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I migliori anni della nostra vita

Di

Editore: Feltrinelli

4.2
(168)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807721139 | Isbn-13: 9788807721137 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Ernesto Ferrero

Genere: Biography

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Descrizione del libro
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  • 0

    io ho 28 euro nel conto e una mia amica mi chiama e
    mi fa "giovedì mi sa che me ne volo a paris"


    (parì, ha detto) e mi chiede "e tu?"
    mah, ho fatto, io penso che venerdì non lo so ancora


    di preciso, ogni giorno per me è una sorpresa
    accattivante (accattivante, ho detto, ma proprio ...continua

    io ho 28 euro nel conto e una mia amica mi chiama e mi fa "giovedì mi sa che me ne volo a paris"

    (parì, ha detto) e mi chiede "e tu?" mah, ho fatto, io penso che venerdì non lo so ancora

    di preciso, ogni giorno per me è una sorpresa accattivante (accattivante, ho detto, ma proprio con

    cattiveria bonaria) quindi ho continuato con grande padronanza degli strumenti linguistici e retorici e

    sintattici - quindi nell'ipotesi di una burrasca, visto il mal tempo che imperversa (imperversa, ho detto) sul nord

    Italia, sul versante appenninico, io credo che sarebbe opportuno per noi emiliani, e su emiliani ho calato la

    voce come l'aquila che oscilla nel cielo con gli occhi semichiusi perché ha tutto l'orizzonte in testa - aspettare

    il tuo ritorno con grande calma. E lei: sei di una dolcezza incredibile.

    Ti porto sicuramente un regalino da Parì, si è subito affrettata a dire, ma non un libro (giuro che ha detto

    così, "ma non un libro"). Cosa si può regalare a qualcuno a Parì, io, che non sia

    un libro, io non lo so. Mi porterà una foto di De Gaulle, come minimo.

    Che vita agra, che vita magra. E siamo appena alla ricreazione.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un percorso sentimentale e culturale dentro la storia della casa editrice Einaudi, dominata dalla figura carismatica, provocatoria, aristocratica e insieme rivoluzionaria di Giulio Einaudi, chiamato costantemente da Ferrero (nel '63 giovane neoassunto) "l'Editore". Che è infatti maestro e des ...continua

    E' un percorso sentimentale e culturale dentro la storia della casa editrice Einaudi, dominata dalla figura carismatica, provocatoria, aristocratica e insieme rivoluzionaria di Giulio Einaudi, chiamato costantemente da Ferrero (nel '63 giovane neoassunto) "l'Editore". Che è infatti maestro e despota, perentorio, ipervitale, intuitivo, circondato da un alone di mistero e circonfuso di lontananza; creatore di un mondo e di una famiglia editoriale, costituita da personaggi tra loro assai diversi e intessuta dalle loro relazioni, dalle loro dispute, animata dal progetto fondativo -utopia felice- di poter cambiare il mondo attraverso i libri. Vi si respira l'humus di un'epoca, tra gli anni '60 e '70; vi sono delineati ritratti indimenticabili, precisi e commoventi. Spiccano fra tutti quelli di Calvino, Pavese, Gadda, Natalia Ginzburg, Elsa Morante, Lalla Romano, Primo Levi (e tanti, tanti altri, anche di passaggio o colti obliquamente, come ad esempio il breve ritratto che di Fenoglio viene tratteggiato attraverso il dolore dell'amico Calvino alla notizia della morte ormai imminente). Un mondo che pur non essendo così lontano nel tempo appare irrimediabilmente perduto, e non solo perchè quasi tutti i protagonisti sono oramai scomparsi. Un'immersione nella costruzione di una felicità dello spirito dalla quale, in pochissimo tempo e assai rapidamente, eoni di mediocrità intellettuale ci hanno separato.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è bellissimo.


    Ernesto Ferrero per me sino ad oggi, era un signore garbato ed elegante -sempre con il farfallino- che da anni incontro alla Fiera del Libro di Torino; con aplomb sabaudo presenta gli oratori e gli scrittori.


    Poi un giorno compro “ I migliori anni della n ...continua

    Questo libro è bellissimo.

    Ernesto Ferrero per me sino ad oggi, era un signore garbato ed elegante -sempre con il farfallino- che da anni incontro alla Fiera del Libro di Torino; con aplomb sabaudo presenta gli oratori e gli scrittori.

    Poi un giorno compro “ I migliori anni della nostra vita”, e scopro così che questo signore ha un modo incantevole di raccontare. Leggere questo libro è stato come aver ricevuto e accettato l’invito a percorrere la galleria dei ritratti, degli einaudiani: Primo Levi, Pavese, Gadda, Ginzburg, Mila, Morante, Calvino, Vittorini, Bobbio, Primo Levi, Fruttero & Lucentini, Sciascia, Parise, Volponi, Pasolini…

    “Era la primavera del 1963. Pensai distintamente che per un prodigio insperato ero stato accolto nella regione mitologica in cui cresce l’albero della felicità.”

    Con queste parole Ernesto Ferrero inizia il suo racconto, che si srotola sobrio, ben calibrato e divertente (“Al par Brett…”), utilizzando ironia e garbo per velare la profonda passione che lo lega al “mondo einaudiano”.

    E lo termina con queste: “Non manca niente alla nostra felicità, in via Biancamano.”

    ha scritto il 

  • 4

    con visibili affetto e partecipazione Ferrero porta il lettore in cinquanta anni di storia della Einaudi. si sussegono gli avvenimenti, i ritratti di scrittori ma anche di personaggi minori del "mestiere editoriale". le pagine comunque che consentono un salto di qualitá ed emozionano sono quelle ...continua

    con visibili affetto e partecipazione Ferrero porta il lettore in cinquanta anni di storia della Einaudi. si sussegono gli avvenimenti, i ritratti di scrittori ma anche di personaggi minori del "mestiere editoriale". le pagine comunque che consentono un salto di qualitá ed emozionano sono quelle dedicate a Primo Levi e agli ultimi vitali anni di vita del grande protagonista Giulio Einaudi

    ha scritto il 

  • 3

    Le storie editoriali sono diventate una sorta di nuovo genere di saggistica. Sono sempre interessanti, raccontano aspetti del mondo editoriale che chi non ne è parte non può conoscere; nascondono, allo stesso tempo, aspetti che chi ne fa parte invece conosce bene. Si situano su quella curiosa lin ...continua

    Le storie editoriali sono diventate una sorta di nuovo genere di saggistica. Sono sempre interessanti, raccontano aspetti del mondo editoriale che chi non ne è parte non può conoscere; nascondono, allo stesso tempo, aspetti che chi ne fa parte invece conosce bene. Si situano su quella curiosa linea di confine che sta tra la storia d'impresa e il gossip. E sono, in generale, tutte uguali tra loro.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono di parte

    Per l'Einaudi ci lavoro dal 2006. Una figura che, logicamente, Ferrero non cita, se non quando parla di Calvino che nel 1950 faceva ciò cha faccio io oggi, lui con la Topolino piena di libri diretto nelle più disperse piazze d'Italia, io con una C4, con un unico fine però. Vendere i libri di quel ...continua

    Per l'Einaudi ci lavoro dal 2006. Una figura che, logicamente, Ferrero non cita, se non quando parla di Calvino che nel 1950 faceva ciò cha faccio io oggi, lui con la Topolino piena di libri diretto nelle più disperse piazze d'Italia, io con una C4, con un unico fine però. Vendere i libri di quell'editore e venderli a rate. Il libro comunque offre alcuni ritratti di scrittori e intellettuali che, nel bene e nel male, hanno cambiato l'Italia. Forse la loro battaglia, in parte, l'hanno persa, ma, in nome loro e di tanti altri, mi piace comunque pensare che sia un bene andare avanti con la consapevolezza di ciò che diceva l'Editore dopo la crisi degli anni 80. "In difficoltà siamo stati sempre, dall'inizio a oggi... Noi siamo dei combattenti, non siamo dei molluschi, che si muovono solo quando tutto è a posto e tranquillo. Combattiamo. Questo è il nostro progetto: combattere."

    ha scritto il 

  • 4

    Ve li ricordate i libri einaudi? Avevano un odore particolare.
    I caratteri tipografici erano nitidissimi.Non c'era mai un errore di stampa. C'erano le collane: i coralli, i supercoralli, i millenni,gli struzzi..... E c'erano gli scrittori: Pavese, Calvino, Levi, la Ginzburg, la Morante......
    Ques ...continua

    Ve li ricordate i libri einaudi? Avevano un odore particolare. I caratteri tipografici erano nitidissimi.Non c'era mai un errore di stampa. C'erano le collane: i coralli, i supercoralli, i millenni,gli struzzi..... E c'erano gli scrittori: Pavese, Calvino, Levi, la Ginzburg, la Morante...... Questo libro racconta gli anni d'oro della casa editrice. Noi che non abbiamo più vent'anni ne abbiamo qualche nostalgia.

    ha scritto il 

  • 5

    Questa storia romanzata della casa editrice Einaudi si sarebbe dovuta intitolare "I migliori anni del nostro Paese", oppure "I migliori uomini del nostro Paese". Adatta solo agli animi forti: a me veniva da piangere di nostalgia già a pagina 13.

    ha scritto il