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I lavoratori del mare

By Victor Hugo

(6)

| Paperback

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Book Description

19 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    Hugo ha scritto in tutto nove romanzi; di questi, due sono opere giovanili (Bug-Jargal e Han, ultimate entro i vent'anni) e due scritti brevi (Il condannato e Claude Gueux insieme non superano le 150 pagine: praticamente d ...(continue)

    Hugo ha scritto in tutto nove romanzi; di questi, due sono opere giovanili (Bug-Jargal e Han, ultimate entro i vent'anni) e due scritti brevi (Il condannato e Claude Gueux insieme non superano le 150 pagine: praticamente dei racconti lunghi). In tutto, quindi, Hugo ha scritto cinque grandi romanzi. Sono pochi? Dipende: Balzac ne ha ultimati oltre cento, Manzoni solo uno...
    A conti fatti, quel che conta è che Hugo sia nell'empireo dei più grandi prosatori dell'umanità, e I lavoratori del mare è una delle sue opere più potenti, intense e struggenti.

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    Stanis LaRochelle said on May 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    letto da bambina , come tutto quello che si trovava in casa

    indimenticabile la lotta con la piovra : era anche nella copertina

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    lunatica said on Dec 15, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Credo che sia il più bel romanzo che abbia mai letto in 28 anni di vita.

    sensazionale storia per raccontare il genere umano intero....

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    Ggala said on Sep 17, 2013 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    In questo romanzo si parla del mare e delle sue creature, di superficie e di profondità; tra queste Gilliat, il silenzioso, il forte, il generoso, l'incredibile. E proprio l'incredibile troviamo al centro della storia: un uomo che con le sue sole ris ...(continue)

    In questo romanzo si parla del mare e delle sue creature, di superficie e di profondità; tra queste Gilliat, il silenzioso, il forte, il generoso, l'incredibile. E proprio l'incredibile troviamo al centro della storia: un uomo che con le sue sole risorse fatte di mestiere, mente e tigna riesce a perseguire lo scopo, avendo contro letteralmente tutto, in uno scenario a dir poco spaventoso, in condizioni così ostili che nel paragone l'Inferno di Dante ne esce come un comodo resort a cinque stelle. Insomma, senza scendere nei dettagli e rovinare la lettura, se la raccontassi io questa storia non sarebbe affatto credibile. Ma non la racconto io, ci pensa Hugo, con la sua solita magnifica prolissità, le pedanti discese nel dettaglio, le pignole divagazioni che affatto divagano ma completano e consolidano ogni quadro espositivo rendendolo veritiero, perfetto, luminoso e sempre ispiratore.
    Questo è il romanzo del mare. Lo consiglio a tutti, in particolare a chi si piange addosso.

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    Hari Seldon said on Aug 1, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    un libro difficilissimo da recensire. ho fatto fatica all'inizio, eppure poi capisci che quelle infinite descrizioni erano indispensabili e che non sarebbe stata la stessa cosa senza quelle pagine. probabilmente qualcosa di simile ad un esercizio di ...(continue)

    un libro difficilissimo da recensire. ho fatto fatica all'inizio, eppure poi capisci che quelle infinite descrizioni erano indispensabili e che non sarebbe stata la stessa cosa senza quelle pagine. probabilmente qualcosa di simile ad un esercizio di stile per hugo, un libro straordinario inteso nel senso pieno della parola: completamente fuori dall'ordinario.

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    skyene said on Feb 2, 2013 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Mi ha spiazzato.
    L’inizio è stato brutto. Poi si è risollevato, mi ha piacevolmente sorpreso, si è consolidata una certezza sulla storia, e alla fine te la fa vacillare sotto i piedi.
    Intanto, è estremamente descrittivo. Ciò si traduce, specie nella ...(continue)

    Mi ha spiazzato.
    L’inizio è stato brutto. Poi si è risollevato, mi ha piacevolmente sorpreso, si è consolidata una certezza sulla storia, e alla fine te la fa vacillare sotto i piedi.
    Intanto, è estremamente descrittivo. Ciò si traduce, specie nella prima parte, nella minuta descrizione di qualunque cosa, perfino il prato ha la sua pagina e mezza buona; effetto appesantito dal saggio che incomprensibilmente ha scritto e che ha insistito a allegare al romanzo.
    Finite le presentazioni, descrive le forze della natura, l’animo, ed è qui che diventa bello, al tempo stesso si consolida la sensazione di trovarsi di fronte a una storia inesorabilmente ottocentesca.
    C’è il mito della natura, dell’amore, della morale, della macchina, dell’industria, dell’uomo: l’uomo che, con l’amore, con la sua capacità di industriarsi per trovare una soluzione ai suoi problemi, costruendo macchine, con la virtù, può sollevarsi dalla miseria sulla massa e diventare un gigante.
    Alla fine, il crollo, il suicidio romantico, la morte dell’Ottocento: l’eroe della vicenda, il protagonista della sua storia e plasmatore del suo destino, si suicida alla caduta del suo ideale, muore guardando una nave allontanarsi e svanire all’orizzonte, la nave su cui sta il suo amore perduto, il suo sogno non realizzato, il fine verso cui si era teso e che non può raggiungere, nella lugubre accettazione di un altro compimento, di un altro futuro: Deruchette, ideale-fanciulla di bellezza e di sogno, si stacca da terra, dai voleri del vecchio padre e dallo sguardo del suo innamorato Gilliat, verso un altro destino, mentre l’oceano immenso copre lentamente l’agonia, fisica e spirituale, dell’illuso Gilliat.

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    Ludovica said on Jan 5, 2013 | 4 feedbacks

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