Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

I milanesi ammazzano al sabato

Noir italiano n. 11

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.0
(1699)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 172 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: A000031608 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace I milanesi ammazzano al sabato?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Donatella è bella e altissima, sembra una svedese, con quei lunghi capelli biondi e quel profilo antico. Ma è affetta da un ritardo mentale: guarda gli uomini per strada, sorride a tutti e, qualunque cosa le dicano, risponde di sì. Per questo il vecchio padre la tiene nascosta in casa, prendendosi amorevolmente cura di lei, tra bambole e dischi di canzonette. Ma una mattina tornando a casa scopre che non c'è più... Il caso viene affidato a Luca Lamberti che con il suo inconfondibile stile parte alla disperata ricerca della ragazza venendo a contatto con una Milano inedita e violenta, tra feroci magnaccia e case d'appuntamento.
Ordina per
  • 4

    l'ultimo Duca!

    peccato! è davero un peccato che questa de "i milanesi ammazzano il sabato" sia l'ultima avventura di Scerbanenco che ha per protagonsta Duca Lamberti. anche questo è in bel giallo a tinte fosche ed oversize. sembra, dai libri di Scerbanenco che i milanesi siano tutti simpatici! chissà se lo sono ...continua

    peccato! è davero un peccato che questa de "i milanesi ammazzano il sabato" sia l'ultima avventura di Scerbanenco che ha per protagonsta Duca Lamberti. anche questo è in bel giallo a tinte fosche ed oversize. sembra, dai libri di Scerbanenco che i milanesi siano tutti simpatici! chissà se lo sono veramente.

    ha scritto il 

  • 4

    Perchè i criminali non sono mai intelligenti...

    Uno splendido noir del 1969 che, mi spiace ammetterlo, scopro solo oggi, a oltre trent’anni dalla sua pubblicazione. Ne sono rimasto completamente affascinato. Innanzitutto, c’è la lingua di Scerbanenco, forse datata ma, proprio per questo, capace di restituire un’atmosfera in “bianco e ne ...continua

    Uno splendido noir del 1969 che, mi spiace ammetterlo, scopro solo oggi, a oltre trent’anni dalla sua pubblicazione. Ne sono rimasto completamente affascinato. Innanzitutto, c’è la lingua di Scerbanenco, forse datata ma, proprio per questo, capace di restituire un’atmosfera in “bianco e nero” in una Milano che comincia a trasformarsi grazie al travolgente “miracolo economico”.
    Poi c’è il poliziotto, Duca Lamberti, dal passato ambiguo, ma incapace di restare indifferente di fronte all’efferatezza di una criminalità che non ha nulla a che vedere con il vieto cliché dei “buoni, vecchi banditi di una volta”. Questi sono delinquenti fatti e finiti, senza scrupoli, senza umanità, capaci di atroci nefandezze.
    E poi c’è la storia. C’è la ragazza, Donatella, una ragazzona di ventotto anni, ritardata mentale, dalle proporzioni gigantesche, ma – ad onta di ciò – bellissima e ninfomane. E c’è il padre, impiegato alla Gondrand, che la tiene chiusa in casa, la protegge, la coccola, forse un po’ la vizia. Ma in fondo è come una bambina!
    Un bel giorno, però, Donatella scompare dall’appartamento ben chiuso in cui vive. Come hanno fatto ad entrare e, soprattutto, che fine ha fatto la ragazza? A quest’ultima domanda la risposta viene facile: sarà stata istradata nell’oscuro ambiente della prostituzione milanese che – si scoprirà – in quegli anni è un settore torbido e quanto mai fiorente.
    Venire a capo del mistero sembra, per Lamberti, una questione personale. L’indagine andrà avanti, malgrado numerose battute d’arresto fino al finale drammatico e liberatorio di cui, pensando ai pochi che – come me – scoprono in ritardo questo bel romanzo di Scerbanenco, non rivelerò assolutamente nulla.
    Un’ultima annotazione. Ho riflettuto sulla definizione che molti danno dell’autore, spesso ricordato come il “Simenon italiano” e sono giunto alla conclusione che – fatta salva l’enorme quantità di scritti dell’autore francese – il paragone non è forse campato in aria.

    ha scritto il 

  • 4

    Il nostro Simenon

    La stessa sensazione di quando lessi Simenon...
    Entri nella vicenda, affascinato dall'intreccio, curioso di come andrà a finire e ti ritrovi talmente affezionato ai personaggi descritti, alla loro umanità e disumanità, che perdi di vista la storia e rimani impelagato in questi casi umani, i ...continua

    La stessa sensazione di quando lessi Simenon...
    Entri nella vicenda, affascinato dall'intreccio, curioso di come andrà a finire e ti ritrovi talmente affezionato ai personaggi descritti, alla loro umanità e disumanità, che perdi di vista la storia e rimani impelagato in questi casi umani, in quello che dicono e come lo dicono. Milano vera come il gas di scarico respirato a pieni polmoni. Scerbanenco (di cui ho letto anche pochi racconti brevi) è l'autore più sottovalutato della nostra storia. Uno scrittore magnifico.

    ha scritto il 

  • 4

    La gradevole semplicità di un grande autore del noir italiano

    Milano, primi anni ’60. Una minorata mentale di 28 anni, altissima e bellissima, scompare misteriosamete. Suo padre – un vedovo che la accudisce scrupolosamente – chiede aiuto alla polizia, ma senza ottenere grandi risultati. Dopo alcuni mesi, il commissario Duca Lamberti prende a cuore il caso e ...continua

    Milano, primi anni ’60. Una minorata mentale di 28 anni, altissima e bellissima, scompare misteriosamete. Suo padre – un vedovo che la accudisce scrupolosamente – chiede aiuto alla polizia, ma senza ottenere grandi risultati. Dopo alcuni mesi, il commissario Duca Lamberti prende a cuore il caso ed inizia ad indagare sulla vicenda, partendo da zero e cercando di rispettare il più possibile il dolore dell’anziano e solitario uomo che ha denunciato il fatto.

    Il quarto episodio della saga noir in cui è protagonista Duca Lamberti. Un romanzo semplice semplice, ma molto avvincente, che incuriosisce parecchio. Trama lineare, linguaggio comprensibile ai più, non è affatto intricato o complesso: il mistero dietro la sparizione viene svelato molto presto, quasi immediatamente, sono i dettagli ad emergere lentamente con lo scorrere del tempo.

    Questo romanzo può portare facilmente il lettore a provare affascinazione per la prosa del grande Scerbanenco. A me è successo. Adesso voglio leggere altre opere dello stesso autore. Ho già ordinato i primi 3 episodi della saga ed una raccolta di racconti dello stesso genere (poliziesco). Consiglio di fare altrettanto.

    ha scritto il 

  • 5

    Gioiello

    Io a Scerbanenco gli voglio davvero un gran bene! Mi ostino a parlarne al presente perché, pur essendo passato a miglior vita da un congruo numero di anni, continuo a trovarlo molto più moderno ed efficace della gran parte degli scrittori noir che oggi intasano le librerie con i loro tomi extrala ...continua

    Io a Scerbanenco gli voglio davvero un gran bene! Mi ostino a parlarne al presente perché, pur essendo passato a miglior vita da un congruo numero di anni, continuo a trovarlo molto più moderno ed efficace della gran parte degli scrittori noir che oggi intasano le librerie con i loro tomi extralarge nei quali pullulano descrizioni ridondanti, pagine e pagine di aria fritta inserite con il solo scopo di dilatare così tanto i tempi di lettura da giustificare il costo del libro agli occhi (e alle tasche) del lettore medio. Meglio un libro da 100 pagine dense ed emozionanti che un mattone da 700 il cui unico obiettivo raggiunto è quello di farti sentire un vero coglione per essere caduto come un pesce lesso nella trappola dell'autore (e dell’editore) di turno. Scerbanenco scrive ciò che occorre, non va mai oltre, lascia al lettore la libertà di immergersi nella storia narrata in maniera così discreta da far risultare la conseguente narrazione molto più personale. Di Donatella sappiamo poco, il giusto per provare a immaginarla vittima incosciente di un tragico rapimento, suo padre non si arrende all’inerzia delle cose, Duca Lamberti è sagace e determinato, la persona giusta per non mollare un caso di cui non interessa nulla a nessuno. I milanesi ammazzano al Sabato è più di un noir, è ironico fin dal titolo, è amaro e realista quando tratteggia Milano e la sua (dis)umanità in modo tanto vero da permetterci di toccare il male travestito da normalità e di restarne intimamente turbati.

    ha scritto il 

  • 4

    Donatella è bellissima: alta un metro e novantacinque, bionda e un corpo statuario. Ma ha l'intelligenza di una bambina di 5 anni, ed è ninfomane. Il padre, vedovo, la chiude in casa e la sorveglia amorevolmente. Una mattina, al ritorno dal lavoro, non la trova più... Amanzio Berzaghi si rivolge ...continua

    Donatella è bellissima: alta un metro e novantacinque, bionda e un corpo statuario. Ma ha l'intelligenza di una bambina di 5 anni, ed è ninfomane. Il padre, vedovo, la chiude in casa e la sorveglia amorevolmente. Una mattina, al ritorno dal lavoro, non la trova più... Amanzio Berzaghi si rivolge al commissario Duca Lamberti, che si impegna con tutte le sue forze per ritrovare la ragazza, setacciando i bassifondi di Milano e il sordido mondo della prostituzione e degli sfruttatori. Una storia gialla semplice, cruda e dura come le parole che Scerbanenco usa per raccontarla.
    Non ci sono assassini che lasciano contorti messaggi da decifrare o complicati puzzle da assemblare o geniali investigatori. E' un racconto di fantasia che potrebbe essere uno dei tanti fatti quotidiani di cronaca nera.
    Pur essendo stato scritto parecchi anni fa, l’ho trovato terribilmente attuale.
    Questo noir è avvincente, nelle indagini ci sono piste e investigatori segugi, molta introspezione dei personaggi, con attenzione al particolare.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho scoperto con gli afterhours che dicono che i milanesi ammazzano il sabato, ma in realtà oltre a non c'entraci niente, devo ammettere che questo libro è più bello.

    ha scritto il 

  • 5

    Scerbanenco con questo libro si conferma come uno dei migliori scrittori. La sua tecnica è unica, priva di volgarità, ma d'effetto. La trama è perfetta, ogni cosa si incastra in modo impeccabile con coerenza e senza contraddizioni. Davvero inimitabile il modo di scrivere di quest'autore che lo re ...continua

    Scerbanenco con questo libro si conferma come uno dei migliori scrittori. La sua tecnica è unica, priva di volgarità, ma d'effetto. La trama è perfetta, ogni cosa si incastra in modo impeccabile con coerenza e senza contraddizioni. Davvero inimitabile il modo di scrivere di quest'autore che lo rende sublime. Adoro Scerbanenco.

    ha scritto il 

Ordina per