I miserabili

Di

Editore: Bietti

4.5
(4345)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1159 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Portoghese , Svedese , Olandese , Turco , Polacco , Ungherese , Ceco

Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Gastone Toschi ; Prefazione: Giuseppe Valentini

Disponibile anche come: Copertina rigida , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , CD audio , eBook , Non rilegato , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un viaggio lungo (4 mesi) accanto a Jean Valjean. Non pensavo saremmo stati insieme così tanto, e a volte non è stato semplice. Ma di certo, ora che il viaggio è terminato, già mi manca. Un capolavoro ...continua

    Un viaggio lungo (4 mesi) accanto a Jean Valjean. Non pensavo saremmo stati insieme così tanto, e a volte non è stato semplice. Ma di certo, ora che il viaggio è terminato, già mi manca. Un capolavoro assoluto, scritto con una capacità narrativa e letteraria mostruosa e inaudita. Soltanto un vero cinico riuscirebbe a non emozionarsi di fronte allo straordinario personaggio di Jean Valjean e al monello Gavroche. E non è indispensabile essere credenti per provare empatia per il percorso umano di Valjean.

    ha scritto il 

  • 5

    "Il bello è altrettanto utile dell'utile stesso.” E aggiunse, dopo una pausa: “Forse di più.”

    Libro chiuso. Lacrime agli occhi. Sapore di amaro.
    Dopo una galoppata di 1.500 pagine circa, la sensazione è quella di essere abbandonata. E cosa potrò mai leggere ora che sia all'altezza di questa o ...continua

    Libro chiuso. Lacrime agli occhi. Sapore di amaro.
    Dopo una galoppata di 1.500 pagine circa, la sensazione è quella di essere abbandonata. E cosa potrò mai leggere ora che sia all'altezza di questa opera monumentale e magnifica?

    La bellezza del racconto, la voglia di tornare a leggere, le digressioni storiche, sociali, politiche di grande interesse... e il linguaggio, il modo in cui Hugo riesce ad incantare con le parole...

    "Il silenzio era dappertutto, intorno a lui; ma era l'incantevole silenzio del sole tramontato in una gloria d'azzurro. Era il crepuscolo e stava per giungere la notte, la grande liberatrice, l'amica di tutti coloro che han bisogno d'un mantello d'ombra per uscire dall'angoscia; e il cielo s'offriva da ogni parte, come un'enorme calma. Il fiume gli scorreva ai piedi col rumore d'un bacio"

    L'arguta ironia di Hugo che si nasconde tra le pieghe delle storia...

    "errare è umano, gironzolare è parigino"

    "lo scetticismo, carie secca dell'intelligenza"

    "Il gatto errata corrige del sorcio"

    "Non aveva mai saputo troppo bene che cosa fosse la bellezza d'una donna; ma, per istinto, comprendeva ch'era una cosa terribile."

    "V'è un momento in cui le fanciulle sbocciano in un batter d'occhio e diventan rose ad un tratto; ieri si son lasciate bambine, oggi si ritrovano inquietanti...."

    L'eleganza e la dolcezza del suo parlare d'amore...

    "Un bacio e fu tutto."

    "Cosa accadeva tra quei due esseri? Nulla, si adoravano.

    "Cos'erano quelle parole? Soffi, nulla più, soffi sufficienti a turbare e a commuovere tutta quella natura."

    Le citazioni son tante perché è frustrante cercare di rappresentare questo monumento della letteratura. La parola a Hugo quindi per comprendere quanto sia necessario e bello leggerlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Morire non è niente; è spaventoso non vivere.

    Questo mattone è riuscito a farmi ricredere su Hugo (l'esperienza di Notre Dame de Paris ha avuto i suoi alti e bassi) e a rendere giustizia a tutte le lo ...continua

    Morire non è niente; è spaventoso non vivere.

    Questo mattone è riuscito a farmi ricredere su Hugo (l'esperienza di Notre Dame de Paris ha avuto i suoi alti e bassi) e a rendere giustizia a tutte le lodi che la mia professoressa di francese faceva a questo autore!
    Come leggere un libro di 1500 pagine senza accorgersene?! Una ventina di pagine al giorno (ad esclusione della mini-maratona dell'ultima parte, dalle barricate in poi non l'ho più mollato) e soprattutto il salto del paragrafo quando Hugo si prende una pausa dalla storia per dar spazio ad una delle tante divagazioni di carattere storico (tutto il capitolo su Waterloo l'ho recuperato a piccole dosi, via via che proseguivo con la lettura) e tutto va liscio come l'olio..

    Adesso un rewatch del musical è d'obbligo!!! *prepariamo i fazzolettini

    ha scritto il 

  • 3

    Digressioni a profusione

    Romanzo prolisso, in cui sprazzi di vicende interessanti tra i protagonisti sono intervallati da enormi digressioni, lunghe vari capitoli, su argomenti incredibilmente vari.
    Per carità, è un affresco ...continua

    Romanzo prolisso, in cui sprazzi di vicende interessanti tra i protagonisti sono intervallati da enormi digressioni, lunghe vari capitoli, su argomenti incredibilmente vari.
    Per carità, è un affresco storico, della società e della mentalità dell'epoca.
    Ma abbiamo, a caso:
    - Trattato sui monasteri
    - Sommosse, disordini e insurrezioni
    - Analisi dettagliata di Waterloo
    - Le fogne di Parigi e loro mappatura
    - Luigi Filippo
    - I "birichini" di Parigi

    E così via.
    Ho faticato, ma alcune frasi sono memorabili.

    《Amici, ricordatevi bene che non esistono erbe cattive o uomini malvagi, ma solo dei pessimi coltivatori.

    ha scritto il 

  • 0

    Il più grande capolavoro della letteratura francese, a mio avviso. è palese che Hugo sia un uomo di grande cultura per tutti gli excursus storici presenti all'interno dell'opera, per esempio il mio pr ...continua

    Il più grande capolavoro della letteratura francese, a mio avviso. è palese che Hugo sia un uomo di grande cultura per tutti gli excursus storici presenti all'interno dell'opera, per esempio il mio preferito sul ruolo che hanno sempre svolto nel corso del testo le istituzioni monacali. Inoltre è anche un uomo dalla grande sensibilità, la storia di Fantine e tutta la sua introspezione psicologica mi ha commosso tantissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho amato follemente questo libro, nonostante lo avessi cominciato con notevoli pregiudizi. Il libro è scorrevole, affascinante e commovente, qualsiasi cosa si cerchi in un romanzo qui c'è: redenzion ...continua

    Ho amato follemente questo libro, nonostante lo avessi cominciato con notevoli pregiudizi. Il libro è scorrevole, affascinante e commovente, qualsiasi cosa si cerchi in un romanzo qui c'è: redenzione; amore di coppia, filiale e per la patria; ossessione e rivalsa. Un autentico capolavoro che ognuno dovrebbe leggere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Leggendo i miserabili mi sono accorta di come nel libro non sia tanto importante la trama quanto i personaggi e la loro analisi psicologica. Sono rimasta molto colpita, come quasi tutti penso, dal per ...continua

    Leggendo i miserabili mi sono accorta di come nel libro non sia tanto importante la trama quanto i personaggi e la loro analisi psicologica. Sono rimasta molto colpita, come quasi tutti penso, dal personaggio di Jean Valjean un uomo forte, buono e onesto. Oserei dire quasi utopico. Del resto però credo che la grandezza del romanzo stia nel fatto che i personaggi sono sempre attuali e potremmo ritrovarli nella vita di ogni giorno: L'uomo onesto, quello meschino, quello furbo, quello innocente ecc. Un altro personaggio che ho molto apprezzato è Javert che dovrebbe essere il "cattivo" della situazione ma io non l'ho visto come tale, al contrario dei Thénardier che a mio parere sono i veri antagonisti della storia: brutali, senza scrupoli, avari, privi di amore verso gli altri ma la cosa peggiore senza nessun amore per i loro stessi figli. Cosette e Marius sono per me i personaggi peggiori, la prima una ragazza frivola e priva di personalità, il secondo un ragazzo ingenuo, pieno di pregiudizi e inetto. Marius la prima volta che compare nel romanzo sembra un ragazzo sveglio che cerca di capire la sua strada ma non appena entra in gioco Cosette neanche lui sa cosa vuole e quali siano i suoi pensieri politici o sulla vita. Si aggrappa a ciò a cui credeva il padre come verità assolute è questo lo fa apparire molto vuoto per me. Inoltre nella parte finale mi ha dato molto noia il modo in cui si comporta con Jean Valjean, venera i Thénardier e li vuole ricompensare nonostante siano criminali ma si scandalizza che Jean è un ex galeotto. Il personaggio di Eponine a mio parere è uno dei migliori, una ragazza sveglia e anche di cuore direi, lo stesso per suo fratello che in più punti mi ha fatto commuovere. Infine il nonno di Marius secondo me è da valutare perché descrive appieno l'amore di un nonno verso il nipote. Un romanzo ricco di emozioni, l'unica delusione è un po' la fine, non volevo che Jean Valjean morisse perché non si è goduto neanche un minimo della sua vita. Comunque a mio avviso un romanzo spettacolare, uno tra i più belli che io abbia mai letto.

    ha scritto il 

  • 4

    Pensavo sarebbe stato più facile da leggere e invece... In parte mi giustifico dicendo che era il mio primo approccio con l'e-book. Non tanto male come credevo (l'ebook intendo) ma decisamente è megli ...continua

    Pensavo sarebbe stato più facile da leggere e invece... In parte mi giustifico dicendo che era il mio primo approccio con l'e-book. Non tanto male come credevo (l'ebook intendo) ma decisamente è meglio il cartaceo. Ma torniamo a I miserabili. La prima impressione a caldo è di essere salita sulle montagne russe: pagine sublimi si intervallavano a interi paragrafi di assoluta prolissità immotivata se non dallo sfoggio di una immensa cultura. Un grande affresco, dettagliatissimo, di un'epoca. Belli i personaggi, o almeno quasi tutti, sia i buoni che i cattivi, dei quali si approfondisce la psicologia e l'animo. La vicenda, molto nota e che non sto a ripetere, li fa incontrare a più riprese e in barba a ogni buon senso, ma ad Hugo si perdona tutto perchè comunque ne valeva la pena e l'intreccio delle loro storie alla fine è un ricamo che combacia meravigliosamente nel grande turbine della città di Parigi. Tornando ai personaggi, confesso i mie preferiti: Jean Valjean, naturalmente, e poi soprattutto il vescovo Myriel e il nonno Gillenormand, segno che Hugo conosceva appieno l'animo degli anziani, come è logico immaginare. Meno riusciti i più giovani, sia Marius, che comunque è ben concepito, ma soprattutto Cosette che è molto deludente e sciocchina, nonostante le sue vicende infantili avrebbero dovuto far di lei una ragazzina sveglia. Eppure Hugo delinea altre figure femminili forti ed eroiche: Fantine in primo luogo e poi Eponine, che non esita a sacrificare la sua vita per il suo amore. Tutto è bene quel che finisce male, e comunque "Morire non è nulla; non vivere è spaventoso". Amen

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire... un vero classico. Bellissimo anche nelle divagazioni. Le cento pagine su Waterloo sono da sole un racconto breve indimenticabile. Certo, bisogna armarsi di pazienza e non avere fretta. Va ...continua

    Che dire... un vero classico. Bellissimo anche nelle divagazioni. Le cento pagine su Waterloo sono da sole un racconto breve indimenticabile. Certo, bisogna armarsi di pazienza e non avere fretta. Va "digerito" con calma. Ma ne vale la pena. L'avevo letto (più volte) tanti anni fa. Ma adesso è ancora più bello.

    ha scritto il 

  • 5

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Interessante trattato in tre volumi sulle fogne di Parigi. P ...continua

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Interessante trattato in tre volumi sulle fogne di Parigi. Peccato per quelle poche volte che è interrotto dalla storia.

    ha scritto il 

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