I mari del sud

Di

Editore: Feltrinelli

3.8
(1215)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese , Inglese , Portoghese

Isbn-10: A000009620 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

Ti piace I mari del sud?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    L'originale parla, io scriverei, meglio l'originale.

    Carvalho si mise in moto. Cercò di guadagnare tempo girando distrattamente intorno al letto. Poi uscì, passò accanto a Charo, intenta ad accendere il fuoco con tutte le copie del giornale «La Vanguard ...continua

    Carvalho si mise in moto. Cercò di guadagnare tempo girando distrattamente intorno al letto. Poi uscì, passò accanto a Charo, intenta ad accendere il fuoco con tutte le copie del giornale «La Vanguardia» che era riuscita a trovare in casa. Entrò in cucina e prese dal frigorifero una delle dieci bottiglie di vino blanc de blancs che l'aspettavano illuminate, travestite da bottiglie di champagne artigianale. Forse non è buono come mi sembra, si disse Carvalho; ma contento io, contenti tutti.
    «Altro vino? Ti ridurrai il fegato in polpette.»
    Anche Charo bevette mentre Carvalho cercava di porre rimedio ai suoi maldestri tentativi col caminetto accendendo un impressionante falò con l'aiuto di un libro scelto dalla sua malridotta biblioteca: Maurice, di Forster.
    «È brutto?»
    «È straordinario.»
    «Perché lo bruci?»
    «Perché è una gran fregatura, come tutti i libri.»

    ***

    Beser giurò di avere eseguito tutte le istruzioni dell'amministratore. Fuster iniziò la marcia verso la cucina attraverso un corridoio pieno di libri. Carvalho pensava che con metà di quelle provviste si sarebbe assicurato il fuoco del suo camino fino alla morte. Come se gli leggesse nel pensiero, Fuster esclamò senza voltare le spalle:
    «Attento, Sergio, questo qui è un brucialibri. Li adopera per accendere il caminetto».
    Beser guardò in faccia Carvalho con gli occhi illuminati.
    «È vero?»
    «Assolutamente vero.»
    «Deve procurare un piacere straordinario.»
    «Incomparabile.»
    «Domani comincerò a bruciare quello scaffale. Senza guardare di che libri si tratta.»
    «Dà più piacere sceglierli.»
    «Sono un sentimentale e gli concederei l'indulto.»

    ***

    Avevano assassinato un generale e un colonnello, ma nulla avrebbe potuto fermare la marcia inarrestabile verso la democrazia. Lo dicevano tutti. Persino alcuni generali e alcuni colonnelli. I ragazzi comunisti e socialisti avevano lavorato di notte lasciando le Ramblas e le strade che vi confluivano tappezzate di manifesti con slogan elettorali. "Questa volta puoi vincere", promettevano alcuni cartelloni. Finalmente, era ora, rispose Carvalho. "Tu sei il centro della città", annunciava il partito al governo dai manifesti incollati dove incollati archetipi si autoattribuivano di essere il centro della città. Qualche notte prima un ubriaco frocio o un frocio ubriaco era sceso per le Ramblas, proclamando:
    «Cittadini. Non sbagliatevi. Il centro della città è la Plaza de Cataluña».
    Due travestiti mattinieri passeggiavano mascherati da Eugenia di Montijo, la spagnola che fu più di una regina. "La ricostruzione della Catalogna passa per la democratizzazione dei Comuni", dichiarava o declamava dalla copertina di una rivista un leader con la barbetta. In nessun programma elettorale si prometteva di abbattere quanto aveva costruito il franchismo. È il primo cambiamento politico che rispetta le rovine. Ogni secolo costruisce le proprie rovine e invece la nostra quota di rovine è stata interamente costruita dal franchismo. Hai i muscoli troppo piccoli per abbattere tante rovine. Dovrebbe avverarsi un miracolo notturno. All'alba la città si scoprirebbe ripulita dalla corruzione, felicemente sfoltita, con le periferie trasformate in fortunose discariche e i cittadini intenti a iniziare la ricostruzione sulle macerie.

    Forse così Yes non desidererebbe fare più uno o due giri intorno al mondo, come un satellite solitario, e Charo sarebbe soddisfatta del proprio mestiere, Biscuter delle proprie conoscenze sulla cucina della Rioja, e lui, Carvalho, avrebbe nuovamente amato il trantran di investigare, risparmiare, mangiare, percorrere le Ramblas due o tre volte al giorno, di notte vendicarsi inutilmente della cultura che lo aveva isolato dalla vita. Come ameremmo se non avessimo imparato dai libri come si ama? Come soffriremmo? Senza dubbio soffriremmo di meno. Mi piacerebbe andare in uno stabilimento termale pieno di convalescenti e trovare Yes in mezzo a loro. Cominciare un amore tra bagni di fango e tisane alle erbe selvatiche. Uno stabilimento in montagna sul quale tutte le sere cadesse la pioggia e il tuono ci rendesse definitivamente silenziosi. E non uscire dalle terme. Seguire uno dopo l'altro il ciclo delle stagioni, familiarizzare con le luci fioche, orientarsi seguendo piccoli punti cardinali, gradire il calore delle coperte e sentire il proprio corpo minuto dopo minuto. La relazione con Yes sarebbe stata agrodolce ed eterna. Grazie alle erbe selvatiche si sarebbe conquistato la gioventù sufficiente per restare sempre giovane al fianco di Yes. Per impedire che un giorno lei abbandonasse le terme seguendo il richiamo delle rotte dell'Est, in cerca dell'origine e della paralisi del sole.

    Anche oggi Charo era a metà del trucco. Lo abbracciò e sorrise soddisfatta quando Carvalho si lasciò cadere sul divano e assunse la posa di chi dispone di tempo. Charo gli disse che finiva in un attimo di truccarsi e che avrebbero potuto fare l'amore.
    «Lascia stare. Risparmia energie per il fine settimana.»
    «Questo fine settimana sarà, sarà, beh, non voglio nemmeno pensarci. Non usciremo dalla stanza. Butteremo la chiave dalla finestra, come nei film.»
    «Io voglio mangiare in quel ristorante di cui ti ho parlato.»
    «Ti lascerò fare cinque pasti al giorno, ma tra un pasto e l'altro, a letto.»
    Gli prese le mani e se le mise sulla faccia e sulle braccia per farsi accarezzare. Carvalho la accarezzò quanto bastava per non deludere la sua richiesta.
    «Sei triste. Che ti succede?»
    «È la digestione.»
    «Ah, capita pure a me! Dopo mangiato mi viene freddo e poi mi arrabbio sempre con me stessa perché ho mangiato troppo. A volte mi viene persino da piangere.»
    Approfittò del suo ritorno in bagno per accomiatarsi. Lei uscì di nuovo con le ciglia finte su un occhio solo.
    «Vai già via?»
    «Sto finendo quel lavoro. Vorrei risolvere tutto entro domani e partire tranquillo.»
    «È pericoloso?»
    «No.»

    ha scritto il 

  • 2

    Questa breve liaison con l'investigatore privato Pepe Carvalho mi ha fatto capire che una relazione tra noi sarebbe impossibile: non abbiamo nessun interesse in comune. Cibo, donne, alcool, cinismo, c ...continua

    Questa breve liaison con l'investigatore privato Pepe Carvalho mi ha fatto capire che una relazione tra noi sarebbe impossibile: non abbiamo nessun interesse in comune. Cibo, donne, alcool, cinismo, cinismo e ancora cinismo sono il piatto principale del romanzo e il caso da risolvere solo il contorno. Mi sono trascinata attraverso le descrizioni dei pasti del protagonista e delle sue relazioni con le donne del libro, attraverso le disquisizioni politiche, letterarie, filosofiche di cui abbondano gli impossibili dialoghi in cui ogni personaggio ha voglia di lanciarsi nel suo monologo sul mondo, solo per infrangersi sull'acculturato e ironico cinismo di Carvalho. E quando gli altri personaggi si fanno contagiare da questo cinismo, allora è la fiera delle sententiae.
    Sono abbastanza sicura che non darò un'altra possibilità a Carvalho. Peccato, perché la scrittura di Montalban ha i suoi punti di forza, è chiara e concisa nel suo cinismo e ci sono non pochi lampi che ci fanno intravedere pieghe interessanti della psicologia del suo personaggio. Cerca di rendere con realismo le realtà più brutte della Barcellona post-franchista. Non sono sicura che ci riesca bene: l'atteggiamento di disillusione e superiorità verso il mondo che permea ogni pagina dà l'impressione, al ripensarci, di affettazione costruita. Però nel provarci ci dà una visione non edulcorata di un quartiere popolare e dell'abbrutimento di chi lo abita che colpisce per il quieto realismo con cui lo descrive.

    ha scritto il 

  • 4

    Piccola storia ignobile raccontata con maestria

    Quasi quattro stelle. Qui l'autore è stato magistrale nel descrivere i personaggi. Pepe Carvalho oltre alla parte indifferente alla vita mostra la sua umanità e non solo verso la sua nuova compagna: u ...continua

    Quasi quattro stelle. Qui l'autore è stato magistrale nel descrivere i personaggi. Pepe Carvalho oltre alla parte indifferente alla vita mostra la sua umanità e non solo verso la sua nuova compagna: un cucciolo di cane. La schiera di ricconi che incontra per il nuovo caso sono tutti descritti in maniera esemplare nel loro cinismo assoluto. La classe operaia non è trattata con i guanti. I suoi compagni di sempre (fidanzata e cuoco personale) sono lasciati un po al margine, ma qualche informazione in più viene data.
    Il titolo della recensione l'ho preso in prestito da Guccini, una canzone di tanti anni dove si parlava di aborto. Qui forse anche è un aborto, non è la vita di un bambino a naufragare è la vita di un uomo, cinquantenne alla deriva trova la morte in una discarica.
    Un grazie a chi mi spinto ad iniziare la serie.

    ha scritto il 

  • 3

    "Il Sud è l'altra faccia della luna"

    Se fossi spietata, sottolinerei l'arbitrarietà di titolo e cover di questo noir. Spietata,ma soprattutto superficiale, e ingiusta.
    Il Sud, qui, è davvero l'altra faccia della luna, un luogo della ment ...continua

    Se fossi spietata, sottolinerei l'arbitrarietà di titolo e cover di questo noir. Spietata,ma soprattutto superficiale, e ingiusta.
    Il Sud, qui, è davvero l'altra faccia della luna, un luogo della mente, meta e direzione.
    Come altrove, come ovunque.

    Mi fermerei qui, ma mi sembra doveroso lasciare un memo a me stessa: rileggere un altro Montalbàn, nonostante il suo Carvalho attizzi il caminetto con i libri..

    (ebook).

    ha scritto il 

  • 4

    3/4 di vita e di romanzo; 3/4 de vida y de novela

    Uf, a me sono mancate informazioni utili: sono una lettrice pigra, e non mi piace quando devo ricostruire/immaginare un quarto della storia. Credo que il fascino di Montalbán risieda proprio in questo ...continua

    Uf, a me sono mancate informazioni utili: sono una lettrice pigra, e non mi piace quando devo ricostruire/immaginare un quarto della storia. Credo que il fascino di Montalbán risieda proprio in questo lavoro del lettore, quindi o ti piace "lavorare" quando leggi o no. Detto questo, è eccellente la costruzione dei personaggi attraverso il linguaggio, meglio, i dialoghi: ho appreso moltissimo. E l'atmosfera mi è piaciuta, opaca e malinconica: come disse un amico, è un romanzo che da molta pena. E forse è giusto così. Credo che, col tempo, imparerò ad amarlo, come ami certe persone che ti nascondono sempre una parte della loro vita.

    He echado de menos algunas informaciones: soy una lectora perezosa y no amo tener que reconstruir/imaginar un cuarto de la historia. Y, sin embargo, creo que el fascino de Montalbán se encuentra en este trabajo del lector, o te gusta "trabajar" mientras lees o no te gusta. Dicho esto, la construcción de los personajes por los diálogos es excelente: he aprendido muchísimo. Me ha gustado la atmósfera melancólica, como un paisaje con calima: como dijo un amigo, es una novela que da mucha pena. Y, quizás, esté bien así. Creo que, con el tiempo, aprenderé a quererle, como se quieren a esos hombres y mujeres que, de sus vidas, solo te cuentan una parte.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi più grande di Vazquez Montalbàn nel descrivere l'accorata disillusione di una generazione che ha creduto nella possibilità di creare una società più giusta, più solidale, più "umana" e si ritrova ...continua

    Chi più grande di Vazquez Montalbàn nel descrivere l'accorata disillusione di una generazione che ha creduto nella possibilità di creare una società più giusta, più solidale, più "umana" e si ritrova nel regno della più sfacciata prevaricazione, della sottocultura, delle diseguaglianze? Che poi il canovaccio per descrivere la realtà di una Spagna che poco si discosta dall'Italia, serve a rendere più "fruibile" temi drammatici. Pepe Cavarlho ci appare come il malinconico cantore di "quella malattia che separa la nascita dalla vecchiaia e dalla morte".

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per