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I luoghi e la polvere

Sulla bellezza dell'imperfezione

By Roberto Peregalli

(125)

| Others | 9788845264115

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Book Description

26 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un po' pretenzioso.
    Molte affermazioni, alcune condivisibili altre meno; quasi nessuna dimostrabile.

    Belle foto.

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    Ghân-buri-Ghân said on Apr 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Di questo libro andrebbe letto un solo capitolo, a caso. Sarebbe un capolavoro. Peccato che nell'insieme ogni sezione si traduca in "si stava meglio quando si stava peggio". La litania del latte alle ginocchia.

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    Ermenegildo Guvarsch said on Mar 15, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Polvere, tempo e memoria

    Il ritmo è pacato. Sobrio. Cadenzato con discrezione in una melodia che non invade, ma entra nel silenzio senza scomporlo.
    La frase si dispiega armonica, come l’onda di un mare calmo che accarezza la battigia senza rumore.
    Nel testo "I luoghi e la po ...(continue)

    Il ritmo è pacato. Sobrio. Cadenzato con discrezione in una melodia che non invade, ma entra nel silenzio senza scomporlo.
    La frase si dispiega armonica, come l’onda di un mare calmo che accarezza la battigia senza rumore.
    Nel testo "I luoghi e la polvere", di Roberto Peregalli, troviamo malinconia, nostalgia, rammarico per un mondo in via di estinzione.
    La polvere del tempo è antagonista, in questo saggio singolare, un po’ poesia e un po’ romanzo, di un "mostro" che, nel corso dell’analisi, rivela il suo aspetto tentacolare.
    Personaggi votati alla sconfitta sono la luce, l’ombra, le forme antiche e vecchie, i muri sgretolati, le case abbandonate, e tutto ciò che miracolosamente si sottrae alla furia odierna dell’omologazione e affiora, ancora per poco, dalla diffusa indifferenza come un iceberg in acque tiepide, destinato a liquefarsi presto.
    L’universo dei mezzi toni, del chiaroscuro, dell’uso sentimentale della forma è in agonia, sopraffatto dalla pianificazione razionale di ogni intervento architettonico mirante a ribadire la supremazia dell’homo technologicus che tutto plasma, controlla e appiattisce nell’uniformità globalizzata, rompendo ogni rapporto con il passato, perché ne misconosce o ignora la storia. Così l’uomo, architetto cinico o miope della propria sorte, travolto dalla smania di competizione, in un’orgia irrefrenabile di esibizionismo, potere e denaro, elabora, progetta e dissemina per il globo ciò che è più scioccante, mirabile, strabiliante, a prescindere dai luoghi e dalle esigenze.
    Sventra, demolisce, mortifica. Poi edifica; ma non abita più il mondo, lo deforma. Non dialoga con il tempo, lo cancella. E perde anche la propria anima.

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    Alba said on May 21, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un saggio (sostantivo) sul tempo che passa, sulla nostalgia, sulla polvere che si deposita e racconta la storia delle cose, dei luoghi.
    A volte un po' ripetitivo, ma esageratamente saggio (aggettivo) e lucido.

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    ziacassie said on Feb 1, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In una parola: bellissimo. Per niente scontato. Riflessioni profonde, scritte in modo scorrevole...ti fanno riflettere, senza essere pesanti. E ne condivido la maggior parte pur essendo laureanda in architettura.

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    White Duchess said on Sep 13, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (125)
    • 5 stars
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    • 2 stars
  • Others 153 Pages
  • ISBN-10: 8845264114
  • ISBN-13: 9788845264115
  • Publisher: Bompiani
  • Publish date: 2010-01-01
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