Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

I lupi del Calla

La Torre Nera, Vol. 5

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.2
(2374)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 648 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Portoghese , Olandese , Svedese , Russo , Polacco , Greco , Ceco

Isbn-10: 8882747956 | Isbn-13: 9788882747954 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tullio Dobner ; Illustratore o Matitista: Bernie Wrightson

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

Ti piace I lupi del Calla?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Rumore di passi sul Sentiero del Vettore. Roland, l'ultimo cavaliere di un mondo che è "andato avanti", e il suo bizzarro seguito - il giovane Jake, Eddie e sua moglie Susannah - cercano di raggiungere la Torre per arrestare il disfacimento della realtà e il suo annullamento nel caos. Ma attraversando le foreste del Calla, una regione del Medio-Mondo, si imbattono nella tragedia di una piccola comunità rurale sfinita dalle incursioni di un nemico ignoto e spaventoso. Non sono infatti predoni comuni quelli che scendono dalle alture circostanti, ma creature dal muso di lupo che assaltano le case con armi invincibili seminando morte e distruzione. E portandosi via i bambini, ai quali, prima di restituirli, fanno qualcosa di orribile.
Ordina per
  • 5

    L’ECCLETTISMO DEL RE

    LETTO IN EBOOK _____________

    Credo che ben pochi autori sarebbero in grado di mescolare fantascienza, western, romanzo gotico, ucronia e fantasy. Ci vuole una grande penna per fare questo, un ...continua

    LETTO IN EBOOK _____________

    Credo che ben pochi autori sarebbero in grado di mescolare fantascienza, western, romanzo gotico, ucronia e fantasy. Ci vuole una grande penna per fare questo, un “re” della tastiera. Probabilmente ci vuole uno che si chiami King, Stephen King. Quello che ha fatto nel romanzo fiume che potremmo chiamare “La Torre Nera” e che riunisce ben otto lunghi romanzi di grande ecclettismo e poliedricità. C’è ancora qualcuno che, quando gli dico che sto molto apprezzando questo autore, storce il naso e risponde che non ama l’horror. Certo King è quello di “Carrie” e “Shinning”, ma non potrebbe esserci errore (eresia?) peggiore di definirlo un autore horror. I suoi romanzi sono solo apparentemente di genere, tanta è la loro ricchezza e tanto in essi i generi sono mescolati, e solo talora, direi, sono davvero horror. Per ora ho letto solo alcune delle sue opere, ma più vado avanti è più apprezzo la grandissima fluidità di scrittura, che gli permette di dilatare delle storie per centinaia o migliaia di pagine (come per “La Torre Nera”) senza creare mai momenti di noia o di fiacchezza. Del grande autore horror ha la capacità di tenere sempre altissima l’attenzione, ma questo lo fa con storie di bambini come il romanzo “La bambina che amava Tom Gordon”, in storie sullo spirito profondo delle nostre paure come “It”, in ucronie geniali come “22/11/’63”, in romanzi gotici come “Salem’s Lot”, che sono anche affreschi di vita di provincia americana, in thriller psicologici come “Mr Mercedes”, con i racconti di “Tutto è fatidico”, in uno dei quali compare anche Roland di Gilead in un momento antecedente la saga de “La Torre Nera”. Leggendo il primo romanzo della serie “L’ultimo cavaliere”, che ci parla di infinitamente grande e infinitamente piccolo, di passato che è futuro, l’avevo definito un western-fantasy; leggendo il secondo romanzo “La chiamata dei tre”, mi ero appassionato vedendo mutare quel mondo pseudo-western in un immaginifico mondo fantascientifico con aramostre e porte del tempo, in una storia che ci parla di schizofrenia, droga, follie omicide; leggendo il terzo volume “Terre desolate” veniamo proiettati in un capolavoro fantascientifico popolato da antiche macchine pensanti che è un vero trattato narrativo della schizofrenia; leggendo il quarto “La sfera del buio” ci ritroviamo nella medesima atmosfera del precedente per poi essere proiettati in un America ucronica. Sono così, infine, giunto a leggere il quinto volume della serie “I lupi della Calla”. La storia narrata segue immediatamente quella di “Terre desolate”, eppure precede anche quella dell’ottavo volume “La leggenda del vento” e persino il secondo romanzo scritto da King “Salem’s Lot” o “Le notti di Salem” (1975). Il primo volume è del 1982. “I lupi della Calla” è del 2003, l’ottavo volume è del 2012, a testimonianza del ricorrente impegno dell’autore su questa storia. Vi compare (grazie all’amore di King per i collegamenti tra le proprie opere) per la prima volta nella saga un nuovo personaggio l’ex-prete Pére Callahan, che già avevamo incontrato ne “Le notti di Salem”, ma i riferimenti a opere di altri autori sono numerosissimi, dall’omaggio all’altra grande autrice del nostro secolo, che si ritrova nel nome delle bombe volanti intelligenti dette “Harry Potter”, in ricordo del famoso boccino da Qidditch inventato dalla Rowling, a quello a “2001 Odissea nello Spazio” di Clarke nel confronto tra il robot Andy e l’ex-eroinomane Eddie, alle spade laser di “Guerre stellari” a “Uomini e topi” di Steinbeck, all’”Ulisse” di Joyce a Elton John. Ci sentirei persino un po’ di Isaac Asimov, con la scomparsa dei robot, che caratterizza il passaggio dal ciclo dei robot a quello della Fondazione. La vera ispirazione di questo volume sono però, soprattutto, “I sette samurai” di Akira Kurosawa e il loro remake americano “I magnifici sette”, vera ispirazione di questa storia in cui il pistolero Roland (che fa pensare allo Yul Brinner del film), affiancato da un improbabile quartetto composto dall’ex-tossicomane Eddie, dal ex-prete ubriacone Callahan, dalla schizofrenica Susannah priva delle gambe, al bambino Jake, per non parlare dello strano animaletto parlante simil-cane Oy, si preparano ad affrontare l’arrivo, che si ripete a ogni generazione nella valle di Calla Bryn Sturgis, di un’orda di esseri famelici, chiamati Lupi, per la maschera lupina che indossano sul volto, ma che si sospetta possano essere zombie inviati da vampiri o vampiri loro stessi. Troviamo, insomma, in questo volume, grande esempio di mescolanza di generi, il romanzo gotico con vampiri, licantropi (richiamati se non altro dal nome delle misteriose creature), zombie, robot, pistoleri, donne guerriere lanciatrici di piatti fatali, gangster, bibliofili, viaggi nel tempo, mondi onirici. Insomma, tutto il fantastico concentrato con innegabile maestria in qualche centinaio di pagine! La lotta contro i lupi si pone come un intermezzo necessario nella ricerca della Torre Nera, vera missione di Roland di Gilead, che non viene accantonata. Nelle loro escursioni - tramite “contezza” (qualcosa che mi fa pensare a la mia “La bambina dei sogni”, in cui, pure, guarda caso, compare una Torre Nera) o porte del tempo - nella New York del XX secolo, infatti, i nostri eroi hanno modo di difendere dai gangster il bibliofilo Calvin Torre (che, forse, è un richiamo a “La prosivendola” di Pennac oltre ad avere nel proprio nome il suffisso “Cal” che accomuna il villaggio e il prete e il nome della meta di Roland “Torre”). Calvin Torre è, infatti, il difensore, forse inconsapevole, della Rosa, che, a sua volta, potrebbe essere la chiave per salvare la Torre Nera. Nel volume non manca la minaccia dell’arrivo di una gravidanza diabolica, che fa pensare a “Rosemary’s Baby” di Ira Levin, ma di questo probabilmente sapremo di più nel prossimo volume, la cui lettura faticherò a rimandare ancora per un po’.

    ha scritto il 

  • 4

    Un buon episodio della saga della Torre Nera. Svariati colpi di scena (fenomenale quello finale), ottima caratterizzazione dei personaggi, vari momenti intensi e sviluppo narrativo convincente. ...continua

    Un buon episodio della saga della Torre Nera. Svariati colpi di scena (fenomenale quello finale), ottima caratterizzazione dei personaggi, vari momenti intensi e sviluppo narrativo convincente.

    ha scritto il 

  • 3

    il re prende fiato

    romanzo numero 5 della serie sulla "torre nera". Dopo il quarto (capolavoro) qui secondo me il re prende fiato; poco coinvolgente, spero che sia solo un passo obbligato per arricchire la saga con ...continua

    romanzo numero 5 della serie sulla "torre nera". Dopo il quarto (capolavoro) qui secondo me il re prende fiato; poco coinvolgente, spero che sia solo un passo obbligato per arricchire la saga con elementi che sbocceranno nei prossimi romanzi finali.

    ha scritto il 

  • 3

    Inizia a sbrodolare...

    Era inevitabile: la saga della Torre Nera entra nei 2000 e Stephen King non sa più quando limitarsi nelle parole scritte. Come molti dei suoi romanzi recenti, il volume è lungo, prolisso, a volte ...continua

    Era inevitabile: la saga della Torre Nera entra nei 2000 e Stephen King non sa più quando limitarsi nelle parole scritte. Come molti dei suoi romanzi recenti, il volume è lungo, prolisso, a volte semplicemente noioso. Bella la vita rurale della povera gente, ma non è necessario mostrarmela dieci volte, l'ho capito dopo le prime due. Bellissima l'idea della caverna al cui interno si risvegliano le voci dei ricordi tormentati, ma non è necessario descrivermelo ogni volta che un personaggio vi entra, l'ho capito dopo le prime due. E potrei ripetere il ragionamento per molte altre cose, ma siccome non sono Stephen King, do per scontato che si sia capito dopo le prime due.

    Peccato perché l'introduzione del prete di Salem's Lot, la sua storia tormentata e l'evoluzione della trama principale sono interessanti e mi hanno convinto a leggere anche il prossimo invece che gettare la spugna.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'pò troppo lento ad ingranare anche se le trame che vanno a tessere il mosaico della torre nera infittendosi mantengono vivo l'interesse. Poca azione, troppa introspezione, in altre circostanze ...continua

    Un'pò troppo lento ad ingranare anche se le trame che vanno a tessere il mosaico della torre nera infittendosi mantengono vivo l'interesse. Poca azione, troppa introspezione, in altre circostanze non mi sarebbe dispiaciuto ma il troppo stroppia... P.s. il retro gusto amaro della saga scritta a cazzo di cane in cui eventi secondari avvenuti nei volumi precedenti diventano perni della storia nei volumi successivi, lo sento solo io?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Di Lupi, di Librai, di Tizzi da sfornare, di Rose da proteggere. (Rilettura)

    Il Calla è riso nel mezzo del cammino, il Calla è Commala con tutti i mille suoi significati, il Calla è un lavoro da pistoleri, il Calla è rischio e su tutto il Calla è il prossimo passo che ...continua

    Il Calla è riso nel mezzo del cammino, il Calla è Commala con tutti i mille suoi significati, il Calla è un lavoro da pistoleri, il Calla è rischio e su tutto il Calla è il prossimo passo che porta alla Torre. All'unica Torre. Ma al Calla è la porta introvata, al calla è il ponte con la rosa ed i suoi custodi. Ed al calla ci saranno banchetti da compiere, danze da ballare e piombo da offrire ai giusti bersagli. E poi, poco più oltre al calla ci sarà la fuga e dal calla comincerà l'inseguimento e la pena.

    Altro grande capitolo della torre, il gruppo è ormai ben saldo sul cammine del vettore, si comincia ad intravvedere il lavoro del Re rosso, altri misteri vengon messi sul tavolo e ci saranno altre mani da giocare ma questa è andata alla grande grandissimo non v'è alcun dubbio, ascoltatemi io prego.

    ha scritto il 

Ordina per