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I malavoglia

Di

Editore: Mondolibri, S.p.A.

3.7
(10811)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000045094 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , CD audio , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il perché dei classici

    "I Malavoglia" è uno di quei libri che ti ritrovi per casa, che incontri nell'antologia delle scuole medie, che ne senti sempre parlare ma che non ti dai mai la pena di leggere perché pensi che sia un ...continua

    "I Malavoglia" è uno di quei libri che ti ritrovi per casa, che incontri nell'antologia delle scuole medie, che ne senti sempre parlare ma che non ti dai mai la pena di leggere perché pensi che sia una palla micidiale, una storia triste e funesta creata apposta per ammorbare gli studenti di tutt'Italia e via dicendo. E così è stato anche nel mio caso, fino a dieci giorni fa.
    Stanca della voce metallica del computer che mi legge gli ebook mentre dipingo, ho cercato sul sito di audiolibri gratuiti Librivox qualcosa da ascoltare e mi sono imbattuta nuovamente in questo romanzo, e senza troppa convinzione ho fatto il download. Voglio ringraziare Lisa Caputo, la persona che ha prestato la voce per la registrazione e che sinceramente è stata un apporto notevole, il suo accento siciliano è stato senz'altro un valore aggiunto al libro che si è rivelato comunque bellissimo.
    Di fatto se i classici sono definiti tali e rimangono a galla nel tempo hanno il loro perché, ed è sicuramente l'universalità che li caratterizza, il rimanere sempre attuali nei loro concetti fondamentali.
    Per fortuna alcune situazioni qui descritte, soprattutto relative alla condizione femminile, non sono più così in uso... o almeno non lo sono nella parte di mondo in cui vivo.
    Lo stile è moderno, mi aspettavo una scrittura più arcaica, invece Verga ci offre un fraseggio non molto diverso da quello che si potrebbe ascoltare dalla bocca dei nostri nonni.
    La storia è triste, inutile negarlo, ma non porta il lettore alla lacrima facile, bensì ad una pietà discreta e dignitosa. I dialoghi fra i numerosi personaggi ci calano in una realtà di comari pettegole, di poveracci sognatori e poveracci che i sogni li hanno persi, di gente umile che si adatta a condizioni di vita con rassegnazione, di guerra tra miserabili che si aggàiano per roba di poco valore. Leggendo queste conversazioni popolane si capisce cosa sia il verismo, una reale trasposizione della verità senza creare macchiette o falsi eroi, senza esagerare ciò che la vita offre.
    Parlare oltre di questo libro mi sembra inutile, ci saranno recensioni, riassunti e tesi a non finire in merito, voglio solo dire a chi leggerà questo mio commento di dedicarsi a questo romanzo prima di arrivare ai 45 anni, contrariamente a come ho fatto io... magari non leggetelo troppo presto, perché si corre il rischio di non apprezzarlo come si deve, ma nemmeno di lasciarlo nel dimenticatoio fino ad una maturità avanzata.

    ha scritto il 

  • 4

    E' giusto o meno proporre libri come questo negli anni della scuola?
    Dipende. Dipende soprattutto da chi te li propone, dalla sua capacità di farti cogliere fino in fondo l'essenza dell'opera. Io ho a ...continua

    E' giusto o meno proporre libri come questo negli anni della scuola?
    Dipende. Dipende soprattutto da chi te li propone, dalla sua capacità di farti cogliere fino in fondo l'essenza dell'opera. Io ho avuto la fortuna di avere un'insegnante molto brava che ai tempi delle medie ci fece leggere alcuni brani del romanzo: credo che oggi sia merito suo se ho ripreso in mano il libro per leggerlo integralmente, scoprendo ovviamente sfumature un tempo impercettibili.
    E' un romanzo davvero molto bello. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare è anche incredibilmente attuale, tanto che - linguaggio a parte - potrebbe benissimo essere stato scritto oggi. Dolorosissima la storia di questa famiglia di onesti lavoratori sferzata dai rovesci della sorte, decisamente verosimili la piccineria e la meschinità della gente di paese in fondo non così distante da quel che è oggi "l'italiano medio".

    ha scritto il 

  • 5

    Un affresco che racconta uno spaccato di vita, non solo dei Malavoglia ma di un intero paese della costa siciliana nel corso di alcuni anni.
    Come spesso capita per gli affreschi la sua grandezza è nel ...continua

    Un affresco che racconta uno spaccato di vita, non solo dei Malavoglia ma di un intero paese della costa siciliana nel corso di alcuni anni.
    Come spesso capita per gli affreschi la sua grandezza è nella veduta d'insieme, nella capacità di offrire al lettore le atmosfere di una vicenda famigliare ma anche di documentare il loro microcosmo.
    Peraltro, leggendo questo romanzo di oltre un secolo fa si vedono già l'Italia e gli italiani di oggi. Si assiste a beghe di paese dietro le quali si nascondono interessi privati, si ascoltano discorsi di persone che si lamentano perché le stagioni non sono più come una volta per colpa del telegrafo, sì, è sicuramente colpa del telegrafo... oppure ci si lamenta perché una volta, quando si era solo la gente del paese, tante cose brutte cose non succedevano, ma poi è venuta la gente da fuori... e naturalmente è sempre colpa dei parassiti, degli uomini dello stato che prendono soldi per non fare niente, che litigano di giorno e si accordano di notte...
    Un romanzo che è anche un documento storico e sociale scritto con una prosa che nella sua italianità impeccabile riesce però a ricreare il colore e la schiettezza piazzaiola dei discorsi di paese.
    Giustamente considerato uno dei capisaldi della letteratura italiana.

    ha scritto il 

  • 4

    Il vocìo degli abitanti di Aci Trezza, che ci stordisce all'inizio, diventa poi la guida più sicura che ci conduce lungo le pagine di un romanzo struggente.
    E poi capiterà di guardare da una casa sicu ...continua

    Il vocìo degli abitanti di Aci Trezza, che ci stordisce all'inizio, diventa poi la guida più sicura che ci conduce lungo le pagine di un romanzo struggente.
    E poi capiterà di guardare da una casa sicura il mare in inverno, e pensare al naufragio della Provvidenza

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo triste e amaro, che propone una lucida analisi di una realtà senza idillio e fatta di sopraffazione e opportunismo: di fronte a tale crudezza, si scontrano le posizioni di un vecchio capofa ...continua

    Un romanzo triste e amaro, che propone una lucida analisi di una realtà senza idillio e fatta di sopraffazione e opportunismo: di fronte a tale crudezza, si scontrano le posizioni di un vecchio capofamiglia, ancorato alle tradizioni come un'ostrica che voglia sottrarsi alla rovinosa corrente che la strapperebbe allo scoglio, e il giovane nipote, proteso al progresso e ad una ricerca di successo che lo getterà in preda a quella stessa marea.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/01/i-malavoglia-verga.html

    ha scritto il 

  • 4

    I Malavoglia

    Il romanzo narra che presso Aci Trezza vive la famiglia Toscano la quale viene soprannominata Malavoglia.
    Il patriarca è Padron 'Ntoni, che vive presso la casa del nespolo insieme al figlio Bastiano d ...continua

    Il romanzo narra che presso Aci Trezza vive la famiglia Toscano la quale viene soprannominata Malavoglia.
    Il patriarca è Padron 'Ntoni, che vive presso la casa del nespolo insieme al figlio Bastiano detto Bastianazzo sposato con Maria detta Maruzza la Longa. Bastiano ha cinque figli: 'Ntoni, Luca, Filomena detta Mena, Alessi e Lia. Il principale mezzo di sostentamento è la Provvidenza una piccola imbarcazione utilizzata per andare a pesca. Nel 1863 'Ntoni, il maggiore dei nipoti, parte per la leva militare. Per far fronte alla mancanza, padron ‘Ntoni tenta un affare comprando una grossa partita di lupini da un suo compaesano. Il carico, affidato al figlio Bastianazzo perché li vada a vendere, sfortunatamente naufraga, assieme a Bastianazzo.
    Tornato del servizio militare, 'Ntoni non rappresenterà alcun sostegno alla famiglia.
    Luca, uno dei nipoti, muore nella battaglia di Lissa (1866) e questo determina l'annullamento delle nozze della figlia Mena con Brasi Cipolla. Il debito causerà alla famiglia la perdita dell'amata Casa del nespolo e via via la reputazione della famiglia andrà peggiorando. Un nuovo naufragio della "Provvidenza" porta Padron 'Ntoni ad un passo dalla morte, dalla quale, fortunatamente, riesce a scampare. In seguito Maruzza muore di colera. Il primogenito 'Ntoni deciderà di andare via dal paese per far ricchezze, ma una volta tornato ancora più impoverito, si dà al contrabbando e finisce in galera dopo aver accoltellato il Brigadiere don Michele.
    Padron 'Ntoni, ormai vecchio, muore senza riuscire a rivedere la sua vecchia casa. Lia, la sorella minore, vittima delle malelingue, lascia il paese e si abbandona all'umiliante mestiere della prostituta. Mena sceglie di rinunciare a sposarsi con compare Alfio, di cui è innamorata, e rimarrà in casa ad accudire i figli di Nunziata e di Alessi, che continuando a fare il pescatore ricostruirà la famiglia e potrà ricomprare la "casa del nespolo". Quando 'Ntoni, uscito di prigione, torna al paese, si rende conto di non poter restare a causa del suo passato di detenuto.

    Il modo di scrivere di Giovanni Verga mi piace molto perchè mescolando il discorso diretto con quello indiretto rende il tutto molto più espressivo e vicino al lettore. Inoltre per far capire meglio il carattere di ogni singolo protagonista usa spesso proverbi ed un linguaggio marinaresco.

    ha scritto il 

  • 4

    Telecamera fissa ad Aci Trezza

    Certe volte per conoscere un luogo non bisogna tanto girare: basta sedersi in mezzo ad una piazza e stare fermi. Allo stesso modo in questo romanzo non si cercano fronzoli, non si devono seguire i per ...continua

    Certe volte per conoscere un luogo non bisogna tanto girare: basta sedersi in mezzo ad una piazza e stare fermi. Allo stesso modo in questo romanzo non si cercano fronzoli, non si devono seguire i personaggi, ma li si aspetta guardandoli da una telecamera fissa, impersonale. I personaggi non sono eroi, non sono antieroi, non sono speciali, non sono normali. Sono persone guidate dai loro bisogni, soprattutto di natura socio-economica. Così si scoprono questi bisogni che diventano i fili conduttori della narrazione, e si scopre l'abilità di raccontare un mondo (e una società, e un momento storico) a partire da piccoli personaggi, da umane debolezze, da continui patti sociali ed economici. Con la telecamera sempre fissa, ad Aci Trezza, sui Malavoglia e sulle loro (soprattutto sfortunate) vicende.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro della coralità

    1) Scordare le letture scolastiche di questo capolavoro
    2) Scordare tutte le speculazioni narratologiche sull'uso dell'"indiretto libero"
    3) Dedicarsi a una nuova lettura dopo avere applicato l'epoché ...continua

    1) Scordare le letture scolastiche di questo capolavoro
    2) Scordare tutte le speculazioni narratologiche sull'uso dell'"indiretto libero"
    3) Dedicarsi a una nuova lettura dopo avere applicato l'epoché fenomenologica, e quindi dopo essersi liberati da qualsiasi pregiudizio
    4) Si apprezzerà il più bel romanzo corale della letteratura italiana e si entrerà in un mondo che oggi non esiste più, in cui natura e personaggi si muovono insieme e i sassi di Acitrezza fanno una sola cosa con Padron 'Ntoni. Solare eppure oscuro.

    ha scritto il 

  • 3

    MAssima espressione del verismo, non è una lettura di evasione nè tantomeno un romanzetto utile a staccare e fare un viaggio con la mente. Bisogna apprezzarne il contenuto e il valore nella corrente l ...continua

    MAssima espressione del verismo, non è una lettura di evasione nè tantomeno un romanzetto utile a staccare e fare un viaggio con la mente. Bisogna apprezzarne il contenuto e il valore nella corrente letteraria a ui appartiene ma non lo consiglio come lettura estiva.

    ha scritto il 

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