I milanesi ammazzano al sabato

Di

Editore: Rizzoli (su licenza Garzanti)

4.0
(1852)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 174 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000074707 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Edizione speciale fuori commercio allegata alla rivista Amica n. 32 del 1988
L'edizione si basa su quella Garzanti della collana "I Garzanti"
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  • 3

    Ho da poco finito di leggere "I Milanesi ammazzano al sabato" e francamente son rimasto perplesso, innanzitutto più che un giallo mi pare un noir, poi il Duca Lamberti e' un bel personaggio, la donna ...continua

    Ho da poco finito di leggere "I Milanesi ammazzano al sabato" e francamente son rimasto perplesso, innanzitutto più che un giallo mi pare un noir, poi il Duca Lamberti e' un bel personaggio, la donna che lo accompagna ha curiosamente lo stesso nome Livia, della compagna di Montalbano, ma null'altro in comune anzi ha il carattere della Ingrid del Camilleri, ma i personaggi al contorno, sebbene ben disegnati sono degli stereotipi che mi hanno lasciato l'amaro retrogusto del razzismo verso i terroni.

    ha scritto il 

  • 4

    Donatella è una...

    ...splendida donna con l'intelligenza di una bambina di 5 anni, quando scompare misteriosamente il padre sporge denuncia e comincia ad aspettare che la polizia faccia qualcosa, alla fine trova Duca La ...continua

    ...splendida donna con l'intelligenza di una bambina di 5 anni, quando scompare misteriosamente il padre sporge denuncia e comincia ad aspettare che la polizia faccia qualcosa, alla fine trova Duca Lamberti (ex medico ora sbirro) che la trova sì ma ormai morta. Comincia così una indagine per omicidio che porta Lamberti tra prostitute e magnaccia, alla fine ci sarà una vendetta atroce ma che non pacifica niente e nessuno.

    ha scritto il 

  • 5

    Ed eccolo, il capolavoro. L'elefantessa: la bellissima Donatella, alta e bionda come una svedese, un profilo antico. Ventotto anni e il cervello di un bambino: sorride a tutti, dice di sì a tutti, per ...continua

    Ed eccolo, il capolavoro. L'elefantessa: la bellissima Donatella, alta e bionda come una svedese, un profilo antico. Ventotto anni e il cervello di un bambino: sorride a tutti, dice di sì a tutti, per strada gli uomini si girano e non la si può tenere. Così il vecchio Amanzio Berzaghi, un ex camionista spostato in ufficio dalla sua ditta di spedizioni dopo un brutto incidente in Germania, da quando la moglie e la cognata sono morte la tiene chiusa in casa con le persiane chiuse, tra 45 giri di canzonette e bambole. Lavora poco lontano da casa Amanzio, ogni due ore va a controllare che tutto sia a posto, pranzo e cena a casa con la sua bambina, unica distrazione un bicchierino di grappa al bar dietro l'angolo.
    È un milanese lavoratore e ligio al dovere, Berzaghi: «robusto, solido, largo, muscoloso, velloso alle orecchie e alle sopracciglia», con un'aria da «vecchio bellicoso toro bonario». E non vive più da quando Donatella è scomparsa, che a lasciare l'appartamento, chiuso dall'esterno e senza nessuno che avesse le chiavi, non si capisce come abbia fatto.
    Da mesi si rivolge alla polizia e ne ottiene dei vedremo, indagheremo, riferiremo. Con Duca Lamberti la musica cambia e partono le indagini, che setacciano bordelli, case d'appuntamento, alberghi equivoci, luoghi dove ci può essere commercio di sesso. Stavolta l'approccio di Scerbanenco è dolente, straziato, e al tempo stesso calibratissimo: niente balordi psicopatici, piuttosto la banalità del male in scena. Magnaccia piattamente stomachevoli, criminali fai da te che mettono ragazze in strade come altri aprirebbero una panetteria, cumenda che vanno a troie, gente “normale” che cerca di sfruttare ogni'occasione per fare soldi.
    Donatella è stata avviata alla prostituzione. Ma aveva degli attacchi, e allora urlava, invocava il padre, faceva scappare i clienti. E allora tre balordi che pensavano di arricchirsi con lei l'hanno ammazzata e ne hanno bruciato il corpo, in una campagna dalle parti di Lodi.
    Duca Lamberti arriverà ai colpevoli – erano vicini, vicinissimi al vecchio Berzaghi, insospettabili e cordiali – un attimo dopo il vecchio. Che ha tutto il tempo di cercarli e trovarli perché è sabato, e di sabato a Milano non si lavora, ha avuto una soffiata, farà un massacro.
    Un noir che resta impresso a lungo, con il suo impasto di pietas ed esattezza dei particolari, con il suo strazio per gli agnelli che vanno al macello.

    ha scritto il 

  • 3

    Coinvolgente, ben studiato, con retrogusto di wtf

    Non conoscevo Scerbanenco e ho avuto l'impressione che avrei fatto meglio a iniziare dal primo romanzo di questa serie poliziesca.
    Quando si prende una serie a metà si ha a volte l'impressione di part ...continua

    Non conoscevo Scerbanenco e ho avuto l'impressione che avrei fatto meglio a iniziare dal primo romanzo di questa serie poliziesca.
    Quando si prende una serie a metà si ha a volte l'impressione di partecipare a una festa nella quale gli invitati si conoscono tutti fra di loro, e tu sei l'unico a non far parte della compagnia.

    Mi viene da dividere questo romanzo in tre parti: la prima con la presentazione del contesto, dei personaggi e del fatto. Molto interessante e appassionante.
    La seconda con lo sviluppo della trama, che mi è piaciuta molto nonostante qualche semplificazione di troppo dei personaggi secondari.
    La terza parte, infine, in cui Scerbanenco *sbrocca completamente*; o il suo editor va in vacanza; o più probabilmente Scerbanenco e l'editor vanno a ubriacarsi insieme in una taverna e lì finiscono il romanzo.

    Non per la storia in sé, per lo stile.

    Questa parte finale è una carrellata di luoghi comuni su settentrionali, meridionali, neri. Il milanese preciso e dedito al lavoro come solo i milanesi sanno fare. Il calabrese truffaldino e maligno come solo i calabresi sanno essere, e così via.

    Fino alla fine ho voluto cogliere in tutto questo un'ironia di fondo, magari il tentativo di presentare una visione del mondo caricaturalmente semplificata per poi rovesciarla.

    E invece no, niente ironia.

    Sono contenta di averlo letto e forse riproverò col primo della serie, ma forse no.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, coinvolgente. Soprattutto, considerando che è ambientato nel mondo della prostituzione, ha il merito di non puntare sulle oscenità. Sono felice di avere conosciuto Scerbanenco che fino ad oggi ...continua

    Bello, coinvolgente. Soprattutto, considerando che è ambientato nel mondo della prostituzione, ha il merito di non puntare sulle oscenità. Sono felice di avere conosciuto Scerbanenco che fino ad oggi avevo solo sentito nominare. Andrò senz'altro a cercare altri suoi libri.

    ha scritto il 

  • 4

    che bella scoperta Scerbanenco! Reduce da diverse letture così e così non mi è parso vero tuffarmi in un giallo italiano scritto benissimo, in cui il povero padre camionista, il giovane pappone meridi ...continua

    che bella scoperta Scerbanenco! Reduce da diverse letture così e così non mi è parso vero tuffarmi in un giallo italiano scritto benissimo, in cui il povero padre camionista, il giovane pappone meridionale, l'albergatore di Lodi stufo del cugino criminale, la maîtresse, il barista sono descritti talmente bene che al lettore sembra di averli davanti, di scrutarne le fisionomie, di ascoltare le loro voci ricche di inflessioni dialettali. La storia è trucida: Donatella, una ragazza di ventott'anni dal fisico statuario e dal cervello di una bambina, viene rapita, e tempo dopo trovata dentro un covone di paglia, bruciata viva. Amanzio, il padre che se ne prendeva cura a metà tra badante e carceriere (la ragazza aveva un debole per gli uomini e lui doveva cercare di tenerli alla larga per proteggerla), è fuori di sé per la disperazione. Duca Lamberti, l'ispettore di polizia e medico, di cui devo assolutamente leggere altre avventure, prende in carico il caso e lo risolve (ma una lettera anonima, un attimo prima che ci arrivi Lamberti, svela il mistero al padre della vittima). I milanesi ammazzano al sabato è uscito nel 1969. Non è invecchiato per niente.

    ha scritto il 

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