I milanesi ammazzano al sabato

Noir italiano n. 11

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.9
(1922)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 172 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000031608 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Donatella è bella e altissima, sembra una svedese, con quei lunghi capelli biondi e quel profilo antico. Ma è affetta da un ritardo mentale: guarda gli uomini per strada, sorride a tutti e, qualunque cosa le dicano, risponde di sì. Per questo il vecchio padre la tiene nascosta in casa, prendendosi amorevolmente cura di lei, tra bambole e dischi di canzonette. Ma una mattina tornando a casa scopre che non c'è più... Il caso viene affidato a Luca Lamberti che con il suo inconfondibile stile parte alla disperata ricerca della ragazza venendo a contatto con una Milano inedita e violenta, tra feroci magnaccia e case d'appuntamento.
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  • 5

    Confesso di aver letto questa quarta indagine di Duca Lamberti con un filo di malinconia - perché sapevo che sarebbe stata la "mia" ultima volta con lui.

    Un uomo disperato si rivolge a Duca per esser ...continua

    Confesso di aver letto questa quarta indagine di Duca Lamberti con un filo di malinconia - perché sapevo che sarebbe stata la "mia" ultima volta con lui.

    Un uomo disperato si rivolge a Duca per essere aiutato, la sua bellissima figlia è scomparsa e nessuno sta facendo in modo che ritorni a casa. Donatella è bellissima purtroppo però è affetta da gravi disturbi psichici, gli stessi disturbi che la portano a fidarsi di gente senza scrupoli.
    Scerbanenco ancora una volta in poche pagine riesce a tratteggiare con nitidezza una storia cupa, torbida, crudele - così spietatamente vera da fare male - alcune pagine sono dolorose proprio perché nella loro crudezza non fanno nulla per nascondere l'orrore e la crudeltà insita nel genere umano. Definire i suoi romanzi come gialli o polizieschi è anche riduttivo - perché la cifra letteraria di Scerbanenco è potente e la sua prosa è magnetica, a tratti lirica. So che è soltanto un libro, ma l'ho vissuto così intensamente che penso ancora a Donatella, la ragazzona bellissima e da proteggere e a suo padre che ha come unica fonte di gioia nella vita proprio lei - la sua bambina alta quasi due metri. Penso a loro e penso a Duca Lamberti e alla sua sete di giustizia - ecco - non ho ancora trovato pace e con un po' d'amaro in bocca vorrei catapultarmi nelle pagine del libro per gridare "BASTARDI" - va bene dai - è andata.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro preso al volo in stazione perché mi facesse compagnia in una giornata di viaggio. Scerbanenco lo conoscevo di nome, ma ignoravo tutto il resto, compreso Duca Lamberti, il protagonista della vice ...continua

    Libro preso al volo in stazione perché mi facesse compagnia in una giornata di viaggio. Scerbanenco lo conoscevo di nome, ma ignoravo tutto il resto, compreso Duca Lamberti, il protagonista della vicenda.
    A parte il racconto, ben scritto, che ricostruisce bene l'atmosfera anni sessanta (credo) nei quali si svolge la vicenda, ho fatto una riflessione come padre di un'unica figlia, che ovviamente è un pezzo importantissimo della mia vita.
    Ho sempre cercato di immedesimarmi nelle situazioni, anche le più strane, le più dure, le più "forti" di cui ho sentito parlare in qualche modo. E, interrogatomi sulla mia eventuale reazione a sollecitazioni varie, mi sono sempre risposto, con una ragionevole certezza, che conserverei l'"umanità", non mi abbandonerei alla violenza, alla vendetta. Certo nelle situazioni ci si deve trovare per essere sicuri di misurare la propria reale risposta, però credo che ognuno possa con ragionevole precisione riuscire a prevedere, forse anche ad allenarsi nell'eventualità di vivere certe vicende. Ebbene, un caso come questo (neppure crudo e violento come questo) mi spiazza. Non sono più sicuro che non farei come Amanzio; non sono più sicuro che la cultura, l'equilibrio, la maturità, i valori accumulati in tanti anni possano resistere. Mi viene in mente una maglietta goliardica che comprai qualche anno fa: c'è scritto "ho una figlia bellissima, ma ho anche una pistola, una pala e un alibi". Spero sinceramente di non dover mai usare nioente di tutto questo.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto, nonostante lo stile a volte ridondante (penso volutamente, ma l'effetto poetico a volte sembra solo una ripetizione). I personaggi sono ben delineati e le vicende, anche senza grandi co ...continua

    Mi è piaciuto, nonostante lo stile a volte ridondante (penso volutamente, ma l'effetto poetico a volte sembra solo una ripetizione). I personaggi sono ben delineati e le vicende, anche senza grandi colpi di scena, lasciano col fiato sospeso. Ho provato tenerezza per la povera Donatella e una grande pietà per il padre. Bellissimo il personaggio del Duca...sarei curiosa di leggere anche gli altri

    ha scritto il 

  • 2

    E' sempre piacevole scoprire nuovo orizzonti, ma devo dire che non conoscere Scerbanenco non era indispensabile per me. Mi avevano parlato della protagonista come di un personaggio la cui sofferenza t ...continua

    E' sempre piacevole scoprire nuovo orizzonti, ma devo dire che non conoscere Scerbanenco non era indispensabile per me. Mi avevano parlato della protagonista come di un personaggio la cui sofferenza ti squarta il cuore. Eppure per me quel dolore è rimasto sulla carta, a differenza di quello di suo padre, un personaggio davvero ben riuscito. Duca e il suo collega invece non mi sono piaciuti. La storia investigativa, l'evolvere e lo scioglimento della vicenda non sono stati di mio gradimento. La scrittura era così netta e cruda che non sono riuscita ad apprezzarla. Le uniche cose che mi sono piaciute sono quelle che gravitavano attorno al padre della sfortunata Donatella.
    Mi sento sempre a disagio a esprimere pareri negativi su autori che hanno fatto la storia, in questo caso, del noir italiano, ma questa è la mia personalissima opinione.
    A proposito di Italia, molto belle anche le atmosfere milanesi. Nonostante le poche parole usate per tratteggiarla, sembrava di essere lì.

    ha scritto il 

  • 4

    Devo dire che "Venere Privata" mi aveva impressionato di più. Qui la vicenda, pur nella sua brutale crudezza, scorre piuttosto linearmente, arrivando a un finale che non lascia pietà nè possibilità di ...continua

    Devo dire che "Venere Privata" mi aveva impressionato di più. Qui la vicenda, pur nella sua brutale crudezza, scorre piuttosto linearmente, arrivando a un finale che non lascia pietà nè possibilità di redenzione.

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente perfetto

    ..."il vasto mondo di quella vasta sciagura si vastificava sempre di più..." è scritto solo a pagina 9, ma mi colpisce al cuore e mi innamora di questo poliziesco di 120 pagine che, nella sua crudezza ...continua

    ..."il vasto mondo di quella vasta sciagura si vastificava sempre di più..." è scritto solo a pagina 9, ma mi colpisce al cuore e mi innamora di questo poliziesco di 120 pagine che, nella sua crudezza, nella sua spietatezza, nella sua semplicità, dimostra come si possa scrivere e avvincere il lettore anche con parole di un tempo che fu, proponendo un testo privo di fronzoli e di costruzioni sintattiche ingombranti. Il pensiero corre lesto al "pasticciaccio brutto di via Merulana" (per i curiosi, vedi recensione), assolutamente opposto a questo romanzo, benché quasi contemporaneo, ma indigesto, a tratti incomprensibile, dal finale monco, al punto che ti chiedi "ma è finito così?"
    Scerbanenco fuga ogni dubbio già nel titolo: i milanesi ammazzano al sabato e dunque quando il sabato arriva...
    Nella sua concretezza, semplicemente perfetto.

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo del rimpianto su ciò che avrebbe potuto essere il futuro di Duca Lamberti se il suo creatore non fosse morto improvvisamente, lasciando apertissimo il futuro professionale e umano del medic ...continua

    Il romanzo del rimpianto su ciò che avrebbe potuto essere il futuro di Duca Lamberti se il suo creatore non fosse morto improvvisamente, lasciando apertissimo il futuro professionale e umano del medico-detective.

    ha scritto il 

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