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I luoghi più lontani

Di

Editore: Guanda

3.6
(42)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8860884314 | Isbn-13: 9788860884312 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cristina Falcinella , Lisa Raspanti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Una donna ricorda la sua giovinezza nel gelo di un villaggio battuto dal vento all’estremità settentrionale della Danimarca, dove d’inverno il mare si copre di una lastra di ghiaccio e la gente di città sbarca solo per raggiungere le terme qualche chilometro più in là, e dove insieme a suo fratello Jesper sogna di partire per terre lontane, lei per la Siberia, lui per il Marocco.
Jesper è più grande di qualche anno, è bello e solare, ribelle e protettivo. Studia da rivoluzionario nella sua capanna sulla spiaggia; la ragazza lo segue, lo osserva, lo aspetta. I due fratelli sfidano l’atmosfera opprimente della famiglia, il padre, falegname indebitato, affettuoso ma chiuso e severo, la madre devota che passa le giornate a intonare inni religiosi al pianoforte e di sera racconta compiaciuta storie di morti annegati, il nonno rabbioso, alcolizzato e suicida.
Saranno la guerra e l’invasione nazista a separarli, a spingerli lontano da quel paese, lei a scoprire un’esistenza dura ma finalmente libera, lui a inseguire il suo sogno esotico in Nordafrica.
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  • 4

    gli autori nordici sono quasi sempre molto cupi; qui sia per il gelido paesaggio sia per i personaggi. Ben a fuoco il tema centrale, un rapporto intensissimo tra fratello e sorella. Sotto la scorza dura, frammenti poetici e teneri.

    ha scritto il 

  • 3

    in una famiglia opprimente due fratelli sognano il futuro.
    Con un padre affettuoso ma chiuso e severo ed una madre devota e bigotta, la ragazzina sogna la Siberia e il ragazzo di diventare rivoluzionario in Marocco.
    Molto riassuntivo, concentratissimo queste due righe solo per ricorda ...continua

    in una famiglia opprimente due fratelli sognano il futuro.
    Con un padre affettuoso ma chiuso e severo ed una madre devota e bigotta, la ragazzina sogna la Siberia e il ragazzo di diventare rivoluzionario in Marocco.
    Molto riassuntivo, concentratissimo queste due righe solo per ricordarmi dove collocarlo questo libro che non mi ha catturata. Primo perchè mi innervosisce leggere dopo quello che viene prima e poi ......... segue un filo che non mi ha catturata.

    ha scritto il 

  • 4

    Una ragazza senza nome in un fiordo danese molto a nord, un ambiente chiuso, prima della seconda guerra mondiale, i nazisti visti da vicino, un fratello grande complice, una madre immersa nei salmi e rivolta solo a Dio, occasioni perdute, speranze, rimpianti e il sogno di andare in Siberia.

    ha scritto il 

  • 4

    Il ricordo è un vento freddo, incessante, che in estate increspa un mare colore del piombo e che di inverno spazza una distesa di ghiaccia.
    Il ricordo è un lembo di terra sigillato nel silenzio, nella rarefazione degli affetti, nella sensazione che la vita è tutta qui, che non ci sia una se ...continua

    Il ricordo è un vento freddo, incessante, che in estate increspa un mare colore del piombo e che di inverno spazza una distesa di ghiaccia.
    Il ricordo è un lembo di terra sigillato nel silenzio, nella rarefazione degli affetti, nella sensazione che la vita è tutta qui, che non ci sia una seconda chance, una possibilità di fuga.

    Però il ricordo sa essere anche sogno, intuizione di libertà, crampo di nostalgia.

    E' un libro singolare, I luoghi più lontani di Per Petterson, norvegese che ambienta questa sua storia nell'estremità più settentrionale della Danimarca. Singolare soprattutto per le emozioni che ti fa scorrere dentro. Libro ruvido come carta vetrata, accogliente come il tepore di un camino.

    Forse le stesse sensazioni che possono procurare certe terre settentrionali, dove la sottrazione delle cose e delle persone sa conquistare con ciò che è davvero essenziale.

    Una donna spinge il suo ricordo fino all'adolescenza, in questo Nord che è vero Nord, senza tanti fronzoli, gelo, alcol, inni religiosi, solitudine. Lei, una ragazzina. E lui, il fratello, di qualche anno più grande, come un fiore nel deserto, con il suo carattere solare e ribelle.

    Quanti sogni, nelle giornate dei due ragazzi, quante parole condivise e gelosamente serbate. Quanti luoghi che sono altri luoghi, mondi interi coltivati da questa lingua di terra.

    Luoghi come sogni, in effetti, o sogni come luoghi. L'altrove di altre possibilità. Lei la Siberia, lui il Marocco. I luoghi più lontani, e allo stesso più vicini, perché non è mai una questione di geografia.

    Poi la guerra, l'invasione nazista, la separazione, il cammino di una liberazione che non è solo liberazione da un nemico... e il ricordo che forse non è più quel vento freddo, che forse ora è il camino che riscalda.

    ha scritto il 

  • 0

    Una capanna sulla spiaggia nel nord della Danimarca, la fotografia di lei con suo fratello e una fotografia di Lenin. L'affetto fra fratelli ma due sogni diversi: il Marocco e la Siberia. Due strade che si dividono durante l'occupazione nazista. Libro dolce e malinconico.


    https://sites ...continua

    Una capanna sulla spiaggia nel nord della Danimarca, la fotografia di lei con suo fratello e una fotografia di Lenin. L'affetto fra fratelli ma due sogni diversi: il Marocco e la Siberia. Due strade che si dividono durante l'occupazione nazista. Libro dolce e malinconico.

    https://sites.google.com/site/pierfrancoravotto/8-blog/letture

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo secondo di Petterson, dopo il fortunato Fuori a rubar cavalli, presenta carattere affatto differente pur proseguendo nell’opera di scandaglio della infanzia ed adolescenza che sembra premere dall’interno dello scrittore norvegese. La differenza è nella ristretta palette di colori, laddov ...continua

    Romanzo secondo di Petterson, dopo il fortunato Fuori a rubar cavalli, presenta carattere affatto differente pur proseguendo nell’opera di scandaglio della infanzia ed adolescenza che sembra premere dall’interno dello scrittore norvegese. La differenza è nella ristretta palette di colori, laddove le tonalità spente e la scala dei grigi sembrano dominare rispetto al primo romanzo; una differenza che sta anche nella prospettiva ancora più intima e rinchiusa di questa storia, di questo affetto fraterno che è insieme promessa e roccaforte di fronte ad eventi familiari e storici di deriva. Libro secondo che rischia di pagare lo scotto di seguire un primo splendido racconto di adolescenza e conoscenza del padre, un percorso di crescita ed un passaggio di testimone a cavallo tra Norvegia e Svezia. La dimensione di questo I luoghi più lontani, a dispetto della centrale narrazione danese, coinvolge Oslo ed altri luoghi, fino al Marocco ed ai sogni infantili di Siberia ma è nella realtà ossessivamente e claustrofobicamente rinchiuso nella profonda solitudine della protagonista.
    La narrazione anche in questo romanzo è affidata alla prima persona, una scelta che potenzia il carico emotivo della raccontare e che qui grava attraverso una scrittura scabra e volutamente mediata dalla brevità dei periodi sulla oppressiva mancanza di spiragli.
    L’io narrante è profondamente bello, contrastato, scolpito; non è frequente poter leggere dalla penna di un uomo adulto un lavoro di introspezione così particolare dell’intimo sentire di una ragazza adolescente. Ed il suo ricordare, tirar le fila, abbraccia la famiglia, il padre falegname, ribelle frustrato dalla durezza dei suoi genitori; la madre, tetro monumento anaffettivo alla fede deconnessa dalla umana comprensione, prigioniera di una religiosità che le si chiude attorno. Una compagna di giochi che semplicemente dispare, fantasmi di antichi commercianti; vicoli vuoti e ventosi...Il fratello, Jasper, lui solo è invece il pilastro, il compagno di giochi e di fantasie. Solo Jasper sa accendere il brio del sogno, ha il dono della follia e del coraggio indomito; detiene il desiderio di fuggire in veste di infinito viaggiare. E se la meridionale passione per i colori e le terre del nordafrica avrà una realizzazione per Jasper, le transiberiane avventure della sorella si concretizzeranno nel gelo e nel freddo che la solitudine e la deprivazione lasciano.
    La costa baltica danese che scende da Skagen a Frederikshavn, a Saeby e verso Aarhus è raccontata per rimanere, nella mia mente, per ritrovarsi nelle immagini personali dell’anno passato. Certo con altre luci, con altri climi e tempi, laddove il ghiaccio e le nebbie addensano il racconto, avvolgono come un sudario le speranze della giovane.
    E gli eventi prebellici si fondono a quelli dolorosi della occupazione tedesca, alla fuga, verso un dopo che rimane sospeso, come se il tempo, separati i fratelli, non avesse più senso alcuno se non in un possibile ricongiungimento.
    Volutamente non racconto i dettagli che, in un romanzo come questo, toglierebbero lo stimolo. E’ un libro molto bello che lascia dentro molta tristezza ma che è tassello di quello che, forse, Petterson sta indagando in se stesso o che gli preme di investigare.
    A chi abbia nel cuore il vento impetuoso di Danimarca affido questo cupo ma splendido viaggio interiore.

    IMPORTANTE RETTIFICA: Come giustamente persona attenta mi faceva notare, il libro non è del 2011 bensì del 1996. Questo comporta alcune considerazioni: in primo luogo che bisognerebbe non fare le cose di fretta ma usare il cervello, quindi leggere la riga giusta. La seconda considerazione comporta la conseguenza: dato un presupposto cronologico (sbagliato) si fanno inferenze curiose circa la oggettiva difficoltà di ripetere la fortuna del presunto precedente romanzo; la terza considerazione, correttiva, è che rimesse le cose nell'ordine reale l'autore abbia invece avuto il merito col secondo reale romanzo di affinare la sua arte e meglio definire gli ambienti ed i caratteri, dando maggior respiro e meno tenebra ai personaggi.
    Comunque la si giri, ecco che preferisco questa noiosa rettifica a correggere il mio sbaglio come se non fosse mai avvenuto: un monito "luterano" alla mia propria dabbenaggine.
    Scuse agli amici cui ho rifilato considerazioni campate per aria.

    ha scritto il 

  • 0

    Skagen, estate 1943

    Più a nord del mio solito immaginario, mi ritrovo nella capanna sulla spiaggia di Jesper e di sua sorella, lì al riparo dal vento c'è il poster di Lenin che li guarda, entrambi sognano la fuga, lui verso il Marocco, lei verso la Siberia poi arriva la guerra ma questa è un altra storia...


    u ...continua

    Più a nord del mio solito immaginario, mi ritrovo nella capanna sulla spiaggia di Jesper e di sua sorella, lì al riparo dal vento c'è il poster di Lenin che li guarda, entrambi sognano la fuga, lui verso il Marocco, lei verso la Siberia poi arriva la guerra ma questa è un altra storia...

    una piacevole sterzata!

    ha scritto il 

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