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I luoghi e la polvere

Sulla bellezza dell'imperfezione

Di

Editore: Bompiani

3.6
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845264114 | Isbn-13: 9788845264115 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Art, Architecture & Photography , Non-fiction , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Polvere, tempo e memoria

    Il ritmo è pacato. Sobrio. Cadenzato con discrezione in una melodia che non invade, ma entra nel silenzio senza scomporlo.
    La frase si dispiega armonica, come l’onda di un mare calmo che accarezza la battigia senza rumore.
    Nel testo "I luoghi e la polvere", di Roberto Peregalli, troviamo malincon ...continua

    Il ritmo è pacato. Sobrio. Cadenzato con discrezione in una melodia che non invade, ma entra nel silenzio senza scomporlo. La frase si dispiega armonica, come l’onda di un mare calmo che accarezza la battigia senza rumore. Nel testo "I luoghi e la polvere", di Roberto Peregalli, troviamo malinconia, nostalgia, rammarico per un mondo in via di estinzione. La polvere del tempo è antagonista, in questo saggio singolare, un po’ poesia e un po’ romanzo, di un "mostro" che, nel corso dell’analisi, rivela il suo aspetto tentacolare. Personaggi votati alla sconfitta sono la luce, l’ombra, le forme antiche e vecchie, i muri sgretolati, le case abbandonate, e tutto ciò che miracolosamente si sottrae alla furia odierna dell’omologazione e affiora, ancora per poco, dalla diffusa indifferenza come un iceberg in acque tiepide, destinato a liquefarsi presto. L’universo dei mezzi toni, del chiaroscuro, dell’uso sentimentale della forma è in agonia, sopraffatto dalla pianificazione razionale di ogni intervento architettonico mirante a ribadire la supremazia dell’homo technologicus che tutto plasma, controlla e appiattisce nell’uniformità globalizzata, rompendo ogni rapporto con il passato, perché ne misconosce o ignora la storia. Così l’uomo, architetto cinico o miope della propria sorte, travolto dalla smania di competizione, in un’orgia irrefrenabile di esibizionismo, potere e denaro, elabora, progetta e dissemina per il globo ciò che è più scioccante, mirabile, strabiliante, a prescindere dai luoghi e dalle esigenze. Sventra, demolisce, mortifica. Poi edifica; ma non abita più il mondo, lo deforma. Non dialoga con il tempo, lo cancella. E perde anche la propria anima.

    ha scritto il 

  • 0

    Un saggio (sostantivo) sul tempo che passa, sulla nostalgia, sulla polvere che si deposita e racconta la storia delle cose, dei luoghi. A volte un po' ripetitivo, ma esageratamente saggio (aggettivo) e lucido.

    ha scritto il 

  • 5

    In una parola: bellissimo. Per niente scontato. Riflessioni profonde, scritte in modo scorrevole...ti fanno riflettere, senza essere pesanti. E ne condivido la maggior parte pur essendo laureanda in architettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Piccolo capolavoro. Saggio dalle caratteristiche atipiche perchè parla di tutto ciò che è marginale e superfluo. L'architettura vista attraverso i piccoli particolari talvolta insignificanti, che l'autore riesce magistralmente a rendere protagonisti assoluti.
    Libro per nostalgici scritto da uno c ...continua

    Piccolo capolavoro. Saggio dalle caratteristiche atipiche perchè parla di tutto ciò che è marginale e superfluo. L'architettura vista attraverso i piccoli particolari talvolta insignificanti, che l'autore riesce magistralmente a rendere protagonisti assoluti. Libro per nostalgici scritto da uno che della nostalgia ha fatto il leimotiv della proprio esistenza. Da leggere assolutamente per imparare a guardare il piccolo che ci circonda, e per nutrire la parte più profondo di noi stessi. Sicuramente da rileggere prossimamente.

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro che aiuta a percepire il nascosto, a godere dei segni anche violenti del tempo, ad assaporare la vita che vibra nell'imperfezione, in contrasto con l'ottusa insignificanza del nuovo, liscio e perfetto. Ricorda un po' il Libro d'Ombra di Tanizaki, o La Cerimonia del Te di Okakura.
    Ma qui ...continua

    Un libro che aiuta a percepire il nascosto, a godere dei segni anche violenti del tempo, ad assaporare la vita che vibra nell'imperfezione, in contrasto con l'ottusa insignificanza del nuovo, liscio e perfetto. Ricorda un po' il Libro d'Ombra di Tanizaki, o La Cerimonia del Te di Okakura. Ma qui rimane anche la sensazione di un giocare con le parole quasi autocompiaciuto e barocco, oltre che senza presa sulla realta'. E se un architetto parla di architettura mi piacerebbe leggere, oltre che una molto condivisibile critica al mondo contemporaneo e un molto condivisibile apprezzamento di certi valori, anche una proposta concreta che proprio su quei valori si fondi.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto questo libro, dopo averlo visto presentasto in Tv da "Che tempo che fa" l'anno scorso.
    Mi aveva affascinato il modo "elegante" dell'autore come aveva spiegato l'importanza della polvere posata sugli oggetti.


    E' scritto con la stessa eleganza, pur nella sua semplicità, con stile e ...continua

    Ho letto questo libro, dopo averlo visto presentasto in Tv da "Che tempo che fa" l'anno scorso. Mi aveva affascinato il modo "elegante" dell'autore come aveva spiegato l'importanza della polvere posata sugli oggetti.

    E' scritto con la stessa eleganza, pur nella sua semplicità, con stile e pacatezza sa "gridare sommessamente" lo scandalo , ormai glibalizzato del ns. modo di vivere, dove tutto deve essere bello nuovo, fresco e senza differenze di stile e gusto.

    E' un saggio che "inneggia, invoca, implora "rispetto" per lo spazio che occupiamo e in cui viviamo. - Rispettare "il tempo delle cose" . Una vecchia casa può comunicare con la sua testimonianza, la sua vetustà, può trasmettere curiosità. - Ristrutturare ad ogni costo ed in modo improprio, è comer imbelletare, vestire una anziana signora con la moda delle sue nipotine con il pretesto di farla ringiovanire. - Fermiamoci con cementificazioni selvagge, la terra non va ricoperta di corazze, la campagna non va tagliata, sezionata con strade, autostrade cme ferite da bisturi impazziti, nè va addobbata da ponti sempre più lunghi, grattacieli sempre più alti e più strampallati. Di tutto, di più ma nel cattivo gusto!

    Siamo tutti testimoni e nel contempo responsabili di questo scempio!

    Non ho dato la quinta stellina perchè, pur condividendo in pieno tutto ciò che ha analizzato, è stato noioso e ripetitivo in alcuni punti, nel ribadire le sue vedute e soprattutto non ha saputo offrire nuovi spunti positivi in riguardo.

    ha scritto il 

  • 4

    La bellezza nel momento in cui la si percepisce, inizia a sgretolarsi

    "La mania, invalsa oggi, di riportare il luogo alla sua origine è una hybris che fa parte del pensiero di onnipotenza insito nella tecnologia moderna. Pensare che il tempo si possa cancellare, che, invece di essere pregio per i luoghi e delle persone , sia un incomodo capitato per caso e ...continua

    "La mania, invalsa oggi, di riportare il luogo alla sua origine è una hybris che fa parte del pensiero di onnipotenza insito nella tecnologia moderna. Pensare che il tempo si possa cancellare, che, invece di essere pregio per i luoghi e delle persone , sia un incomodo capitato per caso e che si può eliminare". Pagine intrise di una piacevole nostalgia, per il luoghi, le cose, le persone; pagine che ci ci rimettono "in fase", con la memoria, con il tempo che passa, per farci capire meglio quello presente e apprezzare quello che verrà.

    ha scritto il 

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