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I milanesi ammazzano al sabato

Di

Editore: Garzanti Libri

4.0
(1754)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8811668123 | Isbn-13: 9788811668121 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Donatella è scomparsa. E' bellissima, sembra una svedese, con quei lunghicapelli biondi e quel profilo antico. Ma è debole di mente: per strada guardagli uomini, sorride a tutti e, qualunque cosa le dicano, risponde di si.Perciò suo padre, un ex camionista la tiene nascosta in casa; ma una mattinanon la trova più... Il caso viene affidato a Duca Lamberti, medico-investigatore. Alla disperata ricerca della ragazza, Lamberti si spinge nei bassifondidi Milano, tra magnaccia e case d'appuntamento.
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  • 4

    Tra i migliori Scerbanenco. Non molto "giallo", privo di colpi di scena e un'investigazione lungo vie di routine. Ma proprio per questo più vero, e intenso nella storia.

    ha scritto il 

  • 3

    Il romanzo è stato scritto ed ambientato negli anni 60, e questi ci vengono descritti nella sua interezza, non solamente il loro aspetto positivo di cui siamo abituati a sentirci raccontare, ma anche ...continua

    Il romanzo è stato scritto ed ambientato negli anni 60, e questi ci vengono descritti nella sua interezza, non solamente il loro aspetto positivo di cui siamo abituati a sentirci raccontare, ma anche il loro lato oscuro.
    Passi come "Era lo squallido bar del benessere di massa." e "la civiltà di massa ha questo pregio, che ciascuno può annegare liberamente senza che gli altri gli diano fastidio nel tentativo di salvarlo." ci fanno capire bene cosa pensava Scerbanenco dei favolosi anni 60.
    Anni dove il produrre era l'unica cosa importante, dove per ammazzare si doveva aspettare il sabato, perché gli altri giorni erano lavorativi.
    La mia recensione completa sul blog: http://capitolonero.blogspot.it/2015/05/i-milanesi-ammazzano-al-sabato-giorgio.html

    ha scritto il 

  • 4

    Giallo semplice, crudo, duro e x questo realistico

    Donatella è bellissima: alta un metro e novantacinque, bionda, un corpo statuario. Ma ha l’intelligenza di una bambina di cinque anni, ed è ninfomane. Il padre, vedovo, la chiude in casa e la sorvegli ...continua

    Donatella è bellissima: alta un metro e novantacinque, bionda, un corpo statuario. Ma ha l’intelligenza di una bambina di cinque anni, ed è ninfomane. Il padre, vedovo, la chiude in casa e la sorveglia amorevolmente. Una mattina, al ritorno dal lavoro, non la trova più… Amanzio Berzaghi si rivolge al commissario Duca Lamberti, che s’impegna con tutte le sue forze x rintracciare la ragazza, setacciando i bassifondi di Milano e il sordido mondo della prostituzione e degli sfruttatori. Una storia gialla semplice, cruda, dura come le parole che Scerbanenco usa x raccontarla, e x questo realistica. Non ci sono assassini che lasciano contorti messaggi da decifrare, complicati puzzle da assemblare, geniali investigatori. E’ un racconto di fantasia che potrebbe essere uno dei tanti fatti quotidiani di cronaca nera. Un romanzo precursore dei film “dalla parte del cittadino” e sulla giustizia fai da te che hanno avuto grande successo nei primi anni ’70. Può infastidire il linguaggio grondante disprezzo verso i criminali, ma di fronte ai delitti più cinici e spietati nei confronti di vittime deboli e indifese forse tutti abbiamo sognato una giustizia sommaria oltre la giustizia. Ho letto questo racconto molti anni fa, e lo trovo ancora terribilmente attuale. Non condivido forse l’intransigenza, x non dire l’integralismo di Scerbanenco ma questo racconto è avvincente, e penso rileggerò altri suoi libri. Questo, a mio avviso, il migliore.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Per certi versi le atmosfere sono ancora attuali, sia per quanto riguarda i milanesi che per le storie di malavita (oggi certamente ancora più efferata). Ma altri aspetti risentono del periodo in cui ...continua

    Per certi versi le atmosfere sono ancora attuali, sia per quanto riguarda i milanesi che per le storie di malavita (oggi certamente ancora più efferata). Ma altri aspetti risentono del periodo in cui il romanzo è stato scritto (anni '60) ed oggi appaioni datati. La storia è soprattutto incentrata sull'amore paterno per una figlia minorata, senz'altro commovente anche se oggi probabilmente Amazio Berzaghi sarebbe inquisito per sequestro di persona nei confronti della figlia, più che essere considerato un padre esemplare.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha convinto. Un po' per l'implausibilitá della trama (le motivazioni che portano alla scomparsa della ragazza fanno acqua da tutte le parti), un po' per lo stile a tratti antiquato, a tratti ri ...continua

    Non mi ha convinto. Un po' per l'implausibilitá della trama (le motivazioni che portano alla scomparsa della ragazza fanno acqua da tutte le parti), un po' per lo stile a tratti antiquato, a tratti ripetitivo del testo.

    Esempio di stile scalcagnato, mentre si parla di un tizio che sceglie prostitute particolari:
    "Come era questo tipo?" Voleva dire: "questo tipo al quale piacevano le donne "diverse"."
    La specificazione é completamente inutile - hanno parlato di un solo uomo, ne stanno ancora parlando, e la ragazza sta dicendo al protagonista proprio dei gusti sessuali del tale. Mah.

    Ci sono anche esempi, poi, in molti punti, di modi di parlare e pensare antiquati:
    Era una splendida ragazza, un campione di femmina negra meraviglioso e aveva una nitida intelligenza.
    Uuuuff. Per non parlare di tutte il continuo sottolineare delle differenze fra i milanesi cordiali e lavoratori (ha!) e i "terroni"- lo so, il libro ha quasi 50 anni, ma molte delle frasi mi sono sembrate di cattivo gusto (forse anche perché a Milano ancora si sentono fin troppo di frequente).

    Ci sono, infine, esempi di modi di pensare ormai fuorimoda che risultano involontariamente comici. A me é piaciuto particolarmente il seguente:
    "Buongiorno," rispose Amanzio Berzaghi, con bonaria, milanese cordialità.
    Io qua ho riso, e mi ci é voluto un po' per capire che Scerbanenco era serio nello scrivere l'ossimoro sopra.

    Insomma, si legge velocemente, e certo da molti punti di vista é interessante in quanto rispecchia un'epoca e un mondo ormai lontani. Peró non credo sia uno di quei libri che possono sopravvivere al test del tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Erano decenni che questo titolo mi stuzzicava ma non mi decidevo a leggere il romanzo nel timore di prendere, come diciamo a Roma, "una sola". E poi io conosco bene Milano e i milanesi, metà dei miei ...continua

    Erano decenni che questo titolo mi stuzzicava ma non mi decidevo a leggere il romanzo nel timore di prendere, come diciamo a Roma, "una sola". E poi io conosco bene Milano e i milanesi, metà dei miei cromosomi vengono da lì, perciò in un libro voglio trovarci le atmosfere che conosco... E ce le ho trovate! Dopo tanta attesa eccola là la città che ho visto da piccola, con le sue cinquanta sfumature di grigio, con la sua gente così "milanese" anche quando è là solo da meno di una generazione. Per fortuna io non ho conosciuto il sottobosco criminale che popola il romanzo, ma tanti dettagli e atmosfere si incastrano benissimo nei miei ricordi.
    Crudele e coinvolgente la storia, ben disegnati i personaggi, la narrazione non ha cedimenti e cresce trascinando verso un finale nero come il sangue rappreso e duro come un pugno nello stomaco nel quale brilla qualche pennellata di feroce ironia.

    ha scritto il 

  • 4

    Vi sono ricordi intollerabili, che fanno morire

    Si chiude qui la quadrilogia che vede come protagonista Duca Lamberti e si chiude a mio avviso con quello che secondo me è, se non il più bello, il più sofferto, intenso e toccante capitolo. La soffer ...continua

    Si chiude qui la quadrilogia che vede come protagonista Duca Lamberti e si chiude a mio avviso con quello che secondo me è, se non il più bello, il più sofferto, intenso e toccante capitolo. La sofferenza di un anziano padre a cui scompare misteriosamente la bellissima e statuaria figlia è a dir poco insopportabile, fa male sul serio leggere mentre parla della sua bambina di 28 anni con problemi mentali, coccolata e protetta dal mondo ma soprattutto da se stessa. L'orrore, anche lui, è insopportabile. Le frasi e i concetti ripetuti che per mano di qualsiasi altro autore potrebbero esser visti come allungamento del brodo, qui invece sottolineano ossessivamente il dolore, la pietà, la collera, la follia. Solo Scerbanenco può farlo. Appena finito di leggerlo e sono scossa e commossa

    La civiltà di massa ha questo pregio, che ciascuno può annegare liberamente senza che gli altri gli diano fastidio nel tentativo di salvarlo. E' in fondo una forma di delicatezza e di rispetto dell'opinione altrui di morire da sè

    ha scritto il 

  • 4

    l'ultimo Duca!

    peccato! è davero un peccato che questa de "i milanesi ammazzano il sabato" sia l'ultima avventura di Scerbanenco che ha per protagonsta Duca Lamberti. anche questo è in bel giallo a tinte fosche ed o ...continua

    peccato! è davero un peccato che questa de "i milanesi ammazzano il sabato" sia l'ultima avventura di Scerbanenco che ha per protagonsta Duca Lamberti. anche questo è in bel giallo a tinte fosche ed oversize. sembra, dai libri di Scerbanenco che i milanesi siano tutti simpatici! chissà se lo sono veramente.

    ha scritto il 

  • 4

    Perchè i criminali non sono mai intelligenti...

    Uno splendido noir del 1969 che, mi spiace ammetterlo, scopro solo oggi, a oltre trent’anni dalla sua pubblicazione. Ne sono rimasto completamente affascinato. Innanzitutto, c’è la lingua di Scerbanen ...continua

    Uno splendido noir del 1969 che, mi spiace ammetterlo, scopro solo oggi, a oltre trent’anni dalla sua pubblicazione. Ne sono rimasto completamente affascinato. Innanzitutto, c’è la lingua di Scerbanenco, forse datata ma, proprio per questo, capace di restituire un’atmosfera in “bianco e nero” in una Milano che comincia a trasformarsi grazie al travolgente “miracolo economico”.
    Poi c’è il poliziotto, Duca Lamberti, dal passato ambiguo, ma incapace di restare indifferente di fronte all’efferatezza di una criminalità che non ha nulla a che vedere con il vieto cliché dei “buoni, vecchi banditi di una volta”. Questi sono delinquenti fatti e finiti, senza scrupoli, senza umanità, capaci di atroci nefandezze.
    E poi c’è la storia. C’è la ragazza, Donatella, una ragazzona di ventotto anni, ritardata mentale, dalle proporzioni gigantesche, ma – ad onta di ciò – bellissima e ninfomane. E c’è il padre, impiegato alla Gondrand, che la tiene chiusa in casa, la protegge, la coccola, forse un po’ la vizia. Ma in fondo è come una bambina!
    Un bel giorno, però, Donatella scompare dall’appartamento ben chiuso in cui vive. Come hanno fatto ad entrare e, soprattutto, che fine ha fatto la ragazza? A quest’ultima domanda la risposta viene facile: sarà stata istradata nell’oscuro ambiente della prostituzione milanese che – si scoprirà – in quegli anni è un settore torbido e quanto mai fiorente.
    Venire a capo del mistero sembra, per Lamberti, una questione personale. L’indagine andrà avanti, malgrado numerose battute d’arresto fino al finale drammatico e liberatorio di cui, pensando ai pochi che – come me – scoprono in ritardo questo bel romanzo di Scerbanenco, non rivelerò assolutamente nulla.
    Un’ultima annotazione. Ho riflettuto sulla definizione che molti danno dell’autore, spesso ricordato come il “Simenon italiano” e sono giunto alla conclusione che – fatta salva l’enorme quantità di scritti dell’autore francese – il paragone non è forse campato in aria.

    ha scritto il 

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