre. Io dopo ho finito il fumetto, dicendomi che non c’è mica bisogno sia vero, che siamo più forti di quel che crediamo, che la morte è imbattibile ma che la vita è superiore alla morte lo stesso: basta farne la propria piccola verità più imbattibile della morte.

    L’immaginazione è al di là del vero e del falso: no, non è reale, ma è qualcosa di esistente, e tutto ciò che ha un suo modo di esistere ha impatto sulla realtà. Dobbiamo imparare a padroneggiare la nostra immaginazione. Dobbiamo immaginare giganti che ci accarezzino la guancia. Dobbiamo vivere.

    ha scritto il 

  • 3

    I Kill Giants (2009)

    Mi aspettavo tantissimo, ma non ho trovato quello che mi aspettavo. Al di là dell'elemento fantastico, mi è sembrato tutto un po' inverosimile, soprattutto l'accettazione totale alla fine. Sì, ho pian ...continua

    Mi aspettavo tantissimo, ma non ho trovato quello che mi aspettavo. Al di là dell'elemento fantastico, mi è sembrato tutto un po' inverosimile, soprattutto l'accettazione totale alla fine. Sì, ho pianto, ma con quello che racconta è inevitabile. Mi ha dato l'impressione che gli autori stessero giocando con qualcosa che non capivano del tutto.
    Carina la parte finale sulle interazioni sceneggiatore-disegnatore

    ha scritto il 

  • 5

    e ho capito che la tua morte
    poi non è affatto la mia
    se si riesce ad accettare questo
    - posso accettarlo?
    sono più forte di quello che penso.

    http://cisiamopersimasiamoqui.it/i-kill-giants/ ...continua

    e ho capito che la tua morte
    poi non è affatto la mia
    se si riesce ad accettare questo
    - posso accettarlo?
    sono più forte di quello che penso.

    http://cisiamopersimasiamoqui.it/i-kill-giants/

    ha scritto il 

  • 3

    Bello, ma (per me) sopravvalutato

    Quante storie di dolore e sofferenza "mascherate" da avventure fantastiche o mostri raccapriccianti ho incontrato negli anni: parecchie.
    Non è certo l'originalità a fare di "I KILL GIANTS" un bel libr ...continua

    Quante storie di dolore e sofferenza "mascherate" da avventure fantastiche o mostri raccapriccianti ho incontrato negli anni: parecchie.
    Non è certo l'originalità a fare di "I KILL GIANTS" un bel libro, quanto piuttosto la capacità di trattare il tema con un'ambiguità notevole sempre sul filo del rasoio tra realtà e (forse) fantasia.
    A parte la fantastica protagonista e il "mistero" che fa da "deus ex machina" della storia, ho trovato decisamente stereotipati e scritti maluccio tutti i personaggi di contorno: la madre malata, la sorella che deve fare "la grande", l'amica del cuore, la bulla e le sue scagnozze, l'insegnante "illuminata" sembrano visti mille volte in altri fumetti/film/serie tv.
    Molto belli (ma strani) i disegni.
    Un libro carino e affascinante, ma (per me) NON il capolavoro che molti vogliono farci credere...

    ha scritto il 

  • 4

    A un passo dal capolavoro

    Bella storia, ai confini tra la fantasia e quella realtà che nessuno vede perché ce la portiamo dentro. Lo stile del disegno è originale, il che significa che non può trovare il favore di tutti i lett ...continua

    Bella storia, ai confini tra la fantasia e quella realtà che nessuno vede perché ce la portiamo dentro. Lo stile del disegno è originale, il che significa che non può trovare il favore di tutti i lettori, ma è efficace. Si fa confusionario per lasciare che sia la fantasia del lettore a interpretare le mostruosità anziché disegnarle in ogni particolare, e questo lo apprezzo.
    Nella trama si riservano sorprese e a ogni pagina viene voglia di procedere oltre, senza restare delusi. Il procedere della storia, i personaggi, il finale non scontato e il creare aspettative al lettore per poi soddisfarle sono degne di una narrazione come poche. La protagonista è una bambina asociale e questo sembra il cliché di un prodotto per lettori adolescenti, invece ho trovato questo fumetto molto adulto.
    Un ottimo fumetto.

    ha scritto il