I milanesi ammazzano al sabato

Di

Editore: Garzanti Libri

3.9
(1938)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8811668123 | Isbn-13: 9788811668121 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Donatella è scomparsa. E' bellissima, sembra una svedese, con quei lunghicapelli biondi e quel profilo antico. Ma è debole di mente: per strada guardagli uomini, sorride a tutti e, qualunque cosa le dicano, risponde di si.Perciò suo padre, un ex camionista la tiene nascosta in casa; ma una mattinanon la trova più... Il caso viene affidato a Duca Lamberti, medico-investigatore. Alla disperata ricerca della ragazza, Lamberti si spinge nei bassifondidi Milano, tra magnaccia e case d'appuntamento.
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  • 4

    Una sorpresa

    Non avevo mai letto niente di lui..è stata una folgorazione..mi sono innamorata di dica lamberti, del suo personaggio, del modo di scrivere e dei termini inusuali utilizzati (qualcuno potrebbe definir ...continua

    Non avevo mai letto niente di lui..è stata una folgorazione..mi sono innamorata di dica lamberti, del suo personaggio, del modo di scrivere e dei termini inusuali utilizzati (qualcuno potrebbe definirli arcaici ma io li ho trovati poetici).
    Ho amato questa storia e i suoi personaggi..tutto, anche nel degrado e nello squallore degli ambienti descritti, ha un fondo di poesia e di dolcezza.
    Assolutamente un ottimo libro..che del poliziesco ha e non ha..e mi ha coinvolto e travolto come un innamoramento

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo libro di Scerbanenco che leggo, e mi ha convinto subito. Fin dalle prime pagine.
    Un poliziesco molto "milanese" a mio avviso, e non solo per l'ambientazione.
    Per la personalità dei persona ...continua

    E' il primo libro di Scerbanenco che leggo, e mi ha convinto subito. Fin dalle prime pagine.
    Un poliziesco molto "milanese" a mio avviso, e non solo per l'ambientazione.
    Per la personalità dei personaggi soprattutto. Dal padre della vittima al poliziotto Duca Lamberti. Duca è un poliziotto pieno di dubbi sul suo lavoro, ma è tenace; e nonostante la volontà perseverante di scoprire l'assassino rimane molto umano nel compiere il suo mestiere.
    Il motivo del titolo del libro si scopre solo alla fine, e qui devo dire che si vede che Scerbanenco è un milanese di adozione, solo uno così poteva dare una motivazione simile al titolo. E da milanese di adozione riesce a vedere "da fuori" il carattere del milanese autentico, giudicandolo e cogliendone l'aspetto grottesco di certa dedizione alla routine lavorativa.
    Personalmente ci vedo anche un parallelismo con Maigret, questo Duca Lamberti mi è sembrato un "Maigret milanese".
    Anche nei giudizi ironici e distaccati, tipici di Simenon con il suo Maigret, che Duca dice nel libro.
    Due in particolare mi sento di evidenziare (e il secondo mi piace molto), eccoli qui:

    "La delinquenza è una forma di sordida e pericolosa idiozia, nessuna persona appena intelligente fa il ladro, il rapinatore, l'assassino."

    "Penso che le donne che non hanno paura di mangiare sono le migliori donne"

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    E' sempre attuale

    Letture giovanili quelle di Scerbanenco e le ricordo con piacere. Un autore anomalo nel panorama italiano dei gialli. I suoi racconti si discostavano molto dal giallo americano tutto azione oppure sot ...continua

    Letture giovanili quelle di Scerbanenco e le ricordo con piacere. Un autore anomalo nel panorama italiano dei gialli. I suoi racconti si discostavano molto dal giallo americano tutto azione oppure sottilmente psicologico. I personaggi , Duca Lamberti, è un poliziotto sui generis, accompagnato da Livia. Le sue indagini sono atipiche rispetto a quelle della sua epoca. Entro certi aspetti sembra un Montalbano giovane, prima maniera.
    Riletto dopo molti anni appare ancora fresco, anche se la prosa appare a volte laboriosa, ripetitiva. E' proprio questa peculiarità che lo rendono attuale, perché è lo specchio di una Milano degli anni sessanta.
    Dovrò rileggere Venere Privata e Centoracconti per rinfrescare quella memoria.

    ha scritto il 

  • 3

    Non avevo mai letto Scerbanenco prima d'ora. Inizialmente l'ho trovato piuttosto ripetitivo, andava avanti con l'impressione di non arrivare mai alla meta finale ma poi mi sono dovuta ricredere!
    Lo sc ...continua

    Non avevo mai letto Scerbanenco prima d'ora. Inizialmente l'ho trovato piuttosto ripetitivo, andava avanti con l'impressione di non arrivare mai alla meta finale ma poi mi sono dovuta ricredere!
    Lo scrittore riesce quasi a farci provare le stesse sensazioni che prova Amanzio, le descrizioni sono talmente minuziose che sembra essere lì, avvolti da quell'atmosfera cupa, triste e direi claustrofobica.
    Libro breve ma intenso, ho provato un senso di oppressione leggendolo e quando un autore di gialli riesce a farti provare certe sensazioni, vuol dire che il suo obiettivo è stato centrato in pieno.
    Uno di quei gialli che una volta letto ti rimane attaccato addosso.

    ha scritto il 

  • 5

    Ingredienti: la sparizione di una ragazza giunonica e ritardata, la disperazione di un padre alla sua ricerca, la comparsa di un mondo sommerso di prostitute e protettori, la tenacia di un medico-dete ...continua

    Ingredienti: la sparizione di una ragazza giunonica e ritardata, la disperazione di un padre alla sua ricerca, la comparsa di un mondo sommerso di prostitute e protettori, la tenacia di un medico-detective nel risolvere il caso senza grandi mezzi.
    Consigliato: a chi vuole scoprire uno dei migliori giallisti italiani (poco conosciuto dal grande pubblico), a chi vuole sapere cosa fanno i milanesi nei giorni feriali.

    ha scritto il 

  • 5

    Confesso di aver letto questa quarta indagine di Duca Lamberti con un filo di malinconia - perché sapevo che sarebbe stata la "mia" ultima volta con lui.

    Un uomo disperato si rivolge a Duca per esser ...continua

    Confesso di aver letto questa quarta indagine di Duca Lamberti con un filo di malinconia - perché sapevo che sarebbe stata la "mia" ultima volta con lui.

    Un uomo disperato si rivolge a Duca per essere aiutato, la sua bellissima figlia è scomparsa e nessuno sta facendo in modo che ritorni a casa. Donatella è bellissima purtroppo però è affetta da gravi disturbi psichici, gli stessi disturbi che la portano a fidarsi di gente senza scrupoli.
    Scerbanenco ancora una volta in poche pagine riesce a tratteggiare con nitidezza una storia cupa, torbida, crudele - così spietatamente vera da fare male - alcune pagine sono dolorose proprio perché nella loro crudezza non fanno nulla per nascondere l'orrore e la crudeltà insita nel genere umano. Definire i suoi romanzi come gialli o polizieschi è anche riduttivo - perché la cifra letteraria di Scerbanenco è potente e la sua prosa è magnetica, a tratti lirica. So che è soltanto un libro, ma l'ho vissuto così intensamente che penso ancora a Donatella, la ragazzona bellissima e da proteggere e a suo padre che ha come unica fonte di gioia nella vita proprio lei - la sua bambina alta quasi due metri. Penso a loro e penso a Duca Lamberti e alla sua sete di giustizia - ecco - non ho ancora trovato pace e con un po' d'amaro in bocca vorrei catapultarmi nelle pagine del libro per gridare "BASTARDI" - va bene dai - è andata.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro preso al volo in stazione perché mi facesse compagnia in una giornata di viaggio. Scerbanenco lo conoscevo di nome, ma ignoravo tutto il resto, compreso Duca Lamberti, il protagonista della vice ...continua

    Libro preso al volo in stazione perché mi facesse compagnia in una giornata di viaggio. Scerbanenco lo conoscevo di nome, ma ignoravo tutto il resto, compreso Duca Lamberti, il protagonista della vicenda.
    A parte il racconto, ben scritto, che ricostruisce bene l'atmosfera anni sessanta (credo) nei quali si svolge la vicenda, ho fatto una riflessione come padre di un'unica figlia, che ovviamente è un pezzo importantissimo della mia vita.
    Ho sempre cercato di immedesimarmi nelle situazioni, anche le più strane, le più dure, le più "forti" di cui ho sentito parlare in qualche modo. E, interrogatomi sulla mia eventuale reazione a sollecitazioni varie, mi sono sempre risposto, con una ragionevole certezza, che conserverei l'"umanità", non mi abbandonerei alla violenza, alla vendetta. Certo nelle situazioni ci si deve trovare per essere sicuri di misurare la propria reale risposta, però credo che ognuno possa con ragionevole precisione riuscire a prevedere, forse anche ad allenarsi nell'eventualità di vivere certe vicende. Ebbene, un caso come questo (neppure crudo e violento come questo) mi spiazza. Non sono più sicuro che non farei come Amanzio; non sono più sicuro che la cultura, l'equilibrio, la maturità, i valori accumulati in tanti anni possano resistere. Mi viene in mente una maglietta goliardica che comprai qualche anno fa: c'è scritto "ho una figlia bellissima, ma ho anche una pistola, una pala e un alibi". Spero sinceramente di non dover mai usare nioente di tutto questo.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto, nonostante lo stile a volte ridondante (penso volutamente, ma l'effetto poetico a volte sembra solo una ripetizione). I personaggi sono ben delineati e le vicende, anche senza grandi co ...continua

    Mi è piaciuto, nonostante lo stile a volte ridondante (penso volutamente, ma l'effetto poetico a volte sembra solo una ripetizione). I personaggi sono ben delineati e le vicende, anche senza grandi colpi di scena, lasciano col fiato sospeso. Ho provato tenerezza per la povera Donatella e una grande pietà per il padre. Bellissimo il personaggio del Duca...sarei curiosa di leggere anche gli altri

    ha scritto il 

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