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I libri degli altri

Lettere 1947-1981

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.0
(45)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 658 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8806124056 | Isbn-13: 9788806124052 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Giovanni Tesio ; Prefazione: Carlo Fruttero

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Sono uno che lavora (oltre che ai propri libri) a far sì che la cultura del suo tempo abbia un volto piuttosto che un altro.

    Scoprire il Calvino editor, oltre allo scrittore, attraverso queste lettere, mi hanno dato modo di immaginarmelo "umano" non solamente quel grande autore e maestro che si scopre leggendo i suoi libri.
    Attraverso i suoi consigli a giovani esordienti, la sua cultura smisurata e la passione sm ...continua

    Scoprire il Calvino editor, oltre allo scrittore, attraverso queste lettere, mi hanno dato modo di immaginarmelo "umano" non solamente quel grande autore e maestro che si scopre leggendo i suoi libri.
    Attraverso i suoi consigli a giovani esordienti, la sua cultura smisurata e la passione smisurata con la quale trattava ogni manoscritto, si scopre una persona speciale ed un mondo editoriale, dietro la porta, tutt'altro che oscuro e rigido.
    Dovrebbero leggerlo tutte le persone che amano l'industria editoriale, o meglio quello che era prima dell'arrivo dei best-seller dell'ultimo minuto.

    ha scritto il 

  • 1

    Sono state selezionate circa 380 lettere sulle oltre 5.000 conservate presso l'archivio Einaudi. Trattandosi di un volume di taglio visibilmente encomiastico non è illogico presumere siano state scelte quelle che facevano fare all'estensore la miglior figura. Viene da chiedersi cosa saranno le al ...continua

    Sono state selezionate circa 380 lettere sulle oltre 5.000 conservate presso l'archivio Einaudi. Trattandosi di un volume di taglio visibilmente encomiastico non è illogico presumere siano state scelte quelle che facevano fare all'estensore la miglior figura. Viene da chiedersi cosa saranno le altre...
    Potrebbe fungere utilmente da prontuario dei difetti del mondo editoriale italiano, dal momento che qui ci sono già tutti: il conformismo, il galateo della sprezzatura ironica, la piaggeria appena dissimulata con chi conta e può, il gusto della combriccola vendicativa...
    Ce n'è una pazzesca a Citati su "Primavera di bellezza": Fenoglio ha fatto lo sgarbo a Einaudi pubblicandolo con Garzanti e Calvino scrive: lo avete bruciato con un'operetta che vale poco e che non dovevate spingere così tanto...
    Un'altra a a un giovanissimo Luca Canali, che ha mandato un saggio di traduzione di Lucrezio e chiede: Se piace e mi fate un contratto, faccio tutto il "De Rerum Natura".
    Calvino gli risponde col tono di chi parla a un povero sbarbatello dicendo più o meno: «Contratto? Ma che contratto! Quante pretese, voi ragazzini. Lucrezio, lei me lo insegna, è un lusso a cui dedicarsi nell'otium litteratum, non un mestiere. E poi le traduzioni sono un rischio. Ogni volta corriamo il pericolo che i filologi ci snobbino. E sa di chi è la colpa? Di voi filologi giovani che non fate critica militante, non siete capaci di far gruppo, di farvi valere. Lei lavori, Canali, lavori che poi vedrà che probabilmente il Lucrezio di Einaudi sarà suo e forse - presto o tardi - il contratto arriverà». Insomma il povero Canali, che è diventato in breve il miglior traduttore italiano dal latino prima viene irriso perché chiede un contratto (dalla stessa persona che esorta seccato Garzanti a mandargli i libri gratis, menzionando quelli che gli è toccato comprare), poi si sente anche dire che se si trova in una posizione così debole da vedersi respinta la richiesta la colpa è sua e dei suoi colleghi giovani che non fanno abbastanza "gruppo" per guadagnare influenza negli ambienti che contano.
    Per non parlare di frasi come quella che definisce "precursori" coloro che fanno ciò che altri in futuro faranno comunque meglio di loro, dicendo una falsità (chi ha "superato" Cervantes, Melville, Dostoevskij?) ed esaltando solo l'aspetto iterativo ed epigonale di quell'immensa forza umana che si chiama letteratura...
    Lettura estremamente istruttiva.

    ha scritto il 

  • 5

    Lettere di Calvino a grandi e piccoli nomi della letteraura italiana. Un corso di scrittura, una dichiarazione di poetica, un percorso nelle scelte di un grande editor-redattore in una casa editrice che ha segnato la cultura del nostro Paese.
    Per scoprire il mondo sommerso sotto le pagine d ...continua

    Lettere di Calvino a grandi e piccoli nomi della letteraura italiana. Un corso di scrittura, una dichiarazione di poetica, un percorso nelle scelte di un grande editor-redattore in una casa editrice che ha segnato la cultura del nostro Paese.
    Per scoprire il mondo sommerso sotto le pagine di un libro.

    ha scritto il 

  • 4

    I libri degli altri: i più importanti anche per chi ne scrive di propri.
    Quante altre letture sono in grado di offrire una lezione incoraggiante quanto questa di Calvino?
    Lettura obbligatoria per la scuola ideale.

    ha scritto il 

  • 0

    Molto interessante questo epistolario professionale di Calvino, con le lettere ad Andrea De Carlo, i consigli, i garbati rifiuti ecc.E' un esempio di come scegliendo tra gli inediti anche le "liste della spesa" possano essere utili.

    ha scritto il 

  • 5

    Ignorante!

    Ecco, questo è uno di quei libri che non vorrei mai aver aperto. O forse sì. Il Maestro scrive, scrive, scrive. Scrive lettere agli scrittori: Vittorini, Chiusano, Sciascia, Ginzburg, Citati, Arpino, Fenoglio. Parla di una letteratura che io, bestia che sono, ignoro per la gran parte. E mi sento, ...continua

    Ecco, questo è uno di quei libri che non vorrei mai aver aperto. O forse sì. Il Maestro scrive, scrive, scrive. Scrive lettere agli scrittori: Vittorini, Chiusano, Sciascia, Ginzburg, Citati, Arpino, Fenoglio. Parla di una letteratura che io, bestia che sono, ignoro per la gran parte. E mi sento, appunto, ignorante. Ma Calvino mi ci fa sentire senza inondarmi di spocchia (quella di Eco, tanto per non fare nomi). Il dono dei grandi.

    ha scritto il