I lupi del Calla

La Torre Nera, Vol. 5

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.2
(2472)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 648 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Portoghese , Olandese , Svedese , Russo , Polacco , Greco , Ceco

Isbn-10: 8882747956 | Isbn-13: 9788882747954 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tullio Dobner ; Illustratore o Matitista: Bernie Wrightson

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Rumore di passi sul Sentiero del Vettore. Roland, l'ultimo cavaliere di un mondo che è "andato avanti", e il suo bizzarro seguito - il giovane Jake, Eddie e sua moglie Susannah - cercano di raggiungere la Torre per arrestare il disfacimento della realtà e il suo annullamento nel caos. Ma attraversando le foreste del Calla, una regione del Medio-Mondo, si imbattono nella tragedia di una piccola comunità rurale sfinita dalle incursioni di un nemico ignoto e spaventoso. Non sono infatti predoni comuni quelli che scendono dalle alture circostanti, ma creature dal muso di lupo che assaltano le case con armi invincibili seminando morte e distruzione. E portandosi via i bambini, ai quali, prima di restituirli, fanno qualcosa di orribile.
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  • 5

    Olan

    Childe Roland alla Torre Nera giunse.
    Ognuno di noi ha la sua Torre Nera, ognuno lotta per arrivarci.

    Non so se sarò saggio come Roland, o furbo come Eddie, o generoso come Susannah, o coraggioso come ...continua

    Childe Roland alla Torre Nera giunse.
    Ognuno di noi ha la sua Torre Nera, ognuno lotta per arrivarci.

    Non so se sarò saggio come Roland, o furbo come Eddie, o generoso come Susannah, o coraggioso come Oy...spero solo di arrivarci un giorno, alla mia Torre Nera.

    Dico grazie King.

    ha scritto il 

  • 4

    Un passo in avanti..

    Nonostante ci abbia messo mesi per finirlo lo ritengo il migliore libro della saga fino adesso.. ok, i tempi sono sempre biblici, ci si perde un po' troppo tra racconti e in fin dei conti "i lupi" che ...continua

    Nonostante ci abbia messo mesi per finirlo lo ritengo il migliore libro della saga fino adesso.. ok, i tempi sono sempre biblici, ci si perde un po' troppo tra racconti e in fin dei conti "i lupi" che danno il titolo al libro arrivano alla fine... però la storia entra nel vivo un po' fantasy, un po' horror, un po' western ed è questo che lascia senza parole: si va dal lungo racconto di Callahan, fino ai giri negli altri "quando" per poi concludere con la battaglia con i lupi.. in mezzo come detto c'è di tutto ma soprattutto ci sono personaggi sempre più vivi e che coinvolgono sempre di più.... a adesso via con il sesto capitolo...

    ha scritto il 

  • 4

    Favourite quote:

    "At first everything went according to plan and they called it ka. When things began going wrong and the dying started, they called that ka, too. Ka, the gunslinger could have told them, was often the ...continua

    "At first everything went according to plan and they called it ka. When things began going wrong and the dying started, they called that ka, too. Ka, the gunslinger could have told them, was often the last thing you had to rise above.

    ha scritto il 

  • 5

    I personaggi iniziano a far breccia...

    Lentamente ma inesorabilmente la serie della Torre Nera cresce e chiudere, dopo aver terminato, questo quinto libro diventa difficile perchè parte del mio cuore è ancora con Roland e compagni. Resta i ...continua

    Lentamente ma inesorabilmente la serie della Torre Nera cresce e chiudere, dopo aver terminato, questo quinto libro diventa difficile perchè parte del mio cuore è ancora con Roland e compagni. Resta il limite della segmentazione dei libri, tanto che, fatte alcune ovvie eccezioni, si potrebbe quasi scambiarne l'ordine e la lettura non ne sarebbe alterata... In ogni caso un grande romanzo con un buon finale dalle tinte horror di pregevole fattura, altro che orsi robot e treni parlanti!

    ha scritto il 

  • 0

    Un'altra "breve" digressione del cammino dei nostri eroi. dopo il tuffo nel passato, ora si trovano a fare i conti con la richiesta d'aiuto degli abitanti del Calla, alle prese con l'imminenza dell'ar ...continua

    Un'altra "breve" digressione del cammino dei nostri eroi. dopo il tuffo nel passato, ora si trovano a fare i conti con la richiesta d'aiuto degli abitanti del Calla, alle prese con l'imminenza dell'arrivo dei Lupi. Lupi che arriveranno intorno a pagina 600, con molta calma.
    nonostante queso però il ritmo diventa serrato, anche se in effetti a volte i discorsi sono un po' troppo lunghi. i diversi passaggi al "nostro mondo" però permettono che la vicenda, la ricerca, progredisca lo stesso. In più, il peso che si porta Susannah è sempre in agguato. In questo libro appare anche Padre Callahan, già protagonista delle notti di Salem, libro che verrà tra l'altro citato. mentre è curioso leggere quello che qualche anno dopo diventerà un libro a tutti gli effetti (23-11-63), qui citato come abbozzo dallo stesso padre Callahan che si domanda come sarebbe poter cambiare il passato. Lo stesso King in effetti dirà che la genesi di questo libro fu piuttosto lunga (e il risultato spettacolare direi). la vicenda ora è nel pieno delle intenzioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto da: Laura.

    Un ritmo sempre piu' incalzante e una serie di citazioni ad altri capolavori del Re che ammaliano i fan (me compresa). Non c'e' niente da fare: mi sento sempre piu' legata a ciascun c ...continua

    Letto da: Laura.

    Un ritmo sempre piu' incalzante e una serie di citazioni ad altri capolavori del Re che ammaliano i fan (me compresa). Non c'e' niente da fare: mi sento sempre piu' legata a ciascun componente del ka-tet di Roland!

    ha scritto il 

  • 4

    Un fottuto western, questo, che trasporta dal medioevo fantasy del quarto volume quale era Mejis alle brulle terre del Calla. La prima metà scorre adagio, rallentata soprattutto dal lunghissimo raccon ...continua

    Un fottuto western, questo, che trasporta dal medioevo fantasy del quarto volume quale era Mejis alle brulle terre del Calla. La prima metà scorre adagio, rallentata soprattutto dal lunghissimo racconto di Callahan, che dona quasi un sequel a Le notti di Salem, poi…si salvi chi può: la storia parte al galoppo, gli intrecci si complicano, le indagini si infittiscono, il sangue sprizza e un grosso passo viene compiuto nel cammino verso la Torre. La figura di Roland, già fantasmagorica, in questo volume raggiunge forse il suo culmine: pare quasi di averlo davanti, il duro pistolero segnato dal tempo, a ballare la Commala mentre il folken del Calla intona la canzone di Oriza. Jake cresce, finalmente, forse per sempre: è tempo per lui di lasciarsi addietro l’immaturità dei pochi anni che possiede; Eddie è tenuto a sopportare una notizia che mette a dura prova il suo legame con Susannah…la quale è nuovamente divisa in due, in un momento, questa volta, molto poco propizio.
    Ed eccolo, il nuovo cardine della saga, il pére Callahan, il Vegliardo: un prete che, per essere uno squartavampiri ex-alcolista, appare abbastanza bigotto, sia lode all’Uomo-Gesù.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    A farla da padroni in questo quinto volume della saga sono proprio i cosiddetti “Lupi del Calla” che danno il titolo al libro, o quantomeno la loro incombente minaccia… più di un gruppo di semplici ma ...continua

    A farla da padroni in questo quinto volume della saga sono proprio i cosiddetti “Lupi del Calla” che danno il titolo al libro, o quantomeno la loro incombente minaccia… più di un gruppo di semplici masnadieri, si tratta infatti di una sessantina di individui (che si scoprirà essere dei robot) organizzati che dispongono di quei rimasugli di tecnologia degli antichi ormai anacronistica che li rende estremamente temibili, vengono chiamati “lupi” per le maschere dell’animale che copre loro il volto. Ogni generazione (20 o 30 anni circa) scorrazzano per il Calla sui loro cavalli di ferro e si portano via un bimbino per ogni coppia (dovete sapere che i parti gemellari sono la norma da queste parti, e no non ho sbagliato, i piccoli si chiamano proprio bimbini).
    Tornando a noi, i lupi si portano via i piccoli (di età compresa fra i 5 e i 13 anni se non ricordo male) uno ogni due e li conducono a Rombo di Tuono da dove provengono; dopo qualche settimana li rendono ai rispettivi genitori… il fatto è che quando tornano i bimbini sono “guasti” (così li chiamano) nella mente e crescendo anche nel corpo. La cosa induce loro stessi e i familiari a sofferenze davvero tragiche sotto diversi aspetti, inoltre ognuno di coloro che è stato portato via dai lupi sembra sempre rivolgersi con malinconia verso Rombo di Tuono, come se avesse lasciato là una parte di sé che non potrà mai tornare indietro, un’impotente e triste consapevolezza.
    La gente non sa se opporsi o meno a questa barbarie, ogni volta che ci hanno provato in passato i lupi hanno raso al suolo tutto. Quindi da una parte sta il vivere nello sconforto e nella passiva accettazione di tale situazione per poter comunque tirare avanti, e dall’altra l’opporsi a ciò rischiando letteralmente tutto… a far pendere l’ago della bilancia verso la seconda opzione stanno un gruppo di abitanti guidati da padre Callahan e ovviamente l’arrivo in zona dei nostri protagonisti.
    E’ estremamente pittoresco ed esaltante vedere la gente del Calla contrastare il nemico lanciandogli contro piatti dal bordo affilato e tagliente a mo di dischi piuttosto che le tradizionali e classiche armi da fuoco. Dopotutto dovete ricordare il dogma dei nostri pistoleri:
    “Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.
    Io miro con l’occhio.
    Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.
    Io sparo con la mente.
    Io non uccido con la pistola; colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di uso padre.
    Io uccido con il cuore.”
    Non dimentichiamoci poi dell’avanzamento della gravidanza di Susannah che incide sulle sue abitudini notturne. La donna infatti che ha un’altra nuova identità corrispondente al nome di Mia (tra i vari significati assume anche quello di “madre”) quando cala il buio e tutti dormono se ne va a zonzo per le paludi rifocillandosi di animali… vivi, li azzanna proprio mentre ancora scalpitano. Dato il comportamento il pistolero ha potuto facilmente intuire che la creatura (il termine qui assume un doppio significato) non è frutto dei lombi dell’amico Eddie bensì del demone che aveva posseduto la donna tempo addietro.
    Ci sta pure una capatina a New York, al ”Ristorante della Mente”, la libreria dell’eccentrico Calvin Toren, uno che preferisce acquistare volumi rari (e tenerseli) piuttosto che venderli.
    E per concludere fa la sua apparizione anche la più famigerata delle sfere magiche di Maerlyn, la Tredici Nera… che Roland sostiene essere l’occhio osservatore del Re Rosso, il loro vero nemico.

    ha scritto il 

  • 5

    In questo quinto volume ci si accorge che il tempo "è andato avanti". Non solo per i continui riferimenti temporali, ma per il fatto che la storia sembra prendere uno slancio in avanti. Con i primi vo ...continua

    In questo quinto volume ci si accorge che il tempo "è andato avanti". Non solo per i continui riferimenti temporali, ma per il fatto che la storia sembra prendere uno slancio in avanti. Con i primi volumi abbiamo fatto conoscenza di Roland e del suo passato, di Jack, Eddie, Susannah (e le sue personalità) e di Oy, ma con questo libro ho sentito quasi una forte spinta: la ricerca della Tore Nera ora sembra qualcosa di "più reale" rispetto agli altri libri, nonostante la storia sia incentrata sulla regione di Calla.
    Ma in tutto questo c'è una rosa da salvare, una nascita mostruosa imprevista e... il tempo scivola. E Roland rivela qualità nascoste e sorprendenti, che mi hanno fatto commuovere.
    Questo volume sembra quasi una sorta di riscossa per Roland per quello che accadde alla Baronia di Mejis. In ogni caso la storia prosegue... anche se da una parte non vorrei continuare, ma il ka è una forza troppo forte.

    ha scritto il 

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