I miglioratori del mondo

Di

Editore: Moretti & Vitali (Narrazioni della conoscenza)

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Lingua: Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8871866878 | Isbn-13: 9788871866871 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Filosofia

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Descrizione del libro
In copertina: Utopia e democrazia tra letteratura, fumetto, filosofiaIl percorso di letture e interpretazioni di questo libro demistifica la figura dell’utopista, mostrando come dietro la sua maschera di disinteressato “miglioratore del mondo” si nascondano interessate passioni di parte.Il libro lega la cupa vera natura dell’utopia alle vicende storiche e alle ideologie politiche del Novecento: viene in questo senso indagata la questione se un pensiero e un progetto che si presentano come il frutto amorevole di un padre affettuoso, non possano rivelarsi piuttosto quali distorti intenti di un viscido zio, ambigua figura paterna incarnata tanto dal Grande Inquisitore di Dostoevskij, quanto da personaggi dei comics.Quale rottura con il discorso di potere e autorità portato avanti da figure maschili, sono figure femminili a servire da decostruzione dell’utopia e da costruzione filosofica e politica della democrazia. Costruzione condotta soprattutto alla luce delle coordinate filosofiche che Derrida ha disseminato nei suoi scritti.
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    recensioni dalla rete

    Bellissimo e molto interessante. I riferimenti a libri, fumetti, teorie, hanno reso il discorso dell'utopia da idea a fatto e mi hanno permesso di avere una visione piuttosto chiara di quanto l'autore ...continua

    Bellissimo e molto interessante. I riferimenti a libri, fumetti, teorie, hanno reso il discorso dell'utopia da idea a fatto e mi hanno permesso di avere una visione piuttosto chiara di quanto l'autore voleva spiegare. Le parole e gli esempi sono fondamentali quando l'argomento é tecnico ed astratto, quindi questo breve libro con il suo excursus mi ha permesso di avere, alla fine, un'idea chiara sia di quanto letto che di quello che c'é in giro ora. In questa epoca di pentastellati e Trump non é mica poco comprendere cosa c'é dietro ai "miglioratori del mondo".
    (M. Cristina N.)

    Destrutturare il concetto di Utopia. Depotenziarne gli assiomi di purezza, necessità, veridicità tout court. Farlo secondo canoni deriddiani, passando dall’equidistanza speculativa come dai super-eroi della Marvel. Dalle distopie letterarie philipdickiane come dall’accezione del Grande Inquisitore dostoevskijano. E poi, ancora da Cristo, Tolkien, altri fumetti, letterature, tesi e antitesi, filosofie. È questa la sfida raccolta e superata di slancio da Stefano Petruccioli che col suo “I miglioratori del mondo. Utopia e democrazia tra letteratura, fumetto, filosofia” (Moretti & Vitali, 2017), si presta alla lettura con un librino dialettico, sbieco, a-dogmatico. E dunque a suo modo anche contro-tendente, politico. Tenuto conto che vede la luce in pieno quarantennale del Settantasette, per antonomasia anno di reiterati de-profundis utopico-sessantottini.
    Il titolo parafrasa un testo di Herman Hesse (“Il miglioratore del mondo”), i capitoli risultano scattanti, il movente riassumibile - con le parole di Stefano Petruccioli stesso - in un articolato punto di domanda. Un punto di domanda che grava sulla speculazione novecentesca (sui suoi cascami ideologici e post-ideologici) come un macigno:
    “Il dibattito sul valore dell’utopia resta evidentemente aperto: rappresenta un’inquietante proiezione totalitaria o mantiene una funzione positiva di tensione al cambiamento e critica dell’esistente, come un margine di gioco che è necessario ritagliare nel presente per progettare nuove realtà?”
    Da qui l’esigenza di rifocalizzare il concetto di utopia. Di rivisitarlo alla luce delle (tante) zone d’ombra emergenti dal confronto con la storia, e la storia delle idee politiche. Accertato il fatto che il disegno utopico - luminosa rivelazione di un Padre munifico - è spesso degenerato nel suo surrogato distorto, antidemocratico, asfittico. La pars construens di questo libro? Va rintracciata nel “femminile”, magari guardando alle gesta neo-archetipiche della regina degli elfi Galadriel o della X-woman Psylocke. Perché no? Rispetto a certi grandi dispensatori di utopie a buon mercato, se non altro a guadagnarci sarebbe l’estetica.
    (Mario B.: http://www.sololibri.net/I-miglioratori-del-mondo-Petruccioli.html)

    ha scritto il