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I miei ricordi

Di

Editore: Baldini Castoldi

3.6
(100)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 403 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8860734177 | Isbn-13: 9788860734174 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Descrizione del libro
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  • 0

    Ci ha lasciato da poco, ma continua a lasciare il suo segno indelebile, forte, pulito e soprattutto di insegnamento per chi vuole vivere la montagna come sfida ma con infinito e 'referente' rispetto.
    Il commento completo su
    http://iltopocongliocchiali.blogspot.it/2014/07/il-miei… ...continua

    Ci ha lasciato da poco, ma continua a lasciare il suo segno indelebile, forte, pulito e soprattutto di insegnamento per chi vuole vivere la montagna come sfida ma con infinito e 'referente' rispetto.
    Il commento completo su
    http://iltopocongliocchiali.blogspot.it/2014/07/il-miei-ricordi.html

    ha scritto il 

  • 4

    montagne, io vi amo

    le imprese storiche di un più che degno rappresentante del mondo alpino.
    Mi ha fatto sognare, vivere e respirare quel mondo che fa parte di me ma purtroppo non posso viverlo pienamente...Ha saputo intrecciare dei viaggi magnifici con della filosofia prepotente, ha parlato di montagne ma sop ...continua

    le imprese storiche di un più che degno rappresentante del mondo alpino.
    Mi ha fatto sognare, vivere e respirare quel mondo che fa parte di me ma purtroppo non posso viverlo pienamente...Ha saputo intrecciare dei viaggi magnifici con della filosofia prepotente, ha parlato di montagne ma soprattutto dell'uomo (nel suo significato più profondo), e ha fatto un bel resoconto sul processo K2...sale in quota...

    ha scritto il 

  • 3

    Se non avete mai letto niente di Bonatti leggete questo libro, ma delle ultime 100 pagine saltate tutto e leggetevi solo l'ultima decina, le altre sono una continua ed inutile riproposizione quasi copiaincollata della stessa vicenda, ripercorsa in 50 anni di lotta sacrosanta per la verità, ma tro ...continua

    Se non avete mai letto niente di Bonatti leggete questo libro, ma delle ultime 100 pagine saltate tutto e leggetevi solo l'ultima decina, le altre sono una continua ed inutile riproposizione quasi copiaincollata della stessa vicenda, ripercorsa in 50 anni di lotta sacrosanta per la verità, ma troppo ridondante per rendere appassionante la lettura.
    Mi è piaciuto invece rileggere i primi scritti dopo quasi trentanni e confrontare le emozioni e l'ammirazione che ho provato per quest'alpinista eccezionale quando vedevo le sue imprese da lontano, prima di anche solo pensare di potermi cimentare sulle sue tracce, e prima di conoscerlo personalmente proprio in Patagonia, in un incontro inaspettato e magico come tutte le Cosas Patagonicas...

    ha scritto il 

  • 5

    "(...) Solo Walter, il miracolo Bonatti, sembra quasi indenne fisicamente, e inoltre -ciò ch'è più meraviglioso- gode il pieno e assoluto possesso delle proprie facoltà mentali. Sorride; si muove spigliato; sembra torni adesso da una passeggiatina su per qualche guglietta dietro il rifugio, ch ...continua

    "(...) Solo Walter, il miracolo Bonatti, sembra quasi indenne fisicamente, e inoltre -ciò ch'è più meraviglioso- gode il pieno e assoluto possesso delle proprie facoltà mentali. Sorride; si muove spigliato; sembra torni adesso da una passeggiatina su per qualche guglietta dietro il rifugio, che gli abbia messo appetito e l'abbia più che mai rinfrancato nel gusto di vivere. Che straordinario campione! C'è poco da dire: siamo di fronte all'esemplare d'una specie diversa da quella degli uomini comuni di carne e ossa, pesanti e perituri.(...)"

    ha scritto il 

  • 4

    Coinvolgente...

    ...ovviamente per gli appassionati di montagna e di avventura in genere. Un po' ripetitiva la parte riguardante la verità storica sulla prima conquista del K2. Comunque Bonatti riesce a trasmettere molto bene le sensazioni che ha provato nelle sue avventure, in modo a volte anche romantico.

    ha scritto il 

  • 4

    Bonatti non è un uomo, è un androide i cui circuiti sono ottimizzati per temperature sotto i -30 gradi. Il libro è la raccolta di alcuni racconti dello scalatore riguardanti le sue arrampicate negli anni 50 e 60: le nord delle Cime di Lavaredo, il Cerro Mariano Moreno, il K2, il G4, il Pilier d'A ...continua

    Bonatti non è un uomo, è un androide i cui circuiti sono ottimizzati per temperature sotto i -30 gradi. Il libro è la raccolta di alcuni racconti dello scalatore riguardanti le sue arrampicate negli anni 50 e 60: le nord delle Cime di Lavaredo, il Cerro Mariano Moreno, il K2, il G4, il Pilier d'Angle, la nord del Cervino, il pilone Centrale del Freney, il Pilastro del Dru.
    Chapeau.

    ha scritto il 

  • 4

    La sincerità del testimone

    Bonatti lascia una testimonianza importante non solo della sua esperienza, ma di un'epoca dell'alpinismo che lui ha contribuito a formare. Lo fa con il suo stile schivo, anticelebrativo, a volte noioso, senza spacciarsi per quello che non è. Questo non è un libro da leggere per il gusto di vivere ...continua

    Bonatti lascia una testimonianza importante non solo della sua esperienza, ma di un'epoca dell'alpinismo che lui ha contribuito a formare. Lo fa con il suo stile schivo, anticelebrativo, a volte noioso, senza spacciarsi per quello che non è. Questo non è un libro da leggere per il gusto di vivere virtualmente avventure che ci rimarranno precluse, ma un documento da consultare per capire l'animo di un grande della montagna. In antitesi completa con il mondo di oggi, non per scelta snobistica ma per vocazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Bonatti e' un grandissimo dell'alpinismo e le sue innumerevoli imprese fanno parte della storia. E mi piace anche la sua integrita' morale, la forza e l'insistenza con la quale lotta e ha lottato per far luce sulle vicende del K2.

    Detto cio', questo libro proprio non mi piace.
    Non mi ...continua

    Bonatti e' un grandissimo dell'alpinismo e le sue innumerevoli imprese fanno parte della storia. E mi piace anche la sua integrita' morale, la forza e l'insistenza con la quale lotta e ha lottato per far luce sulle vicende del K2.

    Detto cio', questo libro proprio non mi piace.
    Non mi piace il modo didascalico in cui scrive e come tutto e'
    frammentato in piccoli pezzi senza un filo conduttore.
    Non mi piace il modo in cui decide cosa e' alpinismo e cosa no - cosa e' avventura e cosa non lo e'. Non mi piace come tutto sia necessariamente bianco o nero (se hai uno sponsor sei un veditore di bugie) e come tutta la tecnologia sia da condannare (ma poi e' lui stesso che definisce secondo i propri comodi cosa debba essere considerato "tecnologia").
    Cosi' se scali con un walkie talkie stai barando.
    Il barometro e' consentito, ma il GPS uccide l'avventura.
    Le corde anni 30 vanno bene, ma con quelle moderne e' tutto troppo facile. Scarponi e chiodi sono ok, ma l'imbrago e' per femminucce.

    Scalare una montagna con un elicottero non e' certo alpinismo,
    ma io credo che l'avventura sia una cosa soggettiva prima
    di oggettiva, e con essa la liberta' di ciascuno di esprimersi
    e utilizzare i mezzi che ritiene piu' appropriati. Se Bonatti
    vuole scalare con l'equipaggiamento degli anni '30 va benissimo,
    fatti suoi. Ma la smetta di criticare il resto del mondo che non segue il suo "stile"

    ha scritto il