I miserabili

Di

Editore: Garzanti Libri

4.5
(4308)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1548 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Portoghese , Svedese , Olandese , Turco , Polacco , Ungherese , Ceco

Isbn-10: 8811379652 | Isbn-13: 9788811379652 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , CD audio , eBook , Non rilegato , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Jean Valjean, un forzato, si rifugia presso il vescovo di Digne, ma lo derubadi due candelabri. Arrestato, il vescovo testimonia in suo favore e Valjean,commosso, cambia vita. Il suo nuovo nome è Madeleine e, diventato sindaco,difende una donna, Fantine che, sedotta e abbandonata con la figlia Cosette,era stata arrestata e maltrattata dal commissario Javert che sospettava cheMadeleine e Valjean fossero la stessa persona. Per salvare un innocente,Valjean confessa la sua vera identità. Poi fugge, si rifugia a Parigi dove,dopo varie vicende, riuscirà a salvare Colette dal violento Thénardier. Nel1832 si trova sulle barricate con Marius che, salvato da lui, sposerà Colette.Quando Valjean morirà al suo capezzale ci saranno i candelabri del vescovo.
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  • 4

    Pensavo sarebbe stato più facile da leggere e invece... In parte mi giustifico dicendo che era il mio primo approccio con l'e-book. Non tanto male come credevo (l'ebook intendo) ma decisamente è megli ...continua

    Pensavo sarebbe stato più facile da leggere e invece... In parte mi giustifico dicendo che era il mio primo approccio con l'e-book. Non tanto male come credevo (l'ebook intendo) ma decisamente è meglio il cartaceo. Ma torniamo a I miserabili. La prima impressione a caldo è di essere salita sulle montagne russe: pagine sublimi si intervallavano a interi paragrafi di assoluta prolissità immotivata se non dallo sfoggio di una immensa cultura. Un grande affresco, dettagliatissimo, di un'epoca. Belli i personaggi, o almeno quasi tutti, sia i buoni che i cattivi, dei quali si approfondisce la psicologia e l'animo. La vicenda, molto nota e che non sto a ripetere, li fa incontrare a più riprese e in barba a ogni buon senso, ma ad Hugo si perdona tutto perchè comunque ne valeva la pena e l'intreccio delle loro storie alla fine è un ricamo che combacia meravigliosamente nel grande turbine della città di Parigi. Tornando ai personaggi, confesso i mie preferiti: Jean Valjean, naturalmente, e poi soprattutto il vescovo Myriel e il nonno Gillenormand, segno che Hugo conosceva appieno l'animo degli anziani, come è logico immaginare. Meno riusciti i più giovani, sia Marius, che comunque è ben concepito, ma soprattutto Cosette che è molto deludente e sciocchina, nonostante le sue vicende infantili avrebbero dovuto far di lei una ragazzina sveglia. Eppure Hugo delinea altre figure femminili forti ed eroiche: Fantine in primo luogo e poi Eponine, che non esita a sacrificare la sua vita per il suo amore. Tutto è bene quel che finisce male, e comunque "Morire non è nulla; non vivere è spaventoso". Amen

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire... un vero classico. Bellissimo anche nelle divagazioni. Le cento pagine su Waterloo sono da sole un racconto breve indimenticabile. Certo, bisogna armarsi di pazienza e non avere fretta. Va ...continua

    Che dire... un vero classico. Bellissimo anche nelle divagazioni. Le cento pagine su Waterloo sono da sole un racconto breve indimenticabile. Certo, bisogna armarsi di pazienza e non avere fretta. Va "digerito" con calma. Ma ne vale la pena. L'avevo letto (più volte) tanti anni fa. Ma adesso è ancora più bello.

    ha scritto il 

  • 5

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Interessante trattato in tre volumi sulle fogne di Parigi. P ...continua

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Interessante trattato in tre volumi sulle fogne di Parigi. Peccato per quelle poche volte che è interrotto dalla storia.

    ha scritto il 

  • 4

    L'umanità intera

    Difficile commentare brevemente un libro del genere. Pagine di grandissima ispirazione, scandaglio dell'animo umano.
    Unica pecca, che mi fa togliere una stellina (per ora, forse poi me ne pento e glie ...continua

    Difficile commentare brevemente un libro del genere. Pagine di grandissima ispirazione, scandaglio dell'animo umano.
    Unica pecca, che mi fa togliere una stellina (per ora, forse poi me ne pento e gliela rimetto, la quinta stella) sono alcune parti un po' lunghe in cui dal romanzo si passa al saggio storico o simile. Son belle e sarebbero anche interessanti, se si avesse pazienza e si stesse leggendo un saggio, ma qui in mezzo portano un pizzico di fastidio e mi hanno portato spesso a saltarle un po'.
    Ma resta un libro che strappa il cuore e alla fine ho lacrimato pure, mentr'ero nel bar con la tazzina di caffé, totalmente altrove. Un grande insegnamento di vita, nel bene e nel male.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo anni che mio padre insisteva per farmelo leggere, mi sono decisa a prendere in mano quella vecchia edizione dalla libreria dei miei e l'ho letto.
    Ne sono rimasta catturata fin da subito: i person ...continua

    Dopo anni che mio padre insisteva per farmelo leggere, mi sono decisa a prendere in mano quella vecchia edizione dalla libreria dei miei e l'ho letto.
    Ne sono rimasta catturata fin da subito: i personaggi, le vicende, gli intrecci, chi sparisce e chi ritorna, l'amore, Parigi, il dispiacere, il caso, la rivoluzione, l'impeto, la disperazione, l'ostinazione.

    Ci ho messo qualche mese a finirlo e nel frattempo ho letto anche altri 3 libri, ma ne è veramente valsa la pena. Grazie papà per aver insistito a farmelo leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Un grande classico della letteratura, le vicende di Jean Valjean e degli altri protagonisti che gravitano intorno a questo, sullo sfondo della Restaurazione. La perfezione nello descrivere le situazio ...continua

    Un grande classico della letteratura, le vicende di Jean Valjean e degli altri protagonisti che gravitano intorno a questo, sullo sfondo della Restaurazione. La perfezione nello descrivere le situazioni, gli ambienti ma soprattutto gli stati d'animo dei personaggi risulta essere anche troppo, per l'epoca in cui viviamo, veloce e sempre in movimento. una pietra miliare da avere comunque nella libreria.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma quanto gli piace scrivere

    La storia è bella ed i personaggi splendidi, ma è troppo 1800. Ci sono delle descrizioni infinite e la storia scorre poco. Per incontrare il protagonista bisogna leggere 50 pagine sul vescovo che lo a ...continua

    La storia è bella ed i personaggi splendidi, ma è troppo 1800. Ci sono delle descrizioni infinite e la storia scorre poco. Per incontrare il protagonista bisogna leggere 50 pagine sul vescovo che lo alloggia dopo l'uscita di prigione. In ogni caso è un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    Me miserable!

    Ma che meraviglia, che avventura questo romanzo: per i suoi protagonisti,in perpetua lotta con loro stessi, pure quando contro gli altri; per il suo autore, ovviamente, e modestamente anche per l'ambi ...continua

    Ma che meraviglia, che avventura questo romanzo: per i suoi protagonisti,in perpetua lotta con loro stessi, pure quando contro gli altri; per il suo autore, ovviamente, e modestamente anche per l'ambizioso ed avido lettore.
    L'ho amato tanto, malgrado - nonostante - forse anche un po' grazie la lunghezza estenuante e la lentezza delle numerose digressioni; mi sono scoperta a tratti furiosa ed a tratti divertita, poi stanca e combattuta ed ancora indignata e sconfitta.
    Un po' vergognosa -infine- ammetto di aver stoicamente sopportato la lettura delle pagine prettamente storiche (tante? troppe?) solo grazie la sagace e frizzante capacità di Hugo di rendere vivi eventi, date e nomi che sui libri di scuola sono spesso solo dei semplici caratteri stampati.
    E' un libro che non può non risvegliare domande tra filosofia ed etica, non sa lasciare indifferenti all'interrogativo più grande : "Ma io -al posto suo- avrei davvero agito così? Quanto forte può essere la voce della mia coscienza? E nel campo infinito, tra giusto e sbagliato... io dove mi siedo?"

    ha scritto il 

  • 5

    Il Romanzo dei Romanzi.

    È stata un'avventura anche soltanto il leggerlo.

    Attraverso vari stati d'animo ho ricordato le sensazioni vissute leggendo altri Libri: credo che molti, nel bene e nel male, abbiano "usato" Hugo per s ...continua

    È stata un'avventura anche soltanto il leggerlo.

    Attraverso vari stati d'animo ho ricordato le sensazioni vissute leggendo altri Libri: credo che molti, nel bene e nel male, abbiano "usato" Hugo per scoprire e imparare. Così mi sembra, alla fine, di aver letto decine di autori con stili, messaggi e fisime diverse: prima l'asceta che scopre candidamente il mondo, l'ossessionato che viene fulminato dalla passione, il reo che scava nella propria coscienza fino alla redenzione, l'eroe che non è mai pago di ciò che ottiene.

    Inoltre c'è tutto, ma proprio tutto: il bene e il male nettamente separati ed estremizzati, le vie di mezzo e le varie trasformazioni, la Storia narrata dai vincitori e dai vinti, l'aulico e il volgare, perfino i giochi stilistici sul linguaggio. È una tavolozza, questo libro: si passa dal bianco al nero attraverso tutte le sfumature possibili.

    Ah no... ecco! Forse una sola cosa non c'è e l'esercizio viene senz'altro lasciato al lettore.
    Chi sono i "miserabili"? Chi dice di esserlo forse non lo è, chi nemmeno pensa esista questa categoria forse lo è, chi accusa gli altri di esserlo... lo è?

    Alla fine mi sono emozionato, sì emozionato (con lacrimoni e nodo alla gola) come non facevo da anni
    (decenni ad onor del vero). Ha giocato così tanto con la prevedibilità che alla fine tutto è diventato imprevedibile. Poche pagine prima della conclusione mi son sorpreso a temere, deluso, una pessima fine che non desideravo. Poi a temere, altrettanto deluso, un'ottima fine che non desideravo.

    La fine è arrivata quasi inattesa, come un nuovo inizio.

    P.S. L'unica nota un po' stonata, per quanto riguarda il mio personalissimo gusto, è la prolissa ridondanza
    delle descrizioni "contestuali" (soprattutto quelle storiche)... ma è tutta colpa mia, lo so;
    d'altronde i "filler" sul gergo e sulle fogne di Parigi mi son piaciuti parecchio!

    ha scritto il 

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